lunedì 11 luglio 2016

La leggenda dei Drenai - David Gemmell


L'araldo drenai attendeva nervosamente dall'altra parte delle grandi porte della sala del trono, fiancheggiato da due guardie nadir i cui occhi obliqui tenevano lo sguardo fisso sull'aquila di bronzo raffigurata sul legno scuro.
L'araldo si umettò le labbra aride con una lingua ancora più arida ed assestò il mantello color porpora sulle spalle ossute. Si era sentito così sicuro di sé, nella sala del consiglio di Drenan, posta un migliaio di chilometri più a sud, quando Abalayn gli aveva chiesto di intraprendere questa delicata missione: un viaggio fino alla distante Gulgothir per ratificare i trattati stipulati con Ulric, signore delle tribù nadir.


Quest'estate ho deciso che mi do al fantasy. Mi sembra il genere adatto alle mie letture sul balcone, sulla comoda sdraio presa qualche tempo fa al Lidl e circondata dalla siepe artificiale che serve a nascondere la mia presenza al vicino guardone. Non ho mai letto nulla di questo autore prima d'ora e ho saputo di lui grazie ai trafiletti di critica sui tomi letti in precedenza, che li paragonavano a una delle sue serie. Anche questo romanzo fa parte di una serie, ma nella biblioteca della mia città hanno solo i primi cinque volumi. E vabbè, me ne farò una ragione, anche perchè mi è parso di capire che ogni volume fa per sé. Difatti questo ha un inizio e una fine e non lascia nulla in sospeso. Di Gemmell, dopo questa prima lettura, non posso dire che bene; ha uno stile essenziale che non si perde in fronzoli, ma che risulta molto efficace proprio per questo. Nei suoi libri non ci sono elfi, nani e giganti, soltanto esseri umani, alcuni dei quali però dotati di poteri. E' il caso del gruppo dei Trenta presente in questo libro; si tratta di preti-guerrieri capaci di leggere la mente e di comunicare con il pensiero, e molto altro. Il loro aiuto è prezioso per la difesa di Dros Delnoch, che sarà anche la fortezza più potente del mondo, ma che non può certo arginare da sola una marea di mezzo milione di uomini capitanati da Ulric. Costui è un conquistatore (pare che l'autore si sia ispirato alla figura di Gengis Khan per creare questo personaggio) che non esita a ricorrere ad efferatezze per seminare la paura nei suoi avversari e trarne vantaggio. I difensori di Dros Delnoch sono perfettamente consci che la loro resistenza è inutile; a prescindere da quanto tempo possono resistere e da quante perdite possono infliggere ai nemici, sanno che prima o poi verranno sconfitti, eppure non sono disposti a cedere. Tra di loro spiccano l'invincibile guerriero Druss, ormai sessantenne, che malgrado gli acciacchi non si risparmia; il novello sposo e novello conte Rek, che si ritrova a capo della fortezza; il veterano Hogun, capo dei Legionari (l'unico corpo addestrato, in quanto tutti gli altri uomini sono volontari senza esperienza di combattimento); Arciere, il capo di una banda di rapinatori che nasconde un passato doloroso. Alcuni vivranno, altri moriranno, tutti si distingueranno per il loro coraggio. Anche il finale inaspettato non mi ha affatto deluso.


2 commenti:

  1. Già dai nomi dei personaggi capisci che è fantasy ;0)
    Mi sa che sono prevenuta, ma questo genere finora non mi è mai capitato fra le mani.
    Poi magari un giorno, come te, mi ritrovo sulla sdraio e ne farò un'indigenstione. Per ora no, passo.

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    1. Credo di essere un po' anomala in questo mio apprezzare il genere perchè lo reputo un genere da maschi: battaglie, eroi, testosterone... però è adatto quando il sole picchia e la concentrazione non è al massimo, inoltre è puro intrattenimento.

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