lunedì 4 novembre 2019

l'ultima Lucca?


Quest'anno pareva fosse stato ordito un complotto per non farmi arrivare a Lucca Comics, e il fatto che ci abbia messo del mio - causa Alzheimer - non mi solleva. Se devo dirla tutta, mi era partita la carogna già un mese fa per motivi legati al B&B dove alloggio da alcuni anni; il problema non sta nel Comics in sè, ma nel fatto che trovare da dormire a Lucca è un'impresa, per giunta molto dispendiosa. Oltre al problema economico, mi secca non poter fare come mi pare: a me andrebbe bene stare anche solo un paio di giorni, ma praticamente tutte le strutture vogliono venderti il pacchetto per la durata intera, così da quando la manifestazione è stata allungata a cinque giorni le cose si sono fatte ancora più difficoltose. Diciamo quindi che per questa ragione sto riconsiderando le modalità di un futuro soggiorno. A parte questo, l'andata è stata una serie di sfortunati eventi che ha messo a dura prova la mia tempra e mi ha fatto finire i bestemmioni. A Lucca vado sempre in auto soprattutto perchè tendo a comprare molte cose ed è molto più comodo cacciare tutto nel bagagliaio, e proprio il bagagliaio è stato l'origine dei miei guai. Il giorno prima di partire infatti l'ho svuotato e pulito, solo che non mi sono accorta di non averlo chiuso bene; al momento della partenza ho scoperto che la batteria dell'auto era deceduta a causa del fatto che la luce del bagagliaio era rimasta accesa fino ad allora. A quel punto restava l'alternativa del treno; torno in casa per vedere sul sito di Trenitalia le varie opzioni e fare il biglietto, e scopro che il sito è in tilt. Ottimo. Penso allora di andare direttamente in stazione e pensarci lì, ma come arrivarci? Provo a chiamare un taxi, mi devono ancora rispondere. Per fortuna ho una vicina molto gentile che mi ha accompagnato in stazione non appena gliel'ho domandato. Qui giunta, non appena fatto il biglietto mi sono vista partire sotto il naso il primo treno utile e sono dovuta restare un'ora ad aspettare il successivo. Finalmente, dopo alcune ore e due cambi, sono sbarcata a Lucca dove stava diluviando. Bene, mi dico, prenderò un taxi visto che il mio B&B è a più di due chilometri. Peccato che di taxi dopo venti minuti non se ne fosse ancora visto uno e per giunta altre persone erano in coda ad aspettare prima di me. Decido di sfidare la tormenta; mi infilo il k-way, estraggo l'ombrello, solo che quando vado per aprirlo realizzo che invece mi sono portata la borsa che uso quando faccio la spesa al supermercato - che quando è chiusa ha la forma e più o meno le dimensioni dell'ombrello pieghevole. Vado lo stesso, almeno ho il k-way; peccato che ovunque ci siano enormi pozzanghere in alcune delle quali finisco con i piedi (la visibilità è scarsa), mentre altre creano degli tsunami ogni volta che i gentili automobilisti le attraversano ai 150 km/h. Inoltre valigia e borsone non sono impermeabili, quindi una volta arrivata al B&B non solo sono completamente fradicia io, ma lo è anche quasi tutta la mia roba. Riesco a recuperare un cambio asciutto, stendo il bucato, mi faccio una doccia corroborante e finalmente vado a cena. Ovviamente appena finisco e torno indietro ha smesso di piovere. Dopo un esordio così cos'altro può andare male? Niente in effetti, a parte il fatto che l'essere partita col piede sbagliato mi pare un segno del destino.

l'incontro con Andrzej Sapkowski

Il primo giorno, quello tradizionalmente dedicata allo shopping, mi vede come prima cosa al padiglione degli editori. Compro diverse cose ma devo limitarmi; non devo dimenticare che mi tocca tornare a casa in treno, quindi non posso certo prendere la solita vagonata di roba o manco saprei dove metterla - nè come trasportarla, se per questo, visto che ho problemi alla schiena. In seguito vado anche alla Japan Town e faccio un salto al padiglione dei Games, mentre l'unico incontro al quale partecipo è quello con Andrzej Sapkowski, scrittore polacco autore della saga di The Witcher della quale al momento si fa un gran dire perchè Netflix ne ha tratto l'ennesima serie. La saga non la conosco e mi sarebbe piaciuto prendere i libri, ma si trattava di ben otto tomi e quindi ho deciso di lasciare perdere. Invece mi sono fatta intortare da una giovane scrittrice italiana che aveva lo stand proprio davanti a quello dove Sapkowski stava firmando autografi e che mi ha proposto il suo romanzo fantasy che, guarda combinazione, è ambientato nel Giappone medievale. Ve ne parlerò dopo che l'avrò letto.

