giovedì 1 settembre 2022

letture di agosto

Il sole scivolò oltre le vette delle montagne.

Gli ultimi raggi sfiorarono la terra con il loro calore, poi rimase soltanto il roseo bagliore che ricordava il giorno trascorso e da est l'oscurità tinta d'indaco si avvicinò rapidamente, mentre il vento prendeva a soffiare fra le colline tagliente come una lama, quasi la primavera fosse soltanto un sogno appena ricordato, con il ghiaccio che rivestiva ancora le rientranze protette dall'ombra.

Continuo a non capire perchè questo autore da noi è così bistrattato. Non solo poco tradotto, ma caduto nel dimenticatoio perchè mi sono dovuta cercare i libri di questa serie usati su Ebay, visto che non si trovano nè nuovi in cartaceo nè in versione ebook. Secondo volume della saga di Riftwar, questo Silverthorn parte circa un anno dopo la fine per precedente. Mikdemia è pacificata e il re Lyam torna da un lungo viaggio durante il quale ha visitato i suoi possedimenti per consolidare il proprio potere. Sembra che tutto debba andare per il meglio, ma una nuova minaccia appare all'orizzonte. Alcuni attentati alla vita del principe Arutha vengono sventati, ma una freccia avvelenata a lui destinata va a colpire la sua quasi moglie proprio nel giorno delle nozze. La giovane viene messa da Pug in una sorta di stand-by temporale che rallenta l'effetto del veleno, questo per permettere ad Arutha di andare alla ricerca dell'antidoto. Lungo il viaggio si verranno a sapere più cose sul nuovo nemico. Decisamente fantasy classica: che sia per questo che di questi giorni non va? A me invece questo libro è piaciuto un sacco e non vedo l'ora di leggere il terzo e ultimo.

Le porte sono nuove, ad apertura automatica. Che lusso. Sono cambiate dall'ultima volta che Aidan è stato qui.

Questo libro forse non farà venire voglia di leggere a chi non ce l'ha (anche perchè, non avendola, non leggerebbe questo libro XD), ma di sicuro ricorda a chi legge perchè i libri sono importanti. The Reading List (la lista di lettura - titolo originale come sempre perfettamente azzeccato rispetto alla versione italiana) gira intorno a due personaggi che inizialmente di libri ne bazzicano pochi. Mukesh, un anziano di origine indiana, è rimasto vedovo da due anni e trascina un'esistenza solitaria e monotona; Aleisha ha accettato di lavorare in biblioteca per l'estate, ma si annoia e rimpiange di non poter avere un'adolescenza spensierata come quella dei suoi amici, in quanto insieme al fratello deve prendersi cura della madre colpita da una grave depressione. La moglie di Mukesh era un'avida lettrice e quando lui ritrova per caso un libro che la donna aveva preso in prestito e che non era stato restituito, prova a leggerlo e gli si spalanca davanti un mondo. Decide così di recarsi alla biblioteca frequentata a suo tempo dalla moglie e chiede consigli di lettura alla svogliata Aleisha. La ragazza in seguito si pente di essere stata sgarbata e grazie a un frequentatore abituale della biblioteca che le dà una lista di lettura, contatta Mukesh. Sarà l'inizio di un'inaspettata amicizia, oltre che la scintilla che porterà entrambi ad amare i libri. Questa grossomodo la trama, ma in realtà c'è molto di più in questo romanzo che sul finale mi ha pure commosso.

L'asfalto scintillava al chiaro di luna mentre Andrea Douglas-Brown camminava a passo svelto lungo la strada deserta.

The Girl in the Ice è il romanzo di esordio di Robert Bryndza e il primo libro della serie con protagonista la detective Erika Foster.  Questo tale è anche attore e commediografo, e questo libro ha avuto un grandissimo successo in Inghilterra. Si tratta di un giallo con una prima vittima che è figlia di un baronetto, cosa che scatena l'interesse della stampa e causa una serie di intromissioni nell'indagine. Erika Foster viene assegnata al caso dopo un lungo periodo di congedo in seguito alla morte del marito durante un'operazione di polizia che ha contato altre quattro vittime. La donna pare pronta a rimettersi al lavoro anche se non ha ancora elaborato il lutto al 100%; fin da subito lei ha le giuste intuizioni, ma un collega idiota e le pressioni della famiglia della vittima fanno sì che le venga tolto il caso. Allora: questo è il classico libro che si legge tutto d'un fiato e ho trovato il personaggio della protagonista azzeccato, tuttavia ci sono stati alcuni dettagli che non mi hanno convinto fino in fondo e in generale mi pare che stiamo più dalle parti dei thriller glamour che non di quelli dei miei autori preferiti. Tra dieci anni mi ricorderò sicuramente di Elisabeth George, ma ho qualche dubbio che Bryndza mi resterà in mente. Ripeto: come lettura d'evasione va benissimo, però mancano quell'approfondimento psicologico e quella cura dei dettagli che amo trovare in questo genere di storie.

