mercoledì 31 ottobre 2018

ottobre dormiglione

la finestra della cucina sul terrazzo della vecchia casa

Nel fatto che i figli crescono ci sono indubbiamente dei vantaggi, per esempio aver finito di andare a scuola da parte del figlio piccolo ha fatto sì che io non sia più obbligata a svegliarmi presto per preparare la colazione e metterlo fuori dalla porta di casa in tempo per la prima ora. Ho quindi fatto qualcosa che per me è una rarità: sono rimasta nel letto a poltrire quasi tutte le mattine. Certo, è un poltrimento relativo nel senso che non è che mi sia alzata da letto alle 10, ma anche solo poter girarsi dall'altra parte sapendo di poter restare a covare altri dieci minuti per me è una soddisfazione impagabile. Tra l'altro adesso sono di nuovo in stand-by con la casa perchè chiaramente finchè è invasa dagli artigiani non c'è nulla che io possa fare, di conseguenza non ho avuto impegni che mi abbiano costretta a sgobbare. Ottobre è dunque stato un mese molto rilassato dal punto di vista fisico, anche se un po' di arterio non me la sono fatta mancare. L'altra buona notizia è che ho ricominciato a fotografare (in analogico intendo) dopo una pausa di più di due mesi causata dal caldoporco. Mi sono ripromessa di fare un'uscita fotografica a settimana e sono riuscita a mantenerla, riuscendo almeno in parte a risvegliare il neurone.



Col marito ho fatto un salto alla Sagra dei Frutti Dimenticati di Casola Valsenio (dove ho fatto incetta di noci e castagne, che non sono frutti dimenticati, ma meglio comprarli direttamente dal contadino) e ho partecipato a un brunch a Villa Albergati di Zola Predosa. Era compresa anche la visita guidata alla villa, che abbiamo fatto ruzzolando sulla pancia perchè avevamo mangiato troppo.



A Ferrara sono stata a vedere la solita mostra delle foto premiate del World Press Photo e ho pensato bene di integrare la gita visitando il Cimitero Monumentale della Certosa. La parte più vecchia è piuttosto fatiscente, diverse parti sono state chiuse al pubblico (mi spiegava un'addetta che hanno patito dei danni per via del terremoto e che della manutenzione delle tombe si dovrebbero occupare le famiglie, ma di quelle più vecchie manco si sa se esistono ancora degli eredi), e tuttavia il suo fascino sta proprio in questa decadenza. E' stata una bella passeggiata tra il silenzio e la solitudine, conclusa la quale ho fatto un ottimo pranzo che più tradizionalmente ferrarese non si poteva presso la Ariosteria di Via  Palestro 99: cappellacci alla zucca, salama da sugo con purè e tenerina al cioccolato. Burp!


uno scorcio di Pennabilli

L'ultimo sabato del mese, sfidando le pessime previsioni del tempo e gli occhioni sgranati di chi ci dava dei pazzi, siamo andati a fare una gita con una coppia di amici. Alla fine tirava solo un forte vento, di pioggia non se n'è vista, dimostrazione del fatto che a fidarsi ciecamente di quelli de Il Meteo si fa spesso la figura degli idioti XD La gita ha previsto la visita di Pennabilli (molto carina), una passeggiata nel bosco vicino a Carpegna con pranzo al sacco (e che meraviglia il bosco in autunno!), una breve sosta a Carpegna (breve perchè il palazzo è aperto solo in certe occasioni perciò lo abbiamo visto solo da fuori) e visita del borgo di Frontino (che fa parte di quelli più belli d'Italia e in effetti è un gioiellino). Gran bella giornata, insomma, e io sono stata particolarmente contenta per la dozzina di gatti incontrati qua e là e quasi tutti socievoli. Mi sa che morirò gattara!

