giovedì 7 gennaio 2016

Carol


In tempi di multisala considero straordinario che in una città delle dimensioni della mia resistano ben tre sale tradizionali. Da un paio d'anni ho preso l'abitudine di andare al cinema nel pomeriggio della domenica o dei giorni festivi, e certamente non sono occasioni in cui il pubblico sia particolarmente folto, per cui sono rimasta meravigliata quando ieri pomeriggio ho trovato la fila fuori dalla porta. Mi devo essere dormita qualcosa, visto che non avevo idea che questo film suscitasse tanto interesse. Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith (che credevo avesse scritto solo thrillers) e diretto da Todd Haynes (che non è nuovo alle ambientazioni anni Cinquanta, vedi l'ottimo Lontano dal Paradiso), narra dell'innamoramento di due donne: Carol e Therese. 

una Cate Blanchet particolarmente misurata interpreta Carol;
quest'attrice mi piace da sempre e la considero molto brava

Carol sta divorziando dal marito e ha una figlia piccola, mentre Therese fa la commessa in un grande magazzino ed è fidanzata. Le due si conoscono proprio nel grande magazzino e l'attrazione è immediata, ma la situazione non è facile proprio a causa del divorzio di Carol. Il marito infatti cerca di strapparle la custodia della figlia per motivi di moralità, in quanto la donna già in passato ha avuto una relazione con un'amica. Quando Carol e Therese partono insieme, assume un investigatore privato che trovi le prove della loro relazione. 

Rooney Mara, ovvero Therese, con in mano una splendida Argus

Gli anni Cinquanta sono stati decisamente un pessimo periodo sotto diversi punti di vista e questa storia ne è l'ennesima dimostrazione. Devo confessare però che questo film, anche se mi è piaciuto, non mi ha entusiasmato. Ovvero: la trama è interessante, gli attori sono bravi, però secondo me manca di pathos e non ho capito se ciò sia causa di una precisa scelta registica o se sia proprio un difetto. Il fatto che i personaggi siano così trattenuti probabilmente dipende dal contesto in cui si muovono, contesto in cui le persone dovevano soffocare i proprio veri sentimenti e la propria natura per poter sopravvivere. Per questo motivo è singolare anche l'epilogo, non così scontato. Solo il personaggio di Carol si lascia andare a un paio di gesti esagerati. Insomma, mi aspettavo qualcosa che mi toccasse di più, visto l'argomento.

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