martedì 5 settembre 2017

letture sparpagliate

Non avere pregiudizi è un bel vantaggio; penso che consenta anche di divertirsi di più perchè lascia tutte le porte aperte. Difatti quando mi sono messa a sbirciare nella casina del book-crossing alla ricerca di qualcosa da leggere e mi sono trovata davanti certi titoli, anzichè storzare il naso e passare oltre ho deciso di provarci, non foss'altro che per farmi due risate. Ed ecco un breve resoconto di queste letture estemporanee.


Risale al 1988 questo volumetto che contiene due racconti lunghi. Il genere western, che credo sia caduto nel dimenticatoio da un pezzo, non è mai stato uno dei miei preferiti, eppure mi è familiare, probabilmente a causa della visione di molti film di questo tipo durante la mia infanzia. Leggendo questi racconti, li ho visualizzati come se stessi guardando dei film e forse questo ha contribuito a farmi divertire. Il primo è quello che mi è piaciuto di più; La Banda Morgan (The Raiders) è il primo lavoro di un tale Richard Ferber che, a detta del curatore della collana, è un autore molto prolifico, tuttavia in rete non ho trovato sue notizie. E' la storia della cattura di una banda di fuorilegge ad opera di un investigatore obeso che alla fine lascia fuggire due di essi. Il Nido dell'Aquila (Pale Moon) è invece opera di W.R. Burnett, scrittore e sceneggiatore dai cui lavori sono stati tratti dei film famosi. Qui si narra di un avvocato in fuga da un'accusa di omicidio che s'innamora di una femme fatale mezzosangue.


Too much too soon, tradotto in italiano con Troppo troppo presto, è un lavoro di Jacqueline Briskin, popolare autrice di best-sellers deceduta solo pochi anni fa. Magari non è il tipo di libro per cui spenderei dei soldi, anche se devo ammettere che in una certa misura mi ha preso. Parla di tre sorelle inglesi che si trasferiscono negli Stati Uniti nel 1949 e di come il loro legame viene spezzato a causa delle relazioni che intessono. Questa trama la vedrei bene in una mini-serie TV degli anni Ottanta, un po' stile Beautiful.


C'è stato un periodo della mia vita in cui anch'io ho acquistato il Giallo Mondadori e anche uno dei miei zii ne era un affezionato lettore e ne aveva una discreta collezione (che ignoro che fine abbia fatto alla sua morte). Dopo aver letto non so quanti gialli nordici, è stato decisamente piacevole calarsi in un'ambientazione diversa, tanto più che in questa storia i protagonisti sono ancora esseri umani normali. A Grave Talent è il primo romanzo di un'autrice che in seguito ha riscosso un discreto successo e difatti già questo esordio è interessante.


Alla fine ho ceduto alla tentazione e mi sono appropriata del libro per ragazzi del quale mi piaceva la copertina e, già che c'ero, l'ho letto. Ecco, era meglio se mi fermavo alla copertina. La storia è un delirio di rapimenti, zii avidi e malvagi, successivi pentimenti con tanto di ritiro in convento, il tutto farcito da frequento invocazioni al Signore che a paragone sul libro del Catechismo lo si nomina di meno. L'autrice di questa polpetta è una tale Marguerite Goudareau.


Concludo con il nome forse più noti di tutti, ovvero Mark Twain, del quale ho letto un racconto intitolato Viaggio in Paradiso. Si tratta di una storia satirica in cui si descrive una versione del paradiso dalla quale desidero restare il più alla larga possibile. 

4 commenti:

  1. io mi diletto con gli Urania degli anni '50, alcuni sono stupefacenti nella loro previsione del futuro

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    1. Io ne avevo comprati diversi da ragazzina (non so dove li ho infilati...) ed è vero, la fantascienza spesso appare profetica vista in prospettiva.

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  2. Esistono ancora i gialli mondadori?
    Qualcuno negli scatoloni in solaio dev'esserci ancora...

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    1. Sai che non so se lo pubblicano ancora? Quasi quasi vado in edicola e chiedo.

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