sabato 6 agosto 2022

trentunesima settimana

foto scattata alle 18 quando già rinfrescava;
due ore prima c'erano i soliti 38°


Questa settimana è andata un po' meglio perchè la notte ha ricominciato a rinfrescare, ma l'ennesima permanenza dei piccioncini qua da noi ha fatto sì che di nuovo le mie attività collaterali abbiano subito un rallentamento. C'è poco da dire su queste giornate che hanno segnato l'inizio di agosto; diciamo che sono la quintessenza di quelle che sono state le mie estati negli ultimi anni, ovvero fare il minimo indispensabile e dedicarmi a cose che mi facciano sudare il meno possibile negli intervalli. Luglio non voleva finire più, anche se sono stata abbastanza produttiva; agosto spero si esaurisca più in fretta, malgrado si preannunci molto più noioso. Parlo naturalmente di percezioni; le giornate sono composte di 24 ore anche se sul balcone ci sono 38°, e non so bene da cosa dipenda se mi sembra che di ore invece ne contino come minimo il doppio. Altri periodi invece scivolano via in fretta, fai colazione ed è già ora di cena.

giovedì 4 agosto 2022

the trip (I onde dager)

 

Lars è un regista televisivo di mezza età pieno di debiti; essendo il suo matrimonio in crisi, vede la soluzione dei suoi problemi nell'omicidio della moglie e nella riscossione della sua polizza sulla vita. Dopo aver sparso la voce che la donna vuole avventurarsi a fare un pericoloso trekking da sola, parte con lei alla volta della loro casa per le vacanze, ma al momento di mettere in atto il suo piano scopre che la moglie ha mangiato la foglia ed è a sua volta intenzionata ad ammazzarlo. Quando però salta fuori che in casa si sono nascosti tre pericolosi evasi, i due coniugi devono riunire le forze per cercare di sopravvivere. Divertente pellicola che non risparmia lo spargimento di sangue e che è piena di colpi di scena, ragion per cui non ci si annoia un minuto.

martedì 2 agosto 2022

letture di luglio

L'agente Yu Guangming, della polizia di Shanghai, ancora barcollava sotto il peso del colpo. Non se n'era accorto subito, ma adesso che l'impatto cominciava a fare effetto si sentiva stritolato.

L'ispettore Chen è in ferie per quindici giorni. Non solo ne ha diritto perchè non le prende da troppo tempo, ma ha pure la necessità di ritagliarsi del tempo per poter eseguire la complicata traduzione di una proposta di affari per conto dell'uomo d'affari Gu. Tra l'altro il compenso che gli è stato offerto è notevole, per non dire che Gu cerca di agevolarlo offrendogli regali e perfino l'aiuto di una segretaria. Per questo motivo, quando viene ritrovata morta per soffocamento la scrittrice dissidente Yin, l'indagine del caso ricade interamente sul suo braccio destro Yu, con un certo disappunto del segretario di partito Li. Costui si fida solo di Chen e insiste affinchè egli s'interessi del caso malgrado le ferie. Egli quindi finisce per farsi coinvolgere, anche se in effetti Yu svolge un ottimo lavoro. Il capitalismo alla cinese comincia ad affermarsi sempre di più lungo il corso di questo terzo romanzo della serie dedicata a Chen, lo dimostra bene la mentalità delle persone che sta cambiando. I membri del partito e chi ha subito o è stato protagonista delle Rivoluzione Culturale si trovano ancora una volta a dover fare i conti tra un passato che comincia a essere considerato da biasimare e un futuro che prospetta cambiamenti non in linea con gli ideali di Mao. Qiu Xialong è bravissimo come sempre nel descrivere questo mondo in bilico.

Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.

