lunedì 8 marzo 2021

Japanese Film Festival - terza parte

Ecotherapy Getaway Holiday

Taki wo Mini Iku 滝を見にいく

Molto divertente questo film del 2014, il cui titolo originale significa andiamo a vedere la cascata. Un gruppo di casalinghe e pensionate partecipa a un viaggio che, tra le altre cose, prevede una corroborante passeggiata tra i monti, attraversando i boschi nei magnifici colori autunnali, per andare ad ammirare una cascata. Il problema è che la loro guida è alla sua prima esperienza e ad un certo punto non si raccapezza più con l'approssimativa cartina che sta usando. Chiede allora alle donne di aspettarlo mentre va in avanscoperta lungo un sentiero; passa il tempo, loro si scocciano di attendere e decidono quindi di dividersi. Tre restano lì, le altre vanno a cercare la guida. Non lo trovano, ma intanto una di loro ha un attacco di mal di schiena e, visto che devono aspettare che si riprenda, si fanno raggiungere dalle altre tre, dopodichè si perdono e devono passare la notte all'addiaccio, nutrendosi di funghi, noci e del poco rimasto nei loro zaini. Se da principio ci sono contrasti tra di loro, l'esperienza finisce per unirle. Mi è proprio piaciuto questo film, e ci ho ravvisato anche una bella dose di wabi-sabi. Il regista Okita Shuichi lo conosco da altri suoi film che ho visto e apprezzato; di questo ha scritto anche la sceneggiatura.

Our 30 Minute Sessions

Sayonara made no 30 pun サヨナラまでの30分

E' invece del 2020 questo film che dalla trama temevo sarebbe stato una polpetta e che invece meritava. Sota è un giovane introverso e solitario; un giorno trova un walkman con dentro una cassetta, ma quando spinge il tasto play viene immediatamente posseduto dal fantasma del suo proprietario, Aki. Questi è morto l'anno precedente in un incidente stradale; era un ragazzo suo coetaneo, ma dal carattere opposto, ed era anche il leader di una band emergente scioltasi dopo la sua dipartita. Aki può possedere il corpo di Sota solo per il tempo che impiega un lato della cassetta a finire, in questo caso mezz'ora. Egli usa questo tempo per ricontattare i suoi vecchi amici e alla fine rimette insieme la band. Questo scambio però finisce per cambare anche Sota. Molto bella anche la colonna sonora, che è stata distribuita sotto il nome della band del film, ovvero Echoll. Non sono riuscita a reperire informazioni più dettagliate, ma da quel po' che ho trovato ho letto che entrambi gli attori principali cantano veramente nel film; quello che interpreta Sota del resto fa parte di una band anche nella vita reale.

Tsukiji Wonderland

Tsukiji Wandarando 築地ワンダーランド

Ci tenevo particolarmente a vedere questo documentario uscito nel 2016 perchè la visita a Tsukiji è stata un delle cose più interessanti che ho fatto a Tokyo. Ho avuto la fortuna di godermelo nella sede storica, quella inaugurata nel 1935 che viene mostrata nel documentario, in quanto di recente è stato spostato per via delle Olimpiadi. Col senno di poi, vista la pandemia, forse lo si poteva lasciare dov'era... Comunque sia, il documentario l'ho trovato molto interessante perchè mostra quella che è l'anima del più grande mercato ittico mondiale, ovvero la rete di rapporti/relazioni sociali basati sulla fiducia che lega grossisti e clienti. Vengono infatti intervistati sia alcuni grossisti che alcuni cuochi. Ne esce fuori un panorama umano singolare, dove ancora una volta la dedizione al lavoro e la ricerca dell'eccellenza balza agli occhi. E' curioso come sembri ancora tutto analogico - vedi i block notes che ogni grossista porta con sè, per annotare le caratteristiche dei pesci che vuole acquistare. Non è comunque tutto rose e fiori, infatti viene spiegato anche come le abitudini alimentari dei giapponesi stiano cambiando; con l'aumento dei single e delle persone che preferiscono dedicare il tempo ad altre attività anzichè alla cucina, il consumo di pesce fresco sta sempre più calando. Mi chiedo che ne sarà di Tsukiji tra cinquant'anni; peccato che non ci sarò più per saperlo XD


4 commenti:

  1. I film made in japan mi hanno sempre incuriosito parecchio già dai tempi di Godzilla, Atragon e Matango. In questo caso il mood è molto diverso, ma devo ancora leggere i post precedenti. Più che altro sono passato per farti gli auguri😀

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    1. Grazie mille!
      Il problema della distribuzione dei film giapponesi nelle sale italiane è che ci si concentra su certi generi (anime, i mostri, l'horror) o su nomi noti (c'è stato il periodo Kitano, adesso c'è quello Kore-eda), quando si tratta di una cinematografia molto vasta e variegata. Per questo cerco sempre di vedere i film dei festival che offrono uno sguardo a tutto tondo.

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  2. Ma il primo sarà bellissimooooo.. già la locandina è super! Mi attira un sacco! Lo voglio assolutamente!

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    1. Sì, a me è piaciuto molto. Un film minimalista, ma molto divertente.

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