martedì 16 agosto 2022

The king's affection (Yeonmo)

Amore, intrighi politici e tradimenti sono i tre ingredienti essenziali di ogni serie coreana in costume che si rispetti, che si tratti di trame completamente inventate (come questa) o di storie che si ispirano a personaggi ed eventi reali. La nostra triste vicenda ha inizio con un parto gemellare, accadimento che tra il popolo non sarebbe niente di che, mentre in seno alla famiglia reale costituisce un disastro, soprattutto perchè i neonati sono maschio e femmina e il futuro re non può aver condiviso il grembo materno con una donna. Il re e il suo primo ministro, che è anche il suo consuocero, decidono che la soluzione al problema consiste nell'uccidere la bambina e tutti quelli che hanno assistito al parto. La madre della piccola però non si vuole rassegnare a questo terribile destino e, con l'aiuto dell'agopuntura, riesce a fare fermare il battito cardiaco della piccina il tempo necessario a convincere l'assassino che è già morta. L'idea è poi di mandarla a vivere lontano dalla corte, però il diavolo ci mette lo zampino e dodici anni dopo la gemella dell'erede al trono a corte ci lavora come cameriera. Da questo presupposto scaturisce una trama in parte prevedibile (la sostituzione del principe con la sua gemella, il fatto che lei s'innamori, ricambiata, del suo tutore senza ovviamente potergli rivelare che è una donna) e in parte piena di colpi di scena (causati appunto dagli intrighi e dai tradimenti di cui sopra). Direi quindi che questa è la classica serie coreana che coniuga bene i vari elementi di romanticismo, azione e perfino una piccola dose di umorismo. La coppia principale è interpretata da Park Eun-Bin (la gemella del principe) e Ro Woon (il suo tutore), e mi accorgo che il tempo passa perchè i volti a me noti sono relegati ai ruoli di comprimari, tipo Lee Pil-Mo (il re, padre dei gemelli) e Bae Soo-bin (il padre del tutore nonchè braccio destro dello stronzissimo primo ministro). Tratta da una webcomics, devo dire che mi è piaciuta molto, anche se avrei tagliato le melensaggini.

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