venerdì 5 gennaio 2018

L'ospite - Stephenie Meyer


Il nome del Guaritore era Acque Profonde.
Era un'anima, buona per natura: compassionevole, paziente, onesta, virtuosa e piena d'amore. L'ansia era un'emozione insolita, per lui.

No, non mi sono bevuta il cervello. Non del tutto almeno. Difatti questa scrittrice è l'autrice della celeberrima polpetta saga di Twilight e quindi è logico chiedersi se la Guchi non si sia completamente rincoglionita a leggere uno dei suoi libri. Il fatto è che un po' di tempo fa dovevo finire di spendere un buono e restavano solo pochi euro; non era facile trovare qualcosa per quella cifra, così mi sono messa a guardare nella sezione degli sconti su IBS. Mi è capitato sotto gli occhi questo titolo e prima di realizzare chi fosse l'autrice avevo già letto molte critiche entusiaste - il che in effetti non significa nulla, visto che di critiche entusiaste ne avranno ricevuto anche i vari Twilight dalle fan - poi ho buttato un occhio alla trama e ho visto che i vampiri non c'entravano e così ho deciso di accontentare la mia curiosità. Che dire? Il libro è stata una piacevole sorpresa. Si tratta di una storia che si può definire di fantascienza giusto perchè ci sono gli alieni, difatti ha come presupposto l'esistenza di una razza di parassiti che si spostano di pianeta in pianeta colonizzandoli. E come li colonizzano? Inserendosi come ospiti all'interno delle varie forme viventi. Ok, suona molto Invasione degli Ultracorpi, ma la cosa intrigante è che la Meyer ha scelto il punto di vista degli alieni invasori. Costoro, sbarcati sulla Terra, son convinti di fare del bene perchè gli esseri umani violenti ed egoisti verranno trasformati in una mandria di individui gentili che si preoccupano principalmente del bene altrui. Naturalmente gli esseri umani non sono molto d'accordo, ma la sopraffazione numerica degli alieni non lascia scampo; solo pochi sono ancora liberi e gli alieni si dannano per scovarli e ridurli alla mitezza. E qui entrano in gioco le protagoniste, ovvero l'umana Melanie e l'aliena Viandante; la seconda incontra non poche difficoltà a domare la coscienza della prima e infine viene travolta da ricordi ed emozioni al punto che ne diviene alleata e amica. Poi sì, c'è anche la polpetta amorosa, ma in questo caso penso si possa chiudere un occhio perchè credo che il punto sia piuttosto l'incontro con l'altro -in questo caso alieno - e la scoperta di quelle cose in comune che lo fa diventare uno di noi. La conoscenza in fondo sta alla base della convivenza civile, il superare il concetto dell'altro come nemico - anche se qui di certo gli umani ne hanno tutte le ragioni. Insomma, Stephenie Meyer promossa relativamente a questo romanzo, ma di leggere Twilight non se ne parla, tranquilli XD


Probabilmente per via della fama dell'autrice, da questo libro è stato tratto un film omonimo. L'ho voluto vedere malgrado il coro denigratorio al quale, ahimè, ora mi tocca di dare ragione. Nella trasposizione cinematografica si è perso moltissimo; del resto penso sia difficile tradurre in immagini una storia che si basa in larga parte su un dialogo interiore. Qui la voce di Melanie si fa più forte, al punto da controllare spesso il proprio corpo - cosa che nel libro avviene al massimo due volte - a differenza del romanzo in cui la protagonista assoluta è Viandante, e allo stesso modo si perdono tutte le interazioni tra i personaggi - non solo quelli principali (anche in questo caso comunque molta emozione è andata perduta). Insomma, tra film e libro non c'è paragone; avranno anche mantenuto gli episodi salienti, ma è come se avessero dimenticato di metterci tutto il condimento. Non so che impressione mi avrebbe fatto se l'avessi visto prima di leggere il libro, ma così posso solo concludere che ho sprecato due ore di tempo.

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