venerdì 8 dicembre 2017

talenti letterari


Sono contenta di aver riposto definitivamente nel cassetto ogni mia velleità letteraria; dopotutto non sono mai stata una scrittrice, visto che ho scritto sempre e solo per me stessa. O quasi. Fanno eccezione i due racconti, uno di lunghezza normale e uno breve, che pubblicai anni fa sul vecchio blog. In quei due casi, pur non rinunciando nè al mio stile nè alle mie bizzarrie, scrivevo sapendo che qualcuno mi avrebbe letto (di solito scrivo sapendo che su quelle parole si poseranno solo i miei occhi). Fare la scrittrice però è un'altra cosa, è un mestiere non dissimile da altri (specialmente di questi tempi) che comprende sì una certa dose di talento, ma anche la compiacenza di andare incontro al pubblico. Credo che ne siano prova scuole e corsi di scrittura creativa che spuntano come funghi. Io ne frequentai uno tempo fa, che in realtà insegnava più a leggere che a scrivere (per stessa ammissione del docente, Stas' Gawronski, il quale disse appunto che non si può insegnare a scrivere un libro e chi pretende di farlo mente). Non mi pento di aver tirato fuori quelle mie velleità dal cassetto, non farlo avrebbe significato portarmi ancora dietro quel rimpianto, mentre paradossalmente il fallimento mi ha rimesso in pace con me stessa. Ma soprattutto, da qualche tempo, sono contenta di aver rinunciato a condividere i miei scritti perchè è giusto che persone con più talento di me ricevano tutta l'attenzione che meritano. Per esempio questa:




6 commenti:

  1. Mioddio. Ma su Fb ne ho viste di molto peggio. E con sotto sequele di commenti adoranti! Chissà cosa scatta nella gente, come nasce la pretesa di essere tutti scrittori anche senza un briciolo di talento, e di faticoso lavoro di lettura e scrittura per affinarlo. E i lettori che leggono certa roba? Forse è un circolo vizioso. La lusinga di pensare che personaggi letterari possano essere banali come loro. Che gli scrittori stessi DEBBANO essere banali come loro, e che quindi a loro è destinata gloria, come personaggi o addirittura come autori... Bah.

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    1. La cosa che mi è venuta in mente per prima è che questa è la dimostrazione che davvero l'italiano medio non legge. Se lo facesse, ovvero se si ritrovasse tra le mani un libro vero, capirebbe che sta scrivendo/leggendo delle porcherie. Forse. Perchè sono convinta che certa gente resterebbe comunque convinta delle proprie doti XD

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  2. l'italiano medio legge Volo. Resta il problema della selezione alla fonte, molte case editrici pur di sopravvivere pubblicherebbero la qualsiasi. Il web? sarò all'antica ma tutto quello che non approda su carta resta effimero.

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    1. Eh, per quello sono all'antica pure io, per me i libri veri sono di carta.

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  3. Un tempo c'era il filtro delle case editrici, oggi ahimé...

    Io mi ricorderò sempre un tuo meraviglioso racconto di una coppia di donne omosessuali. Sai scrivere ragazza!

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