giovedì 1 dicembre 2022

letture di novembre

 

Questo mese ho cominciato col botto perchè mi sono dedicata al ciclo delle Cronache delle Giungle della Pioggia, opera della fantastica Robin Hobb. I libri di questa autrice per me sono una vera e proprio droga, quando ne comincio uno non sono capace di posarlo fino a che non l'ho finito, di conseguenza ho fatto relativamente presto a leggere tutta questa mole di pagine. Ambientato dopo la trilogia sui Mercanti di Borgomago, andrebbe letta anche dopo quella dell'Uomo Ambrato. Di fatto è la continuazione degli eventi narrati nella trilogia di Borgomago perchè segue la nascita e successiva evoluzione dei draghi nati dopo che Tintaglia è riuscita a fare arrivare al sicuro i serpenti marini superstiti aiutandoli a imbozzolarsi. Tutti attendono con ansia ed entusiasmo la schiusa delle uova, ma i draghi che riescono a nascere sono deboli e deformi, tanto che la stessa Tintaglia li abbandona ben presto al loro destino e alle cure degli umani. Passano alcuni anni e i draghi sono diventati solamente un peso; non riescono a volare e quindi a procurarsi da soli il cibo, per cui si limitano a razzolare miseramente nel fango, alcuni più presenti a se stessi, altri al limite della stupidità, e devono essere costantemente nutriti. Gli uomini non ne possono più e intanto alcuni dei draghi più svegli improvvisamente cominciano a ricordare un luogo perduto nel quale in passato erano di casa; con le loro arti seduttive fanno sì che gli umani pensino che l'idea sia loro, quando invece sono proprio i draghi a decidere di partire alla ricerca della città perduta di Kelsingra. Ad accompagnarli sono mandati alcuni giovani dei quali tutti sembrano ansiosi di sbarazzarsi poichè sono pesantemente "segnati". Inizia così un viaggio verso l'ignoto che potrebbe anche concludersi in un fallimento ma che finisce per segnare l'inizio di una nuova era di convivenza tra draghi e uomini. Che dire che non abbia già detto di questa autrice? Per chi ama il genere fantasy è un must assoluto. Io l'adoro e mi rammarica il pensiero che sto per esaurire i suoi libri. Mi sa che dovrò rileggermeli tutti da capo, se voglio continuare a godermela!

Questo When the Lion feeds è il primo libro che Wilbur Smith ha dedicato alla famiglia Courtney, anche se cronologicamente la storia narrata viene dopo la serie di libri che ho già letto, ambientati tra il XVII e il XVIII secolo. Qui siamo invece nella seconda metà del 1800; Sean e Garrick Courtney sono gemelli, ma molto diversi. Il primo infatti è fisicamente più forte e di carattere altrettanto determinato, mentre il secondo appare più debole su entrambi gli aspetti. Sono comunque molto legati, tanto che nemmeno l'incidente in cui Sean per sbaglio spara a Garrick causandogli l'amputazione di una gamba riesce a separarli. Qualche anno dopo in compenso ci riesce una ragazza, Anna, che dopo aver sedotto Sean ed essere rimasta incinta, quando Sean stesso viene dato per morto in guerra non trova niente di meglio che attaccarsi come una patella al timido Garrick, da sempre innamorato di lei. Sean però torna a casa e trova i due sposati; la convivenza non può funzionare, e infatti Anna fa credere a Garrick di essere stata violentata da Sean e lui non prova nemmeno a difendersi, prende la sua parte dell'eredità paterna e se ne va all'avventura. La storia dei due fratelli e della ragazza opportunista la si era già vista in uno dei romanzi precedenti, cosa che comunque non mi ha impedito di godermi questo libro visto che Smith ha sempre qualche asso nella manica per tenere desta l'attenzione dei lettori.

Kleifarvatn oltre che il titolo originale di questo libro è anche il nome del lago in cui un'idrologa trova uno scheletro. Normalmente il livello del lago sarebbe stato di quattro metri superiore, ma per via di una crepa sul fondo apertasi in seguito a un terremoto, l'acqua sta lentamente defluendo; è questo fatto a riportare a galla le ossa. Appare subito chiaro che si tratta di un omicidio perchè il cranio ha subìto un forte colpo; come sempre Erlandur si butta a capofitto nell'indagine, visto che i casi di scomparsa sono la sua ossessione. La verità questa volta si trova tra alcuni islandesi che, affascinati dal comunismo, negli anni Cinquanta avevano trascorso un periodo di studi nella Germania dell'Est. Sempre intrigante Indriðason, che a questo giro fa entrare nella vita di Erlendur anche il figlio e lascia uno spiraglio di speranza riguardo alla sua vita sentimentale.

Certo che leggere Bryndza dopo Indriðason è come passare di botto dall'analogico al digitale XD Molto diverse le atmosfere, i protagonisti e pure i casi. L'aria dolente dell'Islanda di Erlendur lascia il posto all'adrenalinica vita londinese, i plausibili e umani moventi creati da Indriðason cozzano decisamente con la serial killer di questo romanzo, secondo della serie con Erika Foster come protagonista. Appare già chiaro così a chi va la mia preferenza, se non che a volte ho il bisogno di leggere robe che mi fanno completamente svuotare il cervello. Un po' come se avessi bisogno di prendere una sbronza. Sicuramente Bryndza è uno degli autori adatti, nel senso che scrive cose che tengono desta l'attenzione ma che è meglio non approfondire troppo. O forse non toccano i tasti che invece altri autori sfiorano regolarmente. Comunque sia, ripensando al romanzo precedente ho notato che anche questo The Night Stalker sembra seguire una scaletta simile, cosa che non cessa mai di irritarmi leggermente. Mi sono sempre chiesta se lavorano così anche i miei autori preferiti: forse sì, e sono solo più bravi a dissimularlo.

Ero curiosa di leggere questo libro in particolare di Harlan Coben perchè tra tutte le serie tratte dai suoi lavori, quella francese ricavata da questo non mi aveva convinto granchè. La storia è quella di un uomo, fratello di un presunto omicida. Sono passati undici anni dal delitto, durante i quali non si sono più avute sue notizie; c'è chi pensa che sia morto, chi che si sia nascosto bene. Al capezzale della madre moribonda, il protagonista si sente dire che il fratello è vivo. Pochi giorni dopo, a sparire è l'amatissima fidanzata, e quando l'FBI lo informa che le impronte digitali della donna sono state trovate sul posto di un duplice omicidio, lui stenta a crederci. Con l'aiuto di un amico  e della sorella della vittima del fratello - che poi era anche la sua ex-ragazza - comincia così a investigare da solo per cercare di capirci qualcosa. Bene, sono contenta di poter dire che il libro mi è piaciuto, al contrario della serie. Peccato averlo rovinato, le potenzialità ci sono tutte. L'unica cosa che mi perplime è la sottotrama riguardante l'amico, che alla fine non mi sembra così fondamentale per la trama. Difatti, visto che Coben ama i colpi di scena dell'ultimo minuto, mi aspettavo che avesse avuto un ruolo nel fattaccio del fratello, invece no.

Mori Yoko ha avuto una carriera letteraria breve, ma importante. Breve perchè il suo romanzo d'esordio è del 1978 e nel 1993 è morta. Importante perchè ha saputo cogliere perfettamente lo spirito degli anni Ottanta, soprattutto quello di donne inquiete e insoddisfatte. Naturalmente va tutto contestualizzato al periodo, come fanno notare le traduttrici. Questo libro è una raccolta di racconti, il primo dei quali e più lungo è proprio quel Jouji 情事 (relazione amorosa) che ha segnato il suo esordio. Qui la protagonista, sposata con un inglese e madre di una figlia, negli ultimi tre anni ha intrecciato diverse relazioni clandestine per distrarsi dal suo matrimonio fallito. L'ultima storia è con un giornalista americano del quale finisce per innamorarsi ma che, proprio come le altre, non ha futuro. Come notavano le traduttrici infatti spesso le protagoniste delle sue storie hanno questo in comune, che per quanto facciano alla fine niente cambia per loro. Le storie di relazioni extraconiugali in Giappone si chiamano furin 不倫, termine che contiene il concetto di immoralità, tuttavia i racconti di Mori Yoko sono molto più di questo. L'impressione è che le sue protagoniste usino il sesso come via di fuga, con una forte connotazione esistenziale. Il sesso le libera e le definisce, anche se poi finiscono per tornare nei ranghi, più o meno scornate. Alcuni racconti poi sono molto ironici e divertenti. Devo dire che ho apprezzato molto e che mi piacerebbe leggere altro di questa autrice, anche se penso che al momento non sia stato tradotto altro in italiano.

