lunedì 5 novembre 2018

quel che resta di Lucca (a parte il mal di schiena e il portafoglio vuoto)

Giorno 1: shopping selvaggio


l'action figure di Abarai Renji alla quale non ho saputo resistere

Dedico sempre il primo giorno di Lucca Comics allo shopping perchè è il giorno in cui c'è meno gente e si può accedere ai padiglioni con relativa calma, riuscendo a guardare la merce esposta senza dover sgomitare e a catturare l'attenzione dei venditori senza sbracciarsi. Parto da una lista che viene integrata in corso d'opera, visto che trovo sempre cose nuove che mi interessano, e da un budget in contanti: finito quello basta, diversamente c'è il rischio che uno munito di bancomat continui a cedere alle tentazioni. Ho problemi a portare pesi per troppo tempo, ma fortunatamente il mio B&B è a dieci minuti da Piazza Napoleone, perciò ho fatto un paio di avanti e indietro per scaricare la sporte. Oltre a questo, ho assistito alla proiezione di una serie di corti animati di Murata Tomoyasu; il suo è uno stile molto particolare e utilizza quasi sempre dei pupazzi. Decisamente non è un regista mainstream, le sue cose sono troppo strane. L'ho apprezzato per l'originalità e per tutto il lavoro che deve stare dietro a ogni cortometraggio, però confesso che non è il mio genere. Siccome sono una donna dai gusti più nazional-popolari, mi sono quindi divertita di più a vedere i primi due episodi dell'anime My Hero Academia; a giudicare dai cosplayers che ne riproducevano i protagonisti, evidentemente è piaciuto a molti altri. Ho anche assistito alla presentazione del libro Kaijin-L'ombra di Cenere di Linda Lercari; il libro è ambientato nel Giappone del 1300 e l'autrice ha affermato di essersi documentata in maniera maniacale per non scrivere castronerie anacronistiche, difatti avrebbe impiegato quattro anni per completarlo. Ho deciso di comprarne una copia perchè il tutto mi ha incuriosito; vi saprò dire.

Giorno 2: transenne e metal detector


il serpentone della folla che entra nelle mura

Quest'anno è stato il più blindato in assoluto: incrementato e perfezionato il sistema dei sensi unici pedonali, aggiunte porte con il metal detector nei punto di accesso (provviste di contatore per calcolare l'afflusso di persone), perquisizioni o qualcosa che ci si avvicinava di zaini e borse. Il tutto ha comportato il sequestro di svariate bottiglie termiche (che non sono proprio economiche, quindi immagino la gioia dei proprietari, per non dire che un colpo dato con una bottiglia di plastica piena potrebbe fare altrettanto male, ma quelle non le sequestravano) e scene per me esilaranti di poliziotti che faceva estrarre katane di legno ai cosplayers per poi saggiarne la punta (notoriamente il popolo di Lucca si aggira prendendo a bottigliate e sciabolate il suo prossimo). Non aggiungo altro perchè non mi va di fare polemica. Essendo un giorno di festa e avendo concesso la pioggia una tregua, il numero di visitatori è di molto aumentato. L'ho realizzato quando ho raggiunto la biglietteria del Teatro del Giglio per prendere i biglietti per assistere all'incontro con Matsumoto Leiji (il creatore di Capitan Harlock) e me la sono vista di restare fuori; invece mi hanno dato un posto in galleria. Mentre ultimavo lo shopping, mi sono prima recata all'incontro con Robin Hobb (scrittrice fantasy statunitense molto nota ma non da me; tuttavia, visto che ultimamente sto attraversando un periodo fantasy, ho voluto conoscere qualcosa di nuovo), poi a vedere uno speciale dedicato al quarantesimo anniversario di Daitarn 3 (che è consistito in uno stralcio dell'intervista esclusiva al suo creatore, Tomino Yoshiyuki, nella proiezione dei primi due episodi della mitica serie e in un po' di aria fritta provvista da alcuni relatori) e infine all'atteso incontro con Matsumoto sensei. 


l'intervista a Matsumoto Leiji

Il bello di Lucca è che permette questo genere di cose, ovvero incontrare i propri miti, e anche se da ragazzina Capitan Harlock non era il mio cartone preferito (per dire, preferivo Daitarn 3), Matsumoto resta un'icona indiscussa. A ottant'anni suonati e con in testa l'immancabile berretta di lana nera con ricamato in rosso il simbolo dei pirati (rosso perchè sono ancora vivo, ha precisato), il sensei ha mostrato uno spirito incredibilmente candido e ha detto di aver ancora molta voglia di creare storie. Gli applausi hanno fatto tremare le mura del teatro.


