giovedì 31 ottobre 2019

ottobre giapponese


In realtà l'Ottobre Giapponese è una manifestazione che si svolge in zona da parecchi anni, con eventi di vario genere dedicati al paese del sol levante, e quest'anno ne ho frequentati alcuni dopo un periodo di stand by. Per combinazione è pure uscito l'ultimo anime di Shinkai Makoto. Oltre a questo, c'è anche stato l'ottimo pranzetto da Yuzuya a Bologna. Mi è toccato andare a completare una delle pive burocratiche rimaste da settembre e avevo bisogno di consolarmi con qualcosa di buono. Insomma, tra un katsucurry teishoku, un film e uno spettacolo di rakugo, di Giappone in questo ottobre ce n'è stato abbastanza da poter usare questa definizione.



Tanto per restare in argomento, col marito sono stata a Rovigo a vedere la mostra Giapponismo che mi è piaciuta davvero moltissimo. Terminata la visita, ci siamo recati a Mesola per pranzo e abbiamo poi fatto sosta all'Abbazia di Pomposa.

martedì 29 ottobre 2019

Downton Abbey


Avendo adorato la serie, non potevo certo mancare la visione del film, anche se confesso che ero un po' preoccupata di rimanere delusa. Infatti la serie si può descrivere in un solo modo: eccellente. Un cast di ottimi attori dà vita a una storia corale che vede protagonisti da un lato i Conti di Grantham con la loro famiglia, dall'altro la numerosa servitù la cui presenza è indispensabile per mandare avanti la baracca. Parte nel 1912 e si ferma all'inizio del 1926, e in questi anni ne succedono di tutti i colori, guerra mondiale  e influenza spagnola comprese. La serie ha il grande pregio non solo di costruire diversi personaggi molto interessanti, ma anche di mostrare i cambiamenti nella società in corso soprattutto nel dopoguerra. Quanto al film, effettivamente il solo cast avrebbe dovuto rassicurarmi. Ambientato nel 1927, vede i nostri eroi alle prese con la visita di re e regina. La cosa genera ovviamente una grande agitazione a tutti i livelli; se conte e famiglia ci tengono a fare bella figura, i domestici si offendono perchè vengono sostituiti in massa con il personale reale. A complicare le cose c'è anche la presenza della cugina di Violet dalla quale dovrebbe ereditare Robert, ma che ha deciso di lasciare tutto alla propria cameriera. Che dire? Non so che effetto farebbe il film a quelli che non hanno visto la serie, ma penso proprio che nessuno dei vecchi fan resterò deluso. Io infatti mi sono molto divertita e ho anche apprezzato il fatto che alla fine siano tutti felici e contenti, compreso quello che finora non lo era ancora stato.

giovedì 24 ottobre 2019

il caso


Questa dev'essere la serie più squallida e deprimente che mi sia mai capitato di vedere, tanto che avevo pensato di abbandonarla dopo le prime puntate. La curiosità di vedere come andava a finire però è prevalsa. Si tratta di una produzione islandese, e la prima cosa che ho notato è che di certo non è una serie che si guarda perchè c'è della bella gente (lo so, lo so, la recitazione è più importante, ma l'occhio della Guchi vuole la sua parte XD), la seconda è che gli islandesi fanno vedere il pisello (ma ciò non importa molto per via della prima considerazione). Apro una piccola parentesi sulle scene di nudo nei telefilm (i film sono un discorso a parte). I più improbabili, ovvero i più bacchettoni, sono gli americani; segue tutta una serie di paesi che hanno un approccio più realistico anche se non mostrano eccessive nudità. Abbiamo poi quelli molto disinibiti come i tedeschi che però nel nudo maschile si limitano alle inquadrature da dietro; adesso posso affermare che gli islandesi battono tutti. Comunque sia, il problema di questa serie per me è consistita nel fatto che non ho trovato un solo personaggio per il quale ho provato empatia; mi sono sembrati tutti piuttosto stronzi, a cominciare dall'avvocato ex-alcolista (da me soprannominato l'uomo scimmia) che è uno dei protagonisti, e anche quelli che dovrebbero essere positivi, come la detective che si ostina a indagare sul suicidio di una ragazzina malgrado il caso venga chiuso ufficialmente, non mi ha detto nulla, forse perchè sembrava troppo una massaia di Marradi. La terza e ultima cosa che ho notato è che se dobbiamo dare credito a questa serie gli islandesi sono messi veramente male. Quanti sono in tutto, quattro gatti? E di questi, tre sono alcolizzati, drogati e pedofili. Ecco, diciamo che dopo questa esperienza non nutro alcun desiderio di vedere altre serie islandesi. Parere personalissimo, eh, ci tengo a precisarlo. Sono sicura che ci sono un mucchio di criticoni là fuori che hanno apprezzato, del resto sennò non avrebbero messo questa serie su Netflix.