domenica 28 ottobre 2018

The Mortal Instruments - Cassandra Clare


Un applauso alla mia idea di vedere sempre le riduzioni cinematografiche o televisive prima di leggere i libri dalle quali sono state tratte, difatti ancora una volta mi trovo davanti a una dimensione diversa. La saga di sei libri di Cassandra Clare - distribuita sul mercato italiano con il titolo di Shadowhunters - è un lavoro di quasi duemila pagine che mi ha ricordato più l'ambientazione di Harry Potter che non lo stile della serie TV. In quest'ultima come sempre si punta molto sull'azione, azione che non manca nei libri, ma che è bilanciata da altrettanta riflessione. Quello che non capisco è lo stravolgimento della trama quando quella originale è molto più coerente e lineare, ma immagino che entrare nella testa dei produttori televisivi sia impossibile; resta il fatto che, ignorando i libri, la serie è comunque ben fatta e avvincente. Nei libri si segue la storia di Clary & Co., con i piccoli problemi da adolescenti mescolati a quelli ben più gravi degli sconvolgimenti del loro mondo. La minaccia è grave e comporta lutti, distruzione e l'eventualità che il mondo come lo conosciamo scompaia, sostituito da una versione infernale. Tocca a un manipolo di ragazzini salvare capra e cavoli, laddove gli adulti appaiono a volta ingessati in convinzioni superate e incapaci di quel tocco di immaginazione e incoscienza necessari alla vittoria. Lettura che mi ha coinvolto, personaggi che mi sono stati quasi tutti simpatici (peccato continuare a immaginarli coi volti degli attori della serie, anche se per lo più azzeccati) e diverse ore di quel distacco dalla realtà che vo cercando: che cosa chiedere di più?

giovedì 18 ottobre 2018

vecchi adulti


E' un periodo un po' così. Mi rendo conto che l'affermazione è vaga, dunque mi spiego: è uno di quei periodi in cui non capitano catastrofi di portata tale da smuovere la mia rabbia/depressione (in questi casi le due cose si alternano), in compenso capitano tante piccole cose che mi causano frustrazione e mi portano a uno stato generale di insoddisfazione. Un periodo di mah borbottati a ogni piè sospinto, di teste scosse in modo sconsolato, di sospiri. La situazione intorno a me in senso più lato non aiuta, difatti per evitare travasi di bile non sto quasi più seguendo le notizie di attualità. In compenso, dopo aver cominciato ad ascoltare praticamente solo musica anni Ottanta a partire da questa estate, mi rendo conto che sono retrocessa a una sorta di adolescenza passata tra libri, film e serie TV che hanno il solo fine di distrarmi, portandomi in una dimensione parallela fantastica. Finchè sto lì sto bene, poi mi tocca tornare ai mah e ai sospiri perchè la realtà chiama alle cose indispensabili. Mi viene da ridere perchè anche la serie di libri che sto leggendo in questo periodo rientra nella categoria young adult: romanzi rivolti ad un pubblico dai 12 ai 18 anni. Comunque mi consolo perchè Wikipedia afferma che metà dei lettori di questo genere sono adulti, vedi tutti quelli che hanno letto la saga di Harry Potter dopo i vent'anni (pare che esista anche un genere new adult che va dai 18 ai 24 anni: chi mi conosce sa che detesto le etichette e quindi scrivo questo solo per la cronaca, per il resto tendo a sbattermene altamente). Visto che più passa il tempo più perfeziono il mio talento per il romitaggio, qualunque cosa io faccia non fa male a nessuno; se non altro la recessione all'adolescenza non ha ancora interessato il mio aspetto esteriore e chi mi incontra vede la stessa vecchia befana di sempre.

sabato 13 ottobre 2018

The 100


Dopo un'apocalissi nucleare, gli unici superstiti della razza umana sono le persone che si trovano a bordo delle stazioni spaziali che orbitano intorno alla Terra; riunitesi insieme (perchè l'unione fa la forza), si ritrovano 97 anni dopo il disastro con una serie di problemi che si traducono con il fatto che sono troppi e che le risorse non bastano più per tutti. E' anche in quest'ottica che viene deciso di spedire sulla Terra i 99 delinquenti minorenni in attesa di esecuzione (perchè la disciplina è rigidissima e ogni infrazione viene punita con la morte) con la speranza che possano scoprire che la Terra è tornata abitabile; a loro si unisce il fratello di una delle ragazze. I cento atterrano e scoprono che effettivamente sulla Terra si può vivere, ma scoprono anche che è tutt'altro che disabitata. Da un lato ci sono i discendenti di coloro che sono sopravvissuti all'olocausto e che sono divisi in diversi clan di feroci guerrieri, dall'altro ci sono i discendenti di quelli che si sono rinchiusi in un bunker. A nessuno piace la presenza dei nuovi arrivati e scoppiano così molti violenti contrasti. Questo non è che l'inizio di una serie che ho trovato molto avvincente; arrivata alla quinta stagione (ma le mie preferite sono le prime due, benchè il livello si sia sempre mantenuto alto) e probabilmente destinata a proseguire, è tratta da quattro romanzi che, a detta di chi li ha letti, sono piuttosto diversi (vi saprò dire). Di certo non c'è il tempo di annoiarsi, l'adrenalina scorre sempre a fiumi, anche perchè quando le cose vanno male ecco che subito cominciano ad andare peggio, e quando pensi che peggio di così non potranno andare diventa tutto ancora più tremendo. Inutile dire che muoiono parecchi personaggi. Insomma, a me è piaciuta un sacco!

