lunedì 12 luglio 2021

Far East Film Festival : i film che mi sono piaciuti di più (in ordine sparso)

Dear Tenant

親愛的房客 Qin Ai De Fang Ke

Lin Chien-yi si prende cura della madre e del figlioletto del suo compagno, morto alcuni anni prima durante una gita in montagna. L'anziana soffre di una grave forma di diabete e soffre molto; si lamenta di continuo e s'imbottisce di antidolorifici. Il figlio minore, che si è trasferito in Cina, torna a casa per Capodanno e mostra interesse per la casa. Lui è di fatto la pecora nera della famiglia perchè già in passato si era riempito di debiti ed era il fratello maggiore ad ammazzarsi di lavoro per ripagarli. Dopo qualche mese la madre muore e lui, certo di ereditare, scopre invece che la casa è stata intestata al bambino e, quel che è peggio, che il bambino è stato adottato da Chien-yi. Lo accusa allora di aver ucciso la madre e di aver adottato il piccolo per potere ereditare tutto lui. Mi è piaciuto molto e mi ha commosso questo film taiwanese; la commozione non è stata dovuta solo all'ingiustizia sofferta da Chien-yi, ma anche alle discriminazioni subite in quanto omosessuale. Ancora una volta ci troviamo davanti a una famiglia atipica, in cui il volersi bene va oltre i semplici legami di sangue, ma questa è anche il genere di situazione che non viene compresa da chi ne è all'esterno. 

Voice of silence (without a sound)

소리도 없이 Sorido eopsi

Lo zoppo Chang-Bok e il muto Tae-In oltre a vendere uova al mercato collaborano con un gruppo di malavitosi; in particolare si occupano dello smaltimento dei cadaveri. Un giorno però il capo chiede loro di prendere in custodia una bambina. La piccola è stata rapita per sbaglio al posto del fratello e il padre sta contrattando sul riscatto. I due non vorrebbero accettare, più che altro perchè non sanno dove nasconderla, ma non hanno scelta e finisce che se la porta a casa Tae-In. Succede però che il capo viene fatto fuori e quindi la situazione della bambina è in stallo. Man mano che i giorni passano, sembra che si crei una sorta di normale menage famigliare tra la bimba rapita, Tae-In e la sua sorellina, ma gli eventi non possono che precipitare. I coreani continuano a lasciarmi a bocca aperta, e lo fanno anche con questo film che è struggente, commovente e a tratti di una comicità surreale. Molto, molto bello e con un ottimo attore nella parte di Tae-In: Yoo Ah-In. Bravo anche il suo comprimario Yoo Jae-Myung, e che dire della piccola Moon Seung-Ah che interpreta la bambina rapita? Da tenere sicuramente d'occhio!

Please don't save me 

나를 구하지 마세요 Na-reul guhaji maseyo

Mi è piaciuto molto questo film! Protagonista è una dodicenne, il cui padre si è suicidato. Non si capisce bene se la responsabilità sia stata sua, ma la madre è piena di debiti. Madre e figlia si trasferiscono perchè Sun-Yu è vittima di bullismo a scuola; nella nuova classe però nessuno conosce il suo passato, i compagni sono tranquilli e il maestro è simpatico, ma Sun-Yu continua a stare un po' sulle sue. Attira però l'attenzione dell'esuberante Jeong-Guk che, dopo una partenza falsa, riesce a diventare suo amico. Intanto la madre si ammazza di lavoro, senza però riuscire a ripagare i debiti. La situazione appare senza via di uscita e le due donne prendono una decisione drastica. La Corea del Sud è tra i tre paesi al mondo in cui si commettono più suicidi e questo film affronta l'argomento mostrando le conseguenze su chi rimane e offrendo una speranza finale. Bravissimi i due giovani protagonisti.

