martedì 5 febbraio 2019

libri da cassonetto - seconda parte

NB: per capire di che genere di libri parlo, guardate QUI


Okay. Niente panico. Niente panico. E' solo un estratto conto della Visa. E' solo un pezzo di carta con qualche numero scritto sopra. Che paura può farmi?

Questo è un libro molto popolare e uscito da quasi un ventennio, per cui forse non ha molto senso perdere tempo recensendolo perchè penso che chi l'ha ignorato finora continuerà a farlo e chi l'ha adorato non ha bisogno di leggere recensioni. Io ne ho sentito parlare con entusiasmo da un'amica anni fa, ma il titolo mi faceva pensare a qualcosa di così alieno da me che non me ne sono mai interessata fino a quando non ne ho trovato una copia al mercatino. Già scoprire che l'autrice è inglese me l'ha fatto salire di qualche punto, ma il bellissimo titolo originale mi ha convinto: The Secret Dreamworld of a Shopaholic. Insomma, si è rivelato una lettura molto divertente, anche se il finale è abbastanza scontato ed è il motivo per cui finirà nella casetta del book-crossing. 




Oggigiorno il generale sir Herbert Curzon, K.C.M.G., C.B., D.S.O., è né più né meno che uno dei sette generali che abitano Bournemouth; ma il suo stato di servizio, veramente non comune, aggiunto alla sua posizione sociale - egli è genero di un duca - fanno sì che la sua personalità risulti assai più eminente di quanto non implicherebbero questi dati di fatto, così nudi e crudi.

Questo è uno di quei libri che ho comprato per via della copertina, perciò finirà a fare parte della mia piccola collezione di libri vintage raccattati in giro per mercatini. Oltre al motivo estetico però li considero libri a tutti gli effetti e dunque li leggo a prescindere dal fatto che in altre situazioni magari non me ne potrebbe fregare di meno della biografia di un generale immaginario. C'è da dire che questo libro è scritto con grande cognizione di causa dall'autore, il cui vero nome era Cecil Louis Troughton Smith, che ha anche prodotto un popolare ciclo marinaresco con protagonista l'altrettanto immaginario ufficiale Horatio Hornblower. Il generale del titolo invece è un ufficiale nato, benchè di origini non brillanti. Egli riesce a salire ai vertici del comando grazie alle sue virtù e, a parer mio, alla fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Pure il matrimonio è fortunato, poichè si ritrova a impalmare la non più giovane figlia di un nobile e, malgrado da principio si mormori, il suo valore toglie ogni dubbio sull'onestà delle sue intenzioni. Ammetto di aver gradito di più le parti civili di quelle militari, non perchè queste ultime difettino, ma perchè questo genere di descrizioni non sono tra le mie preferite. In realtà questo romanzo piacque molto quando uscì, al punto che i veterani della Prima Guerra Mondiale si stupirono che l'autore non avesse mai messo piede sul fronte, e pare addirittura che Hitler ne avesse imposto la lettura ai propri ufficiali affinchè si impratichissero di mentalità militare inglese. 




Sentì una fitta vicino al cuore, come se gli avessero conficcato tra le costole una lama fredda, affilata, e per un attimo credette di aver perso i sensi. Il sentiero polveroso si fece sfocato davanti ai suoi occhi, dissolvendosi in una nuvola impenetrabile; inciampò e cadde, proteggendosi il viso con il gomito sinistro.

Ennesimo romanzo con un'ambientazione storica e alcuni personaggi realmente esistiti mescolati ad altri di pura invenzione, questo libro non parla delle mura di Atene che di sfuggita, visto che il titolo originale è Die Hetäre, ovvero l'etera. Gli addetti al marketing hanno colpito ancora, insomma. Che poi in famiglia mi hanno detto che in effetti L'etera sarebbe stato un titolo ostico, perchè l'italiano medio manco sa che cos'è; al che ho risposto che evidentemente i crucchi sono invece tutti eruditi XD. Cavolate a parte, questo libro non mi è piaciuto un granchè; considerando operazioni simili, ho trovato più misurato e verosimile Valerio Massimo Manfredi, mentre qui la cieca passione di Temistocle per la bellissima Dafne mi è parsa rasentare il ridicolo in certi punti. Dunque non ho dubbi: anche questo finirà nella casetta del bookcrossing.


Uscito postumo, questo romanzo è il seguito del lavoro più famoso di Clarence Day, Vita col padre, e nonostante il titolo sembri far pensare che la protagonista in questo caso sia la madre, in realtà è comunque il padre al centro di diversi aneddoti. Si tratta infatti di una raccolta di scene di vita famigliare in ordine sparso, alcune spassose, altre che mi sono parse prive di senso, altre ancora che mi hanno fatto benedire il fatto di vivere qui ed ora. E' comunque un libro che non avrei conservato non fosse che anche questo l'ho preso per via della bella copertina.




Due anni dopo la fine della guerra ricevetti la telefonata di uno sconosciuto che si presentò come il sergente Burke. Mi chiese un appuntamento dicendo di avere per me un pacco da parte d'un mio vecchio amico. Aveva promesso - disse - di consegnarmelo personalmente.

Mi è piaciuto molto questo romanzo che quindi avrei conservato a prescindere dalla copertina. Edizione del 1954 con copertina fotografica (ma ne esistono due versioni con illustrazioni simili a quelle degli altri due vecchi libri qui citati; peccato non aver trovato una di quelle, erano più belle!); la storia viene narrata in prima persona dal cosidetto Mister Smith che in realtà si chiama Woolcoot Ferris. E' costui un uomo apparentemente fortunato e di successo: è di bell'aspetto, simpatico, benestante, ha una bella moglie e due figli sani. Lui però soffre perchè il conformismo del quartiere in cui vive da sempre lo soffoca. Vorrebbe di più delle vuote chiacchiere e delle bevute collettive, e vorrebbe che la moglie smettesse di assillarlo continuamente e di fingere con tutti che il loro matrimonio sia perfetto. Non si può non simpatizzare con lui mentre descrive la propria vita e i propri travagli interiori; eppure non c'è una soluzione ai suoi problemi o, forse, ci potrebbe essere un gesto drastico che però lui non riesce mai a compiere. Ecco perchè egli non è altri che un Mister Smith come tanti.

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