mercoledì 22 novembre 2017

a furor di popolo, ovvero: breve disamina della popolarità ai tempi dei social


E' da più di un anno che il malefico algoritmo di In Explore si impossessa a intervalli irregolari di alcune delle mie foto aggiungendole alla galleria di immagini più invidiata di Flickr. Come già spiegato QUI, non c'è alcun merito in questo poichè la selezione è del tutto casuale; prova ne sono gli innumerevoli travasi di bile della sottoscritta in quanto nel 99% delle volte non vengono scelte le foto che io ritengo più meritevoli, bensì altre che mi piacciono ugualmente (sennò non le posterei su Flickr) ma che considero inferiori. Per fortuna il restante 1% mi dà soddisfazione; per esempio la foto a sinistra è una delle meglio riuscite tra quelle che ho scattato lo scorso anno in Giappone ed è anche quella che, in seguito all'esplorazione, ha ricevuto il maggior numero di likes nella storia fotografica della Guchi: 254. A parte tutto, uno potrebbe pensare che sbarcare su In Explore equivalga ad aver fatto bingo: ti ritrovi con un sacco di visualizzazioni (18.085 è il mio record, sempre per la foto qui sopra) che dovrebbero quindi farti conoscere a un sacco di persone. Tralasciando il fatto che noi frequentatori di social siamo affetti in varia misura da narcisismo e quindi tendiamo a ruotare intorno al nostro ombelico piuttosto che interessarci a quello degli altri, ho constatato che raramente le persone deviano dalla strada principale, un po' come quando fai il turista a Venezia, che a Piazza San Marco tocca di sgomitare, dopodichè ti infili in una traversa e ti trovi da solo. Insomma, uno sguardo a In Explore ce lo buttano tutti, ma poi si fermano lì: pochi vanno sul profilo di un fotografo a vedere il resto e ancor meno diventano suoi followers avendo gradito ciò che hanno visto. Poi sì, ci sono le eccezioni, tipo gente che segue ed è seguita da 2000 o 3000 persone e che alla fine è come se collezionasse le figurine su Facebook: dubito che abbiano il tempo e le forze per guardare reciprocamente le proprie foto. Ed ecco la meta a cui volevo giungere, ovvero l'inciucio. Sì perchè anche su Flickr, come su ogni social che si rispetti, il vero nodo della questione è l'inciucio: io ti seguo se tu segui me. Essendo io la solita testona, seguo solo quelli di cui mi piacciono le foto, così al momento sono in attivo di 90 persone. La cifra varia perchè ultimamente ho notato una nuova tendenza, ovvero: cominciano a seguirti e, se dopo qualche giorno non ricambi, smettono. Ma la cosa che funziona in assoluto al meglio per ottenere popolarità è il commento a go-go: cominci a commentare tutto quello che vedi e la gente comincerà a interessarsi a te e a seguirti, instaurando l'inciucio 2.0; ed è qui che casca l'asino la Guchi. Mi sto lamentando? No, sto solo facendo una constatazione, ovvero che se non fossi l'orso che sono, se inciuciassi come tutti, adesso avrei 1000 followers pure io e senza nemmeno dovermi mettere a photoshoppare selvaggiamente. Non solo, so che la cosa varrebbe anche riguardo ai blog, se mi mettessi a fare commenti a destra e manca. Ogni tanto ho bisogno di rammentare a me stessa che sono io a non essere tagliata per certe dinamiche e che alla fine preferisco l'integrità del mio modo di essere; forzare la mia natura per una popolarità in fondo stupida perchè non aggiungerebbe nulla alla qualità della mia vita non vale la pena.

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