sabato 6 novembre 2021

Trieste Science+Fiction Festival: seconda parte

 El nido (Italia/Argentina 2021)

Maremma maiala, quanto ho patito questo film! Chiaramente figlio della pandemia, visto che c'è in giro un virus letale che trasforma le persone in bestie cannibali. Una diciottenne morsa da un infetto viene portata in un rifugio da un volontario che tenta di curarla; il rifugio però era in lista per la demolizione e quindi il cibo all'interno è quasi esaurito, è necessario che il volontario esca a cercare da mangiare, ache se sembra che fuori ormai siano più i malati dei sani. E poi boh. Claustrofobico è il miglior complimento che posso fare a questo film che decisamente non è nelle mie corde.

The pink cloud – A nuvem rosa (Brasile 2021)

Una coppia di amanti occasionali resta bloccata a casa di lei quando una serie di letali nuvole rosa appaiono in tutto il mondo. Basta respirarle per dieci secondi e si muore. La popolazione viene invitata a rinchiudersi in casa finchè non si riuscirà a trovare una soluzione, intanto però il tempo passa e nulla cambia. Il governo organizza la distribuzione di cibo e merci tramite tubi isolati collegati alle finestre e l'uso di droni. Passano gli anni, la coppia – che per fortuna va abbastanza d'accordo – fa addirittura un figlio, ma poi anche la loro relazione comincia a scricchiolare per via della diversa maniera di affrontare la situazione. E niente, pure questo film lo si potrebbe definire claustrofobico come il precedente, ma non ha una dimensione da horror, quanto piuttosto da dramma psicologico ed è interessante vedere come si evolvono le dinamiche interpersonali tra individui costretti a stare rinchiusi a lungo in uno spazio relativamente ristretto; mi è piaciuto molto di più del precedente. I finali sono in qualche modo simili, la conclusione diversa. Quello che è sorprendente di questo è che stato scritto nel 2017 e girato nel 2019, quando non c'erano né la pandemia né il lockdown.

Jakob's wife (USA 2021)

Anne, la remissiva moglie del pastore Jacob, è stufa & stanca del suo ruolo di casalinga senza arte né parte. Il ritorno in città della sua vecchia fiamma le accende una scintilla di vita negli occhi, ma quando si ritrova con lui in un vecchio mulino abbandonato che dovrebbero restaurare insieme, un vampiro l'aggredisce. La fase di transizione tra umana e vampira la porterà a riflettere ulteriormente sul suo matrimonio e su ciò che vuole dalla vita. Questa commedia gore sembrava interessante sulla carta, ma devo dire che non mi ha detto granchè, malgrado alcuni momenti interessanti. Ha passato più tempo incartata su se stessa che procedendo, e forse la cosa che mi ha urtato di più è stata la scelta di Anne, viste le premesse.

Rose: a love story (Regno Unito 2020)

Una coppia vive isolata nei boschi; lui esce per andare a caccia e prima chiude lei a chiave dentro casa. E' la prima stranezza. Poi lui si applica delle sanguisughe e lei le mangia, insieme al brodetto di sangue, e così apprendiamo che Rose è affetta da una non meglio identificata malattia che la costringe a nutrirsi di sangue per sopravvivere e anche per mantenere un aspetto normale. Il marito se ne prende cura perchè, come suggerisce il titolo, la ama. Infatti il loro rapporto, benchè appaia appeso a un filo, bene o male funziona, almeno fino a quando fa la sua comparsa un'adolescente scappata di casa. Mi è piaciuto molto questo film, perchè mescola sapientemente tutti gli ingredienti: la parte, se così vogliamo dire, horror e il rapporto tra i due protagonisti.

Gaia (Sudafrica 2021)

Gabi, una guardia forestale, mentre è alla ricerca di un drone del quale ha perso il segnale, viene ferita al piede da un trappola e soccorsa da due uomini- padre e figlio – che vivono allo stato selvaggio nella foresta. Durante la sua permanenza nella loro capanna, scopre che venerano un fungo come se fosse Dio. E niente, ecco un altro film che ho patito parecchio. Se da un lato ho apprezzato gli effetti speciali e l'atmosfera a tratti da horror, dall'altro ho trovato la trama talmente priva di senso che sono arrivata alla fine sbadigliando.

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