lunedì 26 marzo 2018

Altered Carbon


Non avendo modo di fare paragoni con il romanzo dal quale è stata tratta, a me questa serie è piaciuta. Non da strapparmi i capelli, ma sicuramente meritevole della visione. Siamo in un futuro in cui agli uomini è concesso di essere immortali, a patto di essere abbastanza ricchi da permetterselo, questo perchè è stato trovato il modo di racchiudere la coscienza delle persone, ciò che ci fa essere noi stessi, in un piccolo dispositivo che può essere impiantato in qualunque altro corpo. Dunque chi se lo può permettere produce cloni del proprio corpo e fa regolarmente il back up della propria coscienza; per tutti gli altri ci sono vari gradi. E' naturalmente ancora possibile morire, basta distruggere il dispositivo. In questo contesto si muove il protagonista, Takeshi Kovacs, appena risvegliato dopo 250 anni di stand by, l'equivalente di una condanna in prigione. Egli viene inserito nel corpo di un poliziotto a sua volta in stand by e viene assunto da uno dei ricconi potenzialmente immortali per indagare sulla propria morte, avvenuta prima che fosse eseguito il back up, motivo per cui l'uomo non ricorda chi l'ha ucciso. In realtà tutto sembra puntare in direzione di un suicidio, non fosse che lui afferma categoricamente di non essere il tipo da farlo. L'indagine porta alla luce altri crimini, ma al di là della vicenda in sè ho trovato molto interessante la costruzione di un mondo di tale specie, che è poi il motivo per cui mi piace la fantascienza. In effetti ce n'è abbastanza per farmi venire voglia di leggere il libro.

2 commenti:

  1. Mi sono imbattuto in questa serie qualche mese fa e me la sono vista tutta solleva degli interrogativi interessanti come quello del "se potessimo farlo cambieremmo il nostro corpo?" i medici spesso mettono in guardia dal pericolo di non riconoscersi più chi si sottopone oggi ad operazioni di chirurgia plastica, quali sarebbero per un cambiamento così radicale? Il nostro vero essere è veramente solo la mente e per chi crede anche l'anima? o anche il corpo che abbiamo e un aspetto fondamentale per definirci? Come al solito unico punto fermo rimane l'apprezzabilità muscolare del protagonista e la presenza di James Purefoy un attore a me molto caro.

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    1. Credo che il nostro corpo sia una componente fondamentale di ciò che siamo, quindi la tesi di questa serie la trovo abbastanza tirata per i capelli. Ovvero: avrebbe senso se, come per i ricconi, ci si potesse permettere di clonarsi mantenendo il proprio aspetto, oltre che la propria coscienza. Comunque come tesi è certamente interessante. Per il resto, inutile dirti che io ho apprezzato molto anche la versione originale del protagonista, ovvero il coreano-americano Will Yun Lee.

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