Giorno 3: «Che cos'hai fatto di bello a Lucca?»
«La fila, ho fatto la fila.»

La giornata è cominciata con ben due fila: di nuovo alla biglietteria del Teatro del Giglio per lo showcase di Matsumoto e poi alla Chiesa di San Francesco per il concerto di musiche fantasy. Riguardo a quest'ultimo, ho avuto una botta di culo da manuale perchè mi sono accaparrata letteralmente l'ultimo biglietto disponibile. Dopo aver scattato svogliatamente foto ai cosplayers, mi sono recata allo showcase di Ikemoto Mikio, disegnatore di Boruto (lo spin off di Naruto). Di solito preferisco le intervista agli showcase, perchè per quanto sia bello assistere alla mano di un disegnatore che crea dal nulla il volto di un personaggio, di solito agli showcase gli artisti si concentrano sul disegno e parlano poco. Ikemoto, per dire, non ha spiccicato parola; al posto suo hanno fatto domande al suo editor e al direttore di Shounen Jump (rivista giapponese di manga). 


lo showcase di Matsumoto Leiji

Quasi a voler smentire quanto sopra, lo showcase di Matsumoto Leiji invece è stato bellissimo perchè gli organizzatori hanno avuto l'idea di accompagnarlo con la musica, così mentre il sensei dipingeva uno via l'altro i volti dei suoi personaggi più famosi, un quartetto d'archi eseguiva le sigle degli anime tratti dai suoi lavori. La cosa è stata molto ben riuscita e di nuovo gli applausi hanno tirato giù le mura del teatro. Dopo questo evento avrei voluto andare a una tavola rotonda alla quale partecipava Licia Troisi, ma la lunghezza della fila mi ha spaventato e sono tornata in stanza a riposare un po' invece; la pioggia che ci aveva tormentato fin dalle 13 si è trasformata per quasi due ore in un acquazzone violento, perciò col senno di poi la mia è stata un'ottima mossa strategica. Quando sono uscita per il concerto pioveva di nuovo piano. Il concerto è stato eseguito dall'Orchestra del Conservatorio Boccherini di Lucca al massimo dei suoi elementi: 73. Sono stati eseguiti brani dalle colonne sonore di La Storia Infinita, Il Signore degli Anelli ed Harry Potter, con immagini dei relativi film proiettate su un maxi schermo. L'indiscussa bravura degli interpreti e la passione del pubblico per i film in questione ha fatto sì che ci si sia slogati i polsi a furia di applaudire e che si sia addirittura arrivati alla standing ovation. 

Giorno 4: e mò che faccio?



A Lucca di solito ci resto tre giorni e il quarto giro la mula e torno a casa, ma quest'anno per via del fatto che il figlio maggiore, mio complice fisso in questa avventura, sia passato da studente fancazzista a operaio in apprendistato, sono restata tutti e cinque i giorni perchè lui poteva venire solo nel fine settimana. Il biglietto per gli ultimi due giorni io però non l'avevo; in realtà ero convinta che non servisse in quanto lo shopping lo avevo già fatto e gli incontri sono quasi tutti liberi, invece ho scoperto che due incontri ai quali volevo andare (con scrittori fantasy) richiedevano l'accesso al padiglione dei Games, quindi ciccia. A quel punto ho ripiegato sulla classica passeggiata sulle mura dove comunque c'erano una serie di padiglioni accessibili anche senza biglietto, e ho riprovato a fare foto ai cosplayer fino a quando non mi sono andata a mettere in fila per assistere a un'oretta di proiezione di corti (sia animati che con attori) di Kago Shintaro, tutti assurdi e sconclusionati com'è tipico di questo autore. Dopo un altro breve girovagare, ho rifatto la fila per assistere allo showcase di Itou Junji, che per fortuna si è spesso interrotto per rispondere alle domande e si è rivelato persona molto gradevole e simpatica. La giornata si è conclusa ai tavoli della Trattoria da Giulio in via delle Conce 45 che è il ristorante dove vado più spesso quando sono al Comics, anche se quest'anno ci sono stata solo in questa occasione (ed è anche stato il primo pasto decente da che sono arrivata, essendomi nutrita più che altro di schifezze nei giorni precedenti - unica eccezione l'ottima pizza presa al Ristorante Felice di Via Castruccio Buonamici 352).