Il punto è che non riesco proprio a lasciar correre. Le cose fuori posto non mi danno pace. Le devo sistemare per forza. Qui e ora. Non per niente mi chiamano Fixie.

Sophie Kinsella è diventata il mio scacciapensieri ufficiale. Le sue storie tenere e ironiche sono il perfetto antidoto ai pensieri pesanti, il perfetto antistress. Leggi e sai bene che nella vita reale nulla di tutto ciò potrebbe mai accadere, eppure tutto risulta appagante e perfino plausibile. Non fa eccezione questo I Owe You One, la cui protagonista (come detto nell'incipit) ha la mania di voler sistemare tutto. Minore di tre fratelli, soffre però di una mancanza di autostima causatale dal fatto che fratello e sorella maggiori sembrano tanto perfetti quanto lei è inadeguata. Le cose naturalmente non stanno così e Fixie dovrà farci i conti quando si troverà a dover mandare avanti il negozio di famiglia. Non manca ovviamente la storia romantica.

Il cane annusava la mia valigia. Per essere un cane antidroga era un esemplare incredibilmente morbidoso, forse un Hovawart.

Ci sono libri classificati come per l'infanzia che in realtà hanno qualcosa da dire pure agli adulti, poi ci sono libri di genere young adult decisamente limitati al target di riferimento. E' il caso di questa trilogia dedicata ai sogni lucidi, opera di un'autrice già letta tempo fa. Ovviamente quanto detto sopra non vuole dire che questi libri facciano schifo, ma semplicemente che il tutto è un piacevole divertimento che non vuole comunicare nessuna verità profonda. In questo caso il fatto che i protagonisti siano adolescenti si limita proprio a questo: un gruppo di ragazzini che fanno cose - più o meno - da ragazzini. Visto che, come già detto recensendo la Kinsella, ho bisogno di scaricare il cervello, quale cosa migliore di questi tre libri? La protagonista e voce narrante è Liv, una quindicenne che si è appena trasferita a Londra con la sorella minore e la bambinaia - ormai diventata più un'amica, vista l'età delle fanciulle - per riunirsi alla madre. Nessun dramma famigliare: i genitori sono felicemente divorziati e la madre si è appena messa insieme a un uomo facoltoso. No, i guai qui arrivano nel sonno perchè Liv si trova a fare un sogno lucido nel quale incontra un gruppo di ragazzi che stanno celebrando un rito satanico. Come dice il proverbio, la curiosità uccise il gatto. Liv non ci lascia le penne, però non esita a farsi coinvolgere perchè è incuriosita da tutta questa faccenda demoniaca. Questa trilogia mi è piaciuta anche di più di quella precedente dedicata alle gemme; probabilmente il motivo è la questione dei sogni, lucidi o no, perchè per il resto è tutto abbastanza convenzionale.

Fermi sulla battigia, i tre guardavano la luna, che stendeva sulle acque scure un sentiero di riflessi baluginanti e iridescenti.

Quinto libro della prima saga dedicata ai Courtney, questo Blue Horizon è ambientato circa vent'anni dopo la fine del romanzo precedente. Ritroviamo quindi Tom e Dorian, e i loro figli Jim e Mansour. Jim s'innamora a prima vista di una ragazza che si trova a bordo di una nave di condannate; infischiandosene di quale possa essere stato il suo crimine, si mette in testa di liberarla. La giovane, che si chiama Louisa, è effettivamente innocente ed è stata incastrata sulla base di false accuse per evitare che creasse problemi al suo padrone. L'evasione, che avviene durante una tempesta, riesce, però crea problemi non solo a Jim, costretto a fuggire dalla colonia del Capo, ma anche alla sua famiglia che è accusata di averlo aiutato. Intanto anche Dorian si trova con una gatta da pelare; viene avvicinato da un uomo che lo informa che il fratellastro è stato costretto a fuggire in seguito  a una rivolta e che la sue presenza è richiesta sul trono dell'Oman, ora suo di diritto. Egli rifiuta per non abbandonare l'amata moglie, ma il destino ha piani diversi. Particolarmente ricco di avvenimenti e a tratti più truculento del solito, questo ennesimo libro pieno di avventura. Riflettevo sul fatto che questo è il genere di storie in cui sai che i buoni trionferanno, anche se dovranno soffrire nell'intento, ma anche se il finale è scontato le si legge sempre con molto divertimento.

Sono trascorsi più di trent'anni dalla prima volta che attraversai il passo di Amagi.

La maniera in cui questo tipo di gialli è costruito è molto diversa dalle acrobazie alle quali ci hanno abituato i best sellers. Tutto qui è discreto. Si tratta in realtà di un racconto, non di un romanzo, perciò questo Amagi goe 天城越え si legge in poco tempo. Pubblicato in Giappone nel 1959 e diventato nel 1998 un film per la TV, racconta di un sedicenne che decide di scappare di casa per raggiungere il fratello a Shizuoka. Ha pochi spiccioli in tasca e dopo poco gli manca il coraggio di viaggiare da solo, perciò si accosta ad altri viaggiatori fino a che non decide che è meglio se torna a casa. Sulla via del ritorno incontra una donna che lo affascina e con la quale fa un tratto di strada, oltre a incrociare nuovamente un altro viandante visto all'andata. E' proprio costui la vittima del delitto, mentre la donna diventa la principale sospettata. Leggere queste storie per me è sempre molto piacevole, ma capisco che chi è abituato a Donato Carrisi ci rimarrebbe male XD

Le urla iniziarono alle tre del mattino. Tabitha non aveva mai sentito un essere umano ululare a quel modo.

