giovedì 31 gennaio 2019

gennaio altalenante

A partire dal 7 gennaio il mio umore è decisamente migliorato; prima sono stata afflitta dalla solita carogna causata dalle Feste. Siccome odio il caldo e non ho il minimo problema con il freddo, dal punto di vista climatico è stato un ottimo mese perchè le basse temperature mi hanno impedito di sudare mentre facevo le pulizie e trafficavo nella vecchia casa. Fotograficamente invece è stato un mese svogliato; volevo rinnovare il 365 Project e invece mi sono ritrovata a inizio anno distratta da altre cose, per cui ho continuato con il pilota automatico. 



Ho fatto una gita a Rimini che, malgrado la bellissima giornata di sole, mi ha provocato un travaso di bile perchè, appena arrivata, mi è deceduto il Pentacon da 50mm, che era uno dei miei obiettivi preferiti. Nella seconda metà del mese ho ricevuto una notizia che mi ha guastato l'umore; sta per svolgersi il secondo (non si sa se anche ultimo) round di una vicenda che si trascina da anni e che mi sta facendo molto penare. Non è chiaro come andrà a finire, diciamo solo che devo scegliere tra essere idealista e rischiare grosso, o essere pragmatica e scegliere quello che tutti mi dicono essere il male minore, anche se per me è invece una gran botta (non solo in senso figurato). Chi vivrà vedrà, se non altro lo stato di arterio acuta si protrarrà solo fino a metà febbraio.

mercoledì 23 gennaio 2019

la gatta fa le ove


Sono due giorni che a fidarsi di quelli del meteo dovrebbe nevicare, invece piove e la macchina fotografica rimane appesa al muro. Che poi la neve è fondamentalmente una rottura di palle quando ci si deve spostare, ma è così bella! In questi giorni mi sto annoiando; non ha senso che vada a fare le pulizie nella vecchia casa perchè i lavori non sono ancora finiti; non posso mettermi a sistemare i libri nel mio piccolo studio perchè c'è l'imbianchino e ci staremmo vicendevolmente tra i piedi, per non dire che mancano ancora i Billy nuovi e quindi ne potrei collocare solo una parte. Conclusione, ciondolo per casa ingozzandomi di biscotti e cerco di rinfrescare il mio giapponese che è piuttosto ammuffito dopo la lunga crisi di pigrizia che mi ha tenuto lontana dai libri. Gli ultimi accadimenti mi stanno smarronando ulteriormente perchè, come tutti sanno, al peggio non c'è limite e ormai sono rassegnata al fatto che i nostri baldi politici (e non solo loro) riusciranno ancora a stupirmi. Meno male che c'è Netflix a distrarmi, per lo meno le eventuali nefandezze che vedo lì sono opera di finzione. Io comunque rifiuto di vergognarmi perchè ho una cultura, lo dico per la cronaca; non ho una laurea, è vero, ma non sono nemmeno una capra e ho rispetto per chi studia. Di questo passo tanto saranno sempre meno, per la gioia dei laureati all'università della vita e di quelli che intendono portare sorrisi.


mercoledì 16 gennaio 2019

the bucket list


Io faccio sempre un sacco di liste. Tipicamente: la lista della spesa, la lista delle cose da fare nel corso della settimana o della giornata, la lista di quello che devo mettere in valigia, la lista dei manga che possiedo o dei libri che ho letto, e così via. Non ho però mai fatto una lista delle cose da fare prima di morire o bucket list che dir si voglia. Perchè no? Mah, semplicemente perchè fino ad ora non avevo una serie di cose da voler fare assolutamente visto che da un lato cerco di togliermi tutte le voglie che mi vengono in tempo reale e dall'altro non prendo nemmeno in considerazione i pensieri irrealistici. Tipo: lo so che sarebbe bello lanciarsi con il paracadute, ma ho perso l'occasione trent'anni fa e sinceramente al momento non mi sento abbastanza motivata; preferisco lanciarmi sul divano, per dire. Però il bello di essere Guchi è che una ne faccio e cento ne penso, e così nel pomeriggio mi si è accesa la famosa lampadina sulla testa e mi sono improvvisamente venute in mente due cose che voglio fare assolutamente prima di morire, e subito dopo altre due. Sono già a quattro e non è ancora finita la giornata, mica male no? Non vi dirò queste quattro cose perchè rispetto una mia vecchia superstizione per via della quale non parlo mai di un progetto in quanto temo che farlo equivalga a far sì che non si avveri, però vi posso promettere che vi racconterò tutto quando le metterò in pratica. Perchè voglio metterle in pratica; dopotutto si tratta di cose fattibilissime e che non richiedono uno sforzo particolare, a parte forse una. Ma voi l'avete fatta ancora la bucket list?

mercoledì 9 gennaio 2019

Le mura di Aquileia - Georg Schreiber


Il sole scomparve dietro un banco di nuvole che copriva l'orizzonte. La giornata di mercato era ormai finita. Carri agricoli con le grandi ruote cerchiate di ferro strepitavano sul selciato avviandosi verso la porta della città.

