lunedì 4 aprile 2016

di manga e pedofilia


Qualche giorno fa Le Iene hanno trasmesso un breve servizio sul Giappone che ha scatenato le ire di parecchia gente, nella fattispecie i negazionisti (detti anche giappominchia) e quelli che, come me, amano il Giappone, ma lo guardano in modo obiettivo e proprio per questo non gradiscono la diffusione di stupidi pregiudizi. Personalmente non ho apprezzato la maniera sensazionalistica e pressapochista con cui il servizio è stato impostato. Trattando di argomenti importanti e delicati, trovo che sia un problema il fatto che siano state gridate le cose in maniera tale che l'equazione derivante sia che tutti gli uomini giapponesi sono dei pervertiti e/o dei pedofili, nonchè che la pedofilia sia socialmente accettata. Il servizio infatti ribadisce più volte che questa è culturalmente accettata e normale. A parte che non so quanto possa fare statistica intervistare poche persone ad Akihabara... oserei dire che un quartiere di Tokyo non è rappresentativo di una nazione di più di 126 milioni di persone XD Vorrei sottolineare che per la legge giapponese la pedofilia è un crimine, così come la prostituzione minorile; guardando questo servizio invece si ha appunto la netta sensazione che entrambe siano praticate apertamente e senza che nessuno si scandalizzi. Dunque affermare che la pedofilia in Giappone è vista come una cosa normale non è corretto; bisognerebbe per lo meno fare una netta distinzione fra reale e virtuale, che è poi quello che fanno appunto i giapponesi (come spiegherò più sotto). 


Lo confesso: non ho visto subito il servizio. Ho visto il trailer, che mi è sembrato abbastanza irritante da farmi passare la voglia di vedere il resto. In seguito però, dopo la marea di commenti letti sui social, ho deciso di guardarlo per potermi fare la mia opinione. Tanto per cominciare, una delle critiche che condivido è che ci sono alcuni errori di traduzione; la cosa è grave proprio perchè si parla di un argomento delicato e dà adito al sospetto che in qualche modo le risposte siano state manipolate per tirare acqua al proprio mulino (vedi la ragazza che dice di avere 19 anni ma che, nella traduzione italiana, diventa una quindicenne - altri svarioni sono riportati in questo video). Il fatto che in un certo punto il parlato giapponese venga doppiato serve solo ad alimentare i sospetti in questo senso. Ora, non voglio dire che le risposte siano state davvero manipolate, dico solo che a maggior ragione si sarebbe dovuta prestare molta attenzione nel tradurre in maniera corretta e che si sarebbe dovuta mantenere sempre la versione originale per permettere il confronto fra quanto detto realmente e la traduzione fornita. Ordunque, il servizio si concentra sul problema della pedofilia sia relativamente a manga e anime, che nel reale. Le Iene denunciano in particolare il genere lolicon, ovvero quello in cui vengono rappresentate ragazzine in età prepuberale o comunque minorenni; da qualche tempo in Giappone è in vigore una nuova legge contro la pedofilia che punisce chi detiene materiale pedo-pornografico che ritrae soggetti in carne ed ossa, e che però esclude i manga. Questo mi ha fatto ricordare che qualche anno fa suscitò scandalo un videogioco a base di stupri di bambine la cui vendita venne proibita in alcuni paesi come l'Inghilterra e l'Australia; il polverone suscitato portò al conseguente ritiro del gioco, che però prima della controversia internazionale era stato regolarmente venduto in Giappone per alcuni anni senza che nessuno protestasse. Credo che occorra tenere conto del fattore culturale; a noi occidentali certe cose sembrano gravissime anche solo a pensarci, per i giapponesi il livello di tolleranza è maggiore quando si tratta di opere di fantasia o di videogiochi, proprio perchè operano una grande distinzione tra reale e virtuale (volendo approfondire, è anche vero che in Giappone lo stupro viene punito meno severamente che in altri paesi perchè culturalmente il paese è molto paternalistico). Mi rendo conto che l'argomento è delicato e non vorrei sembrare a favore della pedofilia o dello stupro dicendo quanto sto per dire, ma non è forse la stessa cosa con certi videogiochi che da noi sono diffusi e considerati normali e dove, per esempio, i giocatori ammazzano indiscriminatamente? Vuole forse dire che poi lo fanno anche nella vita reale? Poi, ribadisco, la pedofilia e lo stupro in Giappone sono reati esattamente come da noi.


Girando per Akihabara, la troupe incontra diverse ragazze vestite da maid, e qui parte la seconda generalizzazione fuorviante, ovvero si dà per scontato che siano tutte prostitute. Ora, è vero che ci sono diversi locali in cui vengono praticate varie forme di prostituzione da ragazze in costume (nella maggior parte del casi senza penetrazione), ma come ho già detto la legge giapponese punisce la prostituzione minorile (fatto del resto riportato anche nel servizio). Molti locali sono dei semplici bar dove le ragazze servono come cameriere o intrattengono gli uomini chiacchierando, senza intercorsi sessuali. Senza stare a scomodare la pedofilia e non volendo certo affermare che questa sia una bella cosa, penso che sia quantomeno ipocrita meravigliarsi del fatto che un uomo di mezza età ricerchi la compagnia di una giovane ragazza. Da che mondo è mondo, mi risulta che il fenomeno sia molto diffuso anche in occidente; ne abbiamo numerosi esempi anche qui da noi. Quanto ai love hotel, non vengono usati solo per fare sesso clandestino con amanti e prostitute, come affermato nel servizio, ma vengono usati anche da coppie normali. Per esempio negli anni Sessanta c'è stato un boom nell'uso dei love hotel in versione motel (con parcheggio disponibile) semplicemente perchè a quei tempi le abitazioni piccole non offrivano la necessaria privacy alle normalissime coppie sposate. 

