domenica 29 dicembre 2019

i frutti del book-crossing 4


Volevo continuare ad arrampicarmi. E' vero, le mie gambe sono deboli, ma le mie braccia sono forti, probabilmente quanto quelle dei miei compagni del gruppo scout. Sotto di me, ragazzi e adulti mi incitavano gridando: «Forza John! Puoi farcela!». Allungai il braccio sinistro, afferrai la corda e mi tirai su dicendo a me stesso: "Sì, puoi farcela".

Ecco uno di quei libri che procura sia il magone che una forte indignazione. E' la storia di un bambino handicappato relegato in un orfanotrofio russo negli anni Novanta, tenuto in condizioni abominevoli, ma fortunato abbastanza da avere un carattere forte che lo fa notare e amare da molte persone, aprendogli la strada per un futuro migliore. Oltre che a narrare la sua vicenda, il libro vuole anche essere una denuncia del sistema allucinante per cui gli orfani affetti da handicap fisico o mentale venivano abbandonati a se stessi senza le minime cure e, raggiunta una certa età, venivano addirittura trasferiti in manicomio. La mortalità era altissima e sembrava che a nessuno fregasse niente di loro. Ignoro se le cose siano cambiate, ma me lo auguro vivamente.




Anton Quitch si sentiva di ottimo umore. Eppure era appeso per i pollici a una corda fissata al soffitto per mezzo di una carrucola. Le situazioni spiacevoli sono sempre provvisorie. E anche le altre, del resto.

Molto divertente questo romanzo di spionaggio nel quale un agente segreto ubriacone perde la registrazione di un'importantissima conversazione tra rappresentanti russi e americani. Ovviamente i servizi segreti di mezzo mondo sono interessati ad averla ma lui, con la mente ottenebrata dall'alcool, non ricorda più dove l'ha lasciata. Volumetto massacrato (oltre alla copertina molto rovinata, l'interno era pieno di macchie, come se vi fosse stato rovesciato sopra del liquido) che ho raccattato sulla via della stazione per ingannare il tempo durante l'ennesimo viaggio. Perfetto per l'occasione, aggiungerei.




I danesi sono fra i migliori marinai del mondo; le navi danesi sono fra le più efficienti; la cucina danese è ricca e saporita.

Questo libro è una trasposizione letterario dell'omonimo film di Alfred Hitchcock, film che non ho visto e che la critica considera un lavoro meno riuscito di altri. Ho scoperto tutto ciò dopo che avevo letto il libro e ho deciso di conservarlo ugualmente trattandosi di una edizione del 1966 che pur con la copertina rovinata, almeno ha l'interno intatto. La trama vede protagonista un fisico americano che finge di tradire il proprio paese, ma che in realtà deve lavorare come infiltrato e ottenere una formula da un celeberrimo scienziato della Germania dell'Est. Come c'è da aspettarsi succede tutta una serie di inconvenienti che mette a rischio la missione. La lettura si è rivelata ancora una volta gradevole e perfetta per lo scopo che era nuovamente quello di ingannare il tempo durante un viaggio in treno.



Appoggiai il "Chi è?" sulla scrivania, perchè stava diventando troppo pesante da sostenere in quella giornataccia afosa.

Questo brevissimo incipit appartiene a Where There's A Will - Tre sorelle nei guai nell'edizione italiana -  e credo di averlo già letto molti anni fa, abbastanza da dimenticare sia la trama che l'identità dell'assassino. Stout è uno dei miei giallisti preferiti; trovo geniale l'invenzione del personaggio di Nero Wolfe. Qui il pingue detective appassionato di orchidee e di buon cibo viene assunto per dirimere una questione testamentaria; un uomo facoltoso è morto lasciando tutto a una collaboratrice, forse amante, e diseredando di fatto moglie e sorelle. Per timore dello scandalo che verrebbe provocato se la moglie impugnasse il testamento in tribunale, le tre sorelle cercano aiuto per far ragionare la beneficiaria. Dopo poco però salta fuori che il fratello non è morto per un incidente come si era pensato da principio, ma è stato assassinato. Come sempre Wolfe sarà in grado di sbrogliare l'intricata matassa assicurando il colpevole alla giustizia. 




Una volta gli assassini venivano impiccati a Four Turnings. Ora non più. Ora un assassino paga il fio del suo delitto a Bodmin, dopo aver subito il suo bravo processo alle Assise.

Magnifico romanzo di una scrittrice che stimo molto e che sono stata felice di trovare nella casetta del book-crossing. Non ricordo quando lo avevo letto la prima volta e sono stata molto contenta di rileggerlo. Tempo fa avevo parlato del film più recente che ne è stato tratto, in realtà non è facile rendere in pellicola tutto l'insieme delle elucubrazioni mentali del protagonista che nei confronti della moglie del cugino che l'ha allevato facendogli da padre, passa dall'odio alla passione più cieca al sospetto, sospetto che però in ultimo appare fugato ma solo quand'è troppo tardi. Certo, in questo è simile all'altro grande libro della Du Maurier, Rebecca, la prima moglie, che lo precede di tredici anni; probabilmente la bravura della scrittrice sta tutta in quel creare nella mente del lettore una rete di dubbi e incertezze. Siccome non ricordo se ne ho una copia tra i miei libri o se a suo tempo l'avevo preso dalla biblioteca, ho conservato questo volume (che tra l'altro è del 1966 e si può dunque definire vintage).




La notte scorsa sognai di ritornare a Manderley. E' un sogno che faccio ormai con inquietante frequenza, e ne ho quasi terrore. Tutti i sogni di Manderley mi fanno gelare il sangue, ma senza alcun dubbio questo è stato il peggiore.

Se non è serendipity questa! Poco dopo aver trovato il libro di cui sopra, nell'altra casetta del book-crossing mi è capitato tra le mani questo Rebecca's Tale che è chiaramente ispirato a Rebecca, la prima moglie. Se devo essere sincera, sono abbastanza prevenuta nei confronti di certe iniziative; so per esempio che Carrie Brebis ha scritto alcuni sequel di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen - e questo solo per citare le produzioni serie, esiste addirittura una parodia a suon di zombie - ma avendo amato profondamente gli originali, non ho proprio la minima voglia di rovinarmene il ricordo con sequel di autori diversi; poi, come appunto detto, sono prevenuta, magari se li leggessi li apprezzerei. Per esempio, questo l'ho apprezzato. Sally Beauman, che è stata autrice di successo, immagina che vent'anni dopo la morte di Rebecca uno studioso scozzese vada a investigare su di lei per fare chiarezza sulla sua morte. Lo fa stringendo un rapporto con il colonnello Julyan - personaggio originale del libro della Du Maurier - e con altri che l'avevano conosciuta. Ma perchè l'uomo è tanto interessato a Rebecca? La bravura della Beauman è che crea un mistero nel mistero, così che il lettore si trova non solo interessato a sapere di Rebecca, ma anche del bel tenebroso Terence Gray dal doppio nome. Insomma, è un buon lavoro, certo non all'altezza dell'originale ma scritto con garbo e intelligenza.



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