giovedì 29 settembre 2022

letture di settembre

Stavo pensando di variare un po' la maniera in cui è costruita questa rubrica, anche se non so bene in che modo. Quindi questo mese provo a navigare a vista, in attesa di un'ispirazione più strutturata.

Inizio quindi con una tripletta:

Questo è il mio primo incontro con James Patterson, scrittore americano considerato uno dei più importanti autori di thriller contemporanei, a dire di Wikipedia. Ha scritto molti libri suddivisibili in diverse serie; questi tre fanno parte del ciclo denominato "Le donne del club omicidi". Ciò che mi ha intrigato è stata infatti questa combinazione. Questi libri sono scritti in maniera molto avvincente e le protagoniste sono ovviamente interessanti; in realtà la voce narrante, nonchè presenza predominante, è quella della detective Lindsay Boxer. Leggerli di fila mi ha portato a notare che sono libri molto strutturati. Premetto che non sono una scrittrice e quindi forse quanto sto per dire è un'emerita cazzata, ma ho avuto proprio l'impressione che l'autore abbia seguito una scaletta: nel tale capitolo succede questo, nel tal'altro succede quello, eccetera. Non voglio spoilerare, ma anche la maniera in cui vengono presentati e quindi risolti i casi sono simili. Tutto questo mi ha rovinato il divertimento? No, perchè, come dicevo, la scrittura è buona, le trame avvincenti, i personaggi piacevoli. Penso solo che abbia senso leggere i prossimi della serie (perchè li leggerò) a una certa distanza l'uno dall'altro, in modo da non notare troppo le similitudini.

Esco dalla realtà in maniera diversa e molto più drastica immergendomi nuovamente nel mondo di Midkemia, il regno immaginato da Raymond E. Feist. Terzo e ultimo volume della Saga di Riftwar, volevo che non finisse più da tanto che mi è piaciuto, solo che non finire avrebbe significato allungare ulteriormente le traversie dei protagonisti. Questa saga è stata una bellissima sorpresa che mi ha fatto apprezzare molto l'autore. In effetti sono stata indecisa tra fare l'abbuffata e leggermi i tre volumi di seguito, oppure centellinarmeli. Ho scelto quest'ultima soluzione, nell'illusione di farli durare di più. Come già detto, Feist qui da noi è stato poco tradotto e della sua vasta produzione sono disponibili solo sei libri, cosa che mi pone davanti un dilemma: passare direttamente ai prossimi tre in italiano oppure cercare quelli in inglese che li precedono? Il fatto è che mi sono affezionata a certi personaggi e mi piacerebbe ritrovarli.

Prima di affrontare questo libro, quinto della serie dell'Ispettore Chen, mi sono riletta Ratti Rossi, che sarebbe il quarto e che avevo però letto per primo l'anno scorso. In questo modo seguo l'ordine cronologico e, sopratutto, non rischio di perdermi nulla perchè di Ratti Rossi ricordavo solo qualche dettaglio. Lasciato alla fine di quel libro Chen con un sapore dolce-amaro in bocca in quel di St. Louis, lo ritrovo nella sua Shanghai alle prese con gli studi di letteratura cinese classica. Egli ha infatti deciso di conseguire una seconda laurea e, per non rubare troppo tempo al lavoro, dovrà seguire un piano di studi intensivo. Come al solito però gli vengono a rompere le uova nel paniere, prima con l'ennesimo caso di corruzione, poi con un duplice omicidio che ha le connotazioni tipiche dell'opera di un serial killer. In Cina però non è ammissibile che i serial killer esistano, così come non viene preso in considerazione tutto lo studio della psicologia del colpevole. Chen deve quindi cercare di barcamenarsi tra tesine da presentare in tempo, superiori che lo stressano e Yu, il suo fido braccio destro, che indaga sui delitti. Ancora una volta il crimine va a braccetto con la politica e l'autore non perde occasione nè per raccontare la realtà della Cina nè per descrivere la sua fantasmagorica gastronomia. Mi spiace solo perchè temo che il capitolo della possibile fidanzata americana sia chiuso per sempre; pensare che speravo che in questo libro ci fossero ulteriori sviluppi! 

Questo mese non ho letto un libro di un autore giapponese, ma ho invece letto di cultura giapponese. Innanzitutto vorrei spendere due parole sull'autrice, una giovane donna di origine vietnamita che è cresciuta in Svizzera, attualmente vive a Milano e di lavoro fa la professional organizer, dividendosi tra Milano, Zurigo e Parigi. Ho scoperto queste notizie su di lei a lettura ultimata perchè, a saperlo prima, forse il suo libro non l'avrei letto, bollandolo come l'ennesima fuffa volta a sfruttare il fascino del Giappone. Da queste pagine invece traspaiono una reale conoscenza e grande amore e rispetto per lo spirito nipponico. I capitoli sono dedicati ciascuno a una parola emblematica della quale viene spiegato il vero significato - che spesso si perde nella traduzione perchè, di fatto, certi concetti sono intraducibili. Ogni parola porta dentro di sè la quintessenza della filosofia di vita giapponese ed è stato veramente molto interessante approfondire certi aspetti. Molti sono gli spunti per migliorare se stessi e il proprio approccio verso la vita e verso il prossimo. Mi sento quindi di consigliarlo a tutti quelli che nutrono un interesse sincero per il Giappone. Ah, nel caso ve lo stiate chiedendo: un professional organizer è quello che vi viene a mettere ordine negli armadi se non siete capaci di farlo da soli XD

