domenica 7 gennaio 2018

Napoli velata


Se c'è una cosa che mi fa arrabbiare è arrivare in fondo a un film o a un libro e non capirci un cazzo. E' il caso di quest'ultimo lavoro di Ferzan Özpetek, regista del quale non vedevo qualcosa da molti anni. Confesso infatti di avere una sorta di allergia al cinema italiano; lo so che Özpetek in teoria è turco, e difatti quelle cose sue che avevo visto mi erano piaciute molto, poi è successo come con lo Jägermeister, ma al contrario. Comunque sia, come definire questo film? La cronaca di un'ossessione? Un giallo? Un thriller psicologico? Boh. Il problema sta appunto nel finale, che quando pensi di averci capito qualcosa ti viene il dubbio di non aver capito niente. Vabbè, concludo perchè il film è sugli schermi in questo periodo, non sia mai che vado a rovinare la sorpresa a qualcuno. Niente da eccepire sul cast, l'ambientazione napoletana regala alcuni piacevoli siparietti folkloristici, la storia mi aveva anche intrigato fino a che non ci ho più capito un cazzo. Ah, questo lo avevo già detto, vero? E allora ciao. 

2 commenti:

  1. E allora ciao. :)

    A me Özpetek piace, o piaceva, anche se ad un certo punto ha cominciato a 'produrre in serie' stessi attori, stesse tematiche, come se trovato il filone non sia più riuscito ad uscirne.
    Qualcosa è venuto bene ma è ormai 'datato'... rivedere oggi Le fate ignoranti per esempio mi lascia un gusto di muffa, cosa che non accade per esempio con Frankenstein junior, i Il Gattopardo che vedrei mille volte. E quindi ora lo evito... e quindi ciao! :P

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    1. Io non l'ho più rivisto, per quanto mi fosse piaciuto, chissà che effetto mi farebbe adesso. Dicasi lo stesso per La finestra di fronte, che pure mi era piaciuto molto. Peccato che molti registi si perdano per strada con l'andare del tempo; a Özpetek forse è successo prima che ad altri.

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