sabato 31 agosto 2019

agosto sfinito


Agosto per me è il mese più brutto dell'anno. Il fatto è che raggiungo il mio livello massimo di sopportazione del caldo già a fine luglio e quando mi ritrovo davanti ancora un altro mese di caldoporco vorrei solo tagliarmi le vene. Quest'anno paradossalmente la mia residua scarsa sanità mentale è stata preservata dal fatto di aver continuato ad andare a camminare tutti i giorni, anche se a voler conservare tutto quello che ho sudato si sarebbe potuta risolvere la crisi idrica mondiale. Difatti anche quando le temperature non sono state estreme è stato però sempre umido, con quelle meravigliose percentuali che ti fanno grondare appena sposti un dito di mezzo centimetro. Il frutto delle mie fatiche si è tradotto in un calo di peso, cosa certamente gradita anche se non era il motivo che mi ha trascinato su e giù per i colli del circondario. Quello vero è che, sottoposta ad attacchi terroristici del mio medico di base che ha cominciato a blaterale di glicemia e pressione alta, ho deciso che preferisco l'attività fisica quotidiana alla dieta. E così sia: viva il semifreddo!



La vecchia casa, o almeno parte di essa, è stata inaugurata dal figlio piccolo che, di ritorno da Milano, ha ben pensato di dedicarsi alla gozzoviglia insieme ai suoi compagni di merenda. Ne sono seguite cene e bivacchi vari; degli schiamazzi notturni non so, i vigili non sono stati ancora chiamati e quindi ne deduco che i ragazzi si sono contenuti e che i vicini sono più pazienti di quanto pensassi, visto che in almeno un paio di occasioni i ragazzi sono andati a suonare i campanelli di tutti per farsi prestare apribottiglie e carta da forno. Nel frattempo, concluse le pulizie, ho finalmente dedicato tutto il tempo allo svuotamento della cantina. La quale al momento è tutt'altro che svuotata perchè io faccio parte del club del potrebbe sempre servire, ma almeno adesso ci si gira. L'armadio dei ricordi è completato e di qui in poi potrò pensare solo a giocare. Non ho potuto resistere a un tocco di Giappone e ho messo un noren all'entrata dello studiolo.


casetta del book-crossing a Firenzuola

A parte gli andirivieni in collina, non sono stata via se non per qualche ora durante un sabato pomeriggio, quando il marito (che patisce il caldo molto meno di me e che quel giorno lì riteneva si stesse bene) mi ha trascinato a Firenzuola e a Castel del Rio. Nella prima ci siamo fatti un giro per il paese del quale abbiamo appreso la storia grazie al simpatico e competente ragazzo della ProLoco, nella seconda abbiamo mangiato molto bene alla Sagra del Porcino.

martedì 27 agosto 2019

Vikings


A voler fare le cose per il loro verso avrei dovuto vedere questa serie prima di The Last Kingdom in quanto è cronologicamente precedente e vi si incrociano diversi personaggi che spuntano fuori pure nella successiva. Si tratta di produzioni diverse, questo va precisato, ma la coincidenza è interessante. Premetto che anche questa su Netflix è interrotta prima del finale, evidentemente devo farmene una ragione. Secondo me è molto ben fatta e mi è piaciuta parecchio; certo, non va presa come oro colato se non altro perchè i protagonisti stanno tra la storia e la leggenda, un po' come Re Artù. Di loro si hanno infatti vaghe notizie storiche, mentre la maggior parte di ciò che ci è arrivato è contenuto in saghe e leggende. Resta comunque il fatto che il contesto storico c'è e secondo me se uno vede una serie deve sempre partire dal presupposto che sta vedendo un'opera di finzione benchè inserita in un contesto che è realmente esistito, diversamente si va a guardare un documentario o a leggere un libro di storia. Questi vichinghi mi sono parsi un po' psicopatici, ma in senso positivo; la prontezza nello sgozzarsi e nel voltar gabbana in qualche misura mi ha ricordato Il Trono di Spade. Confesso di essere una fan sfegatata di Ragnar, quindi quando è deceduto il mio interesse è leggermente calato, ma solo leggermente. Nessuno dei suoi figli mi piace allo stesso modo, ma per fortuna c'è Lagertha. L'altra cosa che mi è piaciuta è che quasi tutte le location erano fredde e piovose: almeno i miei occhi sono stati al fresco mentre vedevo questa serie!

sabato 24 agosto 2019

libri da cassonetto - quarta parte

NB: per capire di che genere di libri parlo, guardate QUI




Alle dieci e mezzo di mattina, un uomo massiccio che indossava una giacca di cuoio nero, voltò dalla seconda Avenue nella Trentunesima Strada. Si fermò per un attimo davanti a una casa, ne controllò il numero, poi proseguì, zoppicando leggermente.
La giornata splendeva di sole nell'inizio della primavera. I bambini giocavano sui marciapiedi e il suono delle loro risate punteggiava il rumore del traffico; qua e là, i vecchi sedevano sulle scalette antincendio e si crogiolavano al tiepido sole.