Ci sono giorni buoni e giorni cattivi; il giorno in cui ho cominciato questo libro era uno di quelli in cui avevo assoluta necessità di evadere dall'arterio causata da mio zio, e cosa ci poteva essere di meglio di una delle avvincenti trame di Wilbur Smith? Questo volume è l'ultimo della prima serie dedicata alla famiglia Courtney e siamo ormai a metà del Settecento. Protagonisti sono i nipoti di Dorian e figli di Mansur, Theo e Constance. Entrambi adolescenti, restano orfani quando i francesi attaccano la città indiana in cui vivono e vengono perciò mandati a Calcutta dall'unico parente in zona, ovvero il figlio di Christopher, Gerard. Questi spedisce Theo tra gli apprendisti mercanti della Compagnia delle Indie e si tiene Constance in casa, e non solo. Infatti Theo un giorno, volendo fare una sorpresa alla sorella, la trova impegnata in un focoso amplesso con lui. Lei non è per nulla imbarazzata, ma Theo ci rimane male. Intanto però i francesi, alleatisi con un signorotto locale, arrivano anche a Calcutta e lui vuole comunque salvare la ragazza durante la rotta disastrosa, ma finisce per esserne separato e per crederla morta. Di lì in poi le avventure dei due si svolgono in diversi continenti - lei in Europa e lui in nord America - fino a che il destino non li fa incontrare di nuovo. Missione compiuta: sono riuscita a distrarmi!

Sono al mio appuntamento mensile con Elizabeth George, il settimo. Il titolo originale - Playing for the Ashes - fa riferimento al gergo del cricket, sport del quale non ho mai capito nulla e che mi è pure sempre sembrato noioso. Del resto io e lo sport siamo come due pianeti distanti anni luce destinati a non sfiorarsi mai. Ad ogni modo, la vittima dell'omicidio di turno è Kenneth Fleming, un eccellente giocatore di cricket nonchè una di quelle rare persone che nella vita riescono ad avere una seconda occasione dopo aver sprecato la prima. C'è da dire che in entrambi i casi al destino ha dato una bella spinta la sua insegnante d'inglese che, visto il suo potenziale, si è adoperata per metterlo a frutto, se non che a diciassette anni Kenneth ha messo incinta la fidanzatina e addio sogni di gloria. Dopo una decina d'anni però lui e la ormai ex-insegnante si incontrano di nuovo e a lei non sembra vero di mettersi a brigare e tramare affinchè lui abbia ciò che merita, in questo caso una brillante carriera nel cricket. E niente: viene da concludere che sarebbe molto meglio se la gente non s'impicciasse. Delitti a parte, Helen continua a far vedere i sorci verdi a Lynley e io sto cominciando a detestarla, non riuscendo a capire come fa un uomo intelligente come lui ad aver perso la testa per una che si dimostra sempre più cretina. La conclusione, in questo caso, è che molti uomini ragionano col pisello XD

Susanna Clarke è una creatrice di mondi e dunque consigliata quando uno vuole evadere da quello in cui si trova. Meno corposo dell'ottimo e pluripremiato Jonathan Strange & il signor Norrell che avevo già letto, questo romanzo è ambientato in un posto che non esiste. Si tratta di un labirinto a vari livelli, decorato con statue di stile classico; vi si aggira il Piranesi del titolo, un uomo di mezza età che conosce a menadito ogni anfratto e che riesce a sopravvivere cibandosi dei pesci che pesca. Piranesi è solo, fatta eccezione per una dozzina di scheletri che egli accudisce regolarmente  e per un personaggio, che egli chiama l'Altro, che appare a intervalli regolari interrogandolo su quel mondo e a volte portandogli doni. Ma chi è Piranesi? Un fantasma? Una creatura magica? Uno schiavo? La verità la si intuisce andando avanti nella lettura, il finale  ha una sua poesia. Certamente l'opera prima della Clarke resta insuperata, ma anche questo libro mi è piaciuto molto.

Non so se siamo o no alla vigilia di un nuovo Ventennio, ma mi ha incuriosito questo giallo, primo di una serie ambientata in Eritrea quando questo paese era una colonia italiana. L'autore ha spiegato di aver scelto questa ambientazione per distinguersi dalla massa e perchè di colonialismo italiano è appassionato. Il personaggio che fa da protagonista in questo e nei successivi quattro libri è il maggiore dei Carabinieri Aldo Morosini. Quarantenne, in Africa già da due anni, sogna la promozione ma sembra destinato a non riceverla perchè, benchè non sia certo un oppositore del fascismo, anzi al contrario lo accetti con discreto entusiasmo, è però portato alla ricerca della verità anche quando questo può dare noia. Per esempio, due uomini decapitati con una scimitarra di noia ne danno un bel po' e come al solito i superiori vogliono una soluzione veloce del caso. Morosini arresta qualcuno che potrebbe essere il perfetto autore per tali delitti, ma non è convinto e difatti in seguito scopre una pista diversa. Questo libro l'ho trovato molto gradevole e intendo leggere anche i successivi, ma va appunto inteso come un giallo ambientato in una certa epoca, dal momento che l'accurata ricostruzione della vita degli italiani nelle colonie almeno in questo primo volume non è accompagnata da una denuncia di quello che fu il colonialismo italiano. Del resto presumo che non fosse questo l'intento dell'autore, quindi limitiamoci a cercare di indovinare il colpevole e buonanotte.


