sabato 11 novembre 2017

rivisitazioni ibride


Una delle tendenze che noto più spesso riguardo alle serie TV di tipo fantastico è il fatto di fondere diversi elementi partendo da un personaggio classico. L'esempio più lampante è Penny Dreadful che ha messo in piazza di tutto e di più. Questa serie, che chiaramente s'ispira alla famosa accoppiata Jeckyll/Hyde, vede come protagonista il nipote del Jeckyll più famoso. La teoria è che il cambiamento di personalità non sia dovuto alla pozione, ma che sia innato; la pozione sarebbe solo un catalizzatore. Dunque di Jeckyll/Hyde ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno (ammesso che figlino). Robert Jeckyll non sa nulla di ciò perchè il suo padre adottivo gli fornisce delle pillole che inibiscono la sua parte Hyde, ma ben presto si troverà immerso non solo nei propri problemi, ma anche in un complotto per riportare in vita un dio malvagio. L'ambientazione è la Londra degli anni Trenta; a me questa serie è piaciuta, anche se da principio mi aveva lasciata un po' perplessa, ma è indubbio che gli attori siano tutti molto bravi e che la trama sia risultata interessante abbastanza da coinvolgermi. Tuttavia la serie è stata interrotta dopo la prima stagione di dieci episodi che si è conclusa con uno di quei finali in cui non si sa se sono o no morti tutti. I motivi dell'interruzione sono stati sia gli indici di ascolto in calo che il fatto che la serie andava in onda in orario pomeridiano, cosa che ha causato una marea di proteste per via delle molte scene violente; magari se l'avessero trasmessa in seconda serata quando i bambini teoricamente dormono nessuno si sarebbe lamentato.



The Frankenstein Chronicles è una miniserie in sei puntate che è andata in onda un paio di anni fa; siccome ha riscosso grande successo, è stata prodotta una seconda stagione proprio quest'anno. Tale successo è certamente meritato; si tratta di una serie dai toni dark e inquietanti che, come suggerisce il titolo, si ispira alla storia di Frankenstein. Il protagonista è un ispettore della polizia fluviale malato di sifilide, John Marlott. Egli rinviene lungo il Tamigi un corpo annegato che, in seguito all'autopsia, si rivela composto di parti di otto diversi cadaveri di bambini. Gli viene ordinato di indagare in segreto per via del tema scottante; siamo nel 1827, epoca in cui era costume per i medici procurarsi cadaveri strappati alle tombe per portare avanti i propri studi di anatomia. Uno dei personaggi è Mary Shelley (nella realtà inventrice di Frankenstein) ed appare anche un morente William Blake. Marlott scopre delle verità scomode che finiranno per costargli la vita... o forse no. A me è piaciuta molto e spero di poter vedere anche la seconda stagione.



Poteva forse mancare il vampiro più famoso? Naturalmente no! Anch'egli però non ha avuto molta fortuna e la serie Dracula si è fermata a dieci episodi, probabilmente per via del fatto che la rivisitazione non è stata gradita dai fan del sanguinoso conte. In effetti mi associo ai fan; a me la serie non è piaciuta, tant'è vero che non sono nemmeno arrivata in fondo. L'ambientazione in epoca vittoriana è anche bella, però non mi ha convinto Jonathan Rhys-Meyers nei panni di Dracula, benchè sia un attore che in passato mi era anche piaciuto. Insomma, preferisco il Dracula cattivo e il mio riferimento continua a essere Gary Oldman nella versione di Francis Ford Coppola.



In questo caso il protagonista non è un mostro se non per via della straordinaria intelligenza. Elementary è una trasposizione di Sherlock Holmes in chiave contemporanea, ambientata a New York e con Watson che è una donna. Come serie mi è piaciuta, anche perchè, come ho già detto, apprezzo le indagini poliziesche basate sul metodo deduttivo. Per ora ho visto la prima e penso proprio che proseguirò con le seguenti. Quanto ai protagonisti, mi è sempre stata simpatica Lucy Liu (Watson), ma confesso che ho avuto problemi a digerire Jonny Lee Miller, non solo perchè il suo Sherlock Holmes è particolarmente irritante, ma anche perchè esteticamente non è il mio tipo d'uomo (per non dire di peggio). Certo, poichè non ho più dodici anni sono in grado di apprezzare un buon lavoro di recitazione anche se non gradisco la faccia dell'attore, ma non posso fare a meno di ripensare all'altro Sherlock visto di recente che mi piaceva sotto tutti i punti di vista.

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