Devo dire che questo libro è stato una piacevole sorpresa. Ovvero: è il genere di cosa che potrebbe rivelarsi tale o, al contrario, essere una mezza ciofeca. Questo detto in base ad esperienze precedenti e anche riguardo a libri che hanno avuto successo. Difatti il presupposto è quello di una persona fortemente traumatizzata che si allontana da casa e dalla sua solita vita per ritrovare se stessa. In questo caso la protagonista è un pezzo grosso dell'unità antiterrorismo della polizia francese che tre mesi prima si è trovata coinvolta in un attentato dinamitardo che le ha procurato gravi ferite. Ancora provata fisicamente, decide di trascorrere un periodo nella sua città natale, un paesino dell'entroterra della Costa Azzurra, per rilassarsi e riprendersi. In quel paesino Isabelle ci ha vissuto pochi anni perchè i genitori sono morti in un incidente automobilistico quando lei era una bambina; miracolosamente sopravvissuta, viene affidata alla nonna che vive altrove. Per lei è quindi bello immergersi nuovamente nei ricordi e ritrovare una vecchia compagna di giochi, ma la pacchia dura poco perchè viene commesso un omicidio in una villa vicina e così il suo capo - che è dell'idea che la migliore cura sia il lavoro - la richiama in servizio, dato che si trova già sul posto. Vicende personali e indagini proseguono di pari passo e col giusto equilibrio, per questo la lettura mi ha soddisfatta. L'autore - un misterioso tedesco che scrive sotto pseudonimo - ha prodotto altri due volumi con questa protagonista, magari in futuro li leggerò.

martedì 29 novembre 2022

Good Girls

 

Che peccato che questa serie sia stata interrotta! Ci sarebbe voluta la quinta stagione a concludere la storia, invece ci si è fermati alla quarta senza un finale vero e proprio. A dire il vero, in base a tutto ciò che è successo precedentemente, viene giustamente da pensare che le tre protagoniste sarebbero di nuovo cadute in piedi; questa è la mia speranza, perchè siamo di fronte al classico caso in cui non si può fare a meno di fare il tifo per loro malgrado le malefatte che combinano. Sarà perchè, come dice il titolo, sono brave ragazze. Sì, ma di quelle che fanno brutte cose. Per esempio, proprio all'inizio, decidono di rapinare il supermercato dove lavora una di esse perchè tutte, per vari motivi, hanno bisogno di soldi e non sanno come procurarseli. In cassaforte dovrebbero esserci circa $ 30.000, invece si ritrovano con un vero e proprio tesoro; quello che non sanno è che si tratta del denaro sporco di una gang. Difatti ben presto fa la sua apparizione proprio il capo della banda, il quale rivuole indietro i suoi soldi. Non essendo possibile restituirli perchè già spesi, le tre donne dovranno sottostare alle sue richieste per paura di rimetterci le penne. Si vede però che un certo talento per il crimine ce l'hanno nel sangue, visto che in seguito progettano di produrre e spacciare soldi falsi in proprio, ma il capo banda non è della stessa idea... Insomma, le cose vanno avanti per un bel po', ci sono crisi e problemi che però bene o male vengono risolti - a volte creandone di nuovi. E il tutto è decisamente molto divertente, soprattutto nelle prime due stagioni che sono più dinamiche. Dopo questa serie non guarderete mai più una casalinga allo stesso modo XD

sabato 26 novembre 2022

quarantasettesima settimana

tre gatti affamati!


La settimana è partita decisamente di merda. Non ricordo fino a dove ho raccontato della vicenda di mio zio; avrò di certo detto di come la casa fosse ridotta a un cassonetto, e difatti a un certo punto gli altri inquilini si sono lamentati con l'amministratore condominiale per via degli scarafaggi che uscivano da lì invadendo le parti comuni. Era stata fatta una disinfestazione, ma per stessa ammissione della ditta specializzata, se non si fosse provveduto a pulire, le simpatiche bestioline sarebbero tornate. E difatti qualche tempo fa l'amministratore mi ha di nuovo scritto per segnalare il problema. A questo punto l'avvocata (che benchè ancora in attesa della nomina ufficiale come amministratore di sostegno sta già agendo come tale) ha deciso di fare sgombrare la casa e ha contattato un'associazione che si occupa di riciclo e di sgomberi. E indovinate chi è che ha dovuto passare due giorni a presiedere alla cosa? La qui presente cogliona, ovviamente. Non è finita, tra l'altro; c'è così tanta roba che dovranno tornare. E io non so esprimere quanto mi scocci sprecare il mio tempo per quel vecchio stronzo. Quindi il mio umore a inizio settimana è stato decisamente pessimo, poi mi sono consolata facendo la cat-sitter per il figlio maggiore che è stato via per qualche giorno.

giovedì 24 novembre 2022

record of youth

 

Questa serie mi ha conquistata fin dal primo episodio e mi è piaciuta così tanto che, benchè avessi deciso di centellinarmela, ho finito per guardarmela d'un fiato. Sicuramente è stato merito del fatto che i caratteri dei due protagonisti mi sono piaciuti molto. Hye-Jun e Hae-Hyo sono amici d'infanzia e tutt'ora molto legati; entrambi lavorano da alcuni anni come modelli e vogliono fare il grande salto, diventando attori. La differenza non sta tanto nel loro talento, poichè sono bravi tutti e due, ma nel fatto che Hae-Hyo è di famiglia ricca ed ha una madre estremamente impicciona che si è sempre preoccupata di agevolare la sua carriera usando anche mezzi discutibili, mentre Hye-Jun viene da una famiglia modesta e suo padre non fa altro che dargli addosso perchè vuole che rinunci a quelli che ritiene degli stupidi sogni. I due conoscono la truccatrice Jeong-Ha e se ne innamorano, ma lei preferisce Hye-Jun. Questi, lasciato il suo agente che non lo paga e che non si è nemmeno mai sbattuto più di tanto per la sua carriera, ha infine un colpo di fortuna e ottiene la celebrità, mentre la carriera di Hae-Hyo, malgrado i maneggi della madre, non decolla. Anzi, quando egli infine scopre che i suoi ingaggi sono stati dovuti più a lei che al proprio talento, ci rimane di merda. Anche Hye-Jun però si trova ad affrontare i problemi causati dalla fama: non solo gli haters online, ma anche l'ostilità di una giornalista che, raggirata dal suo ex-agente, cerca continuamente scandali con cui infangarlo. Ecco, diciamo che la serie è interessante proprio per il fatto che fa vedere tutti gli aspetti del mondo dello spettacolo: le rinunce che si devono fare non solo per ottenere il successo, ma anche per mantenerlo, il peso del giudizio dell'opinione pubblica che può causare danni all'immagine e mettere a rischio una carriera, ecc.