martedì 27 settembre 2022

Trapped + Entrapped

 

Molto bella questa serie islandese, composta da due stagioni a titolo Trapped seguite da una terza chiamata invece Entrapped. A dire il vero il titolo ha senso per la sola prima stagione, ma è davvero l'unico difetto che riesco a trovare. Siamo a Siglufjörður, una piccola città nel nord dell'Islanda, e nel bel mezzo di una tempesta di neve; difatti è un peccato non aver guardato questa serie due mesi fa quando boccheggiavo per il caldo, almeno mi sarei consolata alla vista di gente incappucciata che avanzava a stento fra i fiocchi in accumulo XD Comunque sia, a Siglufjörður lavora come capo della polizia da tre anni Andri, che è stato esiliato lì dopo aver scazzato nel caso della scomparsa di una ragazza; oltretutto sua moglie lo ha lasciato ed è da poco tornata per fare conoscere il nuovo compagno a figlie e genitori. Nella famiglia della ex-moglie alcuni anni prima si è consumata una tragedia: la sorella minore è morta nell'incendio di una fabbrica e il suo ragazzo è stato accusato di averlo appiccato. Proprio questo tipo è tra i passeggeri del traghetto che ha appena attraccato, pieno di turisti in arrivo dalla Danimarca; ma non è l'unico a raggiungere la riva, infatti alcuni pescatori trovano un torso umano tra le reti. Il pensiero più logico è che la vittima sia stata uccisa e mutilata a bordo della nave, dalla quale poi i vari pezzi sarebbero stati gettati in mare, per cui Andri mette sotto sequestro il traghetto e impedisce a tutti i passeggeri di lasciare la città, cosa facilitata dal fatto che la tempesta di neve ha bloccato le strade e impedisce anche il traffico aereo. Da principio gli indizi portano verso una pista internazionale di traffico di persone e altre nefandezze, ma poi salta fuori che la verità stava nel cortile di casa. Queste trame mi hanno ricordato in certa misura i gialli di Indridason, per il rimescolamento di grandi problemi sociali e internazionali a segreti e nefandezze casalinghe.

sabato 24 settembre 2022

trentottesima settimana

quadri viventi, quadri veri, metaquadri XD

La settimana è cominciata con la partecipazione alle Feste dell'800, manifestazione che si svolge nella cittadina di Modigliana. Qui nacque il pittore Silvestro Lega ed è proprio per celebrarlo che si sono inventati questo evento, durante il quale vengono realizzati dei quadri viventi che riproducono i lavori del maestro. Chi si presenta in abiti ottocenteschi inoltre può entrare gratuitamente e così aggiungere un tocco pittoresco all'insieme. E' stato bello farsi una passeggiata a caccia dei quadri viventi, tra l'altro dopo le pioggia di sabato le temperature sono finalmente tornate di mio gradimento.

Il marito aveva tre giorni di ferie e quindi lunedì ci siamo avventurati lungo il Passo della Colla per sbucare nella valle del Mugello. La nostra prima tappa è stato il convento del Bosco ai Frati in località San Piero a Sieve che il marito voleva assolutamente visitare, sia perchè vi è conservato un interessante crocefisso ligneo realizzato da Donatello, sia perchè fino al 6 novembre è possibile vedere esposto anche un trittico di Nicolas Froment che normalmente sta seppellito nei depositi della Galleria degli Uffizi.

sul corso principale di Scarperia

Da lì ci siamo sposati di pochi chilometri in quel di Scarperia; facente parte dei borghi più belli d'Italia, questa cittadina ci ha sorpresi per l'onnipresente presenza di negozi di coltelli, che abbiamo poi scoperto essere una specialità artigianale del posto fin dal Medioevo. Peccato che la piazza fosse occupata da due grandi tribune perchè a settembre si svolgono delle manifestazioni. Per il pranzo siamo andati a naso e ci ha detto bene: ci siamo fermati a La Torre Osteria et Bottega più che altro per comodità, visto che stava lungo la strada mentre ci dirigevamo verso Borgo San Lorenzo, e abbiamo mangiato molto bene. Per esempio ho adorato le ficattole, una variante saporitissima di quella che dalle mie parti chiamiamo pizza fritta.

l'inconfondibile sagoma della cattedrale di Firenze
vista dal belvedere di Fiesole

Ben satolli e soddisfatti siamo quindi sbarcati a Fiesole, località celebre anche tra gli stranieri e non da ieri, visto che da un paio di secoli alcuni di quelli ricchi condividono l'entusiasmo dei fiorentini per le ville in collina. Abbiamo un po' gironzolato, arrivando al belvedere che sta proprio sopra Firenze, e peccato che eravamo controluce perchè la vista era a dir poco magnifica.

