giovedì 17 marzo 2016

la zingarata numero due



Una volta non andavo a Milano volentieri; mi riferisco ai tempi in cui mio marito (allora semplicemente mio fidanzato) faceva il servizio militare a Legnano e per Milano ci dovevo transitare per cambiare treno quando lo andavo a trovare, oltre ad andarci alcune volte insieme ad ammazzare il tempo. Me la ricordo grigia, fredda, caotica e molto triste. Negli ultimi anni invece tra concerti e mostre è finita che a Milano almeno un paio di volte l'anno ci vado e la cosa non mi pesa affatto, anzi. Quando posso poi ne approfitto per incontrare i miei amici A e S, il che rende il tutto ancora più piacevole. A questo giro il pretesto è stata la mostra dedicata ad Alfons Mucha, ormai quasi conclusa. Adoro l'art nouveau e quindi per me la visione dei suoi lavori, insieme a quella dell'altro materiale in esposizione (tra cui diverse ceramiche del museo della mia città) è stata una festa. Meno male comunque che ho deciso di andare tra settimana, per i miei gusti fra visite guidate e audioguida-muniti c'era già abbastanza casino così!




Finita la mostra, mi sono recata a pranzo; avevo già deciso dove, in quanto qualche tempo fa avevo letto di un ristorante che fa okonomiyaki ed ero curiosa di provarlo. Per arrivarci ho visto una cosa nuova, ovvero il ponte pedonale che collega la stazione metro di Porta Genova con Via Tortona. Lungo il percorso si trovano alcune paia di pantaloni cementificati e moltissimi volantini/bigliettini attaccati alle pareti.


l'interno del ristorante Maido

il mio okonomiyaki!

Quanto al ristorante, si tratta di un piccolo locale sito in Via Savona 15 e chiamato Maido. A dire la verità non metterei la mano sul fuoco sul fatto che i cuochi siano giapponesi, anche se si è fatto tutto il possibile per rendere il più giapponese possibile l'insieme, compresa la musica di sottofondo. L'okonomiyaki comunque era buono e, se fossi stata più in forma, avrei provato ad assaggiare altre cose, visto che il menù contemplava anche onigiri, yakisoba, mochi, ecc.



una casa in Via Vigevano

Dopo pranzo mi restava ancora un po' di tempo prima dell'appuntamento con i miei amici, quindi ho fatto giusto due passi giù per Via Vigevano, fino ai Navigli, dopodichè sono andata alla stazione di Porta Garibaldi dove, mentre li aspettavo, sono stata avvicinata da almeno quattro diversi vù cumprà muniti di libri (che insieme ai due che mi avevano fermato la mattina porta la media giornaliera a cifre decisamente elevate XD). 



A seguire una bella passeggiata e altrettanto belle chiacchiere, con sosta presso la Libreria del Mondo Offeso che è stata una delle prime a coniugare libri e caffetteria. Insomma, ho passato una bella giornata e ne sono stata doppiamente felice, visto che il giorno prima di partire non stavo per niente bene. A dire la verità, sospetto di essere andata via di casa con alcune linee di febbre, oltre che con tosse e raffreddore, e che sia stato grazie alle due aspirine prese se sono arrivata a sera senza problemi. Confesso anche di aver fatto la madre/moglie degenere perchè sono partita abbandonando marito e figli a letto con l'influenza! 


In realtà questa avrebbe dovuto essere la zingarata numero tre, però è successo che a febbraio sono stata travolta dall'influenza prima e dalla pigrizia poi e quindi non sono andata da nessuna parte.

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