Questo è il libro dal quale è stata tratta l'omonima serie che avevo visto qualche tempo fa. L'autore è un celebre sceneggiatore e questa sua prima - e finora ultima - avventura letteraria ha avuto grande successo. Grazie all'Alzheimer, mi ricordavo chi era il colpevole ma avevo già dimenticato diversi dettagli della trama, per cui la lettura non si è rivelata per nulla noiosa. Per quel po' che ricordo, la serie è molto fedele al romanzo. La storia è quella di un serial killer che si accanisce su madri accusate di negligenza verso i figli; gli indizi rinvenuti sui luoghi dei delitti rimandano però alla figlia di una ministra che alcuni mesi prima era stata rapita e uccisa. Il reo confesso non ha mai fornito elementi utili a ritrovarne il cadavere, tanto che nei genitori della ragazzina si riaccende la folle speranza che sia ancora viva. La soluzione del caso appare comunque molto complicata perchè l'assassino è sempre un passo avanti ai detective.

Il messaggio era stato scritto a matita su un foglio appoggiato sopra il corpo. Tre parole, incomprensibili per Erlendur.

Ma porca paletta! Da un po' di tempo ho deciso di leggere alcune serie andando in ordine cronologico, e una di queste è la serie di libri con protagonista Erlendur Sveinsson. Dopo il primo sono saltata a questo che in realtà sarebbe il terzo, perchè il secondo risultava inedito in Italia. Scopro però, dopo averlo finito, che giusto di recente è stato pubblicato anche il secondo... Uffa! Certo, questi non sono libri che presuppongono un'accurata conoscenza dei precedenti per poter essere seguiti e apprezzati, ma mi scoccia lo stesso. Veniamo a questo, che in originale s'intitola La Palude: un anziano viene trovato morto col capo fracassato da un pesante posacenere. Potrebbe essere una rapina finita male o una lite degenerata, in entrambi i casi è evidente che il delitto non è stato premeditato per via dell'arma - il posacenere, appunto - che si trovava in loco. Le prima indagini fanno luce sulla smodata passione del vecchio per il porno in tutte le sue forme nonchè sul fatto che egli è sempre stato uno stronzo. In particolare, salta fuori che quarant'anni prima ha violentato una donna, la quale è rimasta incinta; la bambina però si è ammalata ed è morta per un tumore al cervello, la donna si è suicidata pochi anni dopo. Malgrado un certo scetticismo da parte dei colleghi che vorrebbero seguire la pista della rapina finita male, Erlendur ha la sensazione che l'origine del delitto sia nel passato e quindi s'intestardisce per rintracciare chi conosceva la vittima all'epoca dello stupro. L'avevo già detto, quindi mi scuso se mi ripeto, ma Indriðason è uno dei miei autori di gialli preferiti e trovo i suoi libri sempre molto interessanti. Le qualità che riscontro tra i miei giallisti preferiti sono alla fine le stesse: un accurato lavoro psicologico che fa sì che i moventi siano plausibili, la capacità di rendere profondamente umani i loro protagonisti - con pregi e difetti e vite private incasinate - e l'ambientazione ancorata a luoghi, situazioni e contesti reali che spesso mi insegnano qualcosa su tali posti (quest'ultima cosa non è comune a tutti). Per questi autori non c'è bisogno di inventarsi delitti sempre più complicati e acrobatici perchè conoscono le bassezze dell'animo umano e sanno che l'orrore si nasconde potenzialmente in ciascuno di noi. E basta, adesso mi tocca andare a recuperare il secondo libro della serie...

Will tirò la madre per la mano e disse: «Su, dài, vieni...»

Dopo una breve pausa, ho ripreso in mano la trilogia di Philip Pullman "Queste oscure materie", il cui secondo volume, The Subtle Knife, prende il via in un altro mondo rispetto a quello in cui viveva Lyra. Qui si trova Will, il cui padre è scomparso più di dieci anni prima durante una spedizione tra i ghiacci e la cui madre è svalvolata. A complicare le cose ci si sono messi alcuni loschi individui che indagano sul padre e che si spingono a perquisire casa sua. Proprio in questa occasione Will uccide accidentalmente uno di loro e quindi fugge con le lettere del padre - ovvero ciò che gli sgherri cercavano. Will trova poi per caso una finestra che conduce a un altro mondo dove incontra Lyra, che vi è finita dopo essersi persa ed aver vagato a caso per diverso tempo.