Il resto della settimana è corsa via tranquillamente, più o meno. Diciamo che il pensiero più ricorrente è stato rivolto alle elezioni che si svolgono domani e il cui prevedibile risultato mi crea ansia e disagio. Questa volta il menopeggio per cui voto ha nel programma diverse cose che mi stanno a cuore, non Peppa Pig, tuttavia siamo in Italia, non in qualche paese più serio, e quindi mi sento solo di concludere con un bel boh.

mercoledì 21 settembre 2022

Operation Hyacinth

 

Intitolato semplicemente Hiacynt in originale, questo film polacco del 2021 è una storia inventata con uno sfondo di avvenimenti realmente accaduti, ovvero la massiccia schedatura degli omosessuali che i servizi segreti portarono avanti a metà degli anni Ottanta. L'identificazione era finalizzata agli arresti che riguardarono circa undicimila persone. Tutto cessò quando l'opinione pubblica venne a conoscenza della cosa. Nel film il giovane poliziotto Robert, il cui padre fa parte dei servizi segreti, durante una retata insegue un giovane gay che però pensa che anche lui stia scappando dalla polizia; finisce così che Robert decide di portare avanti la finzione per tenere il ragazzo come informatore. Egli infatti sta indagando sulla morte di un uomo facoltoso, anche lui gay. I capi fanno capire chiaramente a lui e al suo più maturo collega che vogliono una soluzione rapida, e così, in base a una vaga testimonianza, viene arrestato un uomo che confessa il delitto dopo essere stato picchiato selvaggiamente e che poi viene suicidato in carcere. Salta però fuori che un altro gay è stato ucciso nello stesso modo e Robert, già disgustato per il trattamento subito dal tipo falsamente accusato, decide di investigare per conto proprio. La pellicola ha vinto alcuni film in madrepatria ed è certamente meritevole di visione; oltretutto grazie ad essa sono venuta a conoscenza di questo episodio che non conoscevo.

sabato 17 settembre 2022

trentasettesima settimana

mi sa che ormai la tecnica di intrecciare cestini
la conoscono solo gli anziani...

Un altro appuntamento al quale mancavo da parecchio è la Sagra delle Erbe Palustri in quel di Villanova di Bagnacavallo. In questa cittadina della bassa c'è anche un interessante museo con annesso parco, pure quello dedicato alla cultura delle valli, vissuta in simbiosi con le zone paludose. Vi si trovano molti attrezzi e manufatti, a testimonianza di una tradizione che va avanti dal XIV secolo. 

A essere onesti però l'attenzione del pubblico è stata catturata soprattutto dal mercatino delle pulci che si svolge in concomitanza alla sagra, difatti anche io e il marito domenica scorsa ci siamo andati per farci una vasca. Non ho preso bambole questa volta, anche se ho incrociato diverse Barbie derelitte (nude e spettinate, a volta con macchie su viso e corpo). Ho preso invece quattro capi di abbigliamento usato alla folle cifra di € 5; li userò per fare vestiti alle mie bambole. In questo modo mi sono procurata tessuti diversi da quelli che trovo di solito (principalmente cotonine) a un prezzo basso, mentre avrei speso molto di più al centro scampoli della mia città.

A settembre dalle mie parti tra sagre e simili ci sono anche troppe cose da fare e, finita l'emergenza Covid, abbiamo tutti voglia di tornare alle vecchie abitudini, ragion per cui ieri sera siamo stati a Russi alla Fira di Sett Dulur (fiera dei sette dolori) insieme ad alcuni amici. Ogni sagra ha il suo piatto tipico, in questo caso si trattava del bël e cöt con purè (è una sorta di cotechino). La serata era fresca e quindi adatta a una pietanza del genere. Al di là delle golosità gastronomiche, è sempre bello stare in buona compagnia.

mercoledì 14 settembre 2022

il diario della mia libertà (my liberation notes)

 

Lo confesso: il motivo che mi ha spinto a guardare questa serie coreana è stato il titolo. Decisamente anch'io in questo periodo ho bisogno di liberazione, ma la cosa interessante è stata scoprire che la situazione famigliare dei tre protagonisti era simile a quella della me stessa giovane, con due genitori che non permettevano loro di essere se stessi e fare quello che volevano. Il punto più dolente per questi tre fratelli è probabilmente il fatto di essere costretti a fare i pendolari: un'ora e mezzo all'andata e altrettanto al ritorno per recarsi dal loro paese di campagna al posto di lavoro a Seoul. La cosa ovviamente ha ripercussioni anche sulla loro vita sociale, oltre a opprimerli dalla stanchezza. Ci sono naturalmente anche altri problemi. La sorella maggiore Gi-Jeong (interpretata da Lee El) è ormai quarantenne e ancora zitella perchè in passato si è sempre ritenuta superiore ai suoi corteggiatori, rifiutandoli tutti; adesso vorrebbe finalmente sistemarsi, ma con chi? Il fratello di mezzo Chang-Hee (Lee Min-Ki) sul lavoro è tormentato da una collega logorroica che egli non sopporta più, ma della quale non riesce a liberarsi perchè l'unico modo è che uno dei due venga promosso e cambi ufficio, ma la promozione non arriva per nessuno. La sorella minore Mi-Jeong (Kim Ji-Won) è appena stata turlupinata dal suo ragazzo, che è fuggito all'estero dopo che lei gli ha prestato una grossa somma di denaro; come se non bastasse, il suo capoufficio la mortifica continuamente malgrado lei abbia più talento di lui. Intanto a casa il padre alterna l'attività secondaria di agricoltore (nella quale lo aiutano anche la moglie e i figli nel fine settimana) a quella principale di falegname, per la quale ha trovato come braccio destro Gu, un uomo misterioso che è apparso nel paese diversi mesi prima e che passa tutto il suo tempo libero bevendo. La liberazione è necessaria per tutte queste anime tormentate, ma confesso che mi sarei aspettata qualcosa di più eclatante. E' vero che alla fine più o meno tutti trovano una sorta di serenità, ma l'impressione è che in alcuni casi sia dettata più dall'accettazione che da un cambiamento nella propria vita. Serie comunque piacevole e decisamente diversa da quelle che sono abituata a vedere. Una motivazione ulteriore ad arrivare in fondo è stata costituita da Son Suk-Ku, l'attore che interpreta Gu, per il quale mi sono presa una discreta cotta XD Altro volto noto nel cast Cheon Ho-Jin (il padre).