Giorno 5: è arrivato il momento di visitare le mostre



Anche le mostre a Palazzo Ducale sono ad accesso libero e di solito le tengo per l'ultimo giorno; ci sono andata la mattina presto in modo da evitare la folla e godermele in santa pace. Come sempre esponevano diversi autori, dall'americano Neal Adams (bravissimo, ma disegna supereroi, personaggi che mi dicono poco - poi uno di questi giorni magari vi spiego perchè) ai francesi Jérémie Moreau e Benjamin Lacombe (quest'ultimo mi è piaciuto da matti), dagli italiani LRNZ (che aveva il posto d'onore in quanto autore del poster di questa edizione di Lucca Comics) e Sara Colaone (della quale avevo comprato anni fa In Italia sono tutti maschi) ai giapponesi Matsumoto Leiji (non potevano certo mancare i disegni originali di Capitan Harlock & Co.!) e Itou Junji (quest'ultimo non lo conoscevo anche perchè il suo genere è l'horror, ma è di una bravura mostruosa e mi sa che prossimamente mi costringerà alla visione di cadaveri sbudellati e amenità simili). 


illustrazione di LRNZ per Ranocchio salva Tokyo di Murakami Haruki


l'impareggiabile grazie delle figure femminili di Matsumoto Leiji

il protagonista di In Italia sono tutti maschi di Sara Colaone

questo è ispirato a Uzamaki di Itou Junji

Visto che era il mio compleanno, mi sono concessa un ottimo e abbondante pranzo all'Osteria del Neni di via Pescheria 3 e poi sono andata a pascolare un altro pò nel giardinetto dei cosplayers mentre attendevo che il figlio mi desse l'OK per infilare la via di casa.

Conclusioni:



Cinque giorni sono tanti. Oddio, da un lato è vero che avendo tanto tempo a disposizione si affronta con molto meno stress la presenza di una folla oceanica. Le continue file da fare per la qualunque però sono una discreta rottura, anche se poi gli eventi ai quali ho partecipato mi sono piaciuti moltissimo quasi tutti e valevano la fatica. Lucca Comics ormai è passato da festival per appassionati a fenomeno popolare, il che significa che l'afflusso di pubblico è enorme e che molta gente viene più che altro per farsi una vasca e guardare i cosplayers più che per un reale interesse per il fumetto. Riguardo al cosplay, anche in questo caso la popolarità del festival ha fatto sì che si sia passati da una situazione in cui lo praticavano veri appassionati a una in cui addirittura si vedono famiglie con bambini che indossano quelli che non sono altro che costumi di carnevale. 


tipica scena: una cosplayer circondata da frotte di photographers

ce l'ho più lungo io!

I cosplayers veri ovviamente ci sono ancora e ogni anno resto colpita dalla bravura che hanno certe persone nel riprodurre costumi e fattezze dei personaggi di fumetti e film; il problema è che è cresciuto in maniera esponenziale anche il numero dei photographers; tra quelli che ce l'hanno più lungo e quelli che usano compattine o altre macchine amatoriali, ogni volta c'è da mettersi in fila e cercare di non bestemmiare perchè c'è sempre qualcuno che ti monta sui piedi o ti si mette davanti (diciamo che lo fanno perchè sono concentrati sul soggetto piuttosto che perchè sono dei cafoni, ma la sostanza non cambia). La città, come dicevo, è blindata all'ingresso, ma poi una volta dentro ci si sposta come si vuole (o si procede fitti come sardine, a seconda delle strade). Per quanto mi riguarda, non ho motivi per non voler continuare ad andarci. Fra l'altro devo sempre fare il mio primo cosplay, ma dopotutto ho tempo; al massimo aspetto gli ottant'anni e faccio la strega di Biancaneve, quella originale che era gobba, sdentata e aveva le verruche sul naso così risparmio anche sul trucco XD

2 commenti:

  1. Brava Gucchi! Non so se la strega di Biancanieve, ma una saggia cantastorie ne sono certa!
    Besos, Chus :))

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    1. Ciao Chus! In realtà qualche anno fa c'era un personaggio di un anime giapponese che volevo riprodurre, ma poi mi sono persa con i particolari.

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