sabato 17 marzo 2018

always ascending


Indovinello: abbiamo due baldi giovani di 20 e 23 anni e una casalinga cinquantaduenne. Chi è che va al concerto dei Franz Ferdinand? Esatto! A proposito dei miei gruppi preferiti ho sempre detto che finchè loro sono in grado di suonare, io sono in grado di andare ai concerti, anche se in questo caso parliamo di gente più giovane di me. I Franz Ferdinand sono uno dei pochi gruppi che ho seguito con costanza e i cui album non mi hanno mai deluso; li avevo già visti a Ferrara alcuni anni fa e li avevo trovati così bravi che mi ero ripromessa di non farmeli più sfuggire. Stavolta mi è andata di lusso perchè erano a Bologna, quindi comodi da raggiungere in treno e autobus (ovvero: comodi nel senso che i mezzi pubblici ci sono, perchè ritrovarsi come al solito in situazioni da trasporto bestiame è tutt'altro che comodo...). Al Palasport di Casalecchio sono riuscita a imbucarmi con due succhi di frutta in brick perchè hai voglia di controllare zaini e borse a meno di non farli rovesciare tutti, il modo di fare del contrabbando si trova sempre. Mi ero già sbarazzata della bottiglietta d'acqua e mi scocciava di pagare il triplo qualunque bevanda avessi preso all'interno. Per la fortuna delle mie ginocchia anche dentro la sorveglianza era approssimativa e alcuni settori delle gradinate erano vuoti; io avevo il mio bravo posto assegnato e ci sono anche andata, poi dopo cinque minuti ho realizzato che in quelle condizioni non ci potevo resistere, visto che l'ampiezza degli spazi era stata progettata sulle misure dei bambini dell'asilo, dunque se volevo evitare di ritrovarmi i giorni seguenti con le ginocchia gonfie e doloranti occorreva passare al piano B. Inizialmente ho pensato di vagare o sistemarmi altrimenti fino all'inizio del concerto; ho trovato dei comodi termosifoni (per fortuna spenti) e poi, quando ho sentito le note del breve concerto del gruppo di supporto (il duo elettronico italiano I'm not a blonde) mi sono affacciata sulle gradinate scoprendo appunto i molti posti vuoti. Ho deciso di rischiare; mi sono accomodata sulla prima fila, comoda per poter stendere le gambe, pronta a tornare al mio posto nel caso fosse arrivato il legittimo detentore di quel sedile. Invece non solo non è venuto nessuno a reclamarlo, ma anche altre persone si sono spostate dove preferivano senza che nessuno venisse a brontolare, così come nessuno è intervenuto quando, a concerto iniziato, ci siamo alzati in piedi appoggiandoci alla balaustra. Ad altri concerti si era sorvegliati a vista e non si poteva lasciare il proprio posto, per dire. Con queste premesse, mi sono potuta godere la musica con tutti gli agi. I Franz Ferdinand hanno suonato per un'ora e mezzo, alternando i nuovi brani ai vecchi successi, soprattutto quelli del primo album, e trascinando il pubblico in cori e balli. Alex Kapranos era in ottima forma, anche se stava meglio bruno, e la mia schiena si è comportata meglio del previsto, considerato che non sono certo riuscita a stare ferma (nè zitta). Alla fine sono riuscita a toccare il letto verso le due di notte; il giorno dopo mi sentivo come se mi fosse passata addosso una mandria di bisonti, ma ne è valsa la pena.



2 commenti:

  1. Potevi farti venire aprendere dai Baldi Gggiovani... di solito sono i genitori a doverli scorrazzare in giro....

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    1. Giusto, lo terrò in mente per il prossimo concerto ;)

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