sabato 10 settembre 2022

trentaseiesima settimana

 

Dopo quattro anni Argillà, il Festival Internazionale della Ceramica, è tornato nella mia città. Domenica mattina sono andata a farci un giro insieme al marito, ben contenta di esserci riuscita perchè - cosa che avevo scordato di dirvi - da tre settimane ho male a un ginocchio. Ho passato giorni in cui camminare e fare le scale mi faceva vedere le stelle; adesso va un po' meglio, anche se ho il passo di una tartaruga zoppa. Tra mostre e bancarelle di cose da vedere ce n'erano tante, diverse ci sono anche piaciute, però abbiamo limitato gli acquisti a poche piccole cose più che altro perchè ormai non sappiamo più dove metterci la roba XD

passatelli asciutti con guanciale e funghi porcini

Col marito siamo anche stati fuori a cena a festeggiare il nostro anniversario di matrimonio. Ho scelto io il posto: la Locanda della Fortuna. Si tratta di un agriturismo nel quale non eravamo mai stati, ma davanti al quale sono passata molte volte perchè si trova lungo una delle strade sulle quali andavo a camminare. La serata era fresca perchè aveva appena piovuto, tanto che ci siamo seduti all'interno. Questa volta abbiamo mangiato bene, per fortuna!

Riguardo a mio zio, lunedì è stato trasferito dell'ospedale in una struttura temporanea nella quale può restare al massimo un mese, dopodichè bisogna decidere se tenerlo in struttura o mandarlo a casa con la badante 24 ore giorno, ma visto che la casa è un immondezzaio è chiaro che quest'ultima opzione non è praticabile se le cose restano così. Sono un po' meno stressata visto che i servizi sociali stanno seguendo il suo caso. 

martedì 6 settembre 2022

Kleo

 

Una gran bella sorpresa questa miniserie tedesca, ambientata poco prima e poco dopo la caduta del muro di Berlino. Kleo Straub è un'agente segreta della DDR, talmente segreta che il gruppo al quale appartiene non è ufficialmente riconosciuto. La sua specialità è andare in giro a eliminare i soggetti indesiderati. Eccola quindi in azione, infiltrata nella parte occidentale di Berlino; il suo bersaglio è un uomo che adesca in una discoteca e che uccide come da istruzioni. Fila tutto perfettamente liscio, a parte il fatto che viene notata da un poliziotto; Sven lavora nella sezione anti-frodi però vorrebbe occuparsi di casi più importanti. E' proprio lui a trovare il corpo e, facendo due più due, a capire che l'assassina è Kleo, ma ovviamente non ne trova traccia perchè lei è già tornata al di là del muro. Ne fa però un identikit e, quando i servizi segreti dell'Est lo scoprono, decidono che la cosa migliore è risolvere il problema in modo definitivo. Kleo viene quindi accusata con un pretesto qualunque e chiusa in carcere, carcere dal quale esce nel 1990 grazie a un'amnistia. Dire che è incazzata è dire poco; vuole scoprire perchè è finita in galera e chi ce l'ha mandata. Una vicenda di questo genere poteva essere declinata in chiave drammatica o da thriller, mentre qui si è scelta la via dell'ironia e dello humor nero, per questo ho trovato questa serie tanto divertente.


sabato 3 settembre 2022

trentacinquesima settimana

anche a Mafalda piace leggere 
(ed è sempre quella che sta meglio di tutti)