In una valle ombreggiata ricoperta di rododendri, vicino al fronte della neve, dove scorreva un ruscello latteo d'acqua di disgelo e dove colombi e fanelli svolazzavano fra pini immensi, c'era una grotta seminascosta dalle rocce strapiombianti  ed al fitto fogliame. 

Il Canocchiale d'ambra è il volume conclusivo; ormai è stato chiarito il ruolo di Lyra, personaggio che è in grado di cambiare le sorti del mondo - anzi, dei mondi - e che per questo è al centro dell'attenzione di tutte le forze coinvolte nella battaglia finale. Purtroppo Lyra viene separata da Will e rapita da sua madre, che la tiene costantemente addormentata somministrandole una droga; Will però riesce a ritrovarla a e sottrarla alla donna, ma i pericoli non sono certo finiti qui. Mentre diverse vicende si svolgono in diversi mondi, si arriva alla battaglia finale.

Giudizio complessivo a lettura della trilogia ultimata: wow! Il primo libro - La bussola d'oro - è probabilmente il più celebre per via del film, ma a me è piaciuto forse di più il secondo volume, mentre il terzo è probabilmente il più complesso ed emozionante. Mi chiedo comunque come si possa classificare un simile lavoro come letteratura per ragazzi: solo perchè i protagonisti sono dodicenni? Per la complessità di temi trattati l'adulta qui presente si è sentita adeguatamente stimolata, per non dire che il chiaro anticlericalismo di fondo non poteva che essere un bonus per me. Che poi il discorso sarebbe più ampio... ribadisco: limitare la lettura a una fascia d'età giovanile significa perdersi un bel po' di cose che, per come la vedo io, capisci e apprezzi di più con una certa maturità sulle spalle.

Malgrado si fosse già in aprile, la neve caduta durante la notte formava uno strato di un centimetro.

Romanzo di esordio di Togawa Masako e vincitore del premio Ranpo Edogawa, questo Ooinaru genei 大いなる幻影 (ovvero Grandi illusioni) arriva da noi con i soliti sessant'anni di ritardo. La vicenda è ambientata in un palazzo di appartamenti riservati a donne sole, come recita il titolo italiano. Ci sono persone di età diverse, pensionate, vedove e donne più giovani che lavorano, oltre a due custodi che si alternano all'ingresso e che non mettono molta solerzia nel proprio lavoro. In questo palazzo alcuni anni prima è stato commesso un atto criminoso che ora rischia di essere portato alla luce perchè, a causa di una strada importante che è in via di costruzione, il palazzo in questione deve essere spostato. Questo però non è l'unico segreto; ci sono alcune donne che nascondono cose e altre che muoiono dalla voglia di scoprirle. Quando sparisce il passe-partout che permette di entrare in tutte le stanze si crea quindi una certa agitazione. Le cose però non sono mai come sembrano, almeno in certi casi. Lettura decisamente intrigante e magnifica costruzione dei vari personaggi; non un giallo in senso classico, benchè Togawa sia stata una giallista. Tra l'altro questa donna è stata un fenomeno: non solo famosa scrittrice, ma anche cantante, attrice e icona gay, per dirne alcune.

La Dowager era troppo invelata. Una tiepida brezza monsonica sferzava l'oceano, punteggiandolo di creste bianche che scintillavano nella luce del  sole, alto nel cielo color zaffiro.