Doveva essere il 1977, anno più anno meno, e una Guchi molto in erba ma già appassionata di lettura prese questo volume in prestito dalla biblioteca della scuola, lo lesse avidamente perchè le piacque moltissimo dopodichè, fatto inusuale, scongiurò la genitrice di comprargliene una copia. Si andò in libreria (che a quei tempi era praticamente l'unica in città), la ricerca fu fatta ma il libro non si trovò; il commerciante propose un altro titolo che, a suo dire, era un bel romanzo d'avventura, e difatti venne acquistato a mò di contentino e letto pure con un certo gusto, ma di quella storia su Aquileia romana non vi fu più traccia. Chissà perchè certe cose ci restano impresse e a intervalli regolari emergono dalla nostra mente... sta di fatto che un mesetto fa mi sono ricordata di quel libro che tanto volevo e ho giustamente pensato che su Internet si trova tutto: difatti. La copia che sono riuscita a recuperare è del 1967 e molto probabilmente è la stessa edizione che lessi allora; si tratta di un romanzo storico, sul genere Valerio Massimo Manfredi per intenderci, in cui fatti realmente accaduti (in questo caso l'assedio e la caduta di Aquileia ad opera dell'esercito di Attila) sono mischiati a personaggi quasi tutti d'invenzione. E' un libro che si legge gradevolmente e che quindi non mi ha affatto deluso, cosa che non era così scontata a distanza di quarant'anni, ed ho anche capito perchè all'epoca mi fosse piaciuto così tanto, conoscendomi.

domenica 6 gennaio 2019

non c'è niente di più stupido di un algoritmo stupido (anche perchè non ci si può discutere)


Se recentemente Flickr ha dichiarato guerra agli utenti che non pagano per diventare PRO, Tumblr ha dichiarato guerra ai contenuti per adulti. Come sempre a fare giustizia ci pensa un algoritmo, visto che non sarebbe possibile fare controllare tutto da occhi umani a meno di non metterci a lavorare migliaia di persone per anni XD Non avendo mai postato immagini per adulti, la cosa non mi ha preoccupato, anche se so che in passato l'algoritmo simile che sta su Facebook ha censurato foto storiche o monumenti. Non vi dico quindi la mia sorpresa quando la settimana scorsa ho scoperto che su Owarai Photo c'erano ben due foto censurate. Trattandosi di cose vecchie, non ricordavo quali fossero e così mi sono messa a cercare nei miei archivi. 


C'era per esempio questa foto di Staglieno; una statua con le tette di fuori poteva essere scambiata per una donna nuda e censurata, e invece no, stava al suo posto. Mi sono anche ricordata che nell'altro blog che ho su Tumblr anni fa avevo messo delle vecchie immagini degli anni Ottanta, tra le quali una che può essere vista come pedo-pornografica:


Niente, anche quella era ancora al suo posto. Ma allora, quali erano quelle terribili immagini con contenuti per adulti che potevano turbare l'animo degli innocenti navigatori della rete e che di conseguenza erano state oscurate? Queste due:



Non mi fate aggiungere altro, che è meglio. Ho fatto ricorso e in questo modo è stato un essere umano e non un algoritmo a guardare le foto e decidere se erano pornografiche o no. Risultato: me le hanno ripristinate (e volevo anche vedere...). Spero che almeno lui si sia fatto una bella risata, perchè a me, se penso che in futuro gli algoritmi saranno sempre più usati in molti ambiti, la voglia di ridere è passata. 

giovedì 3 gennaio 2019

un mese in quattro foto: dicembre


Questa è la nostra marca di torrone preferita, purtroppo scomparsa dagli scaffali dei negozi cittadini, non si sa perchè. Fortuna che esistono Internet e la vendita online.


Da qualche anno il marito si è dato alla collezione dei presepi e li dissemina in giro per casa in periodo natalizio. Gaspare - il figurino di legno - invece non c'entra nulla, si trovava a passare di lì per caso, ma è stato reclutato come portatore di campanelle.


Dopo una pessima esperienza diversi mesi fa, ho trovato un altro mercatino dell'usato al quale portare le cose delle quali mi voglio liberare ma che non voglio buttare. Se il primo era fighettino, questo ha piuttosto l'aspetto della soffitta della nonna, quella dove butti più o meno caoticamente tutte le cose che non servono. Voglio vedere chi si compra gli elefantini, comunque.


A badare alle previsioni, a metà dicembre avrebbe dovuto venire chissà quanta neve, invece tutta qui. Meglio così, visto che dovevamo portare dei mobili attraverso la terrazza della vecchia casa. A proposito, questa foto è stata scattata dal secondo piano, in quella che era la camera da letto dei miei genitori.




martedì 1 gennaio 2019

2018-2019


Sono ancora sbalordita dal fatto che, una volta tanto, le cose siano andate secondo i miei piani. Mi riferisco al restauro della vecchia casa. In effetti non è stato finito tutto per la fine dell'anno, ma la conclusione dei lavori non è troppo lontana e siamo anche già stati a fare un giro preliminare all'Ikea. Il figlio grande, diventato lavoratore, scalpita per trasferirsi; il figlio piccolo, diventato milanese, non si sa bene come intenda gestire il suo appartamento. Per quanto mi riguarda, il mio spazio è già in via di sistemazione e, piano piano, riuscirò a portare a termine anche il riordino generale rimandato a suo tempo per motivi di tempo, roba che farò impallidire Marie Kondo o quasi. Veramente non si tratta di disfarsi di tutto, ma certamente è richiesto un accurato ragionamento su cosa tenere, cosa buttare, cosa portare al mercatino e cosa regalare in beneficenza. Come già detto, per fortuna non vado di fretta, anche perchè a dettare legge è il mal di schiena, ma già avere sotto mano una poltrona comoda dove riposare all'occorrenza non è male (prima non potevo farlo). Manca l'inaugurazione ufficiale (più che altro perchè mancano ancora un paio di cose essenziali), ma arriveremo anche a quella. Si può quindi dire che il 2019 sarà il proseguimento del 2018 per quanto riguarda il progetto casa, ma sarà l'anno X per quanto riguarda Guchi. L'idea sarebbe di passare alla versione 3.0, ma non mi è ancora chiaro come riuscirci; diciamo che ho intenzione di cominciare a lavorarci. Concludo augurando Buon Anno a voi che mi leggete, e che sia un anno in cui anche i vostri progetti - se ne avete - potranno concretizzarsi.