Qui sopra i tre protagonisti: Park Bo-Gum (Hye-Jun), Park So-Dam (Jeong-Ha) e Byeon Woo-Seok (Hae-Hyo). I due fanciulli mi giungono nuovi, mentre Park So-Dam l'avevo già vista altre volte, e chi di voi ha visto Parasite forse la ricorda nel ruolo della figlia del protagonista. Il regista Ahn Gil-Ho è pure una vecchia conoscenza e i suoi lavori precedenti mi sono piaciuti tutti.


martedì 22 novembre 2022

The Bastard Son & The Devil Himself

 

A differenza di The Imperfects, questa serie ha un tono decisamente più drammatico. Il presupposto è che esistano streghe e maghi, ma divisi in due gruppi: da un lato i Fairbones, dall'altro i Bloods. Nathan, il protagonista, è figlio di una Fairbone e di un Blood, ma non un Blood qualunque; suo padre infatti è un mago potentissimo e nemico giurato dei Fairbones che, a loro volta, lo odiano e lo temono. Rimasto orfano piccolissimo, Nathan viene affidato alla nonna ma deve sottoporsi a controlli periodici finalizzati a verificare che egli non sia un Blood. L'arrivo in città del capo dei Fairbones e dei suoi figli rompe l'equilibrio; da un lato la figlia, Annalise, diventa amica - e forse qualcosa di più - di Nathan, dall'altro il fratello non fa che insultarlo e provocarlo. Anche la sorellastra di Nathan, che lo odia perchè lo ritiene responsabile per la morte della loro madre, ci mette del suo. Come risultato Nathan perde la pazienza e il suo sfogo violento fa sì che venga allontanato dalla nonna e affidato a una tosta miliziana Fairbone che deve insegnarli a combattere in vista di una profezia che lo vedrebbe sconfiggere il suo stesso padre. La serie è tratta da una trilogia di grande successo a firma Sally Green e di sicuro avrà almeno un'altra stagione successiva che concluda la storia lasciata a mezzo. Non ho letto i libri, anche se penso che lo farò perchè sembrano esattamente il mio genere, e mi trovo quindi dibattuta tra aspettare probabilmente un anno o più per vedere il seguito della serie, oppure leggere prima i libri e rimanere delusa dagli inevitabili stravolgimenti della versione filmata. Decisione sempre ardua...

domenica 20 novembre 2022

quarantaseiesima settimana

 

Si può ben dire che questa sia stata una settimana noiosa, eppure in questo non trovo nulla di negativo. Siamo abituati a dover sempre correre, sempre fare, sempre produrre, e le giornate prive di eventi degni di nota sembrano tempo perduto. Per fortuna il mio stile di vita è molto lontano da quello della società moderna e a me non dà fastidio passare giornate in cui non faccio niente di che nè succede nulla di notevole. In questo dunque la settimana è stata perfettamente novembrina: sia per il ritmo che, finalmente, per il meteo: infatti il sole praticamente non si è visto e ha anche piovuto un po'. E sapete una cosa: ne sono stata molto contenta perchè l'estate infinita di quest'anno mi ha portato a non sopportare più il sole. Sono arrivata a fare questa equazione: sole = caldo; caldo = odio; sole = odio. Insomma, lo so che può sembrare strano, ma ultimamente ogni volta che venivo abbagliata dai raggi del sole quando tiravo su la tapparella la mattina, provavo un moto di insofferenza. Quindi viva il novembre novembrino! Se proseguisse il maltempo, magari tornerei ad apprezzare il sole.

uno dei soffitti affrescati da Felice Giani
che abbiamo visto ieri pomeriggio (è in un ufficio privato)

Ho aspettato un giorno a postare perchè volevo dire della visita guidata che abbiamo fatto sabato pomeriggio. La Pro Loco della mia città organizza da diversi anni queste visite e la particolarità è che a volte si può andare a vedere posti che normalmente sono chiusi al pubblico. Un anno sono venuti pure a casa mia - non quella in cui abito ora, ma quella dove stavo finchè mi sono sposata e dove ora abita il figlio maggiore - ad ammirare il nostro meraviglioso glicine. Ormai quindi abbiamo visto quasi tutto quello che era possibile vedere, contando i luoghi inediti di ieri: si trattava infatti di alcuni uffici privati, ricavati da una casa signorile che ha dei bellissimi affreschi di inizio Ottocento. Tra i partecipanti è saltata fuori mia cugina; in realtà erano cugini i nostri padri, quindi il nostro grado di parentela è più blando. Non la vedevo da non ricordo nemmeno più quanti anni (una stima approssimativa è il 2006, ma sono convinta che in realtà sia da molto prima) e mi ha meravigliato che mi abbia riconosciuto subito, anche perchè ci siamo sempre frequentate pochissimo. L'ho ragguagliata su mio zio, del quale non sapeva nulla in quanto lui è rimasto più in contatto con i cugini da parte di mio nonno. A parte le bellezze artistiche comunque la parte più apprezzata del pomeriggio è stato il camminare sotto la pioggia: non ricordo da quanto non mi godevo il rumore delle gocce che colpiscono l'ombrello...

mercoledì 16 novembre 2022

the imperfects

 

Abbi, Tilda e Juan sono tre giovani con un problema in comune: anni prima sono stati sottoposti a una terapia genetica sperimentale a loro insaputa. Da allora prendono un farmaco, ma quando si ritrovano improvvisamente senza e non gliene viene dato altro, sviluppano degli strani super-poteri. Decidono allora di unire le forze per rintracciare lo scienziato responsabile e farsi curare, in modo da tornare a essere dei normali esseri umani. Incontreranno altri come loro così come altri scienziati più o meno pazzi, oltre a finire nel mirino di un'ente governativo segreto. Farcito di scene splatter ma condito soprattutto da una buona dose di umorismo, benchè nero, questa serie mi ha molto divertito e credo proprio che il finale aperto lasci presagire almeno una seconda stagione. I personaggi dei ragazzi sono azzeccati, la mia preferita è Tilda.

sabato 12 novembre 2022

quarantacinquesima settimana

il vino della casa XD

I festeggiamenti per il mio compleanno si sono protratti anche nei giorni scorsi perchè dopo la famiglia è stato il turno degli amici. Ci sono così scappate altre due cene: una pizza con F e il ristorante con tre ex-compagni di liceo. A questo proposito c'è da dire che, benchè della mia classe del liceo non provi la minima nostalgia, almeno con poche persone ho mantenuto buoni rapporti. Una è C che è una delle mie migliori amiche, mentre gli altri due in passato li abbiamo frequentati sporadicamente, ma negli ultimi anni stiamo cercando di vederli con una certa regolarità. Devo quindi concludere che è stata una buona settimana anche questa, malgrado in mio umore non abbia brillato (non so bene perchè...).

mercoledì 9 novembre 2022

the playlist

 

Installai Spotify sul PC un sacco di anni fa, ma lo tolsi non molto tempo dopo perchè non sopportavo la pubblicità e all'epoca avevo altri modi per fruire della musica che volevo, quindi non ero motivata a pagare per la versione premium. Versione premium che invece ora uso da quasi un anno con grande soddisfazione, anche perchè Spotify al momento è praticamente l'unica opzione che ho per ciò che mi serve ora. Questa serie parla appunto della creazione di Spotify - e non solo. Probabilmente siamo portati a pensare che nel mondo delle app ciò che serve sia soprattutto l'idea brillante e innovativa, e certamente senza di quella non si comincerebbe nemmeno; la cosa molto interessante di questa serie è appunto il fatto di mostrare le diverse sfaccettature. Non solo occorrono investitori e collaboratori, in questo caso specifico occorrono anche fior di avvocati. Devo dire che ho trovato molto interessanti soprattutto le prime puntate perchè contestualizzano la nascita di Spotify: sono i tempi di Pirate Bay, le case discografiche sono inferocite dai danni economici subiti, e Daniel Ek - l'ideatore - in realtà all'inizio vuole creare una versione migliorata di Pirate Bay, ovvero non ha la minima intenzione di pagare nessuno. La serie prosegue mostrando lo scontro inevitabile tra utopia e realtà e si spinge a profetizzare cambiamenti futuri - l'ultima puntata è ambientata tra il 2024 e il 2025. Insomma, ciò che ho molto apprezzato è stata questa versione a tutto tondo che mostra i vari aspetti, senza dimenticare anche quella che potremmo chiamare dimensione morale.


sabato 5 novembre 2022

quarantaquattresima settimana

un angolo un po' particolare di Bertinoro

Il marito aveva qualche giorno di ferie e ne abbiamo approfittato per una gita in quel di Bertinoro. Naturalmente abbiamo beccato l'unico giorno autunnale finora, non tanto per la temperatura (un po' calata, ma nemmeno di tanto) quanto per le foschia che aleggiava sulla pianura e che ci ha impedito di vedere il panorama per il quale Bertinoro è famosa. 

uno scorcio della Rocca

E' comunque un posto molto piacevole dove passeggiare, inoltre abbiamo fatto un ottimo pranzo presso la Trattoria del Punto. 

