mercoledì 14 luglio 2021

Le ricette della signora Tokue - Sukegawa Durian

Doraharu vendeva dorayaki.

Sentarō passava tutto io giorno alla piastra di cottura.

Da questo libro è stato tratto il film Le ricette della signora Toku, che vidi alla sua uscita qualche anno fa. Conoscevo dunque già la trama - tra l'altro praticamente uguale - ma penso che il libro abbia quella piccola marcia in più che fa la differenza, benchè anche il film mi fosse piaciuto. L'autore, attraverso la figura della signora Tokue, ci racconta la dolorosa storia dei malati di lebbra in Giappone, delle discriminazioni subite, dell'emarginazione totale e dei pregiudizi dei quali sono ancora vittime malgrado la malattia ora sia perfettamente curabile e la sua contagiosità sia ridicolmente bassa. Del resto tutto il mondo è paese e non sono certo solo i malati giapponesi ad aver sofferto tutto questo. La signora Tokue, benchè guarita da quarant'anni, è stata comunque costretta a restare rinchiusa insieme agli altri ex-malati; quando finalmente può uscire grazie alla legge del 1996, è ormai anziana e non può più rifarsi una vita. Le sue passeggiate le mostrano un paese del quale è diventata estranea e sottolineano il fatto che non le è rimasto nessuno (è vedova e la sorella minore, sua unica parente, non la vuole vedere). Si affeziona così a Sentarō, un uomo di mezza età che si sente un fallito, al quale cerca di insegnare come preparare l'an perfetto (l'an è la marmellata di fagioli azuki che si usa per farcire i dorayaki, e An è anche il titolo originale del libro). La storia è certamente toccante e commovente, ma contiene anche un messaggio di coraggio e di gioia di vivere nonostante tutto.


4 commenti:

  1. ho visto che fanno dei panini farciti con questa marmellata di fagioli... un morso glielo darei
    (・∀・)

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  2. Il film l'ho visto, mi ha dato proprio l'impressione che ci fosse qualche omissione in base al principio (errato) di certi registi che pensano: chi guarda questo film sicuramente ha già letto il romanzo.

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    1. Il che forse in Giappone era anche vero, ma da noi...

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