Ecco un altro esempio di come un titolo possa essere fuorviante. E io che credevo fosse un problema dei tempi moderni! Invece facevano già questi pasticci nel 1957, anno di pubblicazione di questo giallo. Con un titolo simile facente parte della collana Libri che scottano uno si aspetterebbe chissà cosa, invece a essere rubata, anzi rapita, non è una donna ma una bambina. Ovvero: d'accordo che insieme a lei viene prelevata anche la sua bambinaia, ma insomma, non c'entra nulla comunque. La storia mi è piaciuta, è il classico esempio di come si possa intrattenere il pubblico senza sbudellamenti, il che mi riempie sempre di conforto XD Lo terrò per la mia collezione di libri vintage.




Era il 1972 e io avevo sedici anni: troppo pochi, secondo mio padre, per accompagnarlo nelle sue missioni diplomatiche.

Ecco un esempio perfetto di libro per l'estate: avvincente abbastanza da incoraggiare la lettura anche nelle temperature più estreme e al contempo abbastanza inverosimile da permettere di distrarsi dall'afa. Questo The Historian racconta di come un gruppo di persone - quasi tutti storici - si mettano alla ricerca di Dracula. Si intrecciano i racconti di padre, figlia e professore del padre, e a mano a mano saltano fuori altri personaggi non meno importanti per ricostruire tutta la serie di sfortunate vicende che però porteranno alla fine a una soluzione tanto sbrigativa che mi ha lasciato un attimo a bocca asciutta (ma forse era colpa dei 37° di quando l'ho letto). Messo nella casetta dei book-crossing affinchè altri ne possano godere.





“Tempo fa mi hanno raccontato un aneddoto su di te”, disse Marty, “e non sapevo se crederci.”

Pellam non lo guardò neppure. Stava tornando in città al volante del Winnebago Chieftain 43.

Non mi è dispiaciuto questo Shallow Graves - A Location Scout Mistery anche se non mi ha preso più di tanto, forse per via che ho trovato insipido il protagonista. Questo tale Pellam, regista e sceneggiatore caduto in disgrazia, sopravvive facendo il location scout, ovvero colui che va in cerca delle location dove girare film. Di solito il suo arrivo suscita entusiasmo perchè tutti sperano negli eventuali quindici minuti di celebrità, ma nella cittadina di Cleary la sua presenza risulta sgradita al punto da provocare la morte del suo collega e il tentativo di incastrarlo per spaccio di droga. Lui naturalmente si incaponirà per scoprire il motivo di questa avversità. L'autore è lo stesso del Il Collezionista di Ossa dal quale è stato tratto l'omonimo film che vidi a suo tempo. Anche questo libro è finito nella casetta del book-crossing.




Non potrò mai dimenticare la notte in cui nevicò su Calcutta. Il calendario dell’orfanotrofio di St. Patrick’s sgranava gli ultimi giorni di maggio del 1932 e si lasciava alle spalle uno dei mesi più caldi che la storia delle città dei palazzi ricordasse.


Prima che diventasse famoso grazie a L'Ombra del Vento, Carlos Ruiz Zafón aveva scritto un paio di romanzi per ragazzi che sono stati puntualmente ripescati sul'onda del successo ottenuto. Questo è appunto uno di quelli. Lo stile accattivante ci sta già, così come quella certa vena gotica, però devo dire che la trama di per sè non mi ha entusiasmato. Un killer soprannaturale vuole uccidere una coppia di gemelli, i quali cercano di salvarsi anche grazie all'aiuto degli amici di uno dei due. Di certo posso dire che si tratta di una lettura valida, però preferisco lo Zafón per adulti, quindi il tomo è finito nella casetta del book-crossing.




Con il cuore pieno di amarezza sedeva il grande Aristarchos e guardava il figlioletto Kleidemos dormire tranquillo nel grande scudo paterno che gli fungeva da culla. E dormiva poco distante, in un lettino appeso al soffitto il maggiore, Brithos.

