martedì 2 agosto 2022

letture di luglio

L'agente Yu Guangming, della polizia di Shanghai, ancora barcollava sotto il peso del colpo. Non se n'era accorto subito, ma adesso che l'impatto cominciava a fare effetto si sentiva stritolato.

L'ispettore Chen è in ferie per quindici giorni. Non solo ne ha diritto perchè non le prende da troppo tempo, ma ha pure la necessità di ritagliarsi del tempo per poter eseguire la complicata traduzione di una proposta di affari per conto dell'uomo d'affari Gu. Tra l'altro il compenso che gli è stato offerto è notevole, per non dire che Gu cerca di agevolarlo offrendogli regali e perfino l'aiuto di una segretaria. Per questo motivo, quando viene ritrovata morta per soffocamento la scrittrice dissidente Yin, l'indagine del caso ricade interamente sul suo braccio destro Yu, con un certo disappunto del segretario di partito Li. Costui si fida solo di Chen e insiste affinchè egli s'interessi del caso malgrado le ferie. Egli quindi finisce per farsi coinvolgere, anche se in effetti Yu svolge un ottimo lavoro. Il capitalismo alla cinese comincia ad affermarsi sempre di più lungo il corso di questo terzo romanzo della serie dedicata a Chen, lo dimostra bene la mentalità delle persone che sta cambiando. I membri del partito e chi ha subito o è stato protagonista delle Rivoluzione Culturale si trovano ancora una volta a dover fare i conti tra un passato che comincia a essere considerato da biasimare e un futuro che prospetta cambiamenti non in linea con gli ideali di Mao. Qiu Xialong è bravissimo come sempre nel descrivere questo mondo in bilico.

Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.

Questo è il libro dal quale è stata tratta l'omonima serie che avevo visto qualche tempo fa. L'autore è un celebre sceneggiatore e questa sua prima - e finora ultima - avventura letteraria ha avuto grande successo. Grazie all'Alzheimer, mi ricordavo chi era il colpevole ma avevo già dimenticato diversi dettagli della trama, per cui la lettura non si è rivelata per nulla noiosa. Per quel po' che ricordo, la serie è molto fedele al romanzo. La storia è quella di un serial killer che si accanisce su madri accusate di negligenza verso i figli; gli indizi rinvenuti sui luoghi dei delitti rimandano però alla figlia di una ministra che alcuni mesi prima era stata rapita e uccisa. Il reo confesso non ha mai fornito elementi utili a ritrovarne il cadavere, tanto che nei genitori della ragazzina si riaccende la folle speranza che sia ancora viva. La soluzione del caso appare comunque molto complicata perchè l'assassino è sempre un passo avanti ai detective.

Il messaggio era stato scritto a matita su un foglio appoggiato sopra il corpo. Tre parole, incomprensibili per Erlendur.

Ma porca paletta! Da un po' di tempo ho deciso di leggere alcune serie andando in ordine cronologico, e una di queste è la serie di libri con protagonista Erlendur Sveinsson. Dopo il primo sono saltata a questo che in realtà sarebbe il terzo, perchè il secondo risultava inedito in Italia. Scopro però, dopo averlo finito, che giusto di recente è stato pubblicato anche il secondo... Uffa! Certo, questi non sono libri che presuppongono un'accurata conoscenza dei precedenti per poter essere seguiti e apprezzati, ma mi scoccia lo stesso. Veniamo a questo, che in originale s'intitola La Palude: un anziano viene trovato morto col capo fracassato da un pesante posacenere. Potrebbe essere una rapina finita male o una lite degenerata, in entrambi i casi è evidente che il delitto non è stato premeditato per via dell'arma - il posacenere, appunto - che si trovava in loco. Le prima indagini fanno luce sulla smodata passione del vecchio per il porno in tutte le sue forme nonchè sul fatto che egli è sempre stato uno stronzo. In particolare, salta fuori che quarant'anni prima ha violentato una donna, la quale è rimasta incinta; la bambina però si è ammalata ed è morta per un tumore al cervello, la donna si è suicidata pochi anni dopo. Malgrado un certo scetticismo da parte dei colleghi che vorrebbero seguire la pista della rapina finita male, Erlendur ha la sensazione che l'origine del delitto sia nel passato e quindi s'intestardisce per rintracciare chi conosceva la vittima all'epoca dello stupro. L'avevo già detto, quindi mi scuso se mi ripeto, ma Indriðason è uno dei miei autori di gialli preferiti e trovo i suoi libri sempre molto interessanti. Le qualità che riscontro tra i miei giallisti preferiti sono alla fine le stesse: un accurato lavoro psicologico che fa sì che i moventi siano plausibili, la capacità di rendere profondamente umani i loro protagonisti - con pregi e difetti e vite private incasinate - e l'ambientazione ancorata a luoghi, situazioni e contesti reali che spesso mi insegnano qualcosa su tali posti (quest'ultima cosa non è comune a tutti). Per questi autori non c'è bisogno di inventarsi delitti sempre più complicati e acrobatici perchè conoscono le bassezze dell'animo umano e sanno che l'orrore si nasconde potenzialmente in ciascuno di noi. E basta, adesso mi tocca andare a recuperare il secondo libro della serie...