mercoledì 10 ottobre 2018

Guchi vuole farsi del male (ovvero: guardare film aspettandosi che facciano schifo)


Ho già detto che detesto i remake e in questo caso ero curiosa di vedere che razza di porcheria era stata fatta, viste anche le critiche negative che avevo letto. Premetto che ho visto il Ben Hur classico, quello del 1959 che ha vinto undici Oscar, almeno due volte, se non tre. Si tratta di una di quelle pellicole che non si possono non vedere perchè malgrado l'altisonante tono biblico, resta pur sempre una pietra miliare. In questa nuova versione la trama ha subito alcune modifiche ma è soprattutto nella maniera in cui la storia viene narrata che ho notato la differenza maggiore. Se il Ben Hur del 1959 è epico, questo ha una dimensione più umana. Detto ciò, non posso dire che sia stato orrido come mi aspettavo; chi non ha visto quello più famoso potrebbe anzi apprezzarlo. Secondo me è un prodotto che non ha niente di meno dei soliti film di azione che raggiungono i nostri schermi, pur non vantando meriti particolari. La celeberrima scena della corsa sulle bighe è tosta quanto basta e mi è piaciuta anche la battaglia navale. Insomma, come film di intrattenimento senza troppe pretese ci può stare.



E poi se di un film leggo recensioni senza vie di mezzo, ovvero c'è chi gli dà cinque stelle e chi dice che è ùrendo, a me viene ancora di più la curiosità di vederlo, di conseguenza eccomi ad affrontare un fantasy russo. Intanto devo dire che vedere qualcosa di diverso dal solito non può che fare bene ai neuroni e se non altro in questo film ci sono alcuni aspetti che meritano proprio perchè originali ai nostri occhi abituati alle americanate. In compenso la storia è fondamentalmente prevedibile: un amore tra la bella e il mostro che finisce bene malgrado tutti i peggiori presupposti. Insomma, credo che un film così lo si debba prendere come una favola, nè più nè meno, e in quest'ottica è più che dignitoso.


Avevo già accennato al film Shadowhunters quando avevo parlato della serie, film che ai fan dei romanzi non era affatto piaciuto. Con tale presupposto e avendo gradito la serie, avrei anche potuto fare a meno di guardarlo, ma ero troppo curiosa e non ho resistito. Il film parte bene, nel senso che da subito appare più vicino allo spirito dei libri, ma ben presto se ne discosta, oltre a pasticciare la trama. Nella seconda parte pare quasi che la sceneggiatura sia stata scritta in stato d'ebbrezza e ne è uscito uno strazio insopportabile. Le uniche cose degne di nota di questo film sono Aidan Turner e Godfrey Gao (quest'ultimo appare solo per pochi secondi ed è un gran peccato).

domenica 7 ottobre 2018

The Originals


Questa serie è lo spin off di The Vampire Diaries che purtroppo non ho visto. Segue le avventure della famiglia dei vampiri originali, ovvero quelli che per primi sono diventati tali e che hanno poi originato a morsi tutti i vampiri successivi. La trasformazione è avvenuta ad opera di una potente magia operata dalla loro madre che cercava in realtà un modo per renderli immortali proteggendoli dagli attacchi dei lupi mannari; la madre stessa e il padre, resosi conto di che mostri fossero diventati, avevano poi cercato senza successo di ucciderli. Il boss della situazione è Niklaus, che fa il bello e il cattivo tempo mettendo la sorella in stand-by per proteggerla da quelli che secondo lui sono fidanzati indegni di lei e opponendosi al pacato e ragionevole fratello maggiore. I tre avranno molte gatte da pelare e molti nemici da affrontare e, malgrado litigi e dissidi, l'unione tra di loro resisterà ad ogni sfida. Direi che ho gradito assai, e tuttavia il mio termine di paragone vampiresco è True Blood e quello rimane finora insuperato.

