lunedì 16 ottobre 2017

perseverare è diabolico


Siccome dopo aver fatto una cazzata bisogna giustamente farne un'altra, sabato scorso ho varato la mia seconda mostra fotografica. Per motivi di budget l'ho fatta nello stesso posto dell'altra volta, ovvero la libreria delle signore simpatiche, ed ho pure riciclato le stesse cornici. Mi sarebbe piaciuto cambiare, ma siccome per me tutto ciò è solo un costo, mi è sembrato meglio accontentare il mio ego col minimo sindacale. Venendo alla mostra, avevo pensato di farla già poco dopo essere tornata dal Giappone, ma a decidere quali foto esporre ci ho messo mesi. Alla fine ho pensato di focalizzarmi su un aspetto in particolare, ovvero quelle cose che si incontrano nei templi e nei santuari e che agli occhi di noi occidentali appaiono in qualche modo strane. La seconda cosa difficile da decidere è stata se dare alla mostra un risvolto didascalico descrivendo per filo e per segno ognuna di queste cose o se lasciare ai visitatori la meraviglia dell'ignoranza. Avrei preferito quest'ultima opzione, ma poi ho pensato che magari qualcuno avrebbe voluto approfondire e così ho trovato una soluzione di compromesso producendo un catalogo ricco di spiegazioni per i più curiosi. Una mia amica ha tentato di convincermi a stamparne un tot per metterli in vendita, ma siccome non sono nè Henry Cartier-Bresson nè Creso, ho valutato che non valeva la pena spendere soldi per poi ritrovarmeli tutti invenduti. Invece mi sono divertita con il programma per l'impaginazione delle foto e ne ho fatti fare giusto un paio (uno me lo tengo per ricordo). Di nuovo niente inaugurazione e a questo giro anche niente caramelle. Non ho nemmeno creato l'evento su Facebook, limitandomi a postare la locandina sul mio profilo a beneficio di tre-quattro persone (delle quali probabilmente solo una verrà, le altre abitano lontano), tanto come visitatori vanno bene i quattro gatti dell'altra volta. Dopotutto, continuo a non essere una photographer XD

4 commenti:

  1. in effetti i photographer una volta individuati è meglio evitarli che tanto fumo e niente foto :)

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    1. Ahahahah!! Il problema secondo me è che c'è tanta gente là fuori che fotografa perchè "può". Ormai con le macchine digitali e photoshop uno non ha bisogno di fare una bella foto subito, tanto in post-produzione aggiusti tutto come ti pare. Di conseguenza, essendo le cose diventate facili per tutti, molti hanno pensato di trarne un business o di diventare artisti. Questa mentalità ovviamente fa sì che si cerchi sempre un tornaconto, che sia economico o di visibilità. Poi, per carità, è un mondo difficile (per citare Tonino Carotone) e ci sta che uno cerchi di arrabattarsi come può. A me quello che sta sulle scatole è l'atteggiamento di questa gente che va in giro ostentando obiettivi da trenta centimetri (perchè così fanno vedere che ce l'hanno più lungo loro) e stanno sempre nel mezzo perchè di ogni soggetto scattano almeno 50 foto (perchè tanto possono farlo, e allora meglio avere centinaia di scatti che così magari un paio di buoni ce ne scappano) e che magari poi nelle loro pagine Facebook (chiamate tutte, rigorosamente, Pinco Pallo Photographer) si lamentano che devono passare ore al computer a photoshoppare. Scusa il pippone, ma ho il dente leggermente avvelenato XD

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  2. Buena suerte con la exposición!
    Besos, Chus :))

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