giovedì 1 dicembre 2022

letture di novembre

 

Questo mese ho cominciato col botto perchè mi sono dedicata al ciclo delle Cronache delle Giungle della Pioggia, opera della fantastica Robin Hobb. I libri di questa autrice per me sono una vera e proprio droga, quando ne comincio uno non sono capace di posarlo fino a che non l'ho finito, di conseguenza ho fatto relativamente presto a leggere tutta questa mole di pagine. Ambientato dopo la trilogia sui Mercanti di Borgomago, andrebbe letta anche dopo quella dell'Uomo Ambrato. Di fatto è la continuazione degli eventi narrati nella trilogia di Borgomago perchè segue la nascita e successiva evoluzione dei draghi nati dopo che Tintaglia è riuscita a fare arrivare al sicuro i serpenti marini superstiti aiutandoli a imbozzolarsi. Tutti attendono con ansia ed entusiasmo la schiusa delle uova, ma i draghi che riescono a nascere sono deboli e deformi, tanto che la stessa Tintaglia li abbandona ben presto al loro destino e alle cure degli umani. Passano alcuni anni e i draghi sono diventati solamente un peso; non riescono a volare e quindi a procurarsi da soli il cibo, per cui si limitano a razzolare miseramente nel fango, alcuni più presenti a se stessi, altri al limite della stupidità, e devono essere costantemente nutriti. Gli uomini non ne possono più e intanto alcuni dei draghi più svegli improvvisamente cominciano a ricordare un luogo perduto nel quale in passato erano di casa; con le loro arti seduttive fanno sì che gli umani pensino che l'idea sia loro, quando invece sono proprio i draghi a decidere di partire alla ricerca della città perduta di Kelsingra. Ad accompagnarli sono mandati alcuni giovani dei quali tutti sembrano ansiosi di sbarazzarsi poichè sono pesantemente "segnati". Inizia così un viaggio verso l'ignoto che potrebbe anche concludersi in un fallimento ma che finisce per segnare l'inizio di una nuova era di convivenza tra draghi e uomini. Che dire che non abbia già detto di questa autrice? Per chi ama il genere fantasy è un must assoluto. Io l'adoro e mi rammarica il pensiero che sto per esaurire i suoi libri. Mi sa che dovrò rileggermeli tutti da capo, se voglio continuare a godermela!

Questo When the Lion feeds è il primo libro che Wilbur Smith ha dedicato alla famiglia Courtney, anche se cronologicamente la storia narrata viene dopo la serie di libri che ho già letto, ambientati tra il XVII e il XVIII secolo. Qui siamo invece nella seconda metà del 1800; Sean e Garrick Courtney sono gemelli, ma molto diversi. Il primo infatti è fisicamente più forte e di carattere altrettanto determinato, mentre il secondo appare più debole su entrambi gli aspetti. Sono comunque molto legati, tanto che nemmeno l'incidente in cui Sean per sbaglio spara a Garrick causandogli l'amputazione di una gamba riesce a separarli. Qualche anno dopo in compenso ci riesce una ragazza, Anna, che dopo aver sedotto Sean ed essere rimasta incinta, quando Sean stesso viene dato per morto in guerra non trova niente di meglio che attaccarsi come una patella al timido Garrick, da sempre innamorato di lei. Sean però torna a casa e trova i due sposati; la convivenza non può funzionare, e infatti Anna fa credere a Garrick di essere stata violentata da Sean e lui non prova nemmeno a difendersi, prende la sua parte dell'eredità paterna e se ne va all'avventura. La storia dei due fratelli e della ragazza opportunista la si era già vista in uno dei romanzi precedenti, cosa che comunque non mi ha impedito di godermi questo libro visto che Smith ha sempre qualche asso nella manica per tenere desta l'attenzione dei lettori.

Kleifarvatn oltre che il titolo originale di questo libro è anche il nome del lago in cui un'idrologa trova uno scheletro. Normalmente il livello del lago sarebbe stato di quattro metri superiore, ma per via di una crepa sul fondo apertasi in seguito a un terremoto, l'acqua sta lentamente defluendo; è questo fatto a riportare a galla le ossa. Appare subito chiaro che si tratta di un omicidio perchè il cranio ha subìto un forte colpo; come sempre Erlandur si butta a capofitto nell'indagine, visto che i casi di scomparsa sono la sua ossessione. La verità questa volta si trova tra alcuni islandesi che, affascinati dal comunismo, negli anni Cinquanta avevano trascorso un periodo di studi nella Germania dell'Est. Sempre intrigante Indriðason, che a questo giro fa entrare nella vita di Erlendur anche il figlio e lascia uno spiraglio di speranza riguardo alla sua vita sentimentale.

Certo che leggere Bryndza dopo Indriðason è come passare di botto dall'analogico al digitale XD Molto diverse le atmosfere, i protagonisti e pure i casi. L'aria dolente dell'Islanda di Erlendur lascia il posto all'adrenalinica vita londinese, i plausibili e umani moventi creati da Indriðason cozzano decisamente con la serial killer di questo romanzo, secondo della serie con Erika Foster come protagonista. Appare già chiaro così a chi va la mia preferenza, se non che a volte ho il bisogno di leggere robe che mi fanno completamente svuotare il cervello. Un po' come se avessi bisogno di prendere una sbronza. Sicuramente Bryndza è uno degli autori adatti, nel senso che scrive cose che tengono desta l'attenzione ma che è meglio non approfondire troppo. O forse non toccano i tasti che invece altri autori sfiorano regolarmente. Comunque sia, ripensando al romanzo precedente ho notato che anche questo The Night Stalker sembra seguire una scaletta simile, cosa che non cessa mai di irritarmi leggermente. Mi sono sempre chiesta se lavorano così anche i miei autori preferiti: forse sì, e sono solo più bravi a dissimularlo.