In famiglia ci sono delle novità. Per via del peggioramento delle sue condizioni, mio suocero ha vinto la badante 24/7. Finora ce l'eravamo cavata con una donna che lo andava ad alzare da letto la mattina e restava qualche ora, per il resto ci pensava il marito, ma ormai non lo si può più lasciare da solo nè per il resto della giornata nè per tutta la notte. La nuova badante ha una ventina d'anni d'esperienza sulle spalle e sembra una brava persona, perciò speriamo che vada tutto bene. Il marito in questo modo potrà finalmente eliminare almeno una delle sue fonti di stress (l'altra è il lavoro) e chissà che non riusciamo a uscire qualche volta la sera, a cena o dopo. Col fatto che tutte le sere andava a mettere a letto il padre, tornava sempre dopo le 21 ed era troppo stanco per voler fare qualcosa. Anche viaggiare era un problema, si doveva sempre cercare qualcuno che si occupasse del vecchietto in sua assenza e comunque negli ultimi anni non si stava mai a dormire fuori per più di due notti consecutive, e sempre con la preoccupazione che potesse succedergli qualcosa mentre era solo. Sono contenta che almeno uno degli abitanti di questa casa abbia visto un cambiamento positivo nella propria vita; io per il momento rimango nella merda, anche se mi sto dando da dare per uscirne. Mi sto attivando per trovare un amministratore di sostegno per mio zio, intanto però rimango io il punto di riferimento. Pare che per l'amministratore ci vogliano 1/2 mesi; in realtà ho già trovato una persona disponibile, si tratta di fare accettare la cosa a lui e di fare partire la burocrazia. Non sono più andata a trovare mio zio da che ho trovato quel foglio; domani però mi tocca e mi viene la nausea solo a pensarci.

giovedì 1 settembre 2022

letture di agosto

Il sole scivolò oltre le vette delle montagne.

Gli ultimi raggi sfiorarono la terra con il loro calore, poi rimase soltanto il roseo bagliore che ricordava il giorno trascorso e da est l'oscurità tinta d'indaco si avvicinò rapidamente, mentre il vento prendeva a soffiare fra le colline tagliente come una lama, quasi la primavera fosse soltanto un sogno appena ricordato, con il ghiaccio che rivestiva ancora le rientranze protette dall'ombra.

Continuo a non capire perchè questo autore da noi è così bistrattato. Non solo poco tradotto, ma caduto nel dimenticatoio perchè mi sono dovuta cercare i libri di questa serie usati su Ebay, visto che non si trovano nè nuovi in cartaceo nè in versione ebook. Secondo volume della saga di Riftwar, questo Silverthorn parte circa un anno dopo la fine per precedente. Mikdemia è pacificata e il re Lyam torna da un lungo viaggio durante il quale ha visitato i suoi possedimenti per consolidare il proprio potere. Sembra che tutto debba andare per il meglio, ma una nuova minaccia appare all'orizzonte. Alcuni attentati alla vita del principe Arutha vengono sventati, ma una freccia avvelenata a lui destinata va a colpire la sua quasi moglie proprio nel giorno delle nozze. La giovane viene messa da Pug in una sorta di stand-by temporale che rallenta l'effetto del veleno, questo per permettere ad Arutha di andare alla ricerca dell'antidoto. Lungo il viaggio si verranno a sapere più cose sul nuovo nemico. Decisamente fantasy classica: che sia per questo che di questi giorni non va? A me invece questo libro è piaciuto un sacco e non vedo l'ora di leggere il terzo e ultimo.

Le porte sono nuove, ad apertura automatica. Che lusso. Sono cambiate dall'ultima volta che Aidan è stato qui.

Questo libro forse non farà venire voglia di leggere a chi non ce l'ha (anche perchè, non avendola, non leggerebbe questo libro XD), ma di sicuro ricorda a chi legge perchè i libri sono importanti. The Reading List (la lista di lettura - titolo originale come sempre perfettamente azzeccato rispetto alla versione italiana) gira intorno a due personaggi che inizialmente di libri ne bazzicano pochi. Mukesh, un anziano di origine indiana, è rimasto vedovo da due anni e trascina un'esistenza solitaria e monotona; Aleisha ha accettato di lavorare in biblioteca per l'estate, ma si annoia e rimpiange di non poter avere un'adolescenza spensierata come quella dei suoi amici, in quanto insieme al fratello deve prendersi cura della madre colpita da una grave depressione. La moglie di Mukesh era un'avida lettrice e quando lui ritrova per caso un libro che la donna aveva preso in prestito e che non era stato restituito, prova a leggerlo e gli si spalanca davanti un mondo. Decide così di recarsi alla biblioteca frequentata a suo tempo dalla moglie e chiede consigli di lettura alla svogliata Aleisha. La ragazza in seguito si pente di essere stata sgarbata e grazie a un frequentatore abituale della biblioteca che le dà una lista di lettura, contatta Mukesh. Sarà l'inizio di un'inaspettata amicizia, oltre che la scintilla che porterà entrambi ad amare i libri. Questa grossomodo la trama, ma in realtà c'è molto di più in questo romanzo che sul finale mi ha pure commosso.

L'asfalto scintillava al chiaro di luna mentre Andrea Douglas-Brown camminava a passo svelto lungo la strada deserta.

