giovedì 4 marzo 2021

Japanese Film Festival - parte prima

Il Japanese Film Festival è un evento di recente istituzione (2016) volto a promuovere il cinema giapponese all'estero. I film presentati non sono necessariamente i più recenti, infatti ci si è piuttosto concentrati nel mostrare dei lavori significativi e quindi alcuni hanno già diversi anni sulle spalle.  Non ho idea se si svolgesse online anche gli anni scorsi, quest'anno naturalmente non si poteva fare diversamente causa pandemia. Naturalmente mi sono rallegrata quando ho saputo della cosa, anche se poi una serie di disavventure tecniche mi aveva fatto temere di non riuscire a vedere un accidente, però per fortuna sono riuscita a risolvere. Faccio dunque la solita carrellata di recensioni, in questo caso in ordine cronologico.

Project Dreams: How to Build Mazinger Z's Hangar 

前田建設ファンタジー営業部 Maedakensetsu fantajī eigyōbu

La Maeda Corporation è una società di costruzioni. Asagawa, il direttore del marketing, ha un'idea per promuovere la ditta: progettare l'hangar dal quale esce Mazinga Z. Ovviamente l'intenzione non è di costruirlo veramente, si tratta di una trovata pubblicitaria per dimostrare che la Maeda sarebbe in grado di farlo. Asagawa mette quindi insieme un team di volontari che seguano il progetto; mentre lui e il collega Chicada sono appassionati di lunga data di Mazinga Z, gli altri tre lavorano svogliatamente e con l'impressione di perdere tempo per un progetto inutile. A mano a mano però finiscono tutti per appassionarsi e per impegnarsi nel trovare una soluzione ogni volta che si presenta un nuovo problema apparentemente irrisolvibile. Film molto divertente e sicuramente consigliato agli amanti di Mazinga Z, e non solo. Si tratta di una pellicola che ha almeno due letture, in quanto da un lato è un omaggio alla cultura di anime e manga, dall'altro è una satira delle grandi società e delle loro politiche aziendali, senza dimenticare l'esaltazione dell'impegno che spinge a dare il meglio di sè e anche di più. Io mi sono fatta diverse risate. Nel cast ho riconosciuto Tagasugi Mahiro (l'informatico Doi) e Kamiji Yusuke (l'ingegnere Bessho), mentre mi è sfuggito il cameo di Go Nagai (vergogna!).

Stolen Identity

Sumaho o Otoshita dake nanoni スマホを落としただけなのに

Il titolo originale di questo film significa ho solo perso lo smartphone, difatti è proprio a causa del fatto che Tomita dimentica il cellulare sul sedile di un taxi che inizia tutta una serie di sfortunati eventi. Il telefono viene trovato da un hacker psicopatico che, prima di restituirlo, si premura di clonarlo. Partendo da questi dati, riesce ad hackerare anche il telefono della fidanzata di Tomita e comincia a seminare zizzania tra i due per farli separare. Il tizio però è davvero matto come un cavallo; è infatti anche un serial killer che ha già accoppato diverse donne accumunate dal fatto di avere lunghi capelli neri. Per fortuna tra le file della polizia c'è un giovane che, oltre ad essere anche lui esperto di computer, ha subito durante l'infanzia un trauma simile a quello del pazzoide, cosa che lo aiuta a rintracciarlo. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Shiga Akira che poi ha scritto anche un seguito, anche quello diventato un film. Mi ha intrigato fin da subito perchè ero curiosa di vedere che cosa succede quando qualcuno ci ruba l'identità digitale; la storia naturalmente ha subito una brusca virata quando è saltato fuori che l'hacker era pure uno psicopatico assassino, per non dire che anche la fidanzata di Tomita, Asami, ha un passato complicato. Nel cast Tanaka Kei (Tomita), Kitagawa Keiko (Asami), Chiba Yudai (il giovane poliziotto), Narita Ryo (l'hacker), Kaname Jun (una vecchia conoscenza di Asami) e Harada Taizo (un detective); dirige Nakata Hideo, il regista del celebre Ringu.

Key Of Life

Kagi Dorobo no Mesoddo 鍵泥棒のメソッド

Cos'hanno in comunque la direttrice di una rivista, un killer professionista e un aspirante suicida? Normalmente niente, ma visto che si tratta di un film, le loro vite finiranno intersecate. Sakurai, attore fallito, ha appena fallito anche nel suicidarsi: il lampadario al quale aveva appeso il cappio si è infatti staccato dal soffitto sotto il suo peso; l'uomo decide allora di recarsi a un bagno pubblico per lavarsi e rilassarsi. Quasi contemporaneamente, arriva lì anche Kondo, che solo qualche ora prima ha assassinato un uomo. Kondo, che nel suo lavoro è estremamente meticoloso, si è infatti accorto di avere una macchia di sangue sul polso e vuola farla sparire. Il problema è che, non appena entra nel bagno, vola letteralmente dopo aver messo il piede su una saponetta persa da Sakurai. Batte la testa, prede la memoria e Sakurai, che è povero e pieno di debiti, scambia la propria chiave dell'armadietto dello spogliatoio con la sua, così i soccorritori prendono Kondo per lui. Kondo ha perso la memoria per la botta, quindi nessun problema per Sakurai, almeno fino a che non realizza qual è il mestiere dell'altro... Una commedia che mi è piaciuta molto, difatti ha vinto alcuni premi. Il cast vede la bella e brava Hirosue Ryoko nel ruolo della direttrice della rivista, che conoscerà casualmente lo smemorato Kondo; Kondo stesso è interpretato da Kagawa Teruyuki, Sakurai da Sakai Masato e c'è pure Arikawa YosiYosi nel ruolo di uno yakuza. Merita senz'altro una menzione il regista Uchida Kenji che è anche autore della sceneggiatura. 

Cafe Funiculi Funicula 

コーヒーが冷めないうちに Kohi ga Samenai Uchi ni

Io comunque non so che cosa darei per essere presente quando si mettono intorno a un tavolo (o in teleconferenza, di questi tempi) e decidono con quale titolo distribuire un film. Questo infatti è tratto dal famoso romanzo Finchè il caffè è caldo e vista la sua popolarità anche all'estero mi sarebbe sembrato giusto e logico conservare il titolo originale anziché aggiungere una sfumatura partenopea che non c'entra un piffero. Ad ogni modo, il film ovviamente ha subito modifiche e aggiustamenti rispetto al romanzo; non è un brutto film, però non so come il messaggio del libro si perde. Probabilmente è per via del fatto che viene spinto il piede sul pedale del melodramma nella seconda parte e così ci si distrae sul rimpianto di Kazu per la madre perduta. A me il libro era piaciuto, per cui era facile che rimanessi un po' delusa dal film. Per carità, avrebbero potuto fare di peggio! Di sicuro però certe cose vengono meglio su carta.


2 commenti:

  1. Il primo mi sembra proprio simpatico... avrei voglia di qualcosa di divertente! Mi manca sempre il tempo di recuperarli! @_@

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    1. Per noi che siamo un po' otaku il primo è imperdibile!

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