mercoledì 31 gennaio 2018

gennaio sonnacchioso

fonte: http://www.librivintage.it/

Il mese si è aperto con la polemica sull'introduzione del balzello sui sacchetti di plastica. Sul faccialibro ne ho lette di tutti i colori, perfino da persone che normalmente non dicono particolari fesserie. A me la cosa economicamente non cambia nulla; visto che non sono normale, sono più di vent'anni che non prendo una sporta al supermercato visto che ho sempre le mie, così come dall'ortolana in piazza riciclo a oltranza quelle che mi dà lei. Insomma, restano solo le sportine di frutta e verdura del negozio in cui vado un paio di volte a settimana (al supermercato le compro solo in caso di estrema necessità perchè la qualità non mi soddisfa). 


meno male che su Facebook c'è stato anche modo di farsi due risate

La cosa triste per me comunque non è tanto il dover pagare le sportine, quanto il comportamento del governo. Ci sarebbero stati tre anni di tempo per informare, educare e sensibilizzare i cittadini al problema della plastica, ma come al solito non si è fatto nulla e si è scelta la via del balzello che è servita solo ad esacerbare gli animi senza insegnare nulla di ecologico a nessuno. 

foto fatta col cellulare, perciò non è granchè

A parte la plastica, gennaio mi è sfuggito di mano senza particolari avvenimenti. Il giorno dell'Epifania col marito siamo andati a Cesenatico: passeggiata sulla spiaggia e poi lungo il portocanale, dove ogni anno viene allestito il presepe sulle navi. Le statue sono orride, ma il colpo d'occhio merita, ovviamente quando è buio che così rende di più. Al mare poi ci sono tornata un'altra volta da sola a fare foto, ma il sole non ha retto per molto. Queste sono state le uniche gite fuori porta del mese, a parte quella a Milano.


Lianca Pandolfini, la brava attrice di La strada di casa

Sono anche stata a teatro con la mia amica del corso di recitazione: lo spettacolo, intitolato La strada di casa, trattava dell'esodo dei greci dall'Asia Minore negli anni Venti. Ci è piaciuto molto, e non solo a noi, a giudicare dagli applausi che non finivano più.

Nessun commento:

Posta un commento