giovedì 19 aprile 2018

april in Paris - seconda parte


Le previsioni davano pioggia, ma non si capiva bene in quale momento della giornata, perciò mi sono scelta una meta al coperto: la Galleria nazionale dello Jeu de Paume. L'apertura però era alle 11, così per ammazzare il tempo (sono abbastanza mattiniera anche quando viaggio) me ne sono andata a spasso per il Giardino delle Tuileries, a quell'ora ancora quasi deserto, a parte la camionata di cinesi che si è riversata all'improvviso, ha scattato foto convulsamente mentre passava e poi è sparita, probabilmente diretta al Louvre.


Alla galleria erano in corso due mostre fotografiche, molto diverse tra loro ma ugualmente interessanti. La prima era dedicata a Raoul Hausmann, artista e fotografo, uno dei fondatori del dadaismo. Mi sono piaciuti in particolare i nudi scattati sulla spiaggia per via dei forti chiaroscuri.


Belle anche le foto di Susan Meiselas, fotografa che non esito a definire audace sotto diversi aspetti: non solo ha scattato durante la guerra civile in Nicaragua, ma si è occupata anche di spogliarelliste e dominatrici.


Vista la vicinanza con la galleria, ho deciso che anche il mio secondo pasto a Parigi meritava di svolgersi in una location adeguata ed ho così raggiunto Angelina, storico locale sulla rue de Rivoli, che dal 1903 dispensa dolcezze (e conti salatissimi). Sono stata fortunata perchè non ho dovuto fare la fila per mettermi a sedere, ho aspettato giusto un minuto; il mio pranzo ha compreso i due cavalli di battaglia, ovvero la cioccolata in tazza (apprezzatissima anche da Audrey Hepburn) e il dolce di castagne Mont Blanc. Ci sono occasioni in cui dire addio a una cinquantina di euro non crea alcun rimpianto e questa è stata una di quelle.


Nel frattempo non si era ancora vista una goccia di pioggia, perciò ho pensato di recarmi al cimitero Père Lachaise; ovviamente ha cominciato a piovere non appena sono arrivata. C'è da dire però che era giusto una pioggerella e che non mi ha impedito di gironzolare e fare foto. Non sono andata a caccia di tombe famose, quanto piuttosto di quelle fatiscenti e abbandonate. Tornando verso l'uscita mi sono imbattuta in un assembramento di persone, molte di più di quelle che sarebbero state presenti a un normale funerale, così ho chiesto lumi a una signora che mi ha detto che si trattava della cerimonia per il cantante Jacques Higelin.


Mentre la pioggia continuava a cadere, sono sbarcata alla stazione di Abbesses per vedere il Mur des je t'aime che però non mi ha detto granchè; si tratta di un murales sul quale c'è scritto ti amo in 250 lingue diverse. La mia opinione non era evidentemente condivisa da tutti quelli che se ne stavano in fila per farsi la foto davanti ad esso. Ho vagabondato un po' per i dintorni perchè trovo il quartiere di Montmartre pittoresco, almeno fino a quando non si cade preda dei ritrattisti e dei venditori ambulanti, e già che c'ero sono salita fino alla basilica del Sacro Cuore dove però pioggia e bruma impedivano la vista del panorama (ma c'era chi faceva foto comunque...). Sono anche scesa, riuscendo di nuovo a perdermi, ma questo mi ha permesso di passare per la zona del mercato di Saint-Pierre; il mercato non c'era, ma mi sono comunque divertita passando davanti ai negozi di stoffe (tutta la strada è formata solo di quelli). 


Dopo una breve sosta ritemprante in albergo, sono andata a caccia della Crêperie Bretonne fleurie de l'épouse du marin in Rue de Charonne 67, locale piccolo e molto carino specializzato in crêpes in stile bretone. Ho apprezzato parecchio anche il sidro.

Nessun commento:

Posta un commento