mercoledì 9 gennaio 2019

Le mura di Aquileia - Georg Schreiber


Il sole scomparve dietro un banco di nuvole che copriva l'orizzonte. La giornata di mercato era ormai finita. Carri agricoli con le grandi ruote cerchiate di ferro strepitavano sul selciato avviandosi verso la porta della città.

Doveva essere il 1977, anno più anno meno, e una Guchi molto in erba ma già appassionata di lettura prese questo volume in prestito dalla biblioteca della scuola, lo lesse avidamente perchè le piacque moltissimo dopodichè, fatto inusuale, scongiurò la genitrice di comprargliene una copia. Si andò in libreria (che a quei tempi era praticamente l'unica in città), la ricerca fu fatta ma il libro non si trovò; il commerciante propose un altro titolo che, a suo dire, era un bel romanzo d'avventura, e difatti venne acquistato a mò di contentino e letto pure con un certo gusto, ma di quella storia su Aquileia romana non vi fu più traccia. Chissà perchè certe cose ci restano impresse e a intervalli regolari emergono dalla nostra mente... sta di fatto che un mesetto fa mi sono ricordata di quel libro che tanto volevo e ho giustamente pensato che su Internet si trova tutto: difatti. La copia che sono riuscita a recuperare è del 1967 e molto probabilmente è la stessa edizione che lessi allora; si tratta di un romanzo storico, sul genere Valerio Massimo Manfredi per intenderci, in cui fatti realmente accaduti (in questo caso l'assedio e la caduta di Aquileia ad opera dell'esercito di Attila) sono mischiati a personaggi quasi tutti d'invenzione. E' un libro che si legge gradevolmente e che quindi non mi ha affatto deluso, cosa che non era così scontata a distanza di quarant'anni, ed ho anche capito perchè all'epoca mi fosse piaciuto così tanto, conoscendomi.

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