Ero curiosa di leggere questo libro in particolare di Harlan Coben perchè tra tutte le serie tratte dai suoi lavori, quella francese ricavata da questo non mi aveva convinto granchè. La storia è quella di un uomo, fratello di un presunto omicida. Sono passati undici anni dal delitto, durante i quali non si sono più avute sue notizie; c'è chi pensa che sia morto, chi che si sia nascosto bene. Al capezzale della madre moribonda, il protagonista si sente dire che il fratello è vivo. Pochi giorni dopo, a sparire è l'amatissima fidanzata, e quando l'FBI lo informa che le impronte digitali della donna sono state trovate sul posto di un duplice omicidio, lui stenta a crederci. Con l'aiuto di un amico  e della sorella della vittima del fratello - che poi era anche la sua ex-ragazza - comincia così a investigare da solo per cercare di capirci qualcosa. Bene, sono contenta di poter dire che il libro mi è piaciuto, al contrario della serie. Peccato averlo rovinato, le potenzialità ci sono tutte. L'unica cosa che mi perplime è la sottotrama riguardante l'amico, che alla fine non mi sembra così fondamentale per la trama. Difatti, visto che Coben ama i colpi di scena dell'ultimo minuto, mi aspettavo che avesse avuto un ruolo nel fattaccio del fratello, invece no.

Mori Yoko ha avuto una carriera letteraria breve, ma importante. Breve perchè il suo romanzo d'esordio è del 1978 e nel 1993 è morta. Importante perchè ha saputo cogliere perfettamente lo spirito degli anni Ottanta, soprattutto quello di donne inquiete e insoddisfatte. Naturalmente va tutto contestualizzato al periodo, come fanno notare le traduttrici. Questo libro è una raccolta di racconti, il primo dei quali e più lungo è proprio quel Jouji 情事 (relazione amorosa) che ha segnato il suo esordio. Qui la protagonista, sposata con un inglese e madre di una figlia, negli ultimi tre anni ha intrecciato diverse relazioni clandestine per distrarsi dal suo matrimonio fallito. L'ultima storia è con un giornalista americano del quale finisce per innamorarsi ma che, proprio come le altre, non ha futuro. Come notavano le traduttrici infatti spesso le protagoniste delle sue storie hanno questo in comune, che per quanto facciano alla fine niente cambia per loro. Le storie di relazioni extraconiugali in Giappone si chiamano furin 不倫, termine che contiene il concetto di immoralità, tuttavia i racconti di Mori Yoko sono molto più di questo. L'impressione è che le sue protagoniste usino il sesso come via di fuga, con una forte connotazione esistenziale. Il sesso le libera e le definisce, anche se poi finiscono per tornare nei ranghi, più o meno scornate. Alcuni racconti poi sono molto ironici e divertenti. Devo dire che ho apprezzato molto e che mi piacerebbe leggere altro di questa autrice, anche se penso che al momento non sia stato tradotto altro in italiano.

Devo dire che questo libro è stato una piacevole sorpresa. Ovvero: è il genere di cosa che potrebbe rivelarsi tale o, al contrario, essere una mezza ciofeca. Questo detto in base ad esperienze precedenti e anche riguardo a libri che hanno avuto successo. Difatti il presupposto è quello di una persona fortemente traumatizzata che si allontana da casa e dalla sua solita vita per ritrovare se stessa. In questo caso la protagonista è un pezzo grosso dell'unità antiterrorismo della polizia francese che tre mesi prima si è trovata coinvolta in un attentato dinamitardo che le ha procurato gravi ferite. Ancora provata fisicamente, decide di trascorrere un periodo nella sua città natale, un paesino dell'entroterra della Costa Azzurra, per rilassarsi e riprendersi. In quel paesino Isabelle ci ha vissuto pochi anni perchè i genitori sono morti in un incidente automobilistico quando lei era una bambina; miracolosamente sopravvissuta, viene affidata alla nonna che vive altrove. Per lei è quindi bello immergersi nuovamente nei ricordi e ritrovare una vecchia compagna di giochi, ma la pacchia dura poco perchè viene commesso un omicidio in una villa vicina e così il suo capo - che è dell'idea che la migliore cura sia il lavoro - la richiama in servizio, dato che si trova già sul posto. Vicende personali e indagini proseguono di pari passo e col giusto equilibrio, per questo la lettura mi ha soddisfatta. L'autore - un misterioso tedesco che scrive sotto pseudonimo - ha prodotto altri due volumi con questa protagonista, magari in futuro li leggerò.

7 commenti:

  1. Un mese davvero ricco!
    Io ho letto "Il destino del leone" un sacco di anni fa... ricordo cose sparse e tanti pianti! xD

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    1. Decisamente Smith sa toccare l'animo dei suoi lettori!

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  2. Curiosità. Noto che ami il fantasy: hai mai letto gli otto libri che compongono la saga de La torre nera, di Stephen King?

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