domenica 28 marzo 2021

letture di marzo

«Mi servono dieci euro».

Si volta dal lavello ed eccolo, accigliato, all'altro lato della stanza. Quando è stato l'ultima volta che lo ha visto sorridere?

Grazie a Kindle Unlimited sto leggendo libri che normalmente non leggerei. D'accordo che in certi casi si tratta di un ciò che passa il convento più che di una  scelta in base ai miei gusti, ma cambiare genere non è necessariamente un male. Difatti questo libro mi è piaciuto e in alcuni punti mi ha pure commosso. The Reunion è opera dell'irlandese Roisin Meaney e ha come protagoniste due sorelle. Caterine, la maggiore, è studiosa, seria e poco appariscente; Eleanor invece è bella ed esuberante. Le due non sono mai state particolarmente affiatate per via della differenza di carattere, per giunta a Caterine accade qualcosa che la porta ad allontanarsi dalla famiglia: viene violentata da un amico di famiglia e rimane incinta. L'uomo, che oltre ad essere già sposato è ricco e potente, la minaccia di ritorsioni se rivelasse qualcosa e le dà i soldi perchè vada ad abortire. Caterine si confida con la madre che, anziché sostenerla, ossessionata com'è dalle apparenze, a sua volta spinge la figlia ad abortire e arriva quasi a giustificare lo stupro dicendo che forse lei ha involontariamente provocato l'uomo. La ragazza, disgustata e ferita, parte per l'Inghilterra con l'intenzione di far perdere le proprie tracce e avere il bambino. Anni dopo, Eleanor che nel frattempo si è sposata, rimane traumatizzata quando la figlia minore cade in una piscina e annega. Entrambe le donne si portano dunque dentro una ferita profonda, però non comunicano se non in modo superficiale, fino a quando infine non si ritroveranno a distanza di vent'anni. Le storie di Caroline ed Eleanor sono entrambe toccanti e reali, del tipo che potrebbero succedere a chiunque. L'autrice fornisce a entrambe un happy ending che è giusto per questo genere di romanzo.

Gli insegnanti non dovrebbero avere dei preferiti, ma io una ce l'ho. Lo scorso autunno, all'inizio del trimestre, la piccola Sadie Johnson mi ha preso la mano, ha puntato su di me i suoi intensi occhi azzurri e con una pronuncia leggermente blesa ha dichiarato: «Anche per me è il primo giorno».

Questo libro è il seguito, ambientato dieci anni dopo e a guerra civile americana finita, de Il Primo Fiore di Zafferano. Ritroviamo quindi sia la famiglia di Lisbeth che quella di Mattie. Entrambe le donne devono tornare in Virginia; Lisbeth perchè suo padre sta morendo e lei vuole rivederlo un'ultima volta, Mattie perchè vuole convincere la sua ultima parente ad andare a vivere con lei in Ohio. Sia Lisbeth che Mattie si portano dietro i figli, ma se per quelli di Lisbeth il viaggio serve solo ad aprire loro gli occhi su un mondo diverso, per quelli di Mattie c'è molto di pià a rischio in quanto in Virginia i neri sono liberi solo sulla carta. Di chiaro intento didascalico, questo libro mi è piaciuto meno del precedente che aveva almeno una parvenza di realismo; per questo mi pare che ci sia arrampicati parecchio sugli specchi arrivando a picchi di involontario umorismo con una scena finale. Parere personale, eh! Rispetto l'intento dell'autrice che mira appunto a diffondere un certo messaggio.

L'estate indiana è come una donna: morbida, calda, appassionata, ma incostante. Viene e se ne va, come e quando le pare e nessuno sa se verrà davvero né per quanto tempo resterà.

Ecco un altro libro che alla sua uscita – nel 1956 – suscitò scandalo e, al contempo, divenne molto popolare. Non solo vendette 60.000 copie in dieci giorni, ma rimase anche nella lista dei best sellers per 59 settimane, essendo considerato ancora adesso uno dei maggiori successi editoriali della storia. Si tratta del romanzo d'esordio di una casalinga nata e vissuta in povertà (almeno fino a che non raggiunse la fama), e deceduta per cirrosi epatica all'età di trentanove anni. Il romanzo  destò scandalo perchè non ha peli sulla lingua; ambientato in una piccola città del New England, descrive la vita dei suoi abitanti, con le loro vite fatte di gioia e dolore, bassezza e generosità, speranze e illusioni; come sempre, quello che domina su tutto è l'imperativo di salvare la faccia, per cui non è tanto importante il fatto di essere veramente delle brave persone, quanto di apparirlo. Per esempio, la madre della protagonista non è mai stata sposata e ha concepito la figlia essendo l'amante di un uomo sposato molto più vecchio di lei; alla morte dell'amante, prima di tornare al paesello si premura di far credere a tutti che a New York si è sposata e che il marito è morto, arrivando perfino a prendere illegittimamente il cognome dell'amante. Capisco che per i tempi in cui il libro uscì l'attenzione del pubblico si focalizzò sulle scene pruriginose, ma in realtà si tratta di una storia a tutto tondo che vuole mostrare i vari aspetti di un microcosmo provinciale e che dimostra quando l'autrice fosse una brava conoscitrice di caratteri.  Moltissimi anni fa ne vidi anche il film che ne fu tratto nel 1957 con Lana Turner, però non ricordo che impressione mi fece né quanto sia fedele all'originale. Non ricordo nemmeno se avevo mai letto questo libro, che comunque si è dimostrato una piacevole sorpresa.

