domenica 12 giugno 2016

la serenità


Arrivata alla metà dei miei cent'anni da pecora, mi sento di dire che le cose vanno abbastanza bene. O abbastanza male, perchè dipende sempre dai punti di vista, tuttavia io ho deciso di prendere come termine di paragone i rifugiati siriani e quindi sì, va abbastanza bene  ^__^  In questo periodo mi viene sempre in mente la canzone di Checco Loy e Massimo Altomare - e la vita scorre liscia e piatta come il vento sopra l'acqua -  il che mi va benissimo, intendiamoci, anche se ho una certa tendenza ad annoiarmi facilmente, ma visto che i brividi di solito derivano dalle cartelle dell'Agenzia delle Entrate o da una recrudiscenza del mio problema di salute cronico, preferisco immaginarmi come Sandra Mondaini quando, nel letto, attaccava con la sua litania che noia, che barba, che barba, che noia.



Sarà per questo che nell'ultimo anno mi sono dedicata all'esplorazione della cucina. Sempre con moderazione (perchè sono una pigrona senza speranza) e spesso con l'ausilio di mezzi meccanici (non solo per via della pigrizia, ma soprattutto per via del mal di schiena), perciò ho sperimentato con il pane (che delizia quello appena sformato!) e ho allargato il mio repertorio di dolci (perchè sono golosa e non riesco a rinunciarvi del tutto, anche se dovrei mettermi seriamente a dieta). L'ultimo esperimento è stato in stile giapponese; da parecchio avrei voluto provare a fare i maki shushi, ma mi preoccupava la cottura del riso che mi sembrava richiedesse una perizia a me aliena. Alla fine mi è venuto in soccorso il Lidl che vendeva la macchina cuoci-riso alla modica cifra di € 19,90;  ho pensato che un modico investimento si poteva fare, ed è stata la scelta giusta perchè con quella il riso viene cotto alla perfezione e con impazzimento pari allo zero. I primi maki che ho fatto peccavano dal punto di vista estetico (difatti non li ho fotografati XD) perchè mantenere il ripieno perfettamente al centro mentre arrotolavo si è rivelato più difficile del previsto, in compenso però sono stati spazzolati via alla velocità della luce, e considerato che mio marito non ama molto il cibo etnico, mentre mio figlio piccolo è più schizzinoso della principessa sul pisello, questo significa che è stato un gran successo.



Non riesco invece ad uscire dall'impasse fotografica. In realtà il 365 Project procede bene, tant'è che sto pensando di portarlo avanti a tempo indeterminato come ha fatto un altro fotografo che seguo. Alla fine la cosa diventa un vero e proprio diario fotografico e mi diverte molto riandare alle foto scattate tempo fa e ricordare che cosa c'era dietro, per questo motivo penso che sia una buona idea proseguirlo. Se non altro, serve da stimolo quotidiano a fare almeno una foto. Sì, perchè in generale sto fotografando poco. Ovvero, fotografo quando faccio qualche gita, ma per il resto nix. Di fotografare ho molta voglia, ho pure comprato delle macchine nuove che adesso vorrei provare (cioè, nuove nel senso che non le avevo prima, visto che sono i soliti pezzi vintage trovati su Ebay, a parte la Holga qui sopra), ma non riesco a trovare soggetti vicino a me. Per almeno due anni, probabilmente tre, ho passato a setaccio la mia città e la campagna circostante; parliamo di un comune di nemmeno 60.000 abitanti, mica di New York. Che se uno abita in una grande città sono convinta che per setacciarla tutta di anni ce ne vogliono 20, però io quante foto della piazza posso fare? Mi sono stufata, ecco. E così mi alzo la mattina con una gran voglia di fotografare e vado a letto la sera che ho fatto solo lo scatto (per giunta digitale) del 365 Project - a proposito, le foto che vedete qui ne fanno parte. 



A parte tutto però il titolo del post ci azzecca, nel senso che in generale mi sento molto serena. Certo, a volte perdo la pazienza, ma questo è un tratto del mio carattere, e comunque per la mia salute mentale è meglio che io sbrocchi per 5 minuti e poi mi calmi, piuttosto che mi ritrovi in uno stato di arterio permanente come anni fa. Credo che la menopausa in questo senso mi abbia fatto bene; non solo per causa sua, ma anche per quel benedetto problema di salute, ho chiuso definitivamente alcune porte. Si potrebbe obiettare che questa non è una cosa positiva, che non bisognerebbe precludersi nulla, ma a me quegli usci socchiusi facevano solo soffrire; alla fine è giusto scegliere la soluzione che ci fa sentire meglio.

4 commenti:

  1. Raggiungere la serenità è un grande traguardo :0)

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  2. Intanto brava per il sushi! (io non ho molta pazienza e se non mi uscissero bene al primo colpo non ci proverei più!) Ma il 365 Project lo tieni solo per te? (non sono invitata...) Per la serenità... boh, anche io penso spesso che non mi posso lamentare e cerco di farmi andare bene la vita così...

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    1. Il 365 lo sto facendo su un blog che è privato da sempre, non sull'altro che si chiamava "Buona la prima"; il fatto è che ci scappano sia degli autoritratti che delle foto dei miei figli e non mi va di renderle pubbliche (soprattutto le mie boccacce XD). Ti confesso che ci ho ragionato non poco, nel senso che l'alternativa era metterlo pubblico, però poi mi sarei dovuta limitare riguardo ai soggetti e quindi ho deciso di fare così. Però sto meditando un progetto parallelo, ovvero pensavo di postare le foto non compromettenti sul mio Tumblr. Lì ho un blog ibrido, nel senso che ha contenuto progetti diversi, difatti lo uso come luogo in cui mettere le cose che non so dove altro mettere. Intanto ti lascio il link, poi se decido di estendere lì il 365 Project ti faccio sapere ;)
      http://guchippai.tumblr.com/

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