Il silenzio che avvolgeva l'antica casa dei Kleomenidi era rotto d'un tratto dallo stormire delle querce nel bosco vicino. Un lungo, profondo, sospiro del vento.

Nel suo genere Valerio Massimo Manfredi è una garanzia, ecco perchè prendo sempre i sui libri quando mi capitano tra le mani. Poi sì, alcuni sono meglio riusciti di altri e alcuni mi piacciono più di altri, ma è difficile che resti delusa. Questo è di quelli che mi sono piaciuti, forse perchè c'entra in qualche modo il celeberrimo episodio dei Trecento alle Termopoli dal quale sono affascinata fin dai tempi dei miei studi classici. L'idea è comunque di metterlo nella casetta del book-crossing, ma al momento è parcheggiato in sala perchè vuole leggerlo anche il marito.

venerdì 16 agosto 2019

the last kingdom


A questo giro Netflix mi ha lasciato a bocca asciutta, nel senso che questa serie è al momento composta di tre stagioni e avevo capito che anche la terza fosse su Netflix, e invece no. Dove sarà finita? E, soprattutto, visto che stanno girando la quarta, si degneranno di metterla prima che arrivi quest'ultima? Mi scoccia restare nel limbo perchè questa serie mi è piaciuta molto. Che si tratti di libri o di film/serie, mi hanno sempre appassionato le storie a sfondo storico che, quando sono fatte con intelligenza, hanno il pregio sia di insegnarmi qualcosa sia di divertirmi con le avventure del protagonista - quasi sempre inventato. Anche Uthred  di Bebbanburg esiste solo nella fantasia di Bernard Cornwell, l'autore inglese della saga dalla quale è stata tratta la serie, mentre altri personaggi sono realmente esistiti, come il re Alfred il Grande che regnò dall'871 all'899 e che combattè contro i danesi, allora impegnati ad invadere e razziare l'Inghilterra. Uthred è figlio di un re sassone ma è stato rapito e allevato dai danesi, per cui si sente diviso tra i due mondi; tra l'altro i tentativi di riprendersi il suo trono usurpatogli dallo zio vengono continuamente frustrati. Chissà se alla fine ci riuscirà. Per ora continua ad essere fedele a re Alfredo malgrado non ne sia propriamente entusiasta.

martedì 13 agosto 2019

Land Girls


Ecco un'altra serie inglese che non mi ha deluso, anzi. Non è nuova, la prima stagione addirittura ha già dieci anni, ma chissenefrega. Ad ogni modo è nuova per me che non l'avevo ancora vista. Siamo nell'Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale; per rimpiazzare gli uomini partiti per il fronte, molte donne entrano a far parte della Women's Land Army e vanno in campagna a fare le contadine. Anche se la maggioranza di loro in realtà vivevano già in campagna, parecchie arrivarono da Londra o altre città. La serie vede come protagoniste alcune ragazze, tutte con la propria storia particolare, e le segue sia nel loro adattarsi alla nuova vita sia nelle vicende personali. Come al solito infatti ci sono amori, tradimenti e accidenti vari, anche perchè sennò, obiettivamente, limitarsi a vederle zappare sarebbe stato un po' noioso XD

domenica 11 agosto 2019

Godless


Il Western è un genere che è stato per lungo tempo accantonato, ma ogni tanto spunta fuori un film o, in questo caso, una miniserie che riesce a mettere insieme tutto il meglio di questo genere. Qui siamo nel 1884 e una banda di spietati fuorilegge capitanati da Frank Griffin semina morte e distruzione, soprattutto da quando un membro del gruppo, Roy Goode, ha tradito. Frank se l'è presa particolarmente perchè considera Roy un figlio e dunque non risparmia crudeltà pur di ritrovarlo. Lui, dal canto suo, trova rifugio presso la fattoria isolata della vedova Alice e viene curato dalle ferite, per poi consegnarsi al miope sceriffo della città vicina, La Belle, che ha subito una sorte simile al villaggio minerario di When Calls the Hearts in quanto anche lì un incidente in miniera ha sterminato più di ottanta uomini in un colpo solo facendo sì che la popolazione sia composta quasi interamente da donne. Lentamente si arriva alla resa dei conti finale che, come da copione, prevede una sparatoria coi fiocchi. 