Se la settimana è iniziata sonnolenta, i giorni finali sono stati (e sono) decisamente più vivaci. Infatti il figlio piccolo e la fidanzata sono arrivati per il fine settimana per festeggiare il mio compleanno. Dopo la cena in famiglia di ieri sera, oggi a pranzo siamo di nuovo al ristorante.


mercoledì 2 novembre 2022

linee bollenti (dirty lines)

 

Dopo gli esseri mostruosi di Cracovia avevo bisogno di guardare qualcosa di leggero e divertente, e devo dire che questa serie olandese è stata la scelta migliore che potessi fare. Mi è piaciuta moltissimo e ora tengo le dita incrociate nella speranza che producano una seconda stagione. Ambientata ad Amsterdam alla fine degli anni '80, ha per protagonista Marly, una studentessa. Stanca di fare avanti e indietro tra la facoltà e il quartiere periferico in cui abita, vorrebbe trasferirsi in centro insieme alle sue amiche, ma i severissimi genitori - soprattutto la madre - glielo vietano. Marly, che è di colore, è cresciuta con l'imposizione a doversi comportare meglio di tutti proprio per via della sua origine. Alla ricerca di un lavoretto per guadagnare qualche soldo, Marly segue il consiglio della sua amica e si reca a registrare un monologo erotico per una linea telefonica di recente invenzione. Lei però è negata, e tuttavia questo episodio segnerà la sua vita perchè una troupe televisiva sta girando un servizio proprio mentre lei è in sala di registrazione e dopo pochi giorni tutta l'Olanda la riconosce per la studentessa che lavora per la linea erotica, compresi i suoi genitori che la cacciano di casa. Le strade di Marly e dei due fratelli che la gestiscono si incroceranno naturalmente ancora. Mi sono fatta un sacco di risate, anche se non mancano alcuni momenti più seri, mai drammatici però perchè il tono generale di questa serie è ironico. E poi è ambientata negli anni '80. Sì, lo so che l'ho già detto, ma sarà che invecchio e sto diventando più nostalgica!


lunedì 31 ottobre 2022

letture di ottobre

 

Ho recuperato un altro libro di Alice Oseman, dopo Solitaire che mi era piaciuto molto. Questa giovane autrice è molto abile a descrivere i tormenti degli adolescenti, soprattutto riguardo la propria identità di genere. Il tema di questo romanzo è l'asessualità, una di quelle parole che sembrano state inventate ieri l'altro e che probabilmente moltissime persone ignorano o fraintendono. Georgia, una diciottenne inglese, parte per l'università insieme ai suoi due migliori amici, Pip e Jason, decisa a trovare se non l'uomo della sua vita, almeno qualcuno a cui dare il suo primo bacio. Sente la cosa come una sorta di missione, in quanto alla festa di addio con i compagni delle superiori, quando è venuto fuori che non ha ancora baciato nessuno è stata trattata come una sorta di mostro. Georgia però realizza di non avere la minima voglia di baciare o di fare sesso nè con maschi nè con femmine, e grazie a un ragazzo conosciuto al college riesce finalmente a capire qual è la sua vera natura. Penso che questo libro sia molto più utile di una ricerca in rete per capire certe sfumature.

Era da un po' che volevo leggere questa saga famigliare e finalmente mi sono decisa. Ottima decisione, aggiungerei, perchè il libro mi è piaciuto molto. Narrazione ovviamente romanzata, ma basata sulla vera storia della famiglia dello scrittore che, nella finzione, assume il nome di Parlante. Ed è la figura di Cipriano Parlante quella che si staglia sopra tutte le altre, sia quelle che lo precedono che quelle che lo seguono, tranne forse quella di papanonno, il capostipite. Ambientata in Puglia, copre un arco temporale che va dall'Ottocento a poco più della metà del Novecento e ha molto da dire quindi sulla neonata patria italiana e i vari accidenti che l'hanno sconvolta, primi fra tutti le due guerre mondiali. E Cipriano la Prima Guerra Mondiale se la fa tutta, rimanendone segnato. Egli è certamente una figura di eroe, di quegli eroi quotidiani che spesso incrociamo per strada senza sapere di che cosa sono stati capaci; in questo caso egli ha fatto molto sia per la famiglia che per la regione dove abita, e addirittura ha salvato la vita al suo socio ebreo e alla sua famiglia quando il fascismo ha iniziato le persecuzioni. Però, come ogni parabola, all'ascesa segue l'inevitabile discesa e ormai di tutto questo non restano che dei ricordi, belli e importanti, che per fortuna l'autore ha voluto condividere con noi lettori.

Erano letteralmente anni che avevo in programma di leggere questo libro. La prima volta che provai a cercarlo era esaurito, si trovava solo l'ebook, e meno male che non lo presi perchè qualche anno dopo uscì una nuova edizione aggiornata, che è poi quella che ho appena finito di leggere. Ammetto che il motivo per questa lettura è frivolo: con tutte le serie coreane a sfondo storico che ho visto, mi era venuta la curiosità di saperne di più. L'autore, già professore di lingua e letteratura della Corea all'Università di Napoli "L'Orientale" e attualmente professore ordinario di Storia della Corea e Culture Comparate presso la Anyang University di Anyang City in Corea, è probabilmente il massimo esperto di questo paese in Italia. Per sua stessa ammissione, questo libro non è che un'infarinatura; copre tutta la storia della Corea dalla preistoria a circa il 2017 e lascia ovviamente spazio ad approfondimenti. Ho trovato la lettura molto interessante perchè mi ha permesso non solo di conoscere la storia di questo paese, ma anche di comprenderne gli aspetti culturali. Molto interessante anche la parte dedicata alla Corea del Nord e la versione che dà l'autore della sua situazione. Non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere quando ho letto che negli ultimi anni è aumentato vertiginosamente il numero di giovani che vogliono studiare il coreano perchè fan dei vari gruppi musicali; esattamente quello che è successo con il giapponese nel momento del boom di manga e anime.

Maledetti giapponesi, mi hanno fatto uscire la lacrimuccia pure questa volta! Questo delizioso romanzo è ambientato, come gli altri della stessa autrice, nella città immaginaria di Kazahaya e il titolo originale Hyakko no mahou ひゃっこの魔法 non ha nulla a che vedere col gatto perchè significa "la magia dei grandi magazzini". E' vero però che un gatto c'entra, difatti un gattino bianco con un occhio giallo e uno azzurro è raffigurato nella vetrata del salone principale dei grandi magazzini Hoshino, inoltre su questo gattino circolano delle leggende. Si dice infatti che ogni tanto si materializzi e che possa realizzare i desideri di chi lo vede. Ed è ciò che succede ad alcuni dei protagonisti di questo libro, manco a dirlo. Come spesso accade in questo genere di racconti, ci sono sempre legami col passato e con il destino tra i vari personaggi. C'è però anche un problema di traduzione, causato dal fatto che le vicende sono narrate al presente, ma gran parte della storia riguarda appunto il passato o i ricordi, e così il salto tra l'uso di passato prossimo/presente e passato remoto e simili risulta stonato. Non so bene che cos'è andato storto, nel senso che non è così inconsueto che in un libro passato e presente si mescolino, ma finora l'alternarsi dei tempi verbali non mi era mai suonato così sbagliato. Ed è un vero peccato, visto che il libro è veramente molto gradevole.

