domenica 15 agosto 2021

Ballata malinconica di una vita perfetta - Emily Itami

Con Kiyoshi è iniziata molto prima che lui facesse la sua comparsa. Come un'opera calligrafica che comincia quando l'artista prende rotolo e pennelli e macina il pigmento, prima che il tratto nero arrivi sulla carta; o ancora prima, quando lui – o lei, anche se in questo paese si tratta quasi sempre di un lui – ha solo una vaga idea di cosa dipingerà.

Emily Itami è nata  e cresciuta a Tokyo, ma da alcuni anni vive a Londra, dove lavora come giornalista e scrittrice di viaggi free lance. Questo è il suo primo romanzo e, benchè non ne sia sicura al 100% perchè purtroppo non ho trovato molte notizie su di lei, penso che l'abbia scritto in inglese. Ad ogni modo il titolo originale è Fault Lines (linee di faglia) che evidentemente non c'entra nulla con quello italiano, anche se l'autrice ha detto che il primo titolo provvosorio era Ballad. Il romanzo è ambientato a Tokyo e la protagonista, Mizuki, mi viene da dire abbia diversi punti in comune con l'autrice, se non altro nel fatto di essere una giapponese che ha abitato all'estero e che quindi ha una visione diversa della vita rispetto a quella dei suoi connazionali. Che i giapponesi siano un popolo rigido – parola che mi serve per sintetizzare e rendere rapidamente il concetto, anche se può suonare riduttiva – penso che sia ormai assodato. Mizuki, dopo aver vissuto alcuni anni a New York seguendo il suo sogno di fare la cantante, torna a casa e, mentre cerca di proseguire con quella carriera, incontra un uomo, lo sposa, ci fa due figli e si converte nella tipica casalinga giapponese, che ha completamente sulle spalle la gestione della casa e dei figli perchè il marito non fa altro che lavorare, torna a casa tardi e non muove un dito. Oltretutto il rapporto tra Mizuki e il marito si è ridotto a niente, lei si sente invisibile e trascurata. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un paio di corna, e difatti è proprio questo che avviene quando Mizuki incontra un uomo che finalmente la vede. Potrebbe sembrare una trama banalotta e già letta altre volte, ma il merito della Itami è nella maniera in cui racconta il tutto, in cui riesce a esprimere i sentimenti e i pensieri di Mizuki, personaggio con la quale possono empatizzare moltissime donne. Un libro dunque che mi è piaciuto molto.


4 commenti:

  1. Proprio come dici, pur avendo letto solo queste poche righe, mi trovo molto vicina a questa protagonista e la abbraccerei forte... 😔

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    1. L'autrice ha toccato delle corde che risuonano in molte donne.

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  2. Ho visto un video in cui si faceva un paragone tra Giappone e occidente sull'educazione ricevuta dai bimbi all'asilo.. decisamente un altro pianeta di consapevolezza dell'infanzia, mi chiedo cosa pensino quando vengono in ferie in occidente :/

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    1. Restano affascinati da altre cose, penso.
      Fosse per me, il sistema che hanno loro nelle scuole lo introdurrei anche da noi, ma figurati... pura utopia!!

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