martedì 22 ottobre 2019

Delitto ai grandi magazzini - Cortland Fitzsimmons


Se quel giovedì sera il giovane Charlie Doane non fosse venuto a farmi visita, mi sarei persa una delle esperienze più emozionanti della mia fortunosa e movimentata esistenza.

Ho un debole per le vecchiette bisbetiche; la protagonista di questo giallo, la settantacinquenne Ethel Thomas, mi è stata simpatica fin dalle prime righe. Per nulla propensa a mettersi sul divano con la cuffietta in testa e una coperta sulle gambe a farsi servire e riverire, Ethel è intenzionata a vivere pienamente fino a che la salute glielo consente, per di più ha anche la fortuna di essere ricca sfondata. Non si è mai sposata però ha un debole per gli uomini giovani con i quale intesse rapporti di amicizia. Charlie Doane è uno di questi, così come l'ispettore di polizia Peter Conklin. E' per via del primo se si trova sul luogo del delitto, ovvero un ufficio dei grandi magazzini dei quali Charlie è socio maggioritario, ed è merito del secondo se viene coinvolta nelle indagini in prima persona fornendo contributi determinanti. Concludo in gloria il terzetto di gialli recentemente comprati e devo sforzarmi per non mettermi in cerca degli altri appartenenti a questa collana, che se sono tutti così belli meriterebbero di essere letti in blocco.

domenica 20 ottobre 2019

Il mistero del diario - Milward Kennedy


Il capitano Kennedy era seduto, con i piedi appoggiati alla base del caminetto, la pipa in bocca e un romanzo in mano, nella sua sala da pranzo-salotto di Ebury Street, a Londra, quando entrò la sua padrona di casa ad annunciare una visita.

Il capitano Kennedy è un giovanotto non proprio ricco e incapace di procurarsi un impiego che gli consenta lo stile di vita che vorrebbe; è dunque molto contento di apprendere di avere ederitato la casa di un suo cugino recentemente deceduto. Tuttavia, quando vi si reca per fare l'inventario e capire quanto gli può rendere venderla, scopre che l'interno è stato devastato. La cosa ha certamente a che fare con lo strano tedesco che qualche tempo prima gli si è presentato chiedendogli un diario che avrebbe infangato il nome di una giovane donna. Kennedy, insieme alla pupilla del cugino Jane Sheppard, a sua volta nominata nel testamento, e all'ex-agente segreto Hallam si mette dunque alla ricerca del fantomatico diario e delle istruzioni per trovare un tesoretto nascosto che gli permetterebbe finalmente di vivere agiatamente ma sopratutto di chiedere la mano di Jane. Un giallo scritto nel 1928 che contiene diversi colpi di scena e molta azione questo; difatti mi ha molto divertito.

mercoledì 16 ottobre 2019

Mr. Pinkerton ha un indizio - David Frome


Mr. Evan Pinkerton, senza fiato per l'ansia, oltrepassò rapidamente il cancelletto sbucando sul marciapiede della stazione di Paddington. Vide subito che il grande Spa Express era ancora là, che non c'era alcun complotto in atto fra le centinaia di orologi londinesi, il suo grosso orologio d'argento e l'orario della Great Western Railway per fargli perdere il treno, e che molta altra gente stava andando a Bath.

