mercoledì 7 settembre 2016

Il romanzo di Parmenion / Il principe nero - David Gemmell


Tutto cominciò a causa del morboso desiderio di conoscere il giorno della propria morte. Percorse gli illimitati sentieri del futuro, Seguendo la miriade di linee che portavano ai possibili domani, scoprendo che in alcuni futuri era morta di malattia o di una pestilenza, in altri di un attacco cardiaco o di un assassinio. In uno in particolare era caduta da cavallo, anche se cavalcare le riusciva tanto sgradevole che non riusciva a immaginare come avessero potuto persuaderla a montare su quella bestia.



Il bambino dai capelli dorati sedeva solo come di consueto, chiedendosi se quel giorno suo padre sarebbe morto. Ad una certa distanza da lui, dall'altra parte dei giardini reali, la sua nutrice stava parlando con le due sentinelle che lo sorvegliavano durante le ore notturne; i due soldati, guerrieri dall'espressione temprata, evitavano di guardarlo e si agitavano con fare nervoso se soltanto si avvicinava.

Se qualche tempo fa ho tirato in ballo Stevenson, con questi due romanzi mi viene naturale il parallelo con Valerio Massimo Manfredi. Ho già detto di come David Gemmell fosse un appassionato di storia e qui riproduce fedelmente l'antica Grecia, inserendovi però personaggi di fantasia accanto ad altri realmente esistiti. Se in Lion of Macedon la verosimiglianza storica è la caratteristica principale, in Dark Prince prevale l'elemento fantastico e spuntano fuori sia la teoria del multiverso che le pietre del potere. In effetti c'è chi considera questo breve ciclo come facente parte di quello delle pietre del potere; io non posso  che accontentarmi di leggere questi perchè gli altri quattro libri della serie mancano dalla mia biblioteca. Il personaggio presente in entrambi i libri è Parmenion, un fantomatico generale macedone per parte di madre e spartano per parte di padre che, diventato ad un certo punto un mercenario, diventa il pretesto per introdurci nelle varie città e civiltà dell'epoca. Confesso che ho apprezzato di più il primo libro, forse perchè, essendo partito appunto come romanzo storico, non mi aspettavo che finisse svolazzando in un universo parallelo popolato da creature mitologiche. Con questo però non voglio dire che non mi sia piaciuto! E poi nel secondo libro c'è Alessandro Magno, mica per niente. 

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