martedì 28 settembre 2021

letture di settembre

Era da parecchio che non mi concedevo il piacere di Robin Hobb. Con questa cosidetta Trilogia dell'Uomo Ambrato tornano i personaggi del primo ciclo. La storia è nuovamente narrata in prima persona da Fitz Chevalier. Tra l'altro, come al solito, i titoli italiani sono travisati perchè focalizzano appunto l'attenzione su Fitz, mentre quelli originali puntano piuttosto alla figura del Matto - The Fool - e sono Fool's Errand, The Golden Fool, Fool's Fate. Può sembrare il solito eccesso di pignoleria da parte mia, ma benchè i personaggi di Fitz e del Matto siano strettamente interconessi, ritengo sia giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Dunque, all'inizio del primo libro ritroviamo Fitz a quindici anni di distanza da quando l'abbiamo lasciato; dopo aver vagabondato per qualche tempo, si è stabilito in una casa isolata in campagna dove conduce un'esistenza tanto tranquilla quanto noiosa e dove mantiene ben celata la propria reale identità. Vive in compagnia del suo lupo e di un orfano che anni prima Stornella gli ha affidato perchè lo allevasse. A parte le sporadiche visite al mercato, Stornella è infatti il suo unico contatto con il mondo, almeno fino a quando alla sua porta non si presentano prima Umbra e poi il Matto. Il suo diniego iniziale a farsi coinvolgere nelle beghe del Regno dei Sei Ducati si trasforma in consenso quando si tratta di scoprire che fine ha fatto il principe Devoto, scomparso da casa da qualche tempo. La Hobb non mi ha affatto deluso nemmeno a questo giro e confermo: è una delle migliori autrici fantasy in circolazione. Nei suoi libri c'è tanto più della trama avvincente: ci sono personaggi indimenticabili. Fitz e il Matto infatti mi erano rimasti nel cuore fin dalla prima trilogia e li ho ritrovati con immenso piacere.

Stava per finire, dopo quella che a me sembrava un'eternità. Cercai di agitare le dita dei piedi, ci riuscii. Ero lì, steso in un letto d'ospedale, e avevo le gambe ingessate: ma le avevo ancora.

Questo mese ho voluto continuare con il genere fantasy; grazie a una tipa che seguo su IG, ho appreso dell'esistenza di Roger Zelazny, autore vincitore di diversi premi (addirittura uno dei suoi romanzi vinse il Premio Hugo ex aequo con il leggendario Dune). Ovviamente non è che posso conoscere tutti gli autori di fantascienza e fantasy che esistono! Comunque sia, ho deciso di provare a leggere qualcosa di questo tizio e, partendo dal principio, ho cominciato con il primo romanzo del cosidetto Ciclo di Corwin, che fa parte delle più ampie Cronache di Ambra. Il ciclo prende il nome dal protagonista, Corwin appunto, che è uno dei nove principi di Ambra superstiti. Ambra è l'unico luogo reale, tutti gli altri mondi - compresa la nostra Terra - sono definiti Ombre. I principi di Ambra sono estremamente longevi, posso viaggiare tra le varie Ombre e, a secondo delle loro innate capacità, fare altre cose. Sono anche impegnati in una lotta per il trono, in quanto il loro padre, re Oberon, è morto. Forse. Il principe Eric è pronto ad auto-incoronarsi re, però Corwin decide di opporsi e, con l'aiuto di altri fratelli, gli muove guerra. Che dire? La prima - e definitiva - parola che mi è venuta in mente per definire questo libro è: bizzarro. Se devo dire la verità, da principio ero anche piuttosto infastidita perchè, per quanto ami il genere fantastico, quando tutto è troppo arzigigolato e/o fuori di testa finisco per stufarmi. E non c'entra nemmeno il fatto che, essendo il primo libro della serie, ignorassi come funzionasse tutta la faccenda dato che poichè all'inizio Corwin ha perso la memoria, lui stesso deve ricordarsi di tutto e con questo espediente ci vengono via via spiegate le cose. Da un certo punto in poi però ho cominciato ad appassionarmi e adesso sono curiosa come una scimmia di vedere cosa combinerà Corwin nei prossimi libri. Riuscirà a sottrarre la corona a Eric? O finirà di nuovo sconfitto?

Mi fermai sulla spiaggia e dissi: «Addio, Farfalla» e l'imbarcazione girò lentamente, dirigendosi verso il mare aperto. Sarebbe ritornata in porto al Faro di Cabra, lo sapevo, perchè quel luogo era vicino all'Ombra.

Nel secondo libro del Ciclo di Corwin, il nostro eroe riesce a evadere di prigione e, dopo aver riacquistato le forze, parte alla ricerca di Avalon. Qui dovrebbe procurarsi un'arma che gli permetterà di muovere di nuovo guerra ad Ambra. Questo libro mi è piaciuto più del primo sia per l'ambientazione medievaleggiante sia perchè il livello di bizzarrie è rientrato nei limiti che sopporto XD Scherzi a parte, questo è il tipo di storia che ti cresce dentro e ti conquista malgrado all'inizio fossi un po' scettica. Tra l'altro ad un certo punto si fa cenno apertamente al fatto che tutto questo discorso delle Ombre non è altro che la teoria del multiverso. Ci ero arrivata anche da sola, ma aver razionalizzato il contesto mi ha tranquillizzato (sì, lo so che fa un po' ridere parlare di razionalità a proposito di un romanzo fantastico XD).


5 commenti:

  1. Cavolo, mi hai fatto venire voglia di leggerli tutti. Maledetto tempo, che non basta mai... :-(

    Io sto leggendo il libro che ha ispirato il film Blade Runner. Leggo raramente libri di fantascienza, non è il mio genere preferito, ma è veramente bello e coinvolgente, forse riesco a finirlo oggi.

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    1. Sai che non ho mai affrontato Philip K Dick? E dire che in cantina ho un libro suo preso a un mercatino... Bisognerà che provveda!

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    2. Se per caso si chiama Ubik, leggilo: un lettore del mio blog mi ha detto che è un capolavoro.

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  2. Salve
    Di Zelazny - che adoro - mi permetto di consigliare i godibilissimi
    "Signore della Luce " (Premio Hugo 1968) e
    "Jack delle Ombre" (candidato Premio Hugo 1972)
    Buon proseguimento !

    Anonimo Lettore Lurker

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    1. Grazie mille per il suggerimento! Questo autore mi sta conquistando, quindi penso che approfondirò la sua conoscenza.

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