Underdog – parte 1 e 2

アンダードッグ Andadoggu

Il regista Take Masaharu (che avevo già apprezzato per In The Hero e 100 Yen Love – tra l'altro anche quest'ultimo sulla boxe) ci presenta la bellezza di più di quattro ore di pellicola su tre pugili particolari, diciamo così. Il primo che ci viene presentato è un'ex-gloria del ring, Suenaga Akira, che continua a combattere benchè venga regolarmente sconfitto e che si mantiene facendo da autista per delle ragazze squillo. Ormai ha solo due ammiratori: il figlio – che però vive con la madre  – e Ryuta, un giovane che sta per debuttare (interpretato da Kitamura Takumi). Il terzo in realtà non è un pugile, benchè un comico; Shun è a un punto critico della sua carriera e per giunta si porta sulle spalle il fatto di essere figlio di un attore famoso. Gli viene l'idea di mettersi a boxare e di affidare il prosieguo della sua carriera alla vittoria in un incontro per il quale viene contattato proprio Akira. L'incontro è in certa misura combinato; per non far fare una pessima figura a Shun infatti Akira viene convinto a fingere di restare al tappeto, salvo poi riprendersi e vincere, così da preservare il suo buon nome. Sul ring però le cose non vanno come previsto perchè Shun si impegna al massimo per vincere. Devo dire che la visione di questo film – anzi due film – è stata una discreta fatica: sono pur sempre quattro ore e mezza di roba, per non dire che la boxe non è certo in cima alla mia lista di interessi. Fatica però ampiamente ripagata perchè si tratta di un film intenso ed emozionante, con personaggi per i quali combattere è la loro ragione d'essere in quanto li definisce come persone. Nel cast ho riconosciuto Emoto Akira (il padre di Suenaga).

Last of the wolves (Blood of the lone wolf)

孤狼の血 LEVEL2 Korou no Chi Level 2

Da principio c'è stato The Blood of Wolves, tratto dal libro di Yuzuki Yuuko. Questo è un sequel e mi tocca fidarmi di chi ha visto entrambi i film, per altro diretti dallo stesso regista (io purtroppo mi sono persa il primo) quando afferma che il sequel è perfino migliore del precedente, con tanto che aveva vinto diversi premi ed era stato molto apprezzato. Ambientato tre anni dopo, ovvero nel 1991, questo film ripropone alcuni dei personaggi del primo e ne inserisce di nuovi. Il contesto è quello della lotta tra due gruppi rivali di yakuza a Hiroshima, nel quale si inserisce Hioka, un poliziotto che, tramite l'uccisione del capo di uno dei due gruppi, riesce a ottenere una tregua, difatti sono tre anni che le due bande non si scontrano. L'equilibrio però si sbilancia quando esce dal carcere Uebayashi, sottoposto del boss ucciso e psicopatico assassino. Malgrado i tenativi di Hioka la guerra si riaccende, anche perchè Uebayashi accoppa perfino quelli dei suoi che non sono d'accordo con lui. Dietro al suo imperversare sembra però essersi qualcosa di segreto. Sicuramente consigliato a chi ama i film sulla yakuza e la mafia in generale, ecco un film che mi è piaciuto soprattutto per i suoi protagonisti, ovvero il poliziotto (interpretato magistralmente da Matsuzaka Tori) e lo psicopatico (Suzuki Ryohei). Cameo di Saito Takumi.

You're not normal, either!

まともじゃないのは君も一緒 Matomo Janai no wa Kimi mo Issho

Mi ha davvero divertito questa commedia dal finale forse prevedibile, ma dallo svolgimento impeccabile. La diciottenne Kasumi è fissata con un brillante innovatore, ma quando finalmente riesce a incontralo, scopre che è fidanzato. Pensa allora di sfruttare il giovane professore che le dà lezioni private cogliendo due piccioni con una fava; lui infatti, per quanto carino e gentile, è un nerd della matematica e fa fuggire tutte le donne a cui piace. Kasumi si offre quindi di insegnargli a essere normale e lo invita a esercitarsi con la fidanzata del suo idolo, sperando di fare lasciare i due. In corso d'opera però scopre di essere innamorata del professore, mentre lui è presissimo dall'altra donna che sembra ricambiarlo. Che pasticcio! Nel ruolo del professore c'è Narita Ryo, mentre l'idolo di Kasumi è Koizumi Kotaro (una curiosità: è figlio dell'ex- primo ministro Koizumi Junichirou).

Wheel of fortune and fantasy (Coincidence and imagination)

偶然と想像 Gūzen to Sōzō

Generalmente non amo i film a episodi, a meno che non esista un collegamento tra le varie parti, e se poi i vari episodi sono girati da registi diversi è ancora peggio, per via della differenza tra i vari stili. Questo film però per fortuna ha un unico regista e la correlazione tra le tre parti, anche se non consiste in un vero e proprio collegamento tra i diversi personaggi, rende però perfettamente il senso del titolo originale. Nel primo episodio due amiche chiacchierano; una dice all'altra di aver conosciuto un uomo col quale ha passato una serata magica. Nel descriverlo, pur non facendo nomi, l'altra capisce che sta parlando del suo ex. Nel secondo episodio uno studente chiede all'amante di aiutarlo a rovinare un professore che l'ha bocciato. Infine nel terzo, due donne si incontrano e si scambiano per persone diverse che non vedono da vent'anni. Questo è il genere di film fatto di dialoghi piuttosto che di azione, ma è recitato e costruito talmente bene che non annoia affatto, anzi affascina proprio per questo suo mostrare come un fatto fortuito possa essere significativo. A me che credo nella serendipity a tutti i livelli è piaciuto molto.