The Girl in the Ice è il romanzo di esordio di Robert Bryndza e il primo libro della serie con protagonista la detective Erika Foster.  Questo tale è anche attore e commediografo, e questo libro ha avuto un grandissimo successo in Inghilterra. Si tratta di un giallo con una prima vittima che è figlia di un baronetto, cosa che scatena l'interesse della stampa e causa una serie di intromissioni nell'indagine. Erika Foster viene assegnata al caso dopo un lungo periodo di congedo in seguito alla morte del marito durante un'operazione di polizia che ha contato altre quattro vittime. La donna pare pronta a rimettersi al lavoro anche se non ha ancora elaborato il lutto al 100%; fin da subito lei ha le giuste intuizioni, ma un collega idiota e le pressioni della famiglia della vittima fanno sì che le venga tolto il caso. Allora: questo è il classico libro che si legge tutto d'un fiato e ho trovato il personaggio della protagonista azzeccato, tuttavia ci sono stati alcuni dettagli che non mi hanno convinto fino in fondo e in generale mi pare che stiamo più dalle parti dei thriller glamour che non di quelli dei miei autori preferiti. Tra dieci anni mi ricorderò sicuramente di Elisabeth George, ma ho qualche dubbio che Bryndza mi resterà in mente. Ripeto: come lettura d'evasione va benissimo, però mancano quell'approfondimento psicologico e quella cura dei dettagli che amo trovare in questo genere di storie.

Il punto è che non riesco proprio a lasciar correre. Le cose fuori posto non mi danno pace. Le devo sistemare per forza. Qui e ora. Non per niente mi chiamano Fixie.

Sophie Kinsella è diventata il mio scacciapensieri ufficiale. Le sue storie tenere e ironiche sono il perfetto antidoto ai pensieri pesanti, il perfetto antistress. Leggi e sai bene che nella vita reale nulla di tutto ciò potrebbe mai accadere, eppure tutto risulta appagante e perfino plausibile. Non fa eccezione questo I Owe You One, la cui protagonista (come detto nell'incipit) ha la mania di voler sistemare tutto. Minore di tre fratelli, soffre però di una mancanza di autostima causatale dal fatto che fratello e sorella maggiori sembrano tanto perfetti quanto lei è inadeguata. Le cose naturalmente non stanno così e Fixie dovrà farci i conti quando si troverà a dover mandare avanti il negozio di famiglia. Non manca ovviamente la storia romantica.

Il cane annusava la mia valigia. Per essere un cane antidroga era un esemplare incredibilmente morbidoso, forse un Hovawart.

Ci sono libri classificati come per l'infanzia che in realtà hanno qualcosa da dire pure agli adulti, poi ci sono libri di genere young adult decisamente limitati al target di riferimento. E' il caso di questa trilogia dedicata ai sogni lucidi, opera di un'autrice già letta tempo fa. Ovviamente quanto detto sopra non vuole dire che questi libri facciano schifo, ma semplicemente che il tutto è un piacevole divertimento che non vuole comunicare nessuna verità profonda. In questo caso il fatto che i protagonisti siano adolescenti si limita proprio a questo: un gruppo di ragazzini che fanno cose - più o meno - da ragazzini. Visto che, come già detto recensendo la Kinsella, ho bisogno di scaricare il cervello, quale cosa migliore di questi tre libri? La protagonista e voce narrante è Liv, una quindicenne che si è appena trasferita a Londra con la sorella minore e la bambinaia - ormai diventata più un'amica, vista l'età delle fanciulle - per riunirsi alla madre. Nessun dramma famigliare: i genitori sono felicemente divorziati e la madre si è appena messa insieme a un uomo facoltoso. No, i guai qui arrivano nel sonno perchè Liv si trova a fare un sogno lucido nel quale incontra un gruppo di ragazzi che stanno celebrando un rito satanico. Come dice il proverbio, la curiosità uccise il gatto. Liv non ci lascia le penne, però non esita a farsi coinvolgere perchè è incuriosita da tutta questa faccenda demoniaca. Questa trilogia mi è piaciuta anche di più di quella precedente dedicata alle gemme; probabilmente il motivo è la questione dei sogni, lucidi o no, perchè per il resto è tutto abbastanza convenzionale.

Fermi sulla battigia, i tre guardavano la luna, che stendeva sulle acque scure un sentiero di riflessi baluginanti e iridescenti.

Quinto libro della prima saga dedicata ai Courtney, questo Blue Horizon è ambientato circa vent'anni dopo la fine del romanzo precedente. Ritroviamo quindi Tom e Dorian, e i loro figli Jim e Mansour. Jim s'innamora a prima vista di una ragazza che si trova a bordo di una nave di condannate; infischiandosene di quale possa essere stato il suo crimine, si mette in testa di liberarla. La giovane, che si chiama Louisa, è effettivamente innocente ed è stata incastrata sulla base di false accuse per evitare che creasse problemi al suo padrone. L'evasione, che avviene durante una tempesta, riesce, però crea problemi non solo a Jim, costretto a fuggire dalla colonia del Capo, ma anche alla sua famiglia che è accusata di averlo aiutato. Intanto anche Dorian si trova con una gatta da pelare; viene avvicinato da un uomo che lo informa che il fratellastro è stato costretto a fuggire in seguito  a una rivolta e che la sue presenza è richiesta sul trono dell'Oman, ora suo di diritto. Egli rifiuta per non abbandonare l'amata moglie, ma il destino ha piani diversi. Particolarmente ricco di avvenimenti e a tratti più truculento del solito, questo ennesimo libro pieno di avventura. Riflettevo sul fatto che questo è il genere di storie in cui sai che i buoni trionferanno, anche se dovranno soffrire nell'intento, ma anche se il finale è scontato le si legge sempre con molto divertimento.