Will tirò la madre per la mano e disse: «Su, dài, vieni...»

Dopo una breve pausa, ho ripreso in mano la trilogia di Philip Pullman "Queste oscure materie", il cui secondo volume, The Subtle Knife, prende il via in un altro mondo rispetto a quello in cui viveva Lyra. Qui si trova Will, il cui padre è scomparso più di dieci anni prima durante una spedizione tra i ghiacci e la cui madre è svalvolata. A complicare le cose ci si sono messi alcuni loschi individui che indagano sul padre e che si spingono a perquisire casa sua. Proprio in questa occasione Will uccide accidentalmente uno di loro e quindi fugge con le lettere del padre - ovvero ciò che gli sgherri cercavano. Will trova poi per caso una finestra che conduce a un altro mondo dove incontra Lyra, che vi è finita dopo essersi persa ed aver vagato a caso per diverso tempo.

In una valle ombreggiata ricoperta di rododendri, vicino al fronte della neve, dove scorreva un ruscello latteo d'acqua di disgelo e dove colombi e fanelli svolazzavano fra pini immensi, c'era una grotta seminascosta dalle rocce strapiombianti  ed al fitto fogliame. 

Il Canocchiale d'ambra è il volume conclusivo; ormai è stato chiarito il ruolo di Lyra, personaggio che è in grado di cambiare le sorti del mondo - anzi, dei mondi - e che per questo è al centro dell'attenzione di tutte le forze coinvolte nella battaglia finale. Purtroppo Lyra viene separata da Will e rapita da sua madre, che la tiene costantemente addormentata somministrandole una droga; Will però riesce a ritrovarla a e sottrarla alla donna, ma i pericoli non sono certo finiti qui. Mentre diverse vicende si svolgono in diversi mondi, si arriva alla battaglia finale.

Giudizio complessivo a lettura della trilogia ultimata: wow! Il primo libro - La bussola d'oro - è probabilmente il più celebre per via del film, ma a me è piaciuto forse di più il secondo volume, mentre il terzo è probabilmente il più complesso ed emozionante. Mi chiedo comunque come si possa classificare un simile lavoro come letteratura per ragazzi: solo perchè i protagonisti sono dodicenni? Per la complessità di temi trattati l'adulta qui presente si è sentita adeguatamente stimolata, per non dire che il chiaro anticlericalismo di fondo non poteva che essere un bonus per me. Che poi il discorso sarebbe più ampio... ribadisco: limitare la lettura a una fascia d'età giovanile significa perdersi un bel po' di cose che, per come la vedo io, capisci e apprezzi di più con una certa maturità sulle spalle.

Malgrado si fosse già in aprile, la neve caduta durante la notte formava uno strato di un centimetro.

Romanzo di esordio di Togawa Masako e vincitore del premio Ranpo Edogawa, questo Ooinaru genei 大いなる幻影 (ovvero Grandi illusioni) arriva da noi con i soliti sessant'anni di ritardo. La vicenda è ambientata in un palazzo di appartamenti riservati a donne sole, come recita il titolo italiano. Ci sono persone di età diverse, pensionate, vedove e donne più giovani che lavorano, oltre a due custodi che si alternano all'ingresso e che non mettono molta solerzia nel proprio lavoro. In questo palazzo alcuni anni prima è stato commesso un atto criminoso che ora rischia di essere portato alla luce perchè, a causa di una strada importante che è in via di costruzione, il palazzo in questione deve essere spostato. Questo però non è l'unico segreto; ci sono alcune donne che nascondono cose e altre che muoiono dalla voglia di scoprirle. Quando sparisce il passe-partout che permette di entrare in tutte le stanze si crea quindi una certa agitazione. Le cose però non sono mai come sembrano, almeno in certi casi. Lettura decisamente intrigante e magnifica costruzione dei vari personaggi; non un giallo in senso classico, benchè Togawa sia stata una giallista. Tra l'altro questa donna è stata un fenomeno: non solo famosa scrittrice, ma anche cantante, attrice e icona gay, per dirne alcune.

La Dowager era troppo invelata. Una tiepida brezza monsonica sferzava l'oceano, punteggiandolo di creste bianche che scintillavano nella luce del  sole, alto nel cielo color zaffiro.

