sabato 9 aprile 2016

L'uomo che aveva sete - Hubert Mingarelli


1946
Hisao Kikuchi si era sdraiato su un fianco e stava con la bocca aperta sotto la pietra da cui gocciolava l'acqua. Senz'altro un residuo di rugiada che aveva conservato il muschio. Una goccia, due gocce, poteva contarle. Ne cadeva così poca che in bocca gli faceva male.


Il protagonista di questo romanzo, Hisao, è un reduce della battaglia di Peleliu. Il sintomo più evidente del trauma riportato è la sete insopportabile che a tratti lo coglie e gli fa quasi perdere la ragione. Proprio a causa di essa Hisao, sceso a una stazione per bere, non riesce a risalire sul treno e inizia quindi un inseguimento per ritrovare la propria valigia, dove si trova il regalo per la sua promessa sposa che egli sta andando a trovare in Hokkaido. 
Credo che leggere sia un esercizio che allena l'empatia, ma allo stesso modo se non si prova empatia per i protagonisti di una storia, si finisce come in questo caso per dire mah. Difatti non posso dire che questo sia un brutto libro, solo che a me non ha detto molto. Mi aveva incuriosito l'ambientazione giapponese, benchè l'autore sia francese, e non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe risultato se a scriverlo fosse stato un giapponese. Il mio problema è che non riesco a capire bene dove voglia andare a parare; vuole essere un breve spaccato di vita vissuta? Vuole denunciare gli orrori della guerra? Vuole darci un messaggio del tipo che si può riuscire a sopravvivere aggrappandosi alla speranza? Mah...


Peleliu è una piccola isola del Pacifico e la battaglia omonima vi si svolse tra il 15 settembre e il 27 novembre 1944 malgrado le ottimistiche previsioni del Generale Rupertus, convinto di risolvere le cose in quattro giorni; si trattò di una carneficina tra l'esercito statunitense e quello giapponese che è tristemente nota come la più amara battaglia della guerra per i Marines.

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