Ogni volta che leggo un libro di questo autore, mi sembra che sia ancora migliore del precedente! Il delitto questa volta riguarda un uomo che fa il portiere in un grande hotel ed è anche incaricato di impersonare Babbo Natale. Siamo difatti a ridosso del 25 dicembre. Il tizio è in ritardo all'incontro con i bambini e viene trovato nella sua stanza, ucciso in una situazione imbarazzante. Erlendur è depresso per via del periodo festivo e assorto nei ricordi del suo passato; arriva a dormire per alcune notti nell'hotel perchè non vuole tornare a casa e di fatto affrontare la propria vita. Mentre investiga, incontra una donna che suscita il suo interesse per la prima volta in non si sa quanti anni; anche lei sembra interessata, ma salta fuori che è sposata, benchè decisa a divorziare. Insomma, i due fanno un passo avanti e due indietro, finendo per non combinare nulla. Quanto al caso, si scopre che la vittima in passato è stato un bambino prodigio dalla voce angelica, ma una precoce adolescenza lo ha privato di quella dote ed ha segnato l'inizio del disastro della sua vita. Tra disagi esistenziali e famiglie problematiche, la storia si dipana fino a un finale amaro, anche se Erlandur finisce per tornare a casa per festeggiare il Natale insieme alla figlia. Questo autore mi piace proprio tanto!

Considerando quanti libri esistono al mondo e quanti ne vorrei leggere, può sembrare idiota che io perda tempo a leggerne uno per la seconda volta, soprattutto uno così corposo, ma dopo aver letto Piranesi non ho fatto che ripensare a quanto mi era piaciuto questo. La prima volta l'avevo letto a ridosso della visione della miniserie che ne era stata tratta e penso di essermi concentrata molto sulle eventuali differenze (inevitabili), mentre questa volta mi sono goduta la lettura al 100%. E che lettura! Penso che la gran parte del fascino che questo libro esercita su di me è che mi trasporta in un mondo fantastico e interessante. Vorrei che la Clarke scrivesse altre cose...

Finalmente ho messo le mano su un romanzo di Harlan Coben! Ho perso il conto delle serie Netflix tratte dai suoi libri e alla fine ho anche scoperto il motivo: ha fatto un contratto per trasformare in serie TV ben quattordici dei suoi libri. Dunque altre ne sono in arrivo dopo quella polacca vista poco tempo fa. Anche da questo No Second Chance è stata tratta una miniserie, solo che è passata sulla TV francese e non su Netflix e quindi non l'ho vista. Nè la voglio vedere, dopo che ho scoperto che il protagonista del libro sullo schermo è diventato una donna. Chissà perchè, poi. Venendo alla trama: un uomo viene ferito gravemente da una pistola in casa sua. Al risveglio in ospedale scopre che anche la moglie è stata vittima dell'assalto, ma non è sopravvissuta. Quanto alla figlia neonata, è scomparsa. Ecco che arriva puntuale una richiesta di riscatto, rivolta in realtà al suocero del protagonista che è molto ricco. L'uomo ovviamente prepara il denaro richiesto, il padre della bambina si deve occupare della consegna, ma le cose vanno a puttane perchè questi decide di avvisare la polizia e i rapitori se ne accorgono. A distanza di un anno e mezzo della piccola ancora non si sa nulla, in compenso arriva un'altra richiesta di riscatto che fa sperare che sia ancora viva. Devo dire che questo romanzo mi è piaciuto molto e quindi voglio assolutamente leggere altri libri di questo autore.

Lucarelli è uno di quegli autori che per me sono una garanzia; penso che riuscirebbe a rendere accattivante anche l'elenco del telefono. Questo libro dovrebbe essere l'unione di due precedenti, da quello che ho capito, con in più un capitolo in cui egli narra cose strane che gli sono successe. Dunque non si tratta di racconti di fantasia, ma della narrazioni di storie più o meno note, che si contraddistinguono appunto per il livello di "incredibilità". Difatti di queste storie alcune le conoscevo, di altre ne sapevo solo una parte, altre ancora le ignoravo. Mi sono divertita molto a leggerle, sia perchè mi piace lo stile in cui sono narrate, sia perchè le storie curiose mi hanno sempre interessato. Poi, col senno di poi, mi rendo conto che avrei potuto risparmiarmi i soldi, come nota il genio qui sotto, autore di una recensione su Amazon:

In realtà ho deciso di fare tesoro di questo illuminante commento e di qui in poi smetterò proprio di leggere libri, perchè tanto si trova la trama su Wikipedia! X°°D

The Mao Case, sesto libro della serie con protagonista l'ispettore Chen, è forse quello in cui appare più chiara la natura di Chen stesso: da un lato profondamente umana (si potrebbe dire che fa di tutto per salvare capra e cavoli), dall'altra almeno in parte astuta (perchè ci vuole una certa astuzia per riuscire a muoversi nella politica cinese senza subire danni). Ancora una volta infatti il caso che egli deve affrontare ha delle implicazioni politiche, tanto più gravi perchè c'entra niente meno che Mao. C'è una giovane ragazza, nipote di una amante di Mao, che improvvisamente è passata dall'indigenza alla ricchezza. La cosa non sarebbe strana se fosse la mantenuta di un riccone, però non risulta che frequenti nessuno. Già sua nonna era stata sospettata di possedere del materiale compromettente su Mao, e ora il sospetto è che la ragazza lo abbia in qualche modo trovato e lo stia sfruttando per vivere agiatamente. Chen decide di farsi passare per uno scrittore e s'intrufola nell'ambiente della ragazza, e intanto chiede a Vecchio Cacciatore di fare qualche ricerca discreta, tenendo però fuori il collega Yu perchè vuole salvarlo da eventuali conseguenze se le cose dovessero andare male. Alcuni lettori si sono lamentati del finale; francamente io non ci ho trovato niente di deludente.

All'inizio del libro, mi ero convinta che la storia vedesse come protagonisti solo St. James, Deborah ed Helen. Infatti il fratello di St. James gli presenta un vecchio amico che si trova nei guai e ha bisogno di un'indagine discreta, che non coinvolga in alcun modo la polizia. L'uomo è il direttore di un giornale scandalistico e undici anni prima ha avuto una breve relazione sessuale con quella che ora è una rampante donna politica del governo di destra. Nessuno sa che è lui il padre della bambina frutto di quella relazione ed sia lui che la madre hanno tutto l'interesse per continuare a mantenere il segreto: lui perchè la relazione è avvenuta mentre era interessato a quella che sarebbe diventata sua moglie e che non prenderebbe affatto bene la notizia, visto che pretende sempre che si dica la verità; lei perchè una relazione con un uomo di sinistra minerebbe la sua carica e la sua carriera in politica. Il problema è la bambina è stata rapita ed entrambi hanno ricevuto un biglietto dove si dice che se non verrà raccontata alla stampa la vera storia della primogenita del giornalista, la piccola verrà uccisa. Elizabeth George è riuscita a stupirmi nuovamente: ma come fa a inventarsi delle storie così? Ancora una volta non mi sarei mai immaginata una conclusione del genere. Peccato per la povera Barbara Havers, mentre le cose vanno molto meglio a Linley perchè finalmente Helen ha accettato di sposarlo.

Sì, lo so, ho letto un sacco anche questo mese. Del resto sto molto meno su Netflix rispetto all'anno scorso, il che spiega questo fatto.



sabato 29 ottobre 2022

quarantatreesima settimana

beata Jordan che non soffre il caldo e non viene punta dalle zanzare!

