martedì 25 aprile 2017

la Barcellona noir di Carlos Ruiz Zafón


Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell'estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un cielo grigiastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla de Santa Mónica.



Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui.


Quell'anno, prima di Natale, ci toccarono soltanto giorni plumbei e ammantati di brina. Una penombra azzurrata avvolgeva la città e la gente camminava in fretta coperta fino alle orecchie, disegnando con il fiato veli di vapore nell'aria gelida.



Quella notte sognai di tornare nel Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo di nuovo dieci anni e mi svegliavo nella mia vecchia stanza avvertendo che la memoria del viso di mia madre mi aveva abbandonato. Nel modo in cui si sanno le cose nei sogni, sapevo che la colpa era mia e soltanto mia perchè non mi meritavo di ricordarlo e perchè non ero stato capace di renderle giustizia.


Avevo letto L'Ombra del Vento molti anni fa alla sua uscita, pertanto ricordavo solo che mi era piaciuto moltissimo. Qualche tempo fa in biblioteca mi sono imbattuta ne Il Labirinto degli Spiriti e ho deciso di leggerlo, pur con qualche riserva. Il problema è che quando si conserva un ottimo ricordo di qualcosa, si è più facili alla delusione. Questo libro, ultimo della serie del mondo del Cimitero dei Libri Dimenticati, rischiava infatti di deludermi proprio a causa del buon ricordo del primo. E' andata a finire che invece ne ho apprezzato lo stile hard-boiled gotico e mi ha conquistato il personaggio di Alicia, tanto che poi sono andata alla ricerca degli altri due della serie (belli anche loro, ma mi sono piaciuti un pochino meno) e infine ho deciso di rileggermi anche L'Ombra del Vento. Bè, sono lieta di annunciare che la rilettura è stata piacevole come la prima volta. Secondo me il primo è decisamente il migliore; ha tutti gli elementi della tragedia e del melodramma, anche se riesce a procedere senza troppe melensaggini, oltre che a fare produrre una lacrimuccia finale. Magari fra altri quindici anni, quando l'avrò di nuovo del tutto dimenticato, lo leggerò ancora.

2 commenti:

  1. L'ombra del vento è piaciuto anche a me. Una delle ultime volte che mi sono innamorato, fra l'altro, la persona in questione stava proprio leggendo quel libro, la prima volta che la vidi. Non ricambiò il mio amore, ma adesso preferisce addirittura i miei libri a quelli di Zafon. Il che, forse, è persino qualcosa in più dell'amore, per un monaco della scrittura come me... :-))

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    1. Dev'essere bello innamorarsi di qualcuno con i nostri stessi gusti letterari!

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