Con la saga dei Courtney sono ora al quarto volume, questo The Tiger's Prey, e bisogna che non lasci passare troppo tempo da un libro all'altro perchè ho paura di fare confusione con i vari personaggi. Siamo partiti con padre e figlio, poi il figlio è diventato padre a sua volta, per ben quattro volte, e adesso questi figli sono cresciuti e si sono riprodotti... insomma, rischio di non ricordarmi più chi è chi! Dunque, a circa una decina di anni distanza dal volume precedente, la storia qui si focalizza nuovamente su Tom Courtney. Dopo aver ritrovato il fratello Dorian, i due da allora hanno vissuto d'amore e d'accordo perseguendo attività più o meno legittime che hanno dato loro una certa sicurezza economica. L'incontro con Ana Duarte, figlia di un mercante portoghese e molto competente malgrado la giovane età, li spinge a tentare un azzardo: avviare un commercio parallelo a quello della Compagnia delle Indie sfruttando un cavillo burocratico. Non bastano i soldi in banca, tocca fare pure dei debiti, e da principio sembra che tutto fili liscio. Succede però che ad un certo punto la nave su cui viaggia Tom si trova al centro di una paurosa tempesta e fa naufragio. I superstiti si trovano prima in balia di una capricciosa principessa locale, poi ospiti del presidio della Compagnia, diretto da un uomo inetto e avido. Come al solito succedono parecchi disastri, ma Tom li affronta con il consueto coraggio e si sa che la fortuna aiuta gli audaci. 

Elena Weaver si svegliò quando si accese la seconda luce in soggiorno, che fungeva anche da camera da letto. La prima, a una distanza di tre metri e mezzo circa, sulla scrivania, era riuscita solo a scuoterla un po'.

Mentre il sergente Havers si trova a dover risolvere un dilemma morale per via della madre malata d'Alzheimer, Linley accetta un caso a Cambridge fondamentalmente perchè sa che Helen, la donna che ama, vi si trova a casa della sorella. La vittima è una studentessa, figlia di uno dei migliori professori del St. Stephen College, uccisa mentre faceva jogging. La polizia locale accetta un po' a denti stretti l'ingerenza di Scotland Yard, richiesta dal College che in passato ha avuto un'esperienza negativa con il caso del suicidio di un'altra studentessa. Linley comincia a investigare e scopre che la ragazza uccisa aveva una vita sessuale promiscua e che era incinta; la cosa più logica è quindi cercare di capire chi sia il padre. Dopo alcuni giorni però viene uccisa un'altra studentessa. Dei libri letti finora di questa serie, questo è quello che ha il movente più macchinoso, il che non significa che non possa essere plausibile. Del resto la George fa il solito lavoro di scavare nella psicologia dei personaggi, Linley e Havers compresi.

Trovarono il cadavere sulla tomba di Jón Sigurðsson, nel cimitero di Hólavallagarður. Fu lei a notarlo per prima, dato che stava sopra.

Ho recuperato il secondo volume della serie che ha per protagonista il commissario Erlendur. Chissà perchè da noi è arrivato solo quest'anno, visto che risale al 1998. Il titolo originale è "Rose di morte", che ha comunque molto più senso di quello appiccicatogli nella versione italiana. Concluse le lamentele del caso, passo alla trama: il corpo di una ragazza nuda e piena di contusioni viene ritrovato adagiato tra i fiori, sulla tomba del padre della nazione islandese. Erlendur vorrebbe trovarci un significato, in realtà praticamente tutti coloro ai quali si rivolge non sanno manco chi sia questo tizio. E qui già parte l'applauso per la grande dose d'ironia. Ad ogni modo, salta fuori che sia l'esimio statista che la ragazza assassinata erano originari della stessa regione dell'Islanda ed Erlendur vi si reca per cercare di dare un nome alla vittima, la cui scomparsa non è stata denunciata da nessuno. Nella zona in questione, si trova davanti a una situazione di abbandono e impoverimento generale causata dal fatto che gli abitanti del posto sono stati danneggiati dalla compravendita di quote per la pesca e ormai non hanno più di che lavorare. Pare strano, ma questo ha a che fare con la ragazza assassinata. Non conosco la storia dell'Islanda e quindi non so se la questione della speculazione edilizia e della compravendita di quote sia stata reale o se si sia trattato di un'invenzione dell'autore, ma ancora una volta ho apprezzato la fusione tra la vicenda investigativa e la realtà sociale.


sabato 30 luglio 2022

trentesima settimana

Zorba ha caldo e si allunga sul marmo...

