venerdì 26 febbraio 2021

letture di febbraio

Mattie non era mai stata davvero mia. Questa consapevolezza doveva essermi stillata dentro tanto in fretta quanto il latte del suo seno.

Virginia, 1837: alla nascita di Elizabeth, la schiava Mattie viene costretta ad abbandonare il proprio figlio neonato per farle da balia. Man mano che cresce, Elizabeth si affeziona sempre di più alla donna, che ricambia il suo affetto. Per Mattie è un vivere a metà; ogni volta che le viene concesso, fa ritorno agli alloggi degli schiavi dove ritrova il figlio, gli amici e periodicamente può incontrare il marito che vive in un'altra piantagione, e ogni volta è uno strazio lasciarli per tornare alla casa padronale. Elizabeth cresce frequentando gli schiavi, e grazie anche alla propria sensibilità si forma una coscienza abolizionista benchè non ne sia del tutto conscia. Mattie, che intanto è rimasta di nuovo incinta e ha partorito una bambina, decide di raggiungere in Ohio il marito e il figlio fuggiti prima di lei. Elizabeth, col cuore spezzato per aver perso la sua adorata balia, riuscirà a sua volta a trovare la propria strada anche grazie agli insegnamenti di Mattie. Questo romanzo lo si potrebbe definire la nemesi di Via col Vento XD La trama è certamente bella, però ho trovato lo stile un po' piatto e, avendo letto l'edizione italiana, non so se è a causa della traduzione o se è piatto anche il testo originale. Peccato, perchè con un diverso stile mi sarebbe piaciuto molto di più. Se non altro ha il grande merito di narrare le cose anche dal punto di vista della schiava Mattie, facendo comprendere a fondo tutta l'ingiustizia e la crudeltà della sua situazione.

La casa della signora Lynde sorgeva proprio nel punto in cui la via principale di Avonlea si immetteva in una valletta delimitata da alberi di ontano e ricca di prati in fiore, tagliata da un torrente che sgorgava nel bosco di proprietà dei Cuthbert.

Era letteralmente da un secolo che volevo leggere questo libro e non so come mai non l'avessi mai fatto. Ritrovandomelo compreso nell'abbonamento Kindle Unlimited, ho finalmente colto l'occasione. Non mi dilungherò sulla trama, visto che la conoscono anche i sassi perchè questo primo libro (la serie ne conta otto, anche se in realtà esistono altri tre libri con Anna, compreso uno pubblicato postumo nel 2009) è servito come base per tutte le varie serie TV che ne sono tratte. Quello che posso dire è che l'ho trovato semplicemente delizioso e che, oltre a farmi amare il personaggio di Anna ancora di più, mi ha riconciliato con quello di Marilla che invece mi è sempre stato leggermente sulle scatole. Libri del genere si possono apprezzare a tutte le età, cosa che vale per tutta la migliore letteratura per ragazzi.

Mercy Kilpatrick si chiese chi aveva fatto incazzare all'ufficio di Portland dell'FBI.

La domanda sorge spontanea, visto che Mercy si è tenuta accuratamente lontana da Eagle's Nest, la cittadina dov'è nata e cresciuta, per ben quindici anni, ma adesso è proprio lì che è stata spedita per investigare sull'omicidio di tre prepper e soprattutto sul furto di diverse decine di fucili dai luoghi dei delitti. Chi sono i prepper? Una come me che vive nel presente non può certo saperlo; ovvero, ero al corrente dell'esistenza di questi individui ignorando però come vengono chiamati in inglese. Si tratta infatti dei survivalisti, ovvero di coloro che sono convinti che prima o poi accadrà una catastrofe devastante di qualunque genere – dalla guerra nucleare all'invasione aliena – e che quindi si organizzano accumulando grosse scorte di viveri, acqua, carburante, medicine, armi, eccetera. In realtà pare che ci sia una differenza tra survivalisti e prepper, se avete voglia di approfondire fatevi un giro su Wikipedia perchè io preferisco tornare al romanzo. Dunque, la nostra Mercy torna a casa dopo quindici anni e ne farebbe a meno, sia perchè se n'è andata sbattendo la porta, diciamo così, sia perchè a monte c'è stato un episodio grave che ha coinvolto due dei suoi fratelli e che deve restare assolutamente segreto. Mentre indaga sulla morte dei prepper però salta fuori un collegamento con due casi di stupro e omicidio proprio di quindici anni prima e la donna, volente o nolente, è costretta a fare i conti col passato. A quanto pare questa Kendra Elliot vende milioni di libri; non mi meraviglia, perchè è una che il suo mestiere lo sa fare bene. Parlo di mestiere perchè sono dell'idea che moltissimi – per non dire tutti – i creatori di best sellers contemporanei saranno di sicuro dotati del talento di scrivere bene e inventare storie interessanti, ma sono anche in molta misura dei mestieranti. Non lo dico in segno di disprezzo, per carità: dobbiamo pur tutti campare. Tra l'altro c'è una bella differenza tra i vari autori. Per dire, a me questo libro è piaciuto perchè fa esattamente quello che mi aspetto: mi intrattiene piacevolmente. I personaggi sono ben costruiti, la trama regge fino all'ultimo, il risvolto romantico è discreto – a differenza di altri gialli in cui finisce per distrarre troppo dalla trama principale – e insomma è l'intrattenimento perfetto per distrarsi e divertirsi, l'equivalente letterario di una serie Netflix.

1957-58. Oosterby e dintorni

Marten Winckelstroop era cresciuto con due tare. Non aveva un padre ed era mancino.

