mercoledì 20 giugno 2018

13 reasons why


Si può ben dire che questa serie è l'antitesi del film carino di cui parlavo qualche giorno fa: qui gli adolescenti protagonisti sono incasinati forte. La prima serie è tratta da un libro, mentre la seconda è stata inventata sull'onda del grande successo ottenuto. Dico subito che la prima mi è piaciuta di più; pure la seconda è bella e ha senso, però alla fine tutti i vari retroscena finiscono quasi per alterare quanto viene esposto nella prima riguardo alla protagonista, quindi avrei preferito che si fossero limitati a una sola stagione. I temi trattati sono forti: suicidio, bullismo, stupro. Tutti sembrano innocenti fino a che non viene mostrato che sono altrettanto colpevoli. Ciò che ho apprezzato nella prima serie infatti è il fatto che, al di là dei gesti eclatanti come lo stupro, a volte sono cose apparentemente di poco conto a ferire le persone sensibili; cose che per chi le fa non hanno peso perchè sono fatte come semplici dispetti o addirittura senza voler nuocere diventano pietre tombali. La storia ci viene raccontata dal punto di vista di Hannah, la ragazza che si suicida e che lascia tredici audiocassette, in ognuna delle quali indica un colpevole per tutto il male che le è piovuto addosso. Nella seconda stagione invece col pretesto del processo intentato contro la scuola di Hannah dai suoi genitori emergono altre verità sulla ragazza e sui suoi compagni. Entrambe le serie sono certamente molto buone dal punto di vista tecnico e della recitazione e, come dicevo, la prima stagione è migliore. Ben venga anche il fatto che si tratti di certi argomenti, visti i problemi che si sono verificati negli ultimi anni a causa dei social networks. Pare che una terza stagione seguirà, del resto il finale della seconda è aperto.


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