Tra la fine della settimana scorsa e l'inizio di questa abbiamo toccato il peggio di questa estate, almeno finora. Sono infatti convinta che al peggio non c'è limite e con tutto agosto davanti non so se il primato verrà battuto. Fatto sta che alle temperature infernali fuori si è unito un conseguente aumento della temperatura in casa perchè la notte ha smesso di rinfrescare. Davvero magnifico svegliarsi alle 2 in un bagno di sudore... A causa di questo caldo, le mie attività di bricolage e sartoria si sono molto limitate e, siccome il diavolo ci mette sempre lo zampino, in compenso mi è toccato trascinarmi per diversi giorni di fila a casa del figlio maggiore (che era in ferie) per accudire i suoi gatti. Il mio umore è in caduta libera insieme alla pressione, visto che ogni volta che faccio le scale in salita mi sembra di dover cadere lunga distesa.


mercoledì 27 luglio 2022

Space Sweepers

Era da un po' che volevo vedere questo film, ambiziosa produzione fantascientifica coreana. Ambientato nel 2092, quando la Terra è diventata praticamente invivibile e chi può permetterselo vive su un satellite che sembra un paradiso, è in fondo la solita storia di Davide contro Golia. Tae-ho è il pilota di una piccola astronave che recupera rifiuti spaziali; insieme a lui lavorano altri due reietti. Loro fanno infatti parte di quelli che non si possono permettere di andare a vivere sul satellite, e il loro caso è ancora più particolare perchè sia lui che Jang sono caduti in disgrazia dopo essere stati per molti anni parte dell'elite, mentre il nerboruto Tiger Park è un criminale fuggito alla condanna a morte che lo attende sul suolo terrestre. Un giorno l'equipaggio trova e salva una bambina, all'apparenza normalissima, ma che secondo il notiziario è una pericolosa androide con all'interno una potentissima bomba che, se esplodesse, provocherebbe una catastrofe. Da principio l'idea è di cederla al gruppo di terroristi che l'aveva rapita e imbottita di esplosivo in cambio di un bel po' di soldi; succede però che la convivenza porta all'affetto, oltre che alla scoperta che non solo la bambina è umana, ma che in seguito a una cura sperimentale alla quale l'ha sottoposta il padre ha acquisito un potere che potrebbe permetterle di guarire la Terra. Il film è pura azione, con momenti drammatici e qualche tocco di umorismo per allentare la tensione; il montaggio è frenetico nei momenti delle battaglie e dei combattimenti, ma questo ormai sta diventando uno standard. Di sicuro è uno di quei film che non ti fanno addormentare, anche se alla fin fine non c'è niente di nuovo sotto il sole per quanto riguarda la trama, e per questo lo inserirei tra quelli di puro divertimento ma che, una volta finiti, non mi hanno lasciato particolari ricordi.


sabato 23 luglio 2022

ventinovesima settimana

 

Non so bene come chiamarla questa cosa: fato, karma, divinità con uno strano senso dell'umorismo... Ricordate quando ho scritto che originariamente volevo un'altra Smart Doll che però risultava uscita di produzione? Bene: qualche giorno, fa mentre gironzolavo su Ebay fondamentalmente per perdere tempo, ho trovato del tutto a caso un annuncio in cui si vendeva proprio la bambola che volevo io. E la potevo lasciare lì sapendo che magari non l'avrei mai più ritrovata? Ovviamente no. Così ora ho una seconda Smart Doll! Questa però è senza capelli. Le Smart Doll infatti indossano parrucche, non hanno i capelli attaccati al cranio come le Barbie, e la venditrice, per cercare di tirare su quanti più soldi possibile, vendeva la parrucca separatamente a una cifra folle. Di conseguenza ho preso la bambola pelata e in seguito ho trovato una parrucca molto più economica su Etsy, solo che arriva dagli Stati Uniti e quindi mi sa che la nuova bambola resterà pelata per altre due o tre settimane. Bè, di sicuro non prenderà freddo... La buona notizia è che i miei esperimenti di sartoria stanno dando buoni frutti e pian piano anche le Smart Doll avranno il loro guardaroba. 