Sono trascorsi più di trent'anni dalla prima volta che attraversai il passo di Amagi.

La maniera in cui questo tipo di gialli è costruito è molto diversa dalle acrobazie alle quali ci hanno abituato i best sellers. Tutto qui è discreto. Si tratta in realtà di un racconto, non di un romanzo, perciò questo Amagi goe 天城越え si legge in poco tempo. Pubblicato in Giappone nel 1959 e diventato nel 1998 un film per la TV, racconta di un sedicenne che decide di scappare di casa per raggiungere il fratello a Shizuoka. Ha pochi spiccioli in tasca e dopo poco gli manca il coraggio di viaggiare da solo, perciò si accosta ad altri viaggiatori fino a che non decide che è meglio se torna a casa. Sulla via del ritorno incontra una donna che lo affascina e con la quale fa un tratto di strada, oltre a incrociare nuovamente un altro viandante visto all'andata. E' proprio costui la vittima del delitto, mentre la donna diventa la principale sospettata. Leggere queste storie per me è sempre molto piacevole, ma capisco che chi è abituato a Donato Carrisi ci rimarrebbe male XD

Le urla iniziarono alle tre del mattino. Tabitha non aveva mai sentito un essere umano ululare a quel modo.

House of Correction è il primo libro che mi è capitato di leggere firmato da una coppia di autori, marito e moglie, che scrivono insieme sotto lo pseudonimo di Nicci French. Protagonista di questo libro è Tabitha, una trentenne piuttosto confusa, tanto confusa che da principio non è ben sicura di non avere veramente ucciso lei Stuart Rees, il cui cadavere è stato rinvenuto nella sua rimessa. Il dubbio in realtà le passa presto, però le circostanze sono tali che la polizia la ritiene colpevole e non si premura di cercare altre piste o approfondire più di tanto le indagini. La sua avvocata le consiglia di dichiararsi colpevole e chiedere l'infermità mentale, ma Tabitha è convinta della propria innocenza a preferisce giocarsi il tutto per tutto arrivando addirittura a difendersi da sola in tribunale. Devo dire che questo romanzo mi è sembrato molto ben riuscito, così come il personaggio di Tabitha, e quindi in futuro non escludo di cercare altre cose di questi autori.

Il cappuccino. La risposta della New Age ai momenti di malumore. Poche cucchiaiate di espresso, una schiuma di latte riscaldato a vapore con l'accompagnamento di una spruzzatina, di solito completamente insapore, di cioccolato in polvere e tutto d'un tratto ogni cosa, nella vita, dovrebbe rientrare nell'ordine prestabilito. Che scemenze.

Elizabeth George è sempre una garanzia, ma con questo libro si è superata. Decisamente è uno di quelli che mi è piaciuto di più finora, anche se la lista di quelli ancora da leggere è lunga. A questo giro sono St. James e Deborah a dare avvio alle indagini. Deborah ha incontrato in prete che le ha detto qualcosa che l'ha colpita, in un momento in cui era particolarmente depressa; per questo motivo quando i due decidono di fare una breve vacanza, si recano nel paese di questo prete perchè lei vorrebbe rivederlo, solo che scoprono che l'uomo è morto qualche settimana prima. Avvelenato per errore, secondo il verdetto ufficiale, però ci sono diverse cose che suonano stonate e così viene contattato Linley che, reduce dall'ennesimo litigio con Helen, non vede l'ora di trovare una distrazione. Si potrebbe dire che in questo romanzo è stata messa molta carne al fuoco, ma questo non è un problema quando le cose vengono gestite al meglio. In effetti ho pensato spesso di stare leggendo un romanzo piuttosto che un giallo per via del fatto che viene approfondita anche la psicologia di personaggi che si scoprono non avere nulla a che fare con l'avvelenamento del prete, e questo fornisce una descrizione a tutto tondo del contesto. Insomma, se lo si sa fare bene, ci si può pure dilungare!

Appena prese l'osso dalle mani della bimba, che era seduta per terra e lo masticava, si accorse che era umano.

Quarto romanzo con protagonista il commissario Erlendur, questo Grafarþögn (silenzio grave) lo avevo letto una ventina d'anni fa e quindi non correvo il rischio di ricordarmi chi era l'assassino a questa seconda lettura. Mi azzardo a dire che è quello che finora mi è piaciuto di più. Pure stavolta Erlendur si trova davanti a un caso che arriva dal passato: un bambino, giocando in una casa in costruzione, trova quello che crede un sasso e che invece è un osso umano. I resti di questo scheletro si trovano lì da almeno cinquant'anni, il medico legale è in vacanza in Spagna e lo scavo viene affidato a un gruppo di archeologici che procedono con molta prudenza e lentezza esasperante, tanto che passano molti giorni prima che si capisca se il morto era un uomo o una donna. Intanto anche Erlendur e compari scavano alla loro maniera, cercando chi viveva nella zona tanti anni prima per dare un'identità al cadavere. Costruito seguendo due filoni narrativi - quello del presente e quello del passato - è una storia a tratti straziante nella sua crudezza, e piena di tristezza in altri.