mercoledì 27 gennaio 2021

#Alive vs Alone

Il primo titolo è coreano, il secondo americano. Quest'ultimo lo avevo visto durante il Trieste Science + Fiction Festival ma all'epoca non ne avevo parlato proprio perchè volevo vedere anche l'altro e fare il paragone. La trama di questi due film è sostanzialmente la stessa: non sono nemmeno riuscita a capire qual è l'originale e quale il remake, infatti anche se le date di uscita sono diverse (il coreano è precedente) la produzione deve essere avvenuta più o meno in contemporanea. In entrambi il protagonista è un giovane uomo che, risvegliatosi una qualunque mattina, scopre che fuori è scoppiato il finimondo. Un virus di origine sconosciuta ha colpito molte persone trasformandole in mostri cannibali; coloro che sopravvivono ai morsi, si trasformano a loro volta. L'uomo si barrica in casa cercando di sopravvivere con quello che ha a disposizione, fino a che ad un certo punto non ce la fa più e decide di impiccarsi. Proprio mentre penzola dalla corda, si accorge che nel palazzo di fronte c'è un'altra sopravvissuta. I due avviano una comunicazione a distanza e infine si incontrano, andando però incontro ad altri pericoli. Il finale è diverso. Allora: io non vorrei sembrare sempre di parte, però il film coreano è decisamente superiore: più realistico, più efficace e anche in qualche misura più terrificante. La cosa più inverosimile della trama è il fatto che uno, chiusosi in casa all'improvviso, riesca a sopravvivere per lungo tempo con quello che ha sotto mano, soprattutto quando ad un certo punto l'acqua smette di uscire dai rubinetti. Nella versione coreana il protagonista dà fondo alla scorta di liquori del padre e resiste venti giorni; in quella americana ci fanno credere che arriva a quarantacinque. A casa mia ci saremmo mangiati tutto nel giro di una settimana, per dire. L'altra cosa è la figura della ragazza; l'americana se ne sta languidamente sul balcone a disegnare, la coreana si è organizzata con una sedia chiodata di fronte alla porta d'ingresso per infilzare gli eventuali assalitori. Altra cosa che mi era sembrata assurda nella versione americana era il girovagare del protagonista nei corridoi infestati; il coreano esce molto di meno. Gli americani poi come al solito puntano sulla fisicità del protagonista mettendo in scena un tatuato che si mostra spesso a torso nudo; i coreani, che pure non disdegnano l'esposizione di addominali torniti, in questo caso preferiscono non distrarre le spettatrici dall'orrore generale. Insomma, #Alive è promosso, mentre Alone lo si può lasciare perdere. Tra l'altro in #Alive recitano la mia attrice coreana preferita, Park Shin-Hye, e il giovane è interpretato da Oh-Joon-Woo, attore di grande talento che forse qualcuno di voi può aver visto in Burning.

4 commenti:

  1. Concordo con te: #Alive mi ha colpito moltissimo e come ogni film coreano che si rispetti ha dei momenti di grande profondità. #Alive invece è la solita reinterpretazione americanizzata ed egoriferita.

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    1. Fortuna che ho visto l'americano per primo, sennò mi sa che l'avrei piantato a mezzo.

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  2. Non ho visto nessuno dei due, ma la trama mi sembra interessante.
    Posso dirti che avrebbero potuto girare il film a casa mia.
    Siccome ho il vizio di fare grosse scorte alimentari, per non andare troppo spesso al supermercato, mio marito ironizza spesso sul fatto che, qualora scoppiasse una guerra, noi saremmo gli ultimi a morire, in quanto abbiamo provviste per almeno due mesi. :))

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