Domenica scorsa niente passeggiata in collina perchè faceva troppo caldo. Considerato che siamo nella seconda metà di ottobre può sembrare una motivazione assurda, ma questo mese le temperature sono state incredibilmente alte, una notte addirittura non ho dormito. Difatti avevamo messo il piumone leggero quando aveva rinfrescato un mese fa, ma ora in casa è più caldo e per giunta è anche sempre umido. Insomma, un ottobre così non me lo sarei mai immaginata e di certo non posso che concludere che avrei preferito vivere ai tempi dell'era glaciale piuttosto che a quelli del riscaldamento globale. Mi consolo pensando che, se dura così, consumeremo molto meno gas del previsto per riscaldare le case, il che è certamente una buona notizia. Lunedì sono andata in un piccola parco a fare foto a Jordan, una delle mie Smart Doll; è finita che sono fuggita dopo un quarto d'ora perchè le zanzare mi stavano spolpando. Un'altra gioia causata da questo tempo anomalo, presumo. Le giornate si sono susseguite tra le solite cose; sono stata soddisfatta dei miei lavoretti di cucito, non ho fatto disastri!

mercoledì 26 ottobre 2022

i mostri di Cracovia

A Cracovia ci sono stata, è una bella città, e anche se non sono una fan del genere horror, quando una serie o un film è ambientato in un posto dove sono stata, mi scatta sempre una certa curiosità di riconoscere sullo schermo posti che ho visto di persona. Dev'essere proprio perchè non sono una fan dell'horror che non mi sono posta problemi sul fatto che questi mostri polacchi risultassero spaventosi o meno. Invece ho trovato alcune scene inquietanti e bizzarre, e tanto mi basta. Protagonista della storia è Alex, una studentessa di medicina, che è convinta di essere schizofrenica e invece scopre di avere dei poteri particolari quando incontra altri ragazzi come lei. Il gruppetto è capitanato da un professore esperto di antichi dei, infatti c'è un antico dio malvagio che si reincarna e comincia a fare disastri, con lo scopo finale di sbarazzarsi proprio di Alex. Il finale è aperto perchè come al solito Netflix sta valutando se proseguire la storia. A me non è dispiaciuta, anche se ho quel maledetto vizio di fare combaciare tutto per bene e quindi va sempre a finire che trovo qualche discrepanza nella trama - o forse sono solo distratta e mi perdo spiegazioni e collegamenti. Insomma, come serie non mi è dispiaciuta malgrado non brilli per originalità; se dovessero fare un'altra stagione, penso proprio che la guarderei.

sabato 22 ottobre 2022

quarantaduesima settimana

 

Anche domenica dopo pranzo al sole c'erano quasi 30°. Ce ne siamo andati a fare due passi in collina e non siamo stati certo gli unici ad avere questa idea. L'autunno procede a piccoli passi e non solo per via delle temperature ancora elevate, ma le foglie stanno sempre più cominciando a cambiare colore.

Abbiamo incontrato ben due gatti, uno dei quali ha mostrato interesse per la mia Barbie! Questo è il genere di foto non programmate che, quando capitano, mi piacciono troppo.

Per il resto, settimana tranquilla con nulla di particolare da annotare. Va bene così, comunque. Molte meglio che avere molte cose di cui lamentarsi, no?

mercoledì 19 ottobre 2022

Heartbreak High (l'originale)

 

Come accennato quando ho recensito la versione reboot, Netflix ha messo a disposizione anche le stagioni originali di questa serie australiana e così mi sono vista la prima, che contava la bellezza di 38 episodi ed è andata in onda nel 1994. Difatti la prima cosa da fare è superare lo shock dovuto al gap temporale: ma veramente ci si vestiva così di merda a metà degli anni Novanta?? Per non dire che le canzoni usate per la colonna sonora non mi sono piaciute per nulla. Comunque sia, a parte questo, la serie l'ho trovata godibile. Tanto per cominciare, anche qui ci sono ragazzi di diverse origini perchè l'Australia è da sempre terra di immigrati, per cui tra i ragazzi protagonisti abbiamo un greco, un italiano, una libanese e un vietnamita. Diverso è invece il discorso sull'orientamento sessuale: a parte un professore omosessuale, tutti gli altri sono rigorosamente cisgender ed eterosessuali. La storia del professore gay poi, limitata a pochi episodi, si riduce al fatto che egli cerchi di nascondere la propria omosessualità a scuola in quanto conscio che, se la cosa si risapesse, creerebbe problemi a diversi genitori; ad un certo punto però gli capita di soccorrere un ragazzino che è stato aggredito da due compagni e tale ragazzino è figlio di un fanatico religioso che il giorno dopo si presenta puntualmente a scuola accusando il professore di molestie sessuali. Riguardo ai ragazzi invece, l'impressione è che i problemi siano più concreti e risolvibili rispetto ai loro corrispondenti dei tempi odierni. Ci sono comunque famiglie disfunzionali con padri in prigione e madri alcolizzate, ci sono diverse corna, c'è una ragazza che rimane incinta, insomma, di cose ne succedono parecchie, però non ho riscontrato quel disagio esistenziale che invece sembra caratterizzare le serie sugli adolescenti più recenti. E' come se allora ognuno sapesse di avere un posto nel mondo e cosa fare per ottenerlo, mentre oggi i giovani vagano come anime in pena verso un futuro incerto. Questa serie inoltre dà anche molto più spazio anche alle vicende di genitori e insegnanti rispetto alla versione reboot. Una curiosità: la serie originale è lo spin off di un film del 1993 che vede come protagonista uno degli attori della prima stagione, che però nella serie fa un ruolo diverso. Nel film interpretava infatti un diciassettenne che faceva perdere la testa alla sua professoressa. Considerato che lei aveva ventidue anni, sarà stato immorale e poco professionale, ma non fantascientifico XD Questa vicenda è ripresa nella serie con protagonista però un altro attore, così come altre situazioni e altri personaggi del film.

sabato 15 ottobre 2022

quarantunesima settimana

la croce di Rontana, dalla quale si può ammirare il paesaggio

Domenica scorsa abbiamo sfidato le previsioni del tempo che davano probabile pioggia e siamo di nuova andati a fare un'escursione in collina, questa volta più breve anche perchè siamo partiti tardi. Ci siamo recati a Monte Rontana, che si trova sopra Brisighella ed è famoso tra noi della zona per la croce innalzata nel 1901 dalla quale si gode un bel panorama, anche se il tempo era imbronciato e l'orizzonte un po' annebbiato, con un mood novembrino, non fosse stato per le temperature ancora molto miti.

i resti del castello e l'imbocco del sentiero degli Alpini

Molti anni fa infatti era questa l'unica attrattiva del luogo, ma da diversi anni è in corso una campagna di scavi ad opera dell'Università di Bologna che ha portato alla luce i resti del castello e del borgo medievale. Non ho potuto saltellare come domenica scorsa a Ceparano, ma la visita è stata sicuramente interessante. Del sentiero degli Alpini comunque abbiamo fatto solo il breve tratto che portava ai resti del borgo, in quanto era piuttosto ripida.

Sono stata a festeggiare il compleanno della mia amica F al solito all you can eat cinese. Lei prende sempre il biscotto della fortuna, così questa volta l'ho preso pure io ed ecco il responso (che tanto non ci prende!).

mercoledì 12 ottobre 2022

fidati di me (hold tight)

 

Harlan Coben colpisce ancora, infatti questa serie polacca è l'ennesima tratta da uno dei suoi libri. Occorre avere un po' di pazienza nell'affrontarla; la prima puntata non mi aveva detto granchè, ma si tratta di una miniserie di soli sei episodi e secondo me vale la pena di arrivare in fondo. Anna è una madre iper-protettiva. Quando il figlio maggiore, il diciottenne Adam, si chiude in se stesso dopo che il suo migliore amico è morto per overdose, lei non trova di meglio che installare un'app che spia il suo cellulare per essere sempre al corrente di cosa fa. Adam però scompare e l'app non è più di aiuto. Anna comincia a sbattersi a destra e a sinistra per cercare il figlio, mentre cadaveri di donne massacrate di botte cominciano a spuntare in giro. D'accordo, non sarà il più riuscito dei lavori di Coben (non so se per colpa sua o della sceneggiatura), ma il finale è decisamente interessante.


sabato 8 ottobre 2022

quarantesima settimana

i ruderi della torre di Ceparano, che naturalmente sorge in un punto
dal quale si ha una visuale completa della vallata;  la torre è stata
costruita con lo spungone, roccia calcarea che contiene fossili di
conchiglie perchè tre milioni di anni fa qui era tutto sotto il mare!