The Con-Heartist

อ้ายคนหล่อลวง (Aii-Con-Lor-Luang)

Mi sono sempre piaciuti i film con le truffe. Sarà che non sono astuta per niente – difatti io appartengo al gruppo di quelli che si fanno fregare – ma mi diverte vedere costruire elaborati piani che vanno regolarmente in porto. Quindi mi è piaciuto molto questo film thailandese e non ho per nulla patito la lunghezza (dura due ore e mezza). La protagonista, Ina, è stata truffata dal suo ragazzo; facendole credere di non avere i soldi per laurearsi, le aveva fatto chiedere un prestito in banca, dopodichè ciao. Ina si ritrova così a dover ripagare una somma enorme, motivo per cui sul suo canale Youtube chiede alle persone se qualcuno vuole farle una donazione. Dopo poco riceve la telefonata di un agente del fisco che la informa che a suo nome è stata versata una grossa somma, ma che per riceverla deve prima pagare una tassa del 10%. Lei sta per farlo, però s'insospettisce per un dettaglio strano grazie al fatto di aver lavorato in banca. Smaschera così il truffatore e in seguito costruisce con lui un'alleanza per rivalersi sull'ex-fidanzato. Tutto è bene quel che finisce bene, quando chi se lo merita riceve appunto il dovuto. 

Money has four legs


Penso proprio che questo sia il primo film birmano che ho visto in vita mia. Del resto questo è il merito del Far East Film Festival che a volte tira fuori dal cappello delle vere e proprie sorprese. E sorpresa piacevolissima è stata questa pellicola tragicomica che narra le vicende di un regista squattrinato. La prima scena vale da sola tutto il film: Wai Bhone è davanti a un commissario per la censura che gli elenca tutto ciò che deve correggere nella sceneggiatura del film. Wai Bhone però ha altri problemi da affrontare, per esempio le riprese che vanno a rilento a causa dell'assenza dal set dell'attore principale, la rottura della cinepresa per colpa del cognato ubriaco che, giunto sul set come comparsa, non ha capito le istruzioni, eccetera. Alla fine per risolvere i problemi finanziari, perchè non ascoltare proprio il cognato che propone una rapina in banca? A parte il fatto che il film mi sia piaciuto di per sé, penso di averlo apprezzato anche perchè mi ha mostrato un angolo di mondo che non conoscevo. A proposito: se vi chiedete qual è il significato del titolo... Il denaro ha quattro zampe perchè fugge rapidamente e noi, che ne abbiamo solo due, non riusciamo a catturalo XD

Like father and son (Rattlebang)
拨浪鼓咚咚响 Bo Lang Gu Dong Dong Xiang


Madhou vive in un villaggio isolato nel quale sono rimasti solo vecchi e bambini; tutti gli adulti se ne sono andati in cerca di lavoro. Anche lui vive con la nonna e aspetta il ritorno del padre che non vede da due anni. Guoren è invece un venditore ambulante che si muove tra questi villaggi e ancora non ha elaborato il lutto per la morte del figlio. Alla morte della nonna, Madhou si nasconde sul camion di Guoren perchè spera che l'uomo si rechi nella città dove dovrebbe lavorare il padre; nel buio del retro accende un fiammifero provocando un disastro. Guoren perciò acconsente ad accompagnarlo dal padre per farsi risarcire dei danni. L'uomo non si trova, ma intanto i due, procedendo nel viaggio e nella conoscenza reciproca, si affezionano sempre di più l'uno all'altro. Una storia toccante che, leggevo, doveva essere un documentario sui bambini abbandonati dai genitori emigrati, e che invece si è evoluto in una pellicola con una vera e propria trama. Questo genere di piccoli/grandi film, come li chiamo io, sono sempre delle belle sorprese, oltre che la dimostrazione che si può dire molto spendendo poco.

2 commenti:

  1. Mi dispiace per la questione dei suicidi in Corea Del Sud.
    Non sapevo nulla in merito. 😔

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tra loro e i giapponesi, detengono sempre il record mondiale purtroppo!

      Elimina