Qualche giorno fa ero in libreria e ho notato alcuni libri a metà prezzo. In libreria io non ci dovrei mettere proprio piede e il motivo è che amo talmente i libri che finisco sempre per comprare qualcosa quando so benissimo che non lo dovrei fare, in quanto a casa mia ormai non ci entra più uno spillo. Difatti sono anni che raccatto romanzi in biblioteca o tramite il book-crossing, se avessi comprato tutti quelli che ho letto, a parte finire sul lastrico a questo punto avrei buttato il materasso e starei dormendo su una pila di carta stampata. Naturalmente esistono le eccezioni, anche se questo acquisto ricade piuttosto nella categoria dei capricci. Il fatto è che ho un debole per i vecchi gialli, m'è rimasto dentro il gusto a causa di tutta l'Agatha Christie masticata nel corso della mia adolescenza. Questo difatti è stato scritto nel 1936 dall'americana Zenith Jones Brown, che però usava lo pseudonimo di David Frome (in realtà ne ha usati anche altri due); questa signora ha un indubbio talento per il giallo, oltre ad avere la capacità di descrivere una perfetta Inghilterra (dove per altro ha abitato). Di questa storia è protagonista il grigio e insignificante Mr. Pinkerton del titolo; tutti tendono a sottovalutarlo considerandolo innocuo e poco intelligente, ma egli ha un eccellente fiuto e riesce infallibilmente a identificare i colpevoli, tanto da guadagnarsi la stima di un rispettato ispettore di Scotland Yard. Qui ad essere uccisa è una vecchia attrice che pretende di comandare a bacchetta i parenti; nessuno si meraviglia quando viene uccisa, il problema è capire chi ci guadagnerebbe, dato che uno dei suoi vezzi era di cambiare continuamente testamento. Mr. Pinkerton naturalmente ce la farà, con l'aiuto di una bella sudata alle terme di Bath. Confesso infatti che una spinta determinante all'acquisto l'ha data l'ambientazione. Sono stata oltremodo soddisfatta di questa lettura, così diversa da quella dei gialli moderni dove non vengono risparmiate descrizioni cruente e colpi di scena pirotecnici pur di tenere desta l'attenzione di lettori. Fortunatamente io riesco a godere di ritmi diversi senza addormentarmi XD


lunedì 14 ottobre 2019

Grenseland


Ecco un'altra serie gialla molto ben fatta e con un tocco di originalità. Normalmente i poliziotti cercano i colpevoli dei crimini, ma che cosa succederebbe invece se un crimine facessero di tutto per insabbiarlo? E' il caso di Nikolai, che da un lato si è attirato l'ostilità dei colleghi per aver denunciato un collega molto rispettato per omicidio, mentre dall'altro cerca di salvare il culo del fratello che avrebbe ucciso un conoscente. Le cose vanno complicandosi sempre più tanto che l'impressione costante è che Nikolai s'impantani ulteriormente a ogni decisione prende, in un tentativo di voler fare la cosa giusta e nel contempo proteggere la famiglia del fratello. Oltretutto di mezzo ci sono altre persone, dalla collega meticolosa che rischia di mangiare la foglia al padre che non si sa bene che cosa nasconda. Devo poi ammettere che se anche questa serie non mi fosse piaciuta, probabilmente avrei finita di guardarla ugualmente per godere della visione di Tobias Santelmann XD

sabato 12 ottobre 2019

profumo


Chiaramente ispirata al best-seller di Süskind che viene anche citato più di una volta, questa miniserie tedesca dai toni forti ha il merito di un finale doppiamente inaspettato. L'efferato omicidio di una bella cantante mette al centro dell'attenzione della detective Nadja Simon i suoi cinque vecchi amici, nessuno dei quali è uno stinco di santo - per dirla con un eufemismo. Per quanto sospettabili  e responsabili di alcune nefandezze però nessuno di loro è il colpevole di quello e di altri delitti simili che seguono. Basta un'occhiata attenta per arrivare alla verità e basta un'ossessione per passare dalla parte del male. Ho trovato questa serie interessante anche perchè a suo tempo mi piacque moltissimo il romanzo di cui sopra, inoltre ho apprezzato la svolta conclusiva. Vedendo molte serie di uno stesso genere c'è il rischio che alla fine tutte sembrino simili, per cui è un piacere scoprire certi tocchi di originalità.

giovedì 10 ottobre 2019

quanto mi mancano le chiavi di ricerca...


Hoi! Waarom ben je op deze blog? Ben je toevallig terechtgekomen of lees je regelmatig? Ik ben heel nieuwsgierig om te weten, zelfs als ik vermoed dat je hier alleen bent omdat je op zoek was naar enkele afbeeldingen of omdat Google je misplaatst was. Als je hier niet toevallig bent, maar voor een precieze keuze, zou ik het leuk vinden als je een reactie achterlaat.