giovedì 8 agosto 2019

Marcella


Torno in Inghilterra - che fa fresco - con questa serie poliziesca in due stagioni dal finale aperto, nel caso ai produttori venga voglia di fare pure la terza. Mi è piaciuta meno di Broadchurch, il che non significa che mi ha deluso; diciamo che se alla prima davo 9, a questa do 8. Siccome al giorno d'oggi i detectives devono avere dei seri problemi esistenziali - non come Hercule Poirot che al massimo aveva un po' di accento francese - anche la protagonista qui non scherza. Marcella, tornata al lavoro dopo che il marito l'ha piantata, soffre infatti di vuoti di memoria durante i quali talvolta agisce in modo violento. Si ritrova a investigare su alcuni delitti seriali ed è convinta che a commetterli sia l'uomo che già anni prima riteneva colpevole, ma che non era stato possibile incastrare con prove. Qualcosa però non torna al 100%, potrebbe trattarsi di un emulatore. Quando l'amante del marito viene trovata morta, Marcella si chiede seriamente se non sia stata lei stessa ad ammazzarla in preda a uno dei suoi raptus dei quali non ricorda nulla. Vale certamente la pena di perdere qualche ora per vedere questa serie (e comunque fa caldo, sempre meglio che uscire a sudare XD).

martedì 6 agosto 2019

Alias Grace


Bisogna che mi decida a leggere Margaret Atwood che al momento conosco solo grazie alle riduzioni televisive dei suoi lavori. Questa miniserie è infatti tratta da un suo romanzo del 1996 ispirato a una storia vera. Si tratta di una vicenda che solleva molti dubbi e non ne chiarisce nessuno; lo spettatore (o il lettore) è libero di trarre le proprie conclusioni. Siamo davanti a un duplice delitto del quale sono accusati due domestici, tra i quali la giovanissima cameriera Grace, ed è proprio su di lei che gira tutta la storia. Grace si salva dal capestro ma trascorre in carcere quasi trent'anni. La domanda da un milione di dollari è: Grace è stata davvero un'efferata assassina oppure è stata una vittima delle circostanze? Come dicevo, la risposta non viene fornita. Naturalmente trattandosi di fiction sulla reale vicenda storica sono stati innestati molti dettagli inventati, come il medico che si reca a esaminare Grace e che fa da pretesto perchè la donna racconti la sua versione dei fatti. In mancanza di paragoni con il romanzo, non posso che plaudire a questa miniserie.

domenica 4 agosto 2019

Broadchurch


Restando in argomento di bambini assassinati, ho visto questa serie inglese che si può definire con una sola parola: ottima. In fatto di serie TV la perfida Albione se la cava molto bene per i miei gusti, riuscendo ad accantonare il buonismo e il politicamente corretto degli statunitensi a favore di un realismo molto più accentuato. Un buon giallo è quello che non si limita a dar la caccia al'assassino, ma che solleva tutta una serie di problemi sociali e dilemmi morali, non dimenticando l'attualità. Questa è la storia di un delitto che coinvolge una piccola comunità; la caccia all'assassino viene portata avanti da una detective locale e dal suo superiore appena arrivato e che le ha soffiato la promozione, cosa che da principio crea un certo attrito. La strana coppia finisce poi per affiatarsi e riesce a scoprire l'insospettabile colpevole. Segue una seconda stagione nella quale oltre a vedere il seguito della storia precedente se ne risolve una vecchia, e quindi una terza stagione che ha al centro un caso del tutto nuovo ma che rimette in scena alcuni personaggi già visti nelle precedenti. Quest'ultima è forse la più debole delle tre ma resta comunque un gran bel lavoro.

venerdì 2 agosto 2019

un mese in quattro foto: luglio


Il Comune ha sistemato un angolo in prossimità di un parcheggio che da anni versava in abbandono e alla mercè dei cani del centro. Già che c'era ha installato una nuova casetta per il book-crossing; sono curiosa di vedere se questa verrà usata. Delle due preesistenti solo una vede uno scambio reale, l'altra è zeppa di libri che nessuno prende.


Mentre procede lo svuotamento delle scatole riposte in cantina, ritrovo i miei tesoretti di bambina. Mi sono sempre piaciuti i puzzle, peccato per i pezzi perduti.


Anche l'armadio dei ricordi procede bene, i due scaffali dedicati ai giocattoli sono quasi finiti.


E intanto sono proseguite le camminate in collina. Se non fosse per il caldoporco, me le sarei godute molto di più.