breve ma interessante incontro con Zerocalcare

Il secondo giorno sono uscita presto (per i miei canoni lucchesi) perchè volevo accaparrarmi un biglietto per lo showcase di Araki Hirohiko, l'autore della serie manga di Jojo, ma quando sono arrivata al teatro del Giglio ho trovato una coda che a momenti sfiorava le mura e ho capito che era meglio lasciare perdere; più tardi ho sentito due che dicevano che certa gente si era messa in fila fin dalle cinque di mattina. E pensare che ai bei vecchi tempi quando andavi a un incontro mezz'ora prima era più che sufficiente! Ho trascorso la mattina girovagando nei padiglioni dei fumetti e sulle mura, poi sono andata a vedere l'anime Birthday Wonderland, molto carino e soprattutto proposto in versione originale sottotitolata - a Lucca è passato anche Shinko e la magia millenaria e mi sarebbe piaciuto vederlo, tuttavia ho evitato perchè per fortuna prima di partire ho saputo che sarebbe stato proposto in versione doppiata indovinate ad opera di chi? Ma del nostro meraviglioso genio linguistico Gualtiero Cannarsi naturalmente! Meglio farsi venire le ragadi anali piuttosto, quindi ho soprasseduto. Sono poi stata a vedere le mostre a Palazzo Ducale che non mi deludono mai; infine mi sono goduta mezz'ora con Zerocalcare e mi è scocciato un sacco che il suo incontro sia stato dimezzato a causa del ritardo accumulato da chi l'ha preceduto. E' stata comunque una bellissima mezz'ora.

l'action figure di Gigi la trottola realizzata apposta per questa edizione di Lucca Comics

Il mio terzo e ultimo giorno ha avuto inizio alle sette di mattina, quando il figlio maggiore, che era arrivato a Lucca con gli amici, è venuto a bussare alla mia porta reclamando biglietto e braccialetto. In teoria sarebbe dovuto venire sabato e domenica, ma ha anticipato di un giorno e così io mi sono trovata sbraccialettata. Poco male, tanto non avrei potuto comprare più niente... Per fortuna a Lucca ci sono anche cose che si possono fare senza biglietto, difatti la mattina ho assistito all'incontro con Rokuda Noboru, il creatore di Gigi la trottola. Mi sono poi trovata con due amici, abbiamo pranzato insieme, abbiamo girovagato un po' e poi li ho abbandonati all'entrata della Japan Town perchè sbraccialettata. Volevo vedere i corti del Japan Media Art Festival, ma ne hanno mostrato solo una piccola parte per via di non so quale evento successivo. A quel punto, dato che il pomeriggio era ancora giovane, ho pensato di visitare la mostra dedicata a Werner Bishop che con il Comics non c'entrava una cippa. Bishop è un fotografo che mi piace molto ed è stato un piacere rivedere i suoi lavori. Sulla via di Piazza Napoleone mi sono trovata imbottigliata in via Santa Croce: una massa compatta di persone che non riusciva ad avanzare in nessuna direzione. Era da un sacco che non mi capitava a Lucca, magari sarà stata sfortuna, resta il fatto che la cosa non ha contribuito al mio buon umore, tanto che appena mi sono liberata ho dovuto consolarmi con dei pasticcini. La giornata è stata conclusa con la visione di Summer of 84, film bello ma non bellissimo - comunque è valso la visione. 


E i cosplayers? Che ci crediate o no, quest'anno non ne ho fotografato nemmeno uno. Ho voluto scioperare, memore del nervoso che mi veniva gli anni passati. Ho invece dedicato la mia attenzione alla street art e ai gatti. Conclusione: sono dieci anni che vado a Lucca Comics e quest'anno per me è stato il peggiore. Sono stata tutto il tempo a pensare come si stava bene anni fa, quando questa manifestazione non era ancora diventata mainstream e ci andavano principalmente gli appassionati. Le cose hanno cominciato a degenerare da quando sono apparse le famiglie con i bambini in costume da carnevale, ma anche gli organizzatori non aiutano. In passato a ogni edizione c'erano più ospiti giapponesi e ognuno faceva 2-3 incontri. Adesso sono calati sia gli ospiti nipponici che gli incontri con essi; in generale sono stati aggiunti dei workshops a pagamento per addetti ai lavori e se certi anni non facevo che correre avanti e indietro perchè c'erano un sacco di cose alle quali volevo partecipare, a questo giro mi sono trovata a vagare senza niente da fare. Magari è stato solo colpa del fatto che ero girata male di mio, ma resta il fatto che le prime edizioni che ho visto sono state quelle più belle, quando ancora non c'erano questa massa enorme di persone e i percorsi pedonali obbligati (e quest'anno è andata bene che non ci hanno perquisito, si vede che dall'anno scorso i terroristi si sono tutti estinti).

Nessun commento:

Posta un commento