venerdì 5 ottobre 2018

Bitten - Kelley Armstrong


Non ho scelta.
Dovrò soccombere, anche se è tutta la notte che combatto. Come una donna che sente i primi dolori del travaglio non può decidere di rinviare il parto, allo stesso modo neppure io posso opporre resistenza: è perfettamente inutile, perchè alla fine la Natura vince sempre.

L'originale è sempre migliore, per questo ho deciso che di qui in avanti (e nel limite del possibile) leggerò gli originali sempre dopo aver visto le varie riduzioni cinematografiche o televisive. Difatti ultimamente mi è successo di avere visto diverse cose tratte da dei libri; a prescindere mi sono piaciute, ma quando ho letto i libri in questione mi sono resa conto che se avessi letto prima quelli, le versioni filmate mi avrebbero molto deluso, quando non fatto proprio schifo. D'accordo, so che non bisogna fare di ogni erba un fascio; in una buona riduzione, oltre alla trama sostanziale, occorre rispettare anche lo spirito dell'originale. Non mi stancherò mai di citare come esempio la mitica trilogia de Il Signore degli Anelli: ho perso il conto delle volte che ho letto i libri e che ho visto i film. Molto più spesso tuttavia la trama viene storpiata o presa a colpi di accetta, mentre dello spirito dell'originale non c'è traccia. Comunque sia, dopo aver visto la serie Bitten che mi era piaciuta, ho recuperato il primo dei libri scritti da Kelley Armstrong ed ho scoperto una storia più pacata e introspettiva rispetto alla versione televisiva. L'azione c'è ancora, ma la protagonista passa più tempo persa tra i suoi dubbi che prendendo a calci i cattivi. Oltre a ciò, due personaggi che nella serie hanno un ruolo importante nel libro muoiono subito, mentre un altro che muore subito nella serie sopravvive fino all'ultima pagina del libro; ci sono anche altre differenze. Lo spirito dell'originale è rispettato? Sostanzialmente sì, ma, come dicevo, la serie ha più azione. E' anche vero che questo libro copre la prima stagione, non ho idea di come la storia proceda nei volumi successivi. Il libro comunque mi è piaciuto, mi piacerebbe leggere anche gli altri, ma o vinco la pigrizia e mi metto a leggere in inglese, o mi attacco e tiro perchè in italiano non li trovo.

martedì 2 ottobre 2018

un mese in quattro foto: settembre


Il rumeno Andrei Pandea è uno dei ceramisti che ho più apprezzato nella scorsa edizione di Argillà, difatti mi sono comprata ben due delle sue teste buffe.


Alla chiesa di Santa Maria dell'Angelo (qui nella mia città) hanno allestito una mostra originale: delle statue a grandezza originale realizzate con l'impasto del pane. Le bruciacchiature le fanno somigliare a delle mummie e in effetti da lontano sembrano fatte di legno bruciato; solo avvicinandosi si capisce che sono di pane. L'artista che le ha realizzate si chiama Ettore Frani. Le ho trovate affascinanti e inquietanti allo stesso tempo.



Ho messo questa foto non perchè sia bella, ma perchè la cosa mi ha fatto ridere. Questo è il negozio di ortofrutta dove mi reco sempre in alternativa al mercato; il problema è che ogni anno chiude per ferie a Ferragosto e non si sa quando riapre. Quest'anno hanno scritto "ci rivediamo a settembre" ma a fine mese ancora non si erano visti. La cosa ha gettato nello sconforto i clienti abituali che evidentemente hanno cominciato a chiedere notizie ai negozi confinanti; da qui l'esasperazione e il cartello.



Perchè non eravamo già abbastanza fitti, mio marito ha preso un comodino della nonna a un mercatino delle pulci; dalla foto non si vede, ma oltre al piano in marmo c'è anche un piccolo tondo in metallo con due amorini. Spero che la gatta non ci vada a pisciare contro...