Riflettevo sul fatto che questo hobby delle bambole è capitato a fagiolo. Non so se l'ho mai detto, ma l'ho iniziato prima dello scoppio della pandemia, al contrario di molte persone che invece vi ci sono dedicate come antistress e mezzo di evasione - almeno mentale - durante il lockdown. Quindi quando tutto è iniziato a marzo 2020, non ho avuto alcun bisogno di inventarmi passatempi. Inoltre continuo a divertirmi un sacco con le mie bambole, mentre diverse persone che seguivo su Instagram sono sparite non appena sono state tolte le restrizioni agli spostamenti. In questa settimana in cui il governo è caduto e i nostri politici hanno di nuovo dato mostra del peggio di sè, mi ritrovo a pensare ancora che è una bella fortuna che abbia questo hobby, perchè nel giro di qualche mese l'Italia finirà in una merda molto più profonda di quella vista finora e francamente l'unica soluzione che vedo per me è restare chiusa in casa nella mia piccola bolla di serenità, ignorando tutto il resto. Lo so che può suonare egoista, io stessa non avrei mai immaginato di pensarla così dopo che per anni ho cercato di fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore, ma ora tutto quello che riesco a vedere è l'enormità dell'idiozia e dell'egoismo che mi circondano e sono troppo vecchia per impegnarmi in quella che ritengo una battaglia persa. So che là fuori ci sono altre brave persone e un po' continuo a illudermi che alla fine prevarranno loro, ma so anche che la storia ha la brutta abitudine di ripetersi e il futuro che mi aspetto è tutt'altro che roseo.

Come sono finita dalle bambole a questa tirata, che tra l'altro è del tutto aliena allo stile spesso asettico di questo blog? Sarà il caldo.

mercoledì 20 luglio 2022

Taboo

 

A volte capita che m'imbatta in serie di cui non so nulla e delle quali non ricordo il motivo per cui le ho inserite nella lista delle cose da vedere. In genere sono quelle che guardo quando sono indecisa; proprio perchè non ne so nulla, non devo stare a pensare che magari risulterà troppo cupa in un momento in cui voglio stare leggera - tanto per fare un esempio. Intanto questa è una miniserie, così mi sono tolta anche il pensiero in tempi rapidi; produzione inglese datata 2017, pare che sia stata rinnovata per una seconda stagione, ma mi chiedo se è vero perchè sono già passati cinque anni. Come molte delle produzioni inglesi che vedo ha dalla sua un solido cast e una buona sceneggiatura, e in più ci mette una discreta dose di bizzarria, rendendola così una roba piuttosto particolare. E meno male! Perchè a volte ho l'impressione che sia tutto piuttosto omologato e ci sta qualcosa di diverso. La storia ha inizio nel 1812 con il ritorno in Inghilterra di James Delaney, dato per morto da parecchi anni. Suo padre è appena deceduto e questo crea un grosso problema alla Compagnia delle Indie che vuole assolutamente accaparrarsi un territorio americano di importanza strategica che l'uomo aveva acquistato anni prima. James infatti rifiuta di venderlo, e visto che con le buone non ottengono nulla, ecco che si fa ricorso a inganni, violenze e coercizioni assortite. James però non è una mammoletta; gli anni lontano da casa, trascorsi in Africa, lo hanno reso un avversario temibile e imprevedibile. Confesso di non aver provato una gran simpatia per questo protagonista, sarà che è troppo duro per suscitare tenerezza, troppo impenetrabile per generare comprensione, eppure ho sempre parteggiato per lui se non altro perchè i suoi avversari erano veramente odiosi. Se faranno la seconda stagione, la vedrò sicuramente.


sabato 16 luglio 2022

ventottesima settimana

Sono contenta di poter dire che anche questa settimana ho prodotto. Oltre che per le Barbie, ho cominciato a fare qualche prova di sartoria per Jordan, la mia Smart Doll. Nella foto qui sopra indossa uno yukata che ho preso insieme a lei sul sito ufficiale, ma non ha altro a parte la biancheria intima con cui è arrivata. E' stata una mia precisa scelta quella di non comprare vestiti perchè voglio divertirmi a farli io, però al momento devo capire come adattare i cartamodelli  in mio possesso a un fisico che non solo è più grande di quelle delle Barbie, ma che è proprio costruito in maniera diversa. E' una sfida, ed è esattamente quello che mi ci vuole per evitare di farmi travolgere dall'apatia estiva. A tenermi occupata ci hanno pensato anche i piccioncini, che sono tornati per qualche giorno. Entrambi laureati, al momento non hanno niente da fare e quindi sarà un continuo avanti e indietro di qui a settembre. Non che la cosa mi dispiaccia, naturalmente, anche se la mia compagnia sarebbe di certo più gradevole a temperature inferiori XD

mercoledì 13 luglio 2022

Bulgasal

 

Sono passati seicento anni da quando Dan Hwal è diventato un bulgasal: si tratta di una creatura immortale perchè priva di anima, che si nutre di sangue umano. Hwal, che prima della trasformazione era un uomo normale, benchè fin dalla nascita scansato da tutti per via di una maledizione, ha però promesso al patrigno di non farlo e quindi, come i vampiri vegetariani, campa di sangue animale. In questi seicento anni Hwal non ha fatto altro che aspettare che si reincarnasse la donna che l'ha trasformato in bulgasal per poterla uccidere e riprendersi la propria anima, vendicando la propria famiglia che lei aveva sterminato e tornando umano. Il problema è che ogni volta è arrivato troppo tardi e la donna è stata uccisa da qualche mostro reincarnatosi in essere umano. Finalmente però ecco che trova la donna in questione ancora in vita. Questa serie di genere soprannaturale con qualche tocco horror ha per protagonista Lee Jin-Uk e ci ha messo un po' a conquistarmi. Ideale per chi crede nella reincarnazione, ha il pregio di mescolare le carte abbastanza spesso da tenere desta la curiosità degli spettatori. Alla fine naturalmente verrà mostrato che cosa è successo veramente nel passato e quali sono le relazioni originali tra i vari personaggi, dimostrando che le cose non sono mai come sembrano. Riconosciuti nel cast Gong Seung-Yeon (la moglie di Hwal quando era umano), Jung Jin-Young (il suo patrigno) e Lee Joon (un altro bulgasal).


sabato 9 luglio 2022

ventisettesima settimana

lo dico sempre che la più fortunata qui
è Mafalda che dorme tutto il giorno!


Col caldoporco che non demorde, mi vedo a un bivio: o mi metto a letto e ci rimango in stato comatoso fino al 30 settembre, oppure faccio cose pur grondando sudore anche da pori che ignoravo di avere. Ad ogni modo le cose le faccio prevalentemente in casa dove c'è qualche grado in meno che fuori e dove, con l'ausilio di ventilatori vari, un minimo di sollievo lo trovo. Così tra cucito, bricolage e foto, questa è stata una settimana di luglio decisamente anomala. Non è detto che si ripeta, solo chi vivrà vedrà se continuerò così... Giovedì sera comunque è venuto un temporalone con grandine, tuoni e fulmini che ha rinfrescato un po', anche se a me non è che cambia molto: 30° o 35°, soffro ugualmente.


giovedì 7 luglio 2022

Queen Loretta

Quarant'anni fa il polacco Sylwester si è trasferito a Parigi dove ha condotto una doppia carriera: sarto raffinato e famoso di giorno, ancora più famosa drag queen di notte. Proprio la sua omosessualità è stata il motivo della sua fuga da casa, fuga che ha avuto come danno collaterale l'aver abbandonato la moglie incinta. Ormai anziano, Sylwester decide di ritirarsi in Costa Azzurra quando riceve una lettera dalla Polonia. Gli scrive la nipote Iza, che egli manco sapeva di avere - avendo interrotto del tutto i contatti - informandolo che sua madre necessita al più presto un trapianto di rene o rischia la vita. Sylwester decide quindi di tornare in Polonia per aiutare questa sua figlia sconosciuta che però non è affatto contenta di vederlo. Miniserie di soli quattro episodi che si vede quindi rapidamente, questa Królowa ha per protagonista un attore di tutto rispetto:  Andrzej Seweryn. Essendo a digiuno di cinema polacco, non conosco il resto del cast. Benchè la storia non sia molto originale (è facile capire che cosa succederà) è girata con garbo e mi ha meravigliato perchè la Polonia non è certo il paese più gay friendly del mondo. Ci sono momenti in cui si ride, altri in cui ci si commuove e secondo me merita la visione.

martedì 5 luglio 2022

Man vs Bee

 

Per chi, come me, ha amato Mr. Bean questa breve serie è imperdibile perchè il protagonista (e co-autore) è Rowan Atkinson. Qui riveste i panni di Trevor, un uomo fresco di divorzio e disoccupato da tempo, che finalmente è stato assunto da un'agenzia di house-sitting. Al suo primo incarico viene mandato presso una coppia di ricconi in procinto di partire per una vacanza. La loro lussuosa casa è automatizzata e contiene diverse opere d'arte di grande valore; c'è anche la cagna Buttercup di cui prendersi cura. Purtroppo insieme a Trevor in casa entra anche un'ape e l'uomo, pur di sbarazzarsene, finisce per provocare un disastro dopo l'altro. Anche se la trama non brilla per originalità, io mi sono fatta un sacco di risate.


sabato 2 luglio 2022

ventiseiesima settimana

 

La settimana è cominciata con il Palio del Niballo, una rievocazione storica che si svolge nella mia città dal 1959; nel 2020 e nel 2021 tuttavia non ha avuto luogo per via delle restrizioni dovute alla pandemia. Sono stata molto contenta che quest'anno la tradizione sia ripartita perchè da che ho l'età della ragione sono sempre andata a vedere il bellissimo corteo storico che attraversa la città prima che abbiano inizio la gara vera e propria. Sarà stata l'astinenza, ma quando i primi tamburi hanno attaccato a suonare mi sono emozionata. Il figlio piccolo e la fidanzata sono anche andati alla stadio, mentre io sono prontamente tornata a casa una volta finito il corteo perchè c'erano più di 30° e francamente non so come abbiano fatto i figuranti a resistere con quei pesanti costumi addosso, soprattutto quelli con le armature.

Niente, alla fine ho preso una Smart Doll. Tanto in Giappone non ci vado manco quest'anno e pure per l'anno prossimo la vedo dura... Ha senso vivere alla giornata, tanto più che ho scoperto per caso (ogni tanto andavo a visitare il sito) che la bambola che volevo io è uscita di produzione. La filosofia del creatore Danny Choo è che è bello cambiare, e siccome tutto si realizza artigianalmente, non è possibile mantenere in produzione ogni singola bambola che lui ha disegnato. Insomma, ne fanno delle partite e, finite quelle, ti attacchi al... ci siamo capiti! Perciò alla fine è stato anche questo fatto a farmi decidere, sennò avrei aspettato ancora. Così sono passata dal volere una bambola di carnagione chiara coi capelli rossi all'acquistarne una nera coi capelli castani - non solo quella che più mi piace tra quelle attualmente disponibili, ma obiettivamente stupenda. E' già arrivata, però non sono riuscita ancora a giocarci seriamente per via che c'erano figlio piccolo, fidanzata e pure marito - in ferie per due giorni.

Ho appena realizzato che, essendo questa la 26° settimana, siamo giusto giusto a metà anno. Sono già volati via sei mesi e a momenti manco me ne sono accorta...