mercoledì 25 maggio 2022

My country: the new age

 

Ogni nazione ha i propri eroi e periodi storici particolarmente significativi; per i coreani uno di questi contesti è rappresentato dalla rivoluzione portata avanti dal generale Yi Seong-Gye - poi incoronato col nome di re Taejo - che mise fine al corrotto regno di Goryeo e fondò la dinastia Joseon, rimasta al potere dal 1392 al 1897. Questa serie, come altre che ho visto, è ambientata proprio all'inizio della dinastia Joseon ma, benchè inserisca nella storia avvenimenti e personaggi realmente esistiti, gioca anche parecchio di fantasia. I due protagonisti sono amici fin da bambini. Seo Hwi si è preso cura da solo della sorellina dopo che il padre, un rispettato generale, è stato giustiziato dopo essere stato falsamente accusato di aver rubato beni dell'esercito; Nam Seon-Ho è figlio di una schiava e di un nobile che, alla morte dell'erede legittimo, ha deciso di riconoscerlo e di farlo studiare. Entrambi i ragazzi sono cresciuti con addosso un peso: il primo dell'onta di essere figlio di un uomo giustiziato, il secondo di quella di essere figlio bastardo e per giunta di una schiava. I loro destini s'intrecciano appunto a quelli di Yi Seong-Gye e di suoi figlio Yi Bang-Won, il quale è determinato a diventare re malgrado sia solo il quintogenito e a dispetto del fatto che il padre faccia di tutto per tenerlo lontano dal trono. Hwi e Seon-Ho, separati dalle circostanze avverse, a dispetto di tutto continuano a volersi bene, diventano (forse) nemici, poi tornano alleati, ma insomma dimostrano che il loro legame è tanto forte da non poter essere spezzato. Davvero notevole, considerato che gliene succedono di tutti i colori. Questa è poi una serie carneficina, perchè i cadaveri non si contano. Perfetta attendibilità storica o no, quel che è certo è che furono anni turbolenti e che tipicamente molto sangue viene versato per prendere e per conservare il potere. E' una serie che mi è piaciuta, anche se mi ha rattristato l'ineluttabilità del finale. 

Anche il cast è stato di mio gradimento, visto che i due attori protagonisti Yang Se-Jong (Hwi) e Woo Do-Hwan (Seon-Ho) sono entrambi sia bravi che belli - il primo è più sul puccioso, il secondo è un figo della Madonna. 

Soprattutto, a interpretare Yi Bang-Won c'è Jang Hyuk che, come già detto, è uno dei miei attori coreani preferiti. Ancora una volta ha fornito un'interpretazione misurata, senza i gigioneggiamenti del passato, ed è stato semplicemente magnifico nel rappresentare un personaggio controverso che non si sa se ammirare oppure odiare per la sua determinazione di realizzare il suo sogno di un regno più giusto a qualunque costo. Proprio per alimentare questa ambiguità egli ha spesso mantenuto un'espressione da sfinge, in cui anche solo un battito di ciglia bastava a mostrare un sentimento. Come sempre in produzioni di questa importanza ci sono molti volti a me noti, per esempio Ahn Nae-Sang che interpreta lo stronzissimo padre di Seon-Ho e che vorrebbe incarnare il personaggio storicamente vissuto di Nam Eun; Jang Young-Nam è a capo della casa dei piaceri, Yu Oh-Seong è il padre di Hwi e Kim Young-Chul è Yi Seong-Gye.


2 commenti:

  1. Non guardo serie o drama da secoliiiii... UFFI!!! Cmq quelle storiche mi piacciono e spero vivamente di vederla o vedere una cosa qualunque (la disperazione!!!)!

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    1. A me piacciono a prescindere perchè adoro i costumi!

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