House of Correction è il primo libro che mi è capitato di leggere firmato da una coppia di autori, marito e moglie, che scrivono insieme sotto lo pseudonimo di Nicci French. Protagonista di questo libro è Tabitha, una trentenne piuttosto confusa, tanto confusa che da principio non è ben sicura di non avere veramente ucciso lei Stuart Rees, il cui cadavere è stato rinvenuto nella sua rimessa. Il dubbio in realtà le passa presto, però le circostanze sono tali che la polizia la ritiene colpevole e non si premura di cercare altre piste o approfondire più di tanto le indagini. La sua avvocata le consiglia di dichiararsi colpevole e chiedere l'infermità mentale, ma Tabitha è convinta della propria innocenza a preferisce giocarsi il tutto per tutto arrivando addirittura a difendersi da sola in tribunale. Devo dire che questo romanzo mi è sembrato molto ben riuscito, così come il personaggio di Tabitha, e quindi in futuro non escludo di cercare altre cose di questi autori.

Il cappuccino. La risposta della New Age ai momenti di malumore. Poche cucchiaiate di espresso, una schiuma di latte riscaldato a vapore con l'accompagnamento di una spruzzatina, di solito completamente insapore, di cioccolato in polvere e tutto d'un tratto ogni cosa, nella vita, dovrebbe rientrare nell'ordine prestabilito. Che scemenze.

Elizabeth George è sempre una garanzia, ma con questo libro si è superata. Decisamente è uno di quelli che mi è piaciuto di più finora, anche se la lista di quelli ancora da leggere è lunga. A questo giro sono St. James e Deborah a dare avvio alle indagini. Deborah ha incontrato in prete che le ha detto qualcosa che l'ha colpita, in un momento in cui era particolarmente depressa; per questo motivo quando i due decidono di fare una breve vacanza, si recano nel paese di questo prete perchè lei vorrebbe rivederlo, solo che scoprono che l'uomo è morto qualche settimana prima. Avvelenato per errore, secondo il verdetto ufficiale, però ci sono diverse cose che suonano stonate e così viene contattato Linley che, reduce dall'ennesimo litigio con Helen, non vede l'ora di trovare una distrazione. Si potrebbe dire che in questo romanzo è stata messa molta carne al fuoco, ma questo non è un problema quando le cose vengono gestite al meglio. In effetti ho pensato spesso di stare leggendo un romanzo piuttosto che un giallo per via del fatto che viene approfondita anche la psicologia di personaggi che si scoprono non avere nulla a che fare con l'avvelenamento del prete, e questo fornisce una descrizione a tutto tondo del contesto. Insomma, se lo si sa fare bene, ci si può pure dilungare!

Appena prese l'osso dalle mani della bimba, che era seduta per terra e lo masticava, si accorse che era umano.

Quarto romanzo con protagonista il commissario Erlendur, questo Grafarþögn (silenzio grave) lo avevo letto una ventina d'anni fa e quindi non correvo il rischio di ricordarmi chi era l'assassino a questa seconda lettura. Mi azzardo a dire che è quello che finora mi è piaciuto di più. Pure stavolta Erlendur si trova davanti a un caso che arriva dal passato: un bambino, giocando in una casa in costruzione, trova quello che crede un sasso e che invece è un osso umano. I resti di questo scheletro si trovano lì da almeno cinquant'anni, il medico legale è in vacanza in Spagna e lo scavo viene affidato a un gruppo di archeologici che procedono con molta prudenza e lentezza esasperante, tanto che passano molti giorni prima che si capisca se il morto era un uomo o una donna. Intanto anche Erlendur e compari scavano alla loro maniera, cercando chi viveva nella zona tanti anni prima per dare un'identità al cadavere. Costruito seguendo due filoni narrativi - quello del presente e quello del passato - è una storia a tratti straziante nella sua crudezza, e piena di tristezza in altri.


4 commenti:

  1. Hai letto così tanto??? Mi sento proprio una cacchina nel non riuscire a leggere.. sono di una lentezza mostruosa!

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    1. Certo giorni non ho praticamente fatto altro che leggere, sia perchè era troppo caldo per fare altro, sia perchè mi aiuta a evadere.

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  2. Faccio eco a Nyu, queste potrebbero essere le mie letture di un intero anno :-D
    (in passato leggevo molto di più, ma ora invecchiando sto perdendo smalto come lettore).

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    1. In passato avrei piuttosto visto qualche serie o film in più, quest'anno ho dato la precedenza alla lettura anche perchè la stanza del computer era un forno, mentre a leggere andavo nel salone dove si stava meglio.

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