Complice il bel tempo che abbiamo in questi giorni, con temperature nemmeno lontanamente da ottobre (o almeno non degli ottobri del passato), col marito domenica scorsa sono stata a fare una breve escursione in collina. Siamo arrivati fino a quella che qui chiamiamo Torre di Ceparano, dove ero stata un'altra volta molti anni fa. Il ginocchio dolorante è in netto miglioramento e quindi ho voluto provare a fare una passeggiata più impegnativa del solito. Inoltre, siccome ultimamente mi è tornata la voglia di fotografare in analogico, mi sono portata dietro la mia Lomo'Instant Square, oltre che la solita bambola (solita non perchè mi porti dietro sempre la stessa, ma perchè da due anni a questa parte prendo sempre una bambola con me quando viaggio o faccio escursioni; sì, lo so, la demenza senile, eccetera XD). La camminata è stata di due ore, tra andata e ritorno, più il tempo passato a saltellare tra le rovine, attività che di certo non era molto indicata per il ginocchio, ma non posso farci niente, non riesco a resistere! Mi sa che ho una certa propensione a imitare Indiana Jones, non fosse per i miei obiettivi limiti fisici sarei molto più spericolata.

Realizzo con orrore che il fatto che questa sia la quarantesima settimana significa che ne mancano ancora solo dodici alla fine dell'anno. Aiuto! Vuol dire che prima di quanto me ne renda conto mi troverò catapultata nel bailamme natalizio che detesto, sempre che non ci arrivi una bomba atomica sulla testa prima. Per ora però la situazione si mantiene tranquilla, questa settimana è stata la replica della scorsa e sono stata soddisfatta di essere riuscita a cucire delle cose decenti (non è cosa scontata, combino pasticci spesso e volentieri XD).

mercoledì 5 ottobre 2022

Heartbreak High - reboot

Mi capita spesso di vedere serie con protagonisti adolescenti, si potrebbe quasi dire che quello scolastico è uno dei miei generi preferiti. Vista l'età che ho, questo potrebbe sembrare quanto meno bizzarro, ma adesso non ho voglia di stare a psicanalizzarmi per capire il motivo di questa predilezione, mi limiterò a dire che questa serie in particolare mi ha incuriosita perchè è australiana. Non ho visto molte serie australiane, anzi probabilmente quelle viste le conto sulle dita di una mano sola, quindi la curiosità ci stava. La prima cosa che mi sento di dire che è la presenza di ragazzi di origini nazionali diverse e di diverso orientamento sessuale in questo caso è risultata del tutto naturale e affatto forzata (il che mi porta a chiedermi se veramente cose viste in passato erano costruite "male" o se, a furia di vederne di tutti i colori, ormai ci ho fatto l'abitudine). La serie mi è piaciuta, anche se, a ben guardare, le tematiche sono le stesse. Ci sono l'amore e il sesso, ci sono i tanti piccoli problemi che da adolescenti sembrano montagne insormontabili, ma alla fin fine c'è anche una discreta dose di ottimismo che porta a concludere che c'è del buono dentro questi confusi sedicenni. Al centro della trama di questa prima stagione - non ho idea se ne seguiranno altri - c'è una sorta di sex education,  questa volta istituzionalizzata. La protagonista, Amerie,  e la sua migliore amica infatti hanno creato sulle pareti delle scale di servizio della scuola una sorta di mappa del sesso, indicando scrupolosamente chi ha fatto cosa con chi. All'inizio del nuovo anno scolastico la mappa viene scoperta e la preside decide di spedire tutti i ragazzi che vi sono nominati a fare un corso speciale di sesso e relazioni. Inutile dire che i diretti interessati non sono per nulla entusiasti per la cosa, oltre a nutrire particolare astio per Amerie in quanto autrice della mappa. Questa serie è il reboot di un'altra serie omonima uscita negli anni Novanta che conta sette stagioni; Netflix ha avuto l'intelligenza di mettere a disposizione anche questa e, inutile dirlo, mi sono messa a guardarla perchè ero curiosa di fare il paragone tra come sono trattate certe tematiche a distanza di venticinque anni. 

sabato 1 ottobre 2022

trentanovesima settimana

il gatto dei vicini ha preso l'abitudine di dormire sullo stendipanni XD

La settimana è cominciata bene perchè il figlio piccolo è tornato a casa per votare. E' stata poco più di una toccata e fuga, ma almeno ci siamo goduti un allegro pranzo domenicale tutti e quattro insieme. Dico una banalità: la vera ricchezza non consiste nel conto in banca, ma nei momenti belli passati con le persone che amiamo. Penso che ci aspettino tempi duri per diversi motivi, perciò mi consolo pensando che questa ricchezza non me la può portare via nessuno se non il Tristo Mietitore (a questo punto bisognerebbe fare le corna, ma non trovo l'emoticon corrispondente XD). Aggiungo che la vita è breve e che non ho intenzione di farmi rovinare quel che ne resta, piuttosto mi siedo coi popcorn e resto in attesa di vedere come il prossimo governo risolverà magicamente i problemi della nazione.

Per il resto, non ho fatto niente di speciale a parte cucire parecchio. Sul sito ufficiale delle Smart Doll ci sono alcuni cartamodelli che si possono scaricare e quindi ho voluto provare a farne qualcuno. Ho scelto cose facili perchè le mie doti come sarta continuano a lasciare a desiderare, ma almeno sono riuscita a produrre cose decenti. Prossimamente passerò dai prototipi ai vestiti fatti con le stoffe belle.

Riguardo alla percezione dello scorrere del tempo: da quando le temperature sono di mio gradimento, le ore mi scappano via di corsa. E' sempre lunedì, è sempre venerdì, per citare una mia amica.


giovedì 29 settembre 2022

letture di settembre

Stavo pensando di variare un po' la maniera in cui è costruita questa rubrica, anche se non so bene in che modo. Quindi questo mese provo a navigare a vista, in attesa di un'ispirazione più strutturata.

Inizio quindi con una tripletta:

Questo è il mio primo incontro con James Patterson, scrittore americano considerato uno dei più importanti autori di thriller contemporanei, a dire di Wikipedia. Ha scritto molti libri suddivisibili in diverse serie; questi tre fanno parte del ciclo denominato "Le donne del club omicidi". Ciò che mi ha intrigato è stata infatti questa combinazione. Questi libri sono scritti in maniera molto avvincente e le protagoniste sono ovviamente interessanti; in realtà la voce narrante, nonchè presenza predominante, è quella della detective Lindsay Boxer. Leggerli di fila mi ha portato a notare che sono libri molto strutturati. Premetto che non sono una scrittrice e quindi forse quanto sto per dire è un'emerita cazzata, ma ho avuto proprio l'impressione che l'autore abbia seguito una scaletta: nel tale capitolo succede questo, nel tal'altro succede quello, eccetera. Non voglio spoilerare, ma anche la maniera in cui vengono presentati e quindi risolti i casi sono simili. Tutto questo mi ha rovinato il divertimento? No, perchè, come dicevo, la scrittura è buona, le trame avvincenti, i personaggi piacevoli. Penso solo che abbia senso leggere i prossimi della serie (perchè li leggerò) a una certa distanza l'uno dall'altro, in modo da non notare troppo le similitudini.

Esco dalla realtà in maniera diversa e molto più drastica immergendomi nuovamente nel mondo di Midkemia, il regno immaginato da Raymond E. Feist. Terzo e ultimo volume della Saga di Riftwar, volevo che non finisse più da tanto che mi è piaciuto, solo che non finire avrebbe significato allungare ulteriormente le traversie dei protagonisti. Questa saga è stata una bellissima sorpresa che mi ha fatto apprezzare molto l'autore. In effetti sono stata indecisa tra fare l'abbuffata e leggermi i tre volumi di seguito, oppure centellinarmeli. Ho scelto quest'ultima soluzione, nell'illusione di farli durare di più. Come già detto, Feist qui da noi è stato poco tradotto e della sua vasta produzione sono disponibili solo sei libri, cosa che mi pone davanti un dilemma: passare direttamente ai prossimi tre in italiano oppure cercare quelli in inglese che li precedono? Il fatto è che mi sono affezionata a certi personaggi e mi piacerebbe ritrovarli.