Nel New England settentrionale, l'inverno a volte arriva per gradi, con un susseguirsi logico e ordinato di mutamenti, nel tempo e nella stagione, e quando viene la prima neve, non si è sorpresi, perchè l'attesa dura da molto.

Tre anni dopo Peyton Place, ecco arrivare il seguito, che riprende poco tempo dopo rispetto alla fine del primo romanzo e che naturalmente rimette in pista gli stessi personaggi. Una curiosità: nella versione originale di Peyton Place uno dei protagonisti si chiama Tom Makris; l'autrice si ispirò a un collega del marito del quale non solo mantenne la descrizione fisica, ma pure il nome, tanto che il Tom Makris originale la portò in tribunale e vinse la causa, ottenendo che il suo personeggio venisse chiamato con un altro nome, Michael Rossi. La cosa buffa è che nell'edizione de I Peccati di Peyton Place in mio possesso Tom Makris è ancora Tom Makris, mentre in quella del seguito è diventato Michael Rossi. Meno male che avevo già letto di questa controversia su Wikipedia o mi sarei chiesta che diamine fosse successo XD Dunque, Ritorno a Peyton Place non ebbe nemmeno lontanamente il successo del primo libro, anche se pure di questo ne venne fatto un film. Effettivamente questo sequel non funziona al 100%; piuttosto che dare l'idea di un insieme coeso come il primo libro, questo appare piuttosto come una serie di scene appiccicate un po' casualmente. Resta comunque una lettura valida, soprattutto per chi, come me, si è affezionata ai personaggi e vuole sapere cos'altro succede loro. Ancora una volta, ho avuto l'impressione che l'autrice attingesse alle proprio esperienze personali, il che ha senso, visto che l'ha scritto dopo aver raggiunto il successo.

Mercy thought it was a deer.

But it was a girl who burst out of the brush along the dark road and into the headlight beams of her SUV.

Mi sa che mi sono presa una cotta per Mercy Kilpatrick e per l'ambientazione di questi romanzi! Eccomi al terzo della serie, che mi è piaciuto tanto quanto i precedenti. La bambina che corre davanti al SUV di Mercy rischiando di farsi tirare sotto è in cerca di aiuto: svegliatasi per andare a fare pipì, ha trovato la nonna in un lago di sangue. Mercy non ci pensa due volte e la segue nella casa ben nascosta nel bosco, dove però non c'è più niente da fare per l'anziana. A parte indagare, visto che chiaramente è stata assassinata. Ancora una volta a Mercy farà comodo la sua preparazione da prepper che l'aiuta a sopravvivere a un finale letteralmente pirotecnico.

Oh, bollocks.

I love that word. It has a "don't mess with me, I'm an hormonal lethal weapon" ring to it. I've been muttering it dementedly since I got out of bed this morning, because I can't think of a single thing that's right with the world today.

Questo mese ho letto ben due libri in inglese! Segno che l'esercizio paga, ma anche che ho trovato delle letture gradevoli. Per esempio questo romanzo, che festeggia i vent'anni proprio nel 2021. Si tratta di un genere di libro che mi piace perchè è scritto con brio e senso dell'umorismo. Siamo nel campo della commedia romantica alla Bridget Jones, con una protagonista altrettanto pasticciona e divertente. Carly Cooper ha quasi trent'anni ed è single; alla vigilia dell'anno duemila decide che è ora di trovare l'anima gemella a sistemarsi e si chiede se per caso l'anima gemella non l'abbia già incontrata senza rendersene conto. Prende quindi una drastica decisione: si licenzia, disdice l'affitto del suo appartamento e parte alla ricerca dei suoi ex per capire se può esserci ancora qualcosa tra loro. Il libro procede quindi raccontandoci sia le sue storie passate che gli incontri nel presente, e lo fa suscitando un sacco risate. Ho letto che l'autrice, proprio per festeggiare il ventennale di questo che è stato il suo primo libro, ha deciso di scrivere il seguito a vent'anni di distanza e penso proprio che leggerò anche questo perchè sono molto curiosa di vedere cos'altro combinerà Carly.


4 commenti:

  1. Sai che, pur amando molto l'inglese, a tuo contrario non sono mai riuscita a leggere un libro in lingua?
    Ci provai all'università con "David Copperfield", ma fu un completo fallimento.
    Devo dire, però, che non ho più tentato da allora.

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    1. Mi viene da dire che David Copperfield sia complicato. Questi due libri al contrario sono scritti in un inglese semplice, a parte il secondo che ha diversi termini gergali, ma che si comprendono per intuizione. Affrontare un testo scritto in modo difficile richiede molta determinazione, forse con uno semplice non solo non avresti problemi, ma ti divertiresti.

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  2. la copertina del primo libro sa di primavera, leggerezza... che però contrasta con il contenuto, una narrazione amara di ciò che avviene in tante famiglie...

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    1. Infatti anch'io pensavo si trattasse si una storia più sulla commedia che sulla tragedia.

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