giovedì 26 novembre 2020

love & anarchy

Non avevo davvero idea di cosa aspettarmi da questa serie svedese e ho deciso di vederla solo per spezzare il circolo vizioso nel quale Netflix mi stava facendo cadere, visto che dà suggerimenti in base alle cose viste in precedenza e ultimamente mi sta bombardando di serie poliziesche e/o in lingua spagnola. Per carità, non ho nulla contro nessuna delle due categorie, è solo che mi piace cambiare; così mi sono spostata nel nord-Europa e ho cercato di evitare i cadaveri. Tanto per cominciare, questa serie si vede molto velocemente perchè si tratta di otto episodi di circa mezz'ora l'uno: come vedere due film o Via col Vento, insomma. La protagonista è una donna di circa quarant'anni, Sofie; all'apparenza è una di quelle persone felici e realizzate, con due bravi bambini, un marito affettuoso, una bella casa e un lavoro interessante. Ha anche un padre pazzo che ogni tanto sbrocca contro i mali del capitalismo. Sofie comincia un nuovo lavoro come consulente presso una casa editrice in crisi; si sa, nessuno legge più libri, che siano di qualità o meno, e lei deve guidare la migrazione nel mondo digitale e studiare una promozione sui social. Quasi subito litiga col giovane tecnico informatico che le impedisce la concentrazione quando usa il trapano per un lavoro; dallo scontro iniziale però i due passano a un gioco che consiste in piccoli ricatti in cui a turno uno chiede all'altra di fare qualcosa di assurdo o ridicolo. Non è niente per cui ci si possa fare del male in realtà, però è chiaro che tra Sofie e Max scatta anche una forte attrazione, malgrado la notevole differenza d'età. Il problema però non è solo quello; Sofie, forse per via di questa situazione che si è creata, forse per altro, prende coscienza del fatto che non è soddisfatta della sua vita, eppure resiste e sembra sottomettersi al marito che insiste per tenerla nei binari della normalità. Mi è piaciuta e mi ha fatto ridere – ma non solo – questa serie; non è chiaro se proseguirà, del resto è molto recente.

6 commenti:

  1. questa me la segno, che sto cercando proprio una nuova serie da vedere...
    curioso che si parli della gente che legge pochi libri in una serie svedese, mi risulta che sotto questo aspetto stanno messi molto meglio di noi italiani :0
    però uno che se la prende con il capitalismo non può essere poi così pazzo ;)

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    1. Quindi immagina quanto vanno male le cose qui da noi, a paragone! Il padre della protagonista non dice cose sbagliate, è il modo in cui lo fa che crea problemi XD

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  2. Mh... no, questa non è il mio genere.
    Apprezzabile comunque che sia molto breve.

    Moz-

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    1. Vero? Non ce ne sono tante che finiscono in breve tempo. Intendiamoci: se una serie è bella, non vorrei mai che finisse, però è anche vero che spesso quando ci sono tante stagioni la qualità tende a calare.

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  3. io mi rendo conto di non riuscire a stare dietro a tutto...

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    1. E' normale, specialmente quando si hanno figli piccoli che giustamente richiedono la nostra attenzione. I miei ormai hanno lasciato il nido...

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