Prima di affrontare questo libro, quinto della serie dell'Ispettore Chen, mi sono riletta Ratti Rossi, che sarebbe il quarto e che avevo però letto per primo l'anno scorso. In questo modo seguo l'ordine cronologico e, sopratutto, non rischio di perdermi nulla perchè di Ratti Rossi ricordavo solo qualche dettaglio. Lasciato alla fine di quel libro Chen con un sapore dolce-amaro in bocca in quel di St. Louis, lo ritrovo nella sua Shanghai alle prese con gli studi di letteratura cinese classica. Egli ha infatti deciso di conseguire una seconda laurea e, per non rubare troppo tempo al lavoro, dovrà seguire un piano di studi intensivo. Come al solito però gli vengono a rompere le uova nel paniere, prima con l'ennesimo caso di corruzione, poi con un duplice omicidio che ha le connotazioni tipiche dell'opera di un serial killer. In Cina però non è ammissibile che i serial killer esistano, così come non viene preso in considerazione tutto lo studio della psicologia del colpevole. Chen deve quindi cercare di barcamenarsi tra tesine da presentare in tempo, superiori che lo stressano e Yu, il suo fido braccio destro, che indaga sui delitti. Ancora una volta il crimine va a braccetto con la politica e l'autore non perde occasione nè per raccontare la realtà della Cina nè per descrivere la sua fantasmagorica gastronomia. Mi spiace solo perchè temo che il capitolo della possibile fidanzata americana sia chiuso per sempre; pensare che speravo che in questo libro ci fossero ulteriori sviluppi! 

Questo mese non ho letto un libro di un autore giapponese, ma ho invece letto di cultura giapponese. Innanzitutto vorrei spendere due parole sull'autrice, una giovane donna di origine vietnamita che è cresciuta in Svizzera, attualmente vive a Milano e di lavoro fa la professional organizer, dividendosi tra Milano, Zurigo e Parigi. Ho scoperto queste notizie su di lei a lettura ultimata perchè, a saperlo prima, forse il suo libro non l'avrei letto, bollandolo come l'ennesima fuffa volta a sfruttare il fascino del Giappone. Da queste pagine invece traspaiono una reale conoscenza e grande amore e rispetto per lo spirito nipponico. I capitoli sono dedicati ciascuno a una parola emblematica della quale viene spiegato il vero significato - che spesso si perde nella traduzione perchè, di fatto, certi concetti sono intraducibili. Ogni parola porta dentro di sè la quintessenza della filosofia di vita giapponese ed è stato veramente molto interessante approfondire certi aspetti. Molti sono gli spunti per migliorare se stessi e il proprio approccio verso la vita e verso il prossimo. Mi sento quindi di consigliarlo a tutti quelli che nutrono un interesse sincero per il Giappone. Ah, nel caso ve lo stiate chiedendo: un professional organizer è quello che vi viene a mettere ordine negli armadi se non siete capaci di farlo da soli XD

Ci sono giorni buoni e giorni cattivi; il giorno in cui ho cominciato questo libro era uno di quelli in cui avevo assoluta necessità di evadere dall'arterio causata da mio zio, e cosa ci poteva essere di meglio di una delle avvincenti trame di Wilbur Smith? Questo volume è l'ultimo della prima serie dedicata alla famiglia Courtney e siamo ormai a metà del Settecento. Protagonisti sono i nipoti di Dorian e figli di Mansur, Theo e Constance. Entrambi adolescenti, restano orfani quando i francesi attaccano la città indiana in cui vivono e vengono perciò mandati a Calcutta dall'unico parente in zona, ovvero il figlio di Christopher, Gerard. Questi spedisce Theo tra gli apprendisti mercanti della Compagnia delle Indie e si tiene Constance in casa, e non solo. Infatti Theo un giorno, volendo fare una sorpresa alla sorella, la trova impegnata in un focoso amplesso con lui. Lei non è per nulla imbarazzata, ma Theo ci rimane male. Intanto però i francesi, alleatisi con un signorotto locale, arrivano anche a Calcutta e lui vuole comunque salvare la ragazza durante la rotta disastrosa, ma finisce per esserne separato e per crederla morta. Di lì in poi le avventure dei due si svolgono in diversi continenti - lei in Europa e lui in nord America - fino a che il destino non li fa incontrare di nuovo. Missione compiuta: sono riuscita a distrarmi!

Sono al mio appuntamento mensile con Elizabeth George, il settimo. Il titolo originale - Playing for the Ashes - fa riferimento al gergo del cricket, sport del quale non ho mai capito nulla e che mi è pure sempre sembrato noioso. Del resto io e lo sport siamo come due pianeti distanti anni luce destinati a non sfiorarsi mai. Ad ogni modo, la vittima dell'omicidio di turno è Kenneth Fleming, un eccellente giocatore di cricket nonchè una di quelle rare persone che nella vita riescono ad avere una seconda occasione dopo aver sprecato la prima. C'è da dire che in entrambi i casi al destino ha dato una bella spinta la sua insegnante d'inglese che, visto il suo potenziale, si è adoperata per metterlo a frutto, se non che a diciassette anni Kenneth ha messo incinta la fidanzatina e addio sogni di gloria. Dopo una decina d'anni però lui e la ormai ex-insegnante si incontrano di nuovo e a lei non sembra vero di mettersi a brigare e tramare affinchè lui abbia ciò che merita, in questo caso una brillante carriera nel cricket. E niente: viene da concludere che sarebbe molto meglio se la gente non s'impicciasse. Delitti a parte, Helen continua a far vedere i sorci verdi a Lynley e io sto cominciando a detestarla, non riuscendo a capire come fa un uomo intelligente come lui ad aver perso la testa per una che si dimostra sempre più cretina. La conclusione, in questo caso, è che molti uomini ragionano col pisello XD

Susanna Clarke è una creatrice di mondi e dunque consigliata quando uno vuole evadere da quello in cui si trova. Meno corposo dell'ottimo e pluripremiato Jonathan Strange & il signor Norrell che avevo già letto, questo romanzo è ambientato in un posto che non esiste. Si tratta di un labirinto a vari livelli, decorato con statue di stile classico; vi si aggira il Piranesi del titolo, un uomo di mezza età che conosce a menadito ogni anfratto e che riesce a sopravvivere cibandosi dei pesci che pesca. Piranesi è solo, fatta eccezione per una dozzina di scheletri che egli accudisce regolarmente  e per un personaggio, che egli chiama l'Altro, che appare a intervalli regolari interrogandolo su quel mondo e a volte portandogli doni. Ma chi è Piranesi? Un fantasma? Una creatura magica? Uno schiavo? La verità la si intuisce andando avanti nella lettura, il finale  ha una sua poesia. Certamente l'opera prima della Clarke resta insuperata, ma anche questo libro mi è piaciuto molto.

Non so se siamo o no alla vigilia di un nuovo Ventennio, ma mi ha incuriosito questo giallo, primo di una serie ambientata in Eritrea quando questo paese era una colonia italiana. L'autore ha spiegato di aver scelto questa ambientazione per distinguersi dalla massa e perchè di colonialismo italiano è appassionato. Il personaggio che fa da protagonista in questo e nei successivi quattro libri è il maggiore dei Carabinieri Aldo Morosini. Quarantenne, in Africa già da due anni, sogna la promozione ma sembra destinato a non riceverla perchè, benchè non sia certo un oppositore del fascismo, anzi al contrario lo accetti con discreto entusiasmo, è però portato alla ricerca della verità anche quando questo può dare noia. Per esempio, due uomini decapitati con una scimitarra di noia ne danno un bel po' e come al solito i superiori vogliono una soluzione veloce del caso. Morosini arresta qualcuno che potrebbe essere il perfetto autore per tali delitti, ma non è convinto e difatti in seguito scopre una pista diversa. Questo libro l'ho trovato molto gradevole e intendo leggere anche i successivi, ma va appunto inteso come un giallo ambientato in una certa epoca, dal momento che l'accurata ricostruzione della vita degli italiani nelle colonie almeno in questo primo volume non è accompagnata da una denuncia di quello che fu il colonialismo italiano. Del resto presumo che non fosse questo l'intento dell'autore, quindi limitiamoci a cercare di indovinare il colpevole e buonanotte.