Con la saga dei Courtney sono ora al quarto volume, questo The Tiger's Prey, e bisogna che non lasci passare troppo tempo da un libro all'altro perchè ho paura di fare confusione con i vari personaggi. Siamo partiti con padre e figlio, poi il figlio è diventato padre a sua volta, per ben quattro volte, e adesso questi figli sono cresciuti e si sono riprodotti... insomma, rischio di non ricordarmi più chi è chi! Dunque, a circa una decina di anni distanza dal volume precedente, la storia qui si focalizza nuovamente su Tom Courtney. Dopo aver ritrovato il fratello Dorian, i due da allora hanno vissuto d'amore e d'accordo perseguendo attività più o meno legittime che hanno dato loro una certa sicurezza economica. L'incontro con Ana Duarte, figlia di un mercante portoghese e molto competente malgrado la giovane età, li spinge a tentare un azzardo: avviare un commercio parallelo a quello della Compagnia delle Indie sfruttando un cavillo burocratico. Non bastano i soldi in banca, tocca fare pure dei debiti, e da principio sembra che tutto fili liscio. Succede però che ad un certo punto la nave su cui viaggia Tom si trova al centro di una paurosa tempesta e fa naufragio. I superstiti si trovano prima in balia di una capricciosa principessa locale, poi ospiti del presidio della Compagnia, diretto da un uomo inetto e avido. Come al solito succedono parecchi disastri, ma Tom li affronta con il consueto coraggio e si sa che la fortuna aiuta gli audaci. 

Elena Weaver si svegliò quando si accese la seconda luce in soggiorno, che fungeva anche da camera da letto. La prima, a una distanza di tre metri e mezzo circa, sulla scrivania, era riuscita solo a scuoterla un po'.

Mentre il sergente Havers si trova a dover risolvere un dilemma morale per via della madre malata d'Alzheimer, Linley accetta un caso a Cambridge fondamentalmente perchè sa che Helen, la donna che ama, vi si trova a casa della sorella. La vittima è una studentessa, figlia di uno dei migliori professori del St. Stephen College, uccisa mentre faceva jogging. La polizia locale accetta un po' a denti stretti l'ingerenza di Scotland Yard, richiesta dal College che in passato ha avuto un'esperienza negativa con il caso del suicidio di un'altra studentessa. Linley comincia a investigare e scopre che la ragazza uccisa aveva una vita sessuale promiscua e che era incinta; la cosa più logica è quindi cercare di capire chi sia il padre. Dopo alcuni giorni però viene uccisa un'altra studentessa. Dei libri letti finora di questa serie, questo è quello che ha il movente più macchinoso, il che non significa che non possa essere plausibile. Del resto la George fa il solito lavoro di scavare nella psicologia dei personaggi, Linley e Havers compresi.

Trovarono il cadavere sulla tomba di Jón Sigurðsson, nel cimitero di Hólavallagarður. Fu lei a notarlo per prima, dato che stava sopra.

Ho recuperato il secondo volume della serie che ha per protagonista il commissario Erlendur. Chissà perchè da noi è arrivato solo quest'anno, visto che risale al 1998. Il titolo originale è "Rose di morte", che ha comunque molto più senso di quello appiccicatogli nella versione italiana. Concluse le lamentele del caso, passo alla trama: il corpo di una ragazza nuda e piena di contusioni viene ritrovato adagiato tra i fiori, sulla tomba del padre della nazione islandese. Erlendur vorrebbe trovarci un significato, in realtà praticamente tutti coloro ai quali si rivolge non sanno manco chi sia questo tizio. E qui già parte l'applauso per la grande dose d'ironia. Ad ogni modo, salta fuori che sia l'esimio statista che la ragazza assassinata erano originari della stessa regione dell'Islanda ed Erlendur vi si reca per cercare di dare un nome alla vittima, la cui scomparsa non è stata denunciata da nessuno. Nella zona in questione, si trova davanti a una situazione di abbandono e impoverimento generale causata dal fatto che gli abitanti del posto sono stati danneggiati dalla compravendita di quote per la pesca e ormai non hanno più di che lavorare. Pare strano, ma questo ha a che fare con la ragazza assassinata. Non conosco la storia dell'Islanda e quindi non so se la questione della speculazione edilizia e della compravendita di quote sia stata reale o se si sia trattato di un'invenzione dell'autore, ma ancora una volta ho apprezzato la fusione tra la vicenda investigativa e la realtà sociale.


4 commenti:

  1. sempre ottimi consigli, in questo periodo sto divorando libri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io in estate leggo di più, meglio scegliere passatempi che non fanno sudare!

      Elimina
  2. Qualche anno fa ho letto un giallo di Xialong e mi era piaciuto tanto per come raccontava la Cina, più che per il giallo in sè. Ora mi hai fatto venire voglia di mettermi leggere altri suoi gialli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è davvero interessante quanto si riesce a sapere della Cina da questi libri.

      Elimina