sabato 25 gennaio 2020

Venezia, la Casa dei Tre Oci e me


Ormai il pellegrinaggio in Laguna per visitare le mostre di fotografia che organizza La Casa dei Tre Oci è diventato un appuntamento fisso, complice anche il fatto che Venezia è una città in cui amo tornare. Andarci in gennaio significa godersela con un'atmosfera più rilassata del solito perchè di turisti ce ne sono pochi. Se si ha la fortuna, come ho avuto io, di beccare una bella giornata di sole, non manca davvero niente per apprezzarla in pieno.



Raggiunta la Giudecca col vaporetto, mi sono gustata un'ottima selezione di fotografie di Ferdinando Scianna. Siciliano, classe 1943, ha scattato in giro per il mondo, ha lavorato come reporter e per l'alta moda, ed è sempre rimasto legato alla sua terra d'origine dove è anche nata la sua passione per la fotografia. Mi rendo conto ancora una volta che prediligo i fotografi che, come lui, hanno lavorato prevalentemente con l'analogico. Non posso farci niente, la grana della pellicola ha una qualità inarrivabile.



Conclusa la visita alla mostra, ho gironzolato avanti e indietro per la Giudecca, questa volta facendo la fotografa io (con non so quali risultati, visto che dovrò aspettare i soliti templi biblici per lo sviluppo del rullino), e tra le tante serrande abbassate perchè si è fuori stagione o perchè, ahimè, c'è chi deve ristrutturare i locali dopo il macello dell'acqua alta dello scorso novembre, ho infine trovato un posto dove mangiare. La trattoria Al Pontil Dea Giudecca è uno di quei luoghi veraci che offrono cucina casereccia e che sono frequentati dagli aborigeni; quest'ultimo è indizio certo di buona qualità e prezzi ragionevoli, difatti mi sono alzata da tavola satolla e soddisfatta, e al momento di pagare sono rimasta sbalordita dal conto per nulla veneziano.



Riguadagnata la terraferma - per così dire - mi sono diretta alla Libreria Acqua Alta che, stranamente, ho trovato senza problemi grazie alla piantina che avevo comprato appena arrivata. Non è cosa da poco per me che ho la tendenza a sbagliare direzione e a perdermi. Mi piace anche farlo, aggiungo, solo che a questo giro avevo tempi piuttosto ristretti e non me lo potevo permettere. Il gatto qui sopra è uno di quelli che popolano la libreria.



Nel cortiletto antistante l'entrata della libreria ho trovato anche uno dei lavori di Blub, lo street artist che riproduce famosi ritratti in versione sottomarina. Finora avevo visto le sue cose principalmente a Firenze e Lucca, ma da qualche tempo ne trovo anche in altre città. Alla libreria ho fatto spese: alcune cartoline e alcuni libri vintage.



A quel punto avrei voluto vedere una mostra di quadri presso la Fondazione Venezia ma, cartina o non cartina, avevo indicazioni troppo vaghe per arrivarci e quindi ho preferito non rischiare di perdere il treno. Ho gironzolato un altro po' mentre mi dirigevo lentamente verso la ferrovia, anche perchè il bello di Venezia è che girando a caso scopro sempre degli angoli mai visti prima.

6 commenti:

  1. Un gita a dir poco meravigliosa!
    Quali libri hai acquistato?

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    1. Roba vecchia e probabilmente un po' ammuffita XD Questa libreria ha sia libri nuovi che libri usati, ho pescato tre romanzi pubblicati negli anni cinquanta e due gialli Mondadori anni sessanta.

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  2. Venezia è ricca di librerie storiche.
    Saluti a presto.

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    1. Sì, ricordo che anni fa ne trovai un'altra interessante, chissà se esiste ancora. Buona serata.

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  3. Concordo su Scianna che ho conosciuto personalmente anni e anni fa. Fai foto con la pellicola?

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    1. Sì, ho ricominciato da alcuni anni a questa parte e sono contenta di averlo fatto, ha ridato vigore alla mia passione per la fotografia.

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