Håkan Nesser è uno dei miei autori di gialli nordici preferito, anche se non ho letto la sua intera produzione. Questo romanzo, che benchè ambientato nel 2012 è uscito nel 2018, ha la particolarità di fare incontrare per la prima volta i due iconici personaggi da lui creati: il commissario Van Veeteren e l'ispettore Gunnar Barbarotti.  Van Veeteren, alla vigilia del suo settancinquesimo compleanno, è perfettamente contento della sua seconda vita come libraio, afflitto dal peso degli anni che passano e molto più preoccupato di evitare una eventuale festa di compleanno piuttosto che di risolvere un vecchio caso che gli viene messo sotto il naso. Ventun anni prima infatti quattro persone, riunitesi per una rimpatriata, erano perite in un incendio dopo essere state presumibilmente narcotizzate, mentre il quindi partecipante era sparito, lasciando concludere fosse lui il colpevole. Per  la polizia tutto era sembrato palese e il caso era stato chiuso rapidamente, se non che ecco spuntare il corpo del quinto, sepolto a poca distanza dal luogo dell'incendio e in stato di decomposizione tale da far capire che stava lì da vent'anni. Questo chiaramente significa che non era lui il colpevole;  Van Veeteren, stimolato dalla moglie, infine s'intestardisce a trovare il vero assassino anche perchè ne fa una questione di orgoglio professionale, ma si ritrova in un vicolo cieco. È a questo punto che si inserisce  Barbarotti, inviato a collaborare quando spunta fuori un cadavere collegato alla sorella di una delle vittime dell'incendio. Anche questo giallo mi è piaciuto, oltre che alla vicenda del plurimo omicidio mi ha divertito leggere le storie delle persone coinvolte, quelle che appartenevano alla Confraternita dei Mancini del titolo.

La primavera, a Scaisbrooke Hall, era senza dubbio il periodo più bello dell'anno. Lo dicevano tutte le ex allieve, ricordando i meli in fiore nel cortile quadrato e l'erba che cresceva alta e fresca accanto al ruscello, dove le ragazze celavano le bottiglie di bibite per mantenerle ghiacciate fino a sera, quando correvano a ritirarle e le bevevano di nascosto prima di rientrare nella sala dedicata allo studio.

Quando venne pubblicato nel 1956, Chocolates for Breakfast divenne immediatamente un caso, vendette più di un milione di copie e divenne popolare anche all'estero. Il motivo fu naturalmente il contenuto, lontano anni luce dai puritani anni Cinquanta. Courtney, la protagonista, malgrado la giovanissima età si lascia andare a tutta una serie di comportamenti deviati: fuma, beve, fa sesso. Passata dal collegio a Hollywood, dove abita la madre attrice, diventa l'amante di un attore bisessuale dopo aver subito le avances di un amico di famiglia; in seguito al fallimento della carriera della madre, quest'ultima decide di trasferirsi a New York, dove vive anche il padre di Courtney dal quale ha divorziato. Qui Courtney ritrova l'amica Janet che la inserisce nel suo ambiente, fatto di giovani senza arte né parte che non fanno che bere, fumare, fare sesso. Insomma, due palle. Infatti questo romanzo mi ha fatto tornare in mente I Cugini, che mi aveva altrettanto fatto venire voglia di mollare qualche scapaccione ai protagonisti. La Moore acquisì molta notorietà per questo suo primo libro, anche perchè lei stessa era così giovane quando lo scrisse; i successivi lavori non ebbero altrettanto successo e lei si suicidò all'età di ventisei anni. Col senno di poi, si è pensato che soffrisse di disordine bipolare, malattia che negli anni sessanta ancora non esisteva.

Police Chief Truman Daly slammed the door of his Tahoe and raised a hand to protect his face from the heat of the fire.

Per rivitalizzare il mio secondo neurone, ho deciso di leggere un altro libro della serie dedicata a Mercy Kilpatrick, l'agente dell'FBI già protagonista di Una morte compassionevole. L'autrice chiaramente ha giocato con il suo nome per i titoli dei libri. Ambientato circa due mesi dopo il precedente, in questo romanzo Mercy ha chiesto il trasferimento nella sede FBI più prossima a Eagle's Nest per poter restare vicina al fidanzato e riallacciare i contatti con la famiglia, inoltre si è fatta carico della nipote adolescente come da ultime volontà del fratello ucciso. Se sul piano personale le cose non vanno poi così malaccio, su quello professionale si trova a doversi occupare dell'omicidio a sangue freddo di due poliziotti, avvenuto nel contesto di alcuni incendi seriali. Questi avvenimenti porteranno alla luce i piani di un uomo senza scrupoli che vuole costruire il proprio regno tra i monti dell'Oregon. Confermo il giudizio già espresso sull'altro libro e aggiungo che anche con questo la Elliot ha fatto centro riguardo all'argomento.


8 commenti:

  1. hai davvero un'edizione così vecchia di "Cioccolata a colazione", con quella copertina? :)

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    1. Sì, faceva parte della biblioteca dei miei genitori che ho gelosamente conservato.

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  2. Nemmeno io ho mai letto un libro sulla storia di Anna.
    Me ne hai fatto venire voglia, sai?
    Spesso acquisto libri usati su Ebay. Non amo gli e-book.
    Quindi vado subito a cercarlo.

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    1. Nemmeno a me fanno impazzire gli ebook, diciamo che questa è una fase sperimentale XD

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  3. Anche per me "Anna dai capelli rossi" è in attesa di lettura da un secolo... mi piaceva molto l'anime e ho sempre pensato di voler leggere il libro (come tanti altri di serie anime tratti da romanzi tipo "Il giardino segreto").
    Prima o poi capiterà... spero.

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    1. Alla fine la conclusione è che l'originale è sempre meglio, per quanto la serie anime sia pure molto bella.

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  4. devo direi che la copertina di Ciocolata a colazione è davvero il Top

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    1. Son d'accordo, tra l'altro io ho un debole per le copertine vintage!

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