lunedì 24 febbraio 2020

Judy


Judy Garland non mi ha mai fatto né caldo né freddo e penso di non aver mai visto Il Mago di Oz per intero, anche se mi piace moltissimo Over the rainbow; in compenso Renée Zellweger è un'attrice che apprezzo, inoltre il trailer di questo film mi ispirava. Renée Zellweger, oltre che l'Oscar, ha ricevuto molti altri premi per questo ruolo ed effettivamente è stata bravissima. Il film si concentra sull'ultimo periodo della vita della Garland, deceduta a quarantasette anni per overdose di farmaci, con alcuni flash back sulla sua adolescenza. Il ritratto che ne esce è quello di una donna distrutta ma non arresa. Judy accetta una serie di concerti a Londra per poter guadagnare abbastanza da comprare casa per sé e i due figli minori, momentaneamente parcheggiati dall'ex-marito. Quando riesce a salire sul palco ed è in serata, la sua performance è ottima; peccato che spesso sia ubriaca o impasticcata, tanto che infine il contratto viene sciolto. La donna, impelagata con il fisco e sul lastrico, trova il tempo anche di sposarsi per la quinta volta. Il film è un buon prodotto, con alcuni momenti molto belli, come l'incontro con la coppia gay che ogni sera la va a sentire cantare o la struggente scena finale in cui Judy inizia a cantare Over the Rainbow ma si interrompe, con il pubblico che prosegue la canzone in coro. Di sicuro deve tutto a Renée Zellweger, che ha saputo calarsi nei panni di questa donna tormentata riportando in vita  non solo la sua grande fragilità, ma anche il suo sorriso e il suo umorismo.

4 commenti:

  1. Bella recensione per un film che pare valga davvero la pena vedere.

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  2. Renée Zellweger mi piace molto, fin da tempi di Bridget Jones.

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    1. Quello è sicuramente uno dei suoi ruoli più riusciti!

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