Ma poi si è scoperto se tutte le pive che vengono fatte sulla privacy servono a qualcosa? Perchè a me continuano a chiamare i call-center svariate volte al giorno, tanto per dire. Comunque, l'argomento è datato ma a volte col pensiero torno alle grasse risate che ci si faceva quando postavo la lista mensile delle chiavi di ricerca usate per arrivare al mio blog. Adesso al massimo posso vedere da quale paese arrivano i lettori e quale sistema operativo usano (argomento, quest'ultimo, che non riscuote il minimo interesse da parte mia). I paesi sono una sorpresa, nel senso che sarebbe logico che mi leggessero principalmente dall'Italia, invece il mese scorso ho avuto più visualizzazioni dai Paesi Bassi che dalla madrepatria. Mah. Interessante anche la statistica fatta a partire dalla nascita di questo blog; abbiamo al primo posto l'Italia, il che va bene, seguita da Stati Uniti, Russia, Spagna (e questa è Chus... ciao Chus!), Irlanda, i fatidici Paesi Bassi, Svizzera (Daffo?), Ucraina, Germania e Francia. Il post che ha ricevuto più visite raccontava di una gita a Milano, presumo che il successo sia dovuto all'immagine di un treno che stava in apertura, difatti sono quasi sicura che la gente che arriva qua sia a caccia di immagini su Google. Io comunque ho provato a chiedere agli olandesi che ci fanno qui, chissà se qualcuno mi risponde...

martedì 8 ottobre 2019

l'insostenibile leggerezza del passo molleggiato in collina


La mia carriera di camminatrice si è avviata e si è interrotta a più riprese nel corso degli anni; è stata una lotta senza fine tra benessere e pigrizia perchè se da un lato una moderata attività fisica condotta in luoghi ameni ha sempre portato benefici al mio animo quando non al mio girovita, dell'altro il richiamo della poltrona, novella sirena incantatrice piena di tentazioni di ozio, ha sempre finito per averla vinta per una scusa o per l'altra. Al momento sto battendo il mio record personale di durata: sono quasi tre mesi che quasi ogni giorno esco a camminare. Oserei dire che la cosa si sia finalmente trasformata in quel tipo di abitudine che non ti levi più di dosso. Superata la fase di tachicardia e asfissia iniziale - anche perchè ho esordito in estate e andando in salita - nonchè un dolorino di origine sconosciuto alla gamba sinistra che si manifestava solo in certe condizioni ma non mi impediva di marciare, adesso ormai mi avvio con disinvoltura verso crinali e calanchi. Ho aumentato di un po' il chilometraggio e sarei pronta a fare anche di meglio, non fosse che a casa mi attendono diverse cose da fare - no, non solo la benedetta poltrona. Non so quanto ne stia beneficiando la mia glicemia, visto che con la scusa che vado a camminare non sto certo a contare i muffin, però di sicuro la mia mente gode. Evidentemente aveva ragione Kierkegaard quando diceva che le idee fisse sono come i crampi ai piedi e che la cura migliore è camminarci sopra, infatti diverse volte infilo la porta col cervello che mi fuma e al ritorno ho dimenticato che cosa stava andando a fuoco. Sarebbe tutto perfetto se non fosse per gli altri bipedi che incrocio lungo la via. Parecchi per fortuna vanno per la loro strada pensando ai fatti loro, ma non mancano nè i conferenzieri patologici nè i salutatori compulsivi. I primi li senti da lontano due chilometri che ammorbano gli sfortunati compari - sono sempre in coppia quando non in gruppi più numerosi - esternando opinioni non richieste o pipponi su argomenti sempre noiosi, mentre i secondi sono quasi sempre soli e lanciano stentorei buongiorno alla volta di qualsiasi cosa si muova perchè ritengono che farlo sia gentile. Più innocue sono le comari chiacchierine; anche loro rigorosamente in coppia, sono talmente concentrate a sparlare delle comuni conoscenze o a scambiarsi esperienze culinarie che ignorano il resto del mondo. Per fortuna molto rari sono quelli che approfittano della passeggiata per le telefonate arretrate e avanzano col cellulare in vivavoce facendo conoscere a tutti i cazzi propri, alla faccia della privacy. Avvistato anche un esemplare radiofonico che ammorbava la quiete collinare ascoltando il notiziario ed ignorando evidentemente l'invenzione degli auricolari. Avendo scelto la collina non solo per il paesaggio ameno sarei molto più contenta se non incontrassi mai nessuno, ma non si può avere tutto dalla vita, no? La piacevolezza delle mie camminate è comunque superiore a qualunque incontro sul percorso, perfino quello dei grupponi di ciclisti che ansimano sulle mountain bike.


domenica 6 ottobre 2019

deadwind


L'algoritmo di Netflix si è resettato; dopo aver passato mesi proponendomi bimbominkiate, adesso suggerisce quasi esclusivamente gialli, molto spesso inglesi o nordici. Sono così approdata a questa miniserie finlandese. Ho già detto quanto apprezzo il fatto di poter vedere cose di paesi che normalmente non vedrei mai? Sì, ma è giusto ripeterlo. A dire il vero la Finlandia la frequento da una trentina d'anni, ovvero da quando ho scoperto l'esistenza di Aki Kaurismäki grazie al gruppo di cinefili locali. Il tocco in più di Netflix è la possibilità di vedere le serie in lungua originale, cosa che faccio sempre anche quando della lingua in questione non capisco una beata minchia. Il finlandese è ancora più inintelligibile perchè appartiene alle lingue uraliche e quindi non ha nulla a che spartire nè con le lingue romanze nè con quelle germaniche che ascolto di solito (oltre al giapponese e al coreano). Nell'incomprensione generale, la cosa che trovo spassosa sono i nomi propri; mitico il Pirkka-Pekka Petelius che ricordo dai tempi di Hamlet Goes Business di Kaurismäki, mentre a questo giro ho particolarmente apprezzato il cognome di una sceneggiatrice, tale Kirsi Porkka. Certo che dev'essere proprio assatanata, con ben due kappa! Siete ancora lì? Bene, sappiate che non sono nè fumata, nè bevuta, nè alterata da qualsivoglia sostanza chimica, succede solo che forse mi è tornata voglia di scrivere, anche se forse era meglio di no (per voi, dico). E insomma, non ho ancora parlato di questa serie che ho trovato interessante. Abbiamo una detective piuttosto scoppiata perchè è rimasta di recente vedova con due figli a carico, affiancata da un collega che arriva dalla sezione reati finanziari e che dunque lei non prende per nulla sul serio, almeno all'inizio. La coppia deve indagare sulla morte di una donna trovata sepolta in un terreno comunale con un mazzo di calle tra le mani. Marito e amante, le due scelte più ovvie, si rivelano entrambi estranei al delitto, mentre appare una traccia internazionale col procedere delle indagini. Alla fine di misteri se ne risolvono ben due. Altro motivo più che valido per vedere questa serie (almeno per me) è il fatto che per tutto il tempo ha fatto freddo, ha nevicato e il mare era ghiacciato; a saperlo prima, l'avrei vista in agosto!

venerdì 4 ottobre 2019

River


Mi è piaciuta particolarmente questa miniserie (inglese, tanto per cambiare) per via del protagonista. Il detective John River, di origine svedese - difatti è interpretato da Stellan Skarsgård - vede i fantasmi. Detta così probabilmente suona male, anche perchè questi fantasmi che vede sono piuttosto allucinazioni che presenze soprannaturali; sta di fatto che loro parlano a lui e lui risponde, spesso creando scene imbarazzanti per chi lo vede parlare da solo o prendere a pugni l'aria. River è più stordito del solito perchè la sua partner, della quale era pure innamorato, è stata assassinata. La sua missione è dunque di trovare il colpevole, ma quando ci riuscirà scoprirà la solita terribile verità. Skarsgård ha fatto un gran bel lavoro, e non solo lui. Ci è pure scappata la lacrimuccia finale, cosa che non mi accadeva da un sacco di tempo.

mercoledì 2 ottobre 2019

un mese in quattro foto: settembre


Ravenna, zona Darsena: ho notato che ci sono molti murales interessanti, dovrei tornarci per un servizio fotografico completo. 


La regressione all'infanzia Il tuffo nel passato continua. Mi sono rimessa ad ascoltare le fiabe sonore che da bambina mi piacevano moltissimo.


Uno degli snack giapponesi che mi arrivano tramite Tokyo Treat. Stavo pensando di cancellarmi per evitare di mangiare sempre come un troll, ma come si fa a resistere ai biscottini più pucciosi del mondo?


Passeggiando in collina ho notato questa tomba semi-nascosta dalla vegetazione. In effetti è stata ripulita, le volte precedenti non si vedeva affatto. Peccato che non sia riuscita a decifrare la lapide.