Minegishi Minami chiede scusa in lacrime
per aver passato la notte insieme al fidanzato

L'altro argomento affrontato dal servizio è quello delle idol, ovvero sia gruppi di ragazzine, ragazze (ma anche bambine) che cantano e ballano. In effetti qui siamo in un campo del tutto diverso in quanto le idol (che esistono anche in versione maschile) per la cultura giapponese rappresentano in realtà dei modelli positivi. Il fenomeno degli idol, nato agli inizi degli anni Settanta, ricade piuttosto nella filosofia del kawaii, ovvero di tutto ciò che è carino (tutto è carino in Giappone, amava ripetere la mia amica Chie mentre passeggiavamo per Saitama). Nel caso delle idol ragazze, esse incarnano addirittura l'ideale della purezza e devono sembrare (se non essere sul serio) vergini, tanto che nei loro contratti è indicato chiaramente che non devono fidanzarsi. Fece scalpore qualche anno fa il caso di una idol del famosissimo gruppo AKB48 che venne sorpresa col suo ragazzo, e che in seguito si rasò i capelli a zero e apparve in lacrime chiedendo scusa al pubblico. Le idol esistono anche in versione gravure, che però è un'altra cosa. Si tratta in questo caso di modelle che posano semi-nude in modo provocante; è vero che diverse idol sono state prima delle gravure idol, ma i due generi sono ben distinti. Quella che viene intervistata nel servizio è chiaramente una gravure idol. Tirare in ballo le idol senza specificare queste cose (come è stato fatto nel servizio) significa creare il malinteso che tutte le idol sono oggetti sessuali quando invece la realtà è diversa.


Insomma, dopo aver visto il servizio posso affermare che non sono state dette delle vere e proprie falsità, ma che le cose sono state presentate in maniera incompleta e imprecisa, e di conseguenza fuorviante. Credo che un servizio serio, oltre ad essere più preciso e a non dare adito a equivoci, si sarebbe dovuto concentrare su due punti che invece vengono giusto nominati en passant, ovvero che in Giappone si fa pochissimo sesso reale e che bisognerebbe approfondire la relazione tra pedofilia nell'immaginario e pedofilia reale. Riguardo a quest'ultimo punto, per quanto ripugnante sia la cosa, mi permetto di affermare che, se proprio uno ha di quelle pulsioni, è decisamente meglio che le sfoghi guardando un anime, leggendo un manga o addirittura comprando una bambola di silicone, piuttosto che andando in giro violentando bambini in carne ed ossa (in realtà la cosa migliore sarebbe che andasse a farsi curare). Ora, è chiaro che l'aberrante fenomeno della pedofilia esiste in tutto il mondo e che va condannato e fermato; non ho idea se esistono studi in materia, cioè riguardo al fatto che sfogarsi virtualmente faccia calare gli abusi reali o che, viceversa, funga da incitazione a delinquere, ma proprio per questo sarebbe opportuno astenersi dal trarre conclusioni fondate su speculazioni e non su dati oggettivi. A parte che noi italiani dovremmo solo stare zitti... Per non sparare sulla Croce Rossa tirando in ballo l'ovvio argomento dei preti pedofili, basta leggere questo articolo sul turismo sessuale minorile. Si difendono bene anche i giapponesi, ma in questo caso noi italiani li battiamo...


Diverso è il discorso del rapporto dei giapponesi con il sesso, che ritengo andrebbe approfondito perchè permetterebbe di capire poi anche tutto il resto. Ancora una volta, il problema nel servizio è semplicemente accennato. Questo articolo spiega che i giapponesi hanno la più bassa frequenza di rapporti sessuali al mondo. Anche volendo prendere il risultato del sondaggio effettuato dalla Durex con le pinze, resta il fatto che i numeri sono molto bassi e la situazione aggravata dal fatto che il Giappone si colloca tra gli ultimi posti anche tra chi dice di non essere soddisfatto della propria vita sessuale e chi afferma di non essere aperto riguardo al sesso. Ora, è ovvio che non occorre un genio per capire che ciò che non viene espresso nella vita reale deve trovare uno sfogo in quella virtuale (o immaginazione che dir si voglia). L'onnipresenza di immagini che ammiccano al sesso sono lo specchio di una società che di sesso vero ne pratica poco.

Il servizio de Le Iene, se volete vederlo, lo trovate QUI

vorrei far notare che nel servizio si confondono continuamente i termini "manga" e "anime"; ricordo che "manga" significa fumetto, "anime" significa cartone animato.


2 commenti:

  1. secondo me sotto c'e' anche qualcos'altro. tenendo sempre conto che quasi tutto quello che passa per televisione sia a scopo manipolativo, mi viene da chiedere se non ci sia lo scopo di tenere i giapponesi lontani da qualche grosso "affare" italiano... o che... ma forse io penso sempre troppo male.

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    1. Ah, chissà